Sabato 2 agosto 1980

Alle 10.25, nella sala d’aspetto di 2° Classe della Stazione di Bologna Centrale,un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplode uccidendo ottantacinque persone e ferendone oltre duecento.

Per Bologna e per l’Italia è stata una drammatica presa di coscienza della recrudescenza del terrorismo.

Non appena apparvero più chiare le dinamiche e fu palese una matrice terrorista, attribuirono la responsabilità della strage al terrorismo nero.

Già il 26 agosto dello stesso anno la Procura della Repubblica di Bologna emise ventotto ordini di cattura nei confronti di militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari: Roberto Fiore e Massimo Morsello (futuri fondatori di Forza Nuova), Gabriele Adinolfi, Francesca Mambro, Elio Giallombardo, Amedeo De Francisci, Massimiliano Fachini, Roberto Rinani, Giuseppe Valerio Fioravanti, Claudio Mutti, Mario Corsi, Paolo Pizzonia, Ulderico Sica, Francesco Bianco, Alessanro Pucci, Marcello Iannilli, Paolo Signorelli, PierLuigi Scarano, Francesco Furlotti, Aldo Semerari, Guido Zappavigna, GianLuigi Napoli, Fabio De Felice, Maurizio Neri. Vengono subito interrogati a Ferrara, Roma, Padova e Parma. Tutti saranno scarcerati nel 1981.

La sentenza definitiva di Cassazione il 23 novembre 1995: vennero condannati all’ergastolo, quali esecutori dell’attentato, i neofascisti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti, mentre l’ex capo della P2 Licio Gelli, l’ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vennero condannati per il depistaggio delle indagini.

Il 9 giugno 2000 la Corte d’Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio: nove anni di reclusione per Massimo Carminati, estremista di destra, e quattro anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del SISMI di Firenze, e Ivano Bongiovanni, delinquente comune legato alla destra extraparlamentare. Ultimo imputato per la strage è Luigi Ciavardini, con condanna a 30 anni confermata nel 2007. Anche lui continua a dichiararsi innocente.

Attorno a questa strage, come era già avvenuto per la Strage di piazza Fontana nel 1969, si sviluppò tutto un cumulo di affermazioni, controaffermazioni, piste vere e false, tipiche di altri tragici avvenimenti della cosiddetta strategia della tensione. Lo scopo sarebbe stato di destabilizzare la situazione politica italiana. In tale ottica, tra i moventi di tale strategia, soprattutto in Italia e nel quadro della Guerra fredda, sarebbe stato quello di influire sul sistema politico democratico, rendendo instabile la democrazia.

Lo strumento di tale strategia sarebbe stato l’infiltrazione di gruppi terroristici spingendoli a compiere azioni tali da creare allarme e terrore nell’opinione pubblica al fine di giustificare misure l’instaurazione di uno stato di polizia, anche attraverso il confezionamento di attentati congegnati in modo tale da farli apparire ideati ed eseguiti da membri di organizzazioni dell’estrema sinistra o dell’estrema destra, o tramite lo sfruttamento mediatico di attentati effettuati da normali terroristi.

  • Fu accertata la disponibilità di ‘Santuari’ all’estero a disposizione di terroristi italiani implicati in attentati in Italia.
  • Fu accertata l’attiva interferenza di servizi segreti stranieri, con l’addestramento all’estero di terroristi italiani
  • Fu accertata la fornitura di armi e/o esplosivi da parte di organizzazioni straniere.
  • Fu accertato il coinvolgimento della P2 nella Strage dell’Italicus.

Accanto ad una mancanza di accertamento documentario vi sono molte teorie di varia parte. Ogni teoria essendo espressione di una persona che cerca di dare la sua spiegazione ai fatti ha una sua validità.

Riportiamo un estratto della relazione delle Brigate Rosse sul loro interrogatorio dell’On. Aldo Moro durante la sua prigionia.

“La c.d. strategia della tensione ebbe la finalità, anche se fortunatamente non conseguì il suo obiettivo, di rimettere l’Italia nei binari della “normalità” dopo le vicende del ’68 ed il cosiddetto autunno caldo. Si può presumere che Paesi associati a vario titolo alla nostra politica e quindi interessati a un certo indirizzo vi fossero in qualche modo impegnati attraverso i loro servizi d’informazioni…Fautori ne erano in generale coloro che nella nostra storia si trovano periodicamente, e cioè ad ogni buona occasione che si presenti, dalla parte di [chi] respinge le novità scomode e vorrebbe tornare all’antico”

Alex Boschetti e Anna Ciammitti nel loro libro “La strage di Bologna”(edizioni BeccoGiallo), che analizza la strage del 2 agosto 1980 e tutti i riscontri delle indagini, compresi i depistaggi attuati da Licio Gelli, considerano i NAR un punto di snodo nella strategia della tensione insieme con la P2 e la CIA per attuare uno spostamento dell’Italia verso destra con un golpe strisciante aiutato da gran parte dei rappresentanti di governo e servizi segreti (in buona parte iscritti alla loggia coperta P2).

Destabilizzare per stabilizzare, quindi una presa violenta del Paese così come era teorizzato dal manuale trovato nella valigetta di Licio Gelli.

(tratto da wikipedia)

Sabato 2 agosto 1980ultima modifica: 2008-08-03T17:44:00+02:00da dalai87
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