Il discorso militare di McCain.

Giovedi notte è stata la volta del candidato repubblicano John McCain. A due mesi dalle elezioni ci sono poche certezze su chi potrà vincere. Ma il paragone tra il discorso di Barack Obama una settimana fa a Denver e quello di giovedì sera di John McCain a St. Paul non è neppure sostenibile, tanta è stata la differenza in favore del senatore nero e non solo a causa della incapacità oratoria del repubblicano.

Il discorso di McCain è stato distrutto dai commentatori, che lo hanno trovato noioso e senza una proposta forte per il futuro dell’America, e non è piaciuto particolarmente alla platea repubblicana, che non ha gradito la sua promessa di portare alla Casa Bianca in caso di vittoria indipendenti e democratici per fare una politica bipartisan e le sue critiche al partito per come ha guidato Washington in questi ultimi sette anni. Ma, a sorpresa, ha fatto il record di ascolti, battendo Obama e anche Sarah Palin, che la sera prima aveva raggiunto la cifra stratosferica di 37 milioni di telespettatori. Venendo però alle cose più interessanti del suo discorso, sembrava un vecchio uomo di guerra che raccontava la sua esperienza, che verrebbe dimostrata dalle sue cicatrici. Ha preso le distanze dall’attuale Amministrazione, ha detto che non lavorerà per un partito o per interessi particolari e che i repubblicani hanno deluso quando hanno mostrato vizi e corruzioni, alla fine si è visto un uomo solo, certamente non carismatico o affascinante, ma, come ha detto lui stesso, con addosso “le cicatrici” della battaglia. Hanno visto il soldato che ha vissuto anni di isolamento, che ha avuto il coraggio di dire dei no che gli sono costati torture e sofferenze. Ha parlato di patria, onore, sacrificio e merito ad un’America che si sente smarrita e confusa. «Mi sono innamorato del mio Paese quando ero prigioniero di un altro. Ho lavorato con esponenti di entrambi i partiti per risolvere i problemi che andavano risolti. E così intendo governare da presidente. Ho il curriculum e le cicatrici a dimostrarlo. Il senatore Obama non ha né l’uno né l’altro», ha detto McCain. E ha promesso di tagliare «settecento miliardi di dollari all’anno in aiuti ai Paesi che odiano l’America». Il suo discorso è stato preceduto da un filmato che celebra la sua famiglia e la sua carriera militare. Ma oltre al resoconto militare della sua vita, accolte con entusiasmo da tutti i berretti militari che si agitavano nella platea, un altra parte del suo discorso ha la sua rilevanza quella riguardante la scommessa della nuova america, l’energia e l’autosufficienza, lo stesso aveva detto il senatore Obama ma con una piccola differenza. Infatti, la soluzione di McCain prevede di dare immediatamente via libera alle trivellazioni al largo delle coste degli Stati Uniti per trovare nuovi pozzi. La maggioranza degli americani vive la benzina a quattro dollari al gallone come la peggiore delle sciagure e spera che nuovi pozzi possano abbassare i prezzi e rendere il Paese autonomo dal petrolio mediorientale.

Non appena ha annunciato le sue intenzioni la platea è esplosa in un’ovazione liberatoria ed è partito il coro “Drill, baby, drill” (Trivella, baby, trivella), vero leit motiv di tutta la Convention. I delegati dell’Alaska addirittura indossavano il caschetto bianco degli operai delle piattaforme petrolifere e incitavano a perforare anche le riserve naturali del loro Stato. Inoltre ha aggiunto, “come può pensare il sen. Obama di raggiungere l’autonomia energetica senza il nucleare e il petrolio”. Obama aveva detto: “investirò 150 miliardi di dollari in dieci anni sulle fonti energetiche rinnovabili:energia eolica, solare e biocombustibile”. Questa sarebbe una vera sfida e un vero cambiamento, uno spirito che in molti riconoscono in Obama, ma McCain non ci sta: «Il cambiamento è in arrivo». Meno tasse per tutti, fine dei privilegi e degli interessi particolari. Ma al Senato ha votato nove volte su dieci in linea con George W. Bush, ma ora siamo in campagna elettorale e non conviene dirlo, meglio dissociarsi.
McCain punta tutto sulla Palin, lei è l’unica possibilità che ha di vincere. Tanto che i sondaggi danno i repubblicani quasi alla pari di Obama dopo il discorso della Palin. Infatti McCain, non convince del tutto neanche i repubblicani in quanto lo considerano un anticonformista da cui ci si può aspettare di tutto. La Pain, oltre a raccogliere le simpatie delle donne deluse dalla mancata candidatura della Clinton, garantisce i voti dei conservatori e soprattutto della destra religiosa i cui voti sono vitali per i repubblicani. In tutto il discorso di McCain, quello che ne viene fuori è che quest’ultimo cerca di apparire come migliore di Obama solo per i suoi trascorsi militari e per le sue cicatrici (così si misura l’esperienza da loro), che per le idee. E non è detto che gli americani scelgono proprio le cicatrici di guerra che il cambiamento. Sono strani gli americani.

Il discorso militare di McCain.ultima modifica: 2008-09-06T19:47:13+02:00da dalai87
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2 pensieri su “Il discorso militare di McCain.

  1. Grazie per gli auguri, piccolo.
    Oggi passerò una giornata al mare, stasera in creperia congli amici e poi al bar per qualche pasticcino… Vuoi unirti a noi?????
    Un bacio e grazie ancora,
    Chèrie

    P.S. (gfregaene dei cretini. Io, ad esempio, ignoro la granparte dei miei compaesani, tutti finti snob e falsi..)

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