Dichiarazione del KKE sull’esito del referendum in Gran Bretagna

AKROPOLI-kkeComunicato stampa del CC del KKE sul risultato del referendum in Gran Bretagna sull’uscita dalla UE

Partito Comunista di Grecia (KKE) | kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
24/06/2016

Il risultato del referendum nel Regno Unito dimostra il crescente malcontento della classe operaia e delle forze popolari verso l’UE e le sue politiche antipopolari. Tuttavia queste forze devono svincolarsi dalle scelte di specifiche sezioni della borghesia e delle loro forze politiche, acquisendo caratteristiche radicali e anticapitaliste. Il risultato registra la disillusione delle aspettative alimentate da tutti i partiti borghesi, come in Grecia, in sinergia coi meccanismi dell’UE, ossia che i popoli possano vivere in prosperità all’interno dell’UE.

Il fatto che la questione del ritiro di un paese dall’UE sia stata posta in modo così spinto – e in un paese delle dimensioni della Gran Bretagna – è dovuto da un lato alle contraddizioni interne all’UE e all’ineguaglianza delle sue economie e dall’altro allo scontro in atto tra i centri imperialisti, per la recrudescenza della recessione economica. Questi fattori rafforzano il cosiddetto euroscetticismo, le tendenze separatiste e altre tendenze che cercano un cambiamento nella forma di gestione politica dell’UE e dell’eurozona.

I vettori reazionari dell’euroscetticismo, sono i partiti nazionalisti, razzisti e fascisti, come il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito di Farage (UKIP), il Fronte Nazionale di Lepen in Francia, la “Alternativa per la Germania” e formazioni simili in Austria, Ungheria e in Grecia, per esempio la formazione fascista Alba Dorata, Unità nazionale di Karatzaferis e altri. Ma l'”euroscetticismo” è espresso anche da partiti che utilizzano l’etichetta di sinistra, criticano o rifiutano l’UE e l’euro, sostengono una valuta nazionale e cercano altre alleanze imperialiste, con una strategia che opera nel quadro del capitalismo.

Queste contraddizioni e antagonismi permeano le classi borghesi di ogni stato membro dell’UE. I processi economici e politici in corso, sia in Gran Bretagna che nell’UE, i negoziati relativi alla posizione della borghesia inglese il giorno dopo, possono portare a nuovi temporanei accordi tra l’UE e il Regno Unito. Quello che è certo è che fino a quando la proprietà capitalistica dei mezzi di produzione e il potere borghese restano in piedi, qualsiasi sviluppo sarà accompagnato da nuovi dolorosi sacrifici per la classe operaia e le forze popolari.

Il risultato del referendum in Gran Bretagna espone le altre forze politiche greche, che nel corso degli anni passati benedivano la partecipazione della Grecia nell’Unione europea, presentandola come un processo irreversibile o seminando l’illusione circa la necessità di ancora “più Europa della democrazia e della giustizia”. Espone anche quelle forze che considerano la valuta nazionale come la panacea che porterà alla prosperità. La Gran Bretagna con la sua sterlina ha adottato le stesse misure antioperaie e antipopolari degli altri paesi della zona euro. E continuerà a prendere le stesse misure al di fuori dell’UE, in quanto è essenziale per la competitività e redditività dei suoi monopoli.

È certo che nei prossimi giorni le voci e le “lacrime” si moltiplicheranno, sia da parte del governo SYRIZA-ANEL che da parte degli altri partiti borghesi sulla “necessità di una nuova fondazione dell’Unione Europea”, sul fatto che la “UE ha perso la sua strada e c’è bisogno di tornare alle sue radici”, ecc. Tuttavia, l’Unione Europea sin dalla sua creazione è stata ed è un’alleanza reazionaria delle classi borghesi dell’Europa capitalista, con l’obiettivo di spremere il sudore dei lavoratori e derubare gli altri popoli del mondo, nel quadro della concorrenza con gli altri centri imperialisti. Non è stato e non sarà un accordo permanente, così come le alleanze simili del passato non sono state permanenti. L’ineguaglianza e la concorrenza capitalista, i mutamenti nei rapporti di forza, prima o poi portano le contraddizioni alla superficie, contraddizioni che non si potranno più colmare con compromessi temporanei e fragili. Allo stesso tempo sul terreno del capitalismo giungeranno a buon fine nuovi fenomeni e processi per nuove alleanze reazionarie.

Gli interessi del popolo greco, del popolo britannico, di tutti i popoli d’Europa non devono porsi sotto una “falsa bandiera”. Non devono schierarsi sotto le bandiere della borghesia e delle sue varie sezioni, che determinano le loro scelte e le loro alleanze internazionali in base ai loro interessi e sulla base del massimo sfruttamento possibile dei lavoratori. La condanna necessaria dell’alleanza predatoria del capitale, l’Unione europea, la lotta per il disimpegno di ogni paese da essa, per essere efficaci, devono essere collegate al rovesciamento del potere del capitale da parte del potere operaio e popolare. L’alleanza sociale della classe operaia e degli altri strati popolari, il raggruppamento e il rafforzamento del movimento comunista internazionale sono precondizioni per aprire la strada per questa prospettiva di speranza.

Dichiarazione dell’Ufficio stampa del CC del KKE

Dichiarazione del KKE sull’esito del referendum in Gran Bretagnaultima modifica: 2016-07-04T14:56:41+00:00da dalai87
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