Mentre si discute di intercettazioni, in Italia si muore per il lavoro.

Un milione di incidenti l’anno con un lavoratore ucciso in media ogni 7 ore, per un totale che arriva a quota 1.300 morti ogni 12 mesi a causa del lavoro. Solo oggi, sono morte 9 persone,vittime della Repubblica democratica fondata sul lavoro. Ma non ditelo alla classe dirigente, sareste trattati come dei sovversivi. Il problema in Italia, sono le intercettazioni, e per fortuna abbiamo dei politici che le emergenze le affrontano col pugno duro, protesti perché non vuoi vedere i tuoi figli morire o crescere in una discarica, vieni trattato come un terrorista, manganellato e arrestato, diffondi delle intercettazioni in cui un tuo stipendiato fa i suoi “porci comodi” alle nostre spalle, 5 anni di carcere… Uccidi un operaio……….. e tutti sono dispiaciuti, ti dicono siamo vicini ai familiari delle vittime, poi il giorno dopo si fanno le solite statistiche, poi…. e poi silenzio, aspettiamo i prossimi 5 o 6 morti in un giorno, perché se sono di meno non fanno notizia, e ripartiamo con le “solite parole di circostanza”. Ma d’altronde l’Italia è un paese pieno di problemi, abbiamo troppo poco tempo per decidere se patteggiare o no, abbiamo la vergogna delle intercettazioni, soffriamo il mal di mare e quindi facciamo il ponte sullo stretto così attenuiamo un pò il mal di strada da reggio a salerno.

“Chi ha sbagliato deve pagare – dice il segretario della Cisl, Bonanni – Stiamo diventando come un paese del terzo mondo. Ma tutto il paese deve ribellarsi.” Peccato che tutta la ribellione dei sindacati sia 2 ore di sciopero.

Quando un operaio muore i politici di destra, di sinistra e di centro si indignano.
Quando un operaio muore domani Prodi fa il decreto legge.
Quando un operaio muore Topo Gigio Veltroni candida gli industriali, “ma anche” un sopravvissuto della Thyssen Krupp.
Quando un operaio muore Ichino dice che “Da noi manca la cultura delle regole”.
Quando un operaio muore il Presidente della Repubblica soffre e auspica in televisione.
Quando un operaio muore Maroni dice “Non è colpa dei governi, perché le leggi ci sono”.
Quando un operaio muore nessuno parla della legge 30, dei precari, dei ricatti che subiscono, della legge del padrone e degli estintori vuoti “altrimenti vai a casa”.
Quando un operaio muore, oggi Fassino e D’Alema, ieri Berlinguer e Pertini.
Quando un operaio muore il padrone ha già messo i soldi da parte.
Quando un operaio muore la vedova e i figli finiscono in mezzo a una strada.
Quando un operaio muore i sindacati dichiarano uno sciopero di solidarietà di due ore.
Quando un operaio muore la colpa è del casco, se l’è cercata.
Quando un operaio muore la colpa è che se si lamentava per l’insicurezza veniva licenziato subito perché precario.
Quando un operaio muore è un assassinio, quasi sempre.
Quando un operaio muore faceva un lavoro a rischio, doveva succedere.
Quando un operaio muore si danno incentivi alle aziende che diminuiscono gli incidenti e non si chiudono quelle che producono i morti.
Quando un operaio muore è perché la sicurezza è troppo onerosa per la Confindustria.
Quando un operaio muore è un fatto di business, qualcuno ci ha guadagnato sopra.
Quando un operaio muore se faceva il politico campava cent’anni.

Mentre si discute di intercettazioni, in Italia si muore per il lavoro.ultima modifica: 2008-06-11T22:40:00+02:00da dalai87
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