Rosso di Rabbia

RABBIA. Mi fa provare rabbia, vedere la delegittimazione degli eroi partigiani per mano di revisionisti fascisti che vogliono riscrivere la storia a 60 anni di distanza, con l’unico scopo di riabilitare il regime fascista. Parlano di verità, questi signori, mettono in campo cifre, mischiano fatti, fanno di tutta un erba un fascio, in modo che tutti sono cattivi così non lo è stato nessuno. Io vorrei chiedere a questi signori revisionisti, come secondo loro bisognava reagire ad un regime sanguinario come quello del ventennio. Che lo dicessero, prima di dare dei vigliacchi ai partigiani. I partigiani sono eroi, sono uomini, donne e ragazzi che hanno dato la loro vita per combattere un regime, che ha tolto la libertà alla mia nazione, quella libertà che ha 60 anni di distanza permette a me di parlare, come permette a questi signori di parlare. Io con la mia rabbia per questo, difenderò sempre i valori della resistenza verso chi cerca di distruggerli, è un compito che ogni ragazzo di sinistra dovrebbe avere nel cuore e nella mente. Non bisogna mai permettere che un ideale come quello della resistenza, venga macchiato da questi signori, che la storia non l’hanno vissuta, ma la vogliono scrivere a 60 anni dai fatti. Io sono orgoglioso di ogni partigiano, sono orgoglioso di ogni colpo di fucile del partigiano che abbia colpito un fascista, un collaborazionista, una spia, perchè capisco la loro Rabbia, capisco la Rabbia che contraddistingue ogni resistenza, dai pellerossa a quella degli Zapatisti nel Chiapas, passando per le lotte del Che e dei partigiani europei fino ad arrivare al popolo palestinese. Sono figlie della stessa Rabbia. L’odio verso chi ti sottomette, ti sfrutta, verso chi si arricchisce sulle tue spalle, verso chi usa la violenza, violenza a cui si può rispondere solo lasciando spazio alla rabbia, quella che non ti fa più pensare se ci rimetto qualcosa ma che ti fa solo agire. I politicamente corretti, etichettano come terrorista quest’uomini, per i fascisti erano terroristi i partigiani, per il governo messicano i zapatisti erano terroristi, per il mondo cosiddetto “civile” i resistenti palestinesi sono terroristi. Ma cos’è questo terrorismo, allora, se non lottare per la libertà e per il proprio popolo. Cosa sarebbe stato dell’Italia se non ci fossero stati i partigiani, a che punto sarebbero le condizioni degli indios se il subcomandante Marcos non avesse organizzato la loro resistenza. C’è una strofa di Contessa che dice: Voi gente per bene che pace cercate, la pace per fare quello che voi volete, ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra, vogliamo vedervi finire sottoterra.Ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato, nessuno più al mondo dev’essere sfruttato.” La ricerca del compromesso ha sempre portato alla supremazia del più forte, che sia stato o classe sociale e nulla mai cambierà davvero, ci saranno i potenti e noi, quelli che accettano e si accontentano delle briciole che gli vengono concesse. A questo punto una sola diventa la soluzione per cambiare lo stato delle cose, resistere, lottare e se per questo si è costretti ad armare il braccio devi farlo. I Zapatisti, in Messico, sono stati capaci di ciò, hanno armato il braccio anche con le sole “zappe” pur non essendo soldati, non essendo addestrati come i marines, pur non avendo nell’anima la guerra hanno affrontato un esercito, uno stato, perchè costretti da quest’ultimo e hanno vinto perchè non hanno accettato il suo compromesso, e quando porti fino in fondo la lotta, lo stato deve cedere e solo allora ti puoi mettere a discutere ed a costruire la pace, solo essendo seduti allo stesso livello. Per questo tutti i perbenisti e revisionisti della storia, dovrebbero guardare alla Resistenza come massimo punto a cui l’uomo è costretto ad arrivare per ottenere la libertà e i diritti, che regimi e classi non ti concederebbero mai. Prima di parlare,  riflettete su cosa è una Resistenza e non riempitevi la bocca di “episodi”. Per questi signori tutto è da revisionare e da rivedere, si deve riscrivere la storia e per farlo utilizzano un metodo infallibile, quello di utilizzare testi di pura propaganda, frutto di malafede, estrapolare episodi, decontestualizzarli per sostenere le proprie tesi e farli passare come caratteristiche principali. Così, nascono i vari “Libro nero del Comunismo”, preso a modello da parte di ragazzi che non sanno cosa sia comunismo e fascismo, non sanno dove sta la differenza tra un ideale nato da filosofi e quello nato da criminali, ed incominciano con le loro classifiche su chi ha fatto più morti, incominciano a definire il Che un “assassino e icona di ignoranti”, sparando cifre su quante persona abbia ucciso, torturato, senza fornire prove addirittura parlano dell’uccisione di omosessuali come sterminio di massa. La morte di uno del regime, dei collaborazionisti, delle spie, che siano nazisti, fascisti, batisti, non sono vittime, sono meriti delle resistenze e del comunismo. Conteggiare, questi tra le vittime del Comunismo è un profondo atto di ignoranza voluto. Chi parla del Che, deve prima conoscere la storia dei Paesi dell’America Latina, e quindi anche la storia delle dittature che questi Paesi hanno dovuto sopportare per decenni, a volte per secoli.
Occorre conoscere la storia di tutte quelle donne e di tutti quegli uomini che, insieme ai religiosi che facevano capo alle rispettive comunità (e che in alcuni casi ci rimisero pure la vita, come l’arcivescovo Oscar Romero), teorizzarono e praticarono la “teologia della liberazione”, tanto poco condivisa (ieri come oggi) dalle alte gerarchie vaticane.
Occorre conoscere che cosa sia una rivoluzione, da quella francese a quella americana per esempio, in cui non si utilizzarono notoriamente le “armi della poesia” di pasoliniana memoria: le teste venivano tagliate e i nemici passati per le armi, non si può combattere, naturalmente, senza armi.
Occorre conoscere i personaggi legati alle rivoluzioni, da Robespierre a Benjamin Franklin fino a Ernesto Guevara. E conoscerli prima di tutto percorrendo le loro esistenze, leggendo i loro scritti e gli scritti critici condotti su di loro da storici e studiosi qualificati, non certo dal primo “dell’utri” che abbia a disposizione una “mondadori”. A differenza, in Italia entri in una edicola e ti trovi esposta “ La Storia di Mussolini”. Io, invece preferisco questo: “Siate sempre capaci di soffrire profondamente per qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo, questa è la più bella e la più importante verità e qualità rivoluzionaria”. Parole di Ernesto Che Guevara rivolte ai suoi figli, prima di partire per la sua ultima battaglia, dove venne ucciso dall’imperialismo sfruttatore americano. Per questo, mai nessuno potrà far morire questi uomini e tocca a noi ragazzi di sinistra farli vivere in eterno. La sinistra, appunto. Dov’è finita? Non la sento? Dove ha messo le tende, in Rifondazione, nella Sinistra Antagonista, nel comunisti italiani, Sinistra democratica, partito comunista dei lavoratori. Perché, questo imborghesimento?

 

Chavez e Morales, hanno messo da parte gli interessi, per denunciare il massacro israeliano, in Italia c’è la meniamo parlando di bandiere e preghiere, e ci indignamo per Michele Santoro. Ecco, un altro motivo di rabbia. Basta con questo servilismo giornalistico. Uno, uno solo ha avuto il coraggio di portare in Italia il dramma palestinese, ha mostrato la realtà di Gaza, la sbattuta in faccia ai perbenisti Italiani, che quando sono messi all’angolo, si indignano. Perché, non ci indignamo di Porta a Porta, di Matrix, del Tg4, del Tg5 che fanno propaganda a favore di Israele tacendo sul loro massacro? Una trasmissione ha finalmente fatto vedere al grande pubblico, la realtà e per questo si sono messi paura. Pochi si sono schierati con Santoro, per fortuna tra questi c’è la Sinistra , l’unica sinistra. Ferrero, in un attimo di pausa dai mille impegni riguardanti il giornale, grande problema da risolvere per l’umanità, dice:  «È inaccettabile qualsiasi richiesta di censura nei confronti di Santoro. Il livello delle trasmissioni televisive e dei giornali in Italia è vicino a quanto propagandato dal governo israeliano. Che ci sia un programma che faccia vedere anche l’altro lato della vicenda è un fatto positivo per il paese e per la democrazia». In Italia no purtroppo. L’ambasciatore israeliano ha definito “vergognosa” la trasmissione di Santoro (che ha solo fatto vedere quello che TG1 e TG2 nascondono da giorni).La VERGOGNA dovrebbero averla coloro i quali questo massacro (sterminio) stanno attuando , verso un popolo PRIGIONIERO nel proprio paese, da decenni. Indecente e’dedicarsi alla critica dell’assetto della trasmissione, tralasciandone il contenuto. Indecente e’ erigersi a “professionista della comunicazione”, mirando a far tacere le voci degli intervistati, colpevoli di essere troppo giovani per prendere parte al dibattito televisivo. Indecente e’ tuonare contro un Santoro che ha gia’ per anni subito l’esilio mediatico, ricordandogli di essere ancora e sempre bersaglio di censura. Indecente e’ la reazione dei politici, uniti bipartisan nella strenua difesa della propria classe e tuttavia inerme, impreparata ed assente di fronte alle tragedie ed alle grandi crisi economiche e sociali del nostro millennio. Michele hai fatto una grande pagina di giornalismo non asservito, giornalismo che racconta la realtà e non si perde in chiacchiere.

Norma Rangeri:

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, telefona al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, per dirgli che «è stato superato il livello di decenza». Il capo del governo, Silvio Berlusconi, si esibisce in una nuova versione del celebre “si contenga”. Il governo israeliano, attraverso l’ambasciatore Gideon Meir, scrive una lettera al presidente della Rai, protestando «la mancanza di professionalità, inadatta alla televisione pubblica italiana». Indecente non è il massacro di Gaza, ma un programma di Michele Santoro dedicato all’atroce carneficina. Uno stato estero, la terza carica della repubblica italiana, il presidente del consiglio sparano cannonate contro un Annozero sulla guerra dei bambini uccisi sotto gli occhi del mondo, in diretta tv, come è accaduto ieri, quando mentre era al telefono con un’emittente israeliana, Ezeldin Abu el Aish, ha visto atterrargli in casa una bomba e cinque sue figlie morirgli accanto.

Sull’attenti la risposta di Petruccioli: «Santoro merita critiche severe». Del resto, per scatenare l’offensiva del partito filoisraeliano basta denunciare il carattere “punitivo” dell’offensiva, definendola «un massacro non una guerra», come ha fatto Massimo D’Alema, nel silenzio dei suoi compagni di partito. Quella dedicata alla strage degli innocenti di Gaza, non è stata una delle migliori serate di Annozero. Andamento confuso, atmosfera nervosa, interventi ripetitivi, protagonismi degni di miglior causa. Come la teatrale uscita di scena di Lucia Annunziata, ospite della strasmissione di Santoro. Più che alla «guerra dei bambini», l’ex presidente della Rai, sembrava interessata a discutere dell’impostazione del programma di cui era ospite. Rubando il mestiere a un Mastella qualsiasi, dopo aver ripetutamente accusato Santoro di “faziosità”, offesa dalla replica dell’amico e collega («non dire le fesserie che tutti dicono contro di noi, ma quali meriti pensi di acquisire?»), si è alzata e se ne è andata. Su un tappeto rosso di complimenti bipartisan, una valanga di dichiarazioni che per tutto il giorno hanno intasato le agenzie di stampa. La politica si era meritata la performance migliore nella sfuriata finale di un Santoro urlante contro la luna, contro la politica «che non fa un tubo, che è impotente». Mirando però al bersaglio sbagliato («Veltroni andasse a Gaza anziché in Africa»), visto che il leader del Pd, almeno per i bambini sterminati dalla fame, prova a fare qualcosa. E quale sarebbe la colpa? Aver fatto confrontare giovani palestinesi con giovani israeliani? Aver mostrato l’ospedale di Gaza? Non aver rappresentato in par condicio le ragioni degli uni e degli altri per mettere in primo piano «le cose che stanno accandendo per come stanno accadendo?». Sul punto Santoro ha ragione da vendere. Politicamente e giornalisticamente. Quando i morti sono uno a mille, quando i bambini uccisi sfiorano i quattrocento, il giornalista ha il dovere di titolare “la guerra dei bambini”. Per poi chiedere ai suoi interlocutori cosa si propone Israele con questa guerra e cosa si prevede per il dopo. La materia incandescente richiedeva però di scartare dal solito copione. Meno voci, più profondità, più governo delle emozioni, più informazione (quanti italiani sanno dov’è Gaza, cos’è la Cisgiordania , quale il reddito dei palestinesi…), più attenzione  alla difficoltà di decodificare il tasso di manipolazione. Ma questi sono appunti e considerazioni che riguardano un gruppo redazionale. Se invece a insegnare come si fa giornalismo, come si declina l’attualità sono stati e governi, allora comandano solo gli elmetti. 

Qual’è il motivo per cui gli italiani non devono vedere questo:

 

Perchè lui non doveva parlare?

Io mi indigno per questo.

angeli a pezzi

angeli a pezzi

angeli a pezzi

Rosso di Rabbiaultima modifica: 2009-01-17T15:47:51+01:00da dalai87
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26 pensieri su “Rosso di Rabbia

  1. Dalai.
    Questa è strumentalizzazione.
    Anche io sono rosso di rabbia, ma il rosso deriva da un fattore emotivo, emozionale, come appunto la rabbia, la commozione, l’indignazione.
    Non puoi associare il tuo colore politico a certi fatti, perchè contribuisci ad alimentare il clima di odio.
    Perchè credi che solo i tuoi “simili” siano indignati, arabbiati, sconvolti.
    Tu poni una domanda:
    Perchè non si devono far vedere certe cose?
    Io te ne pongo un’altra:
    Chi l’ha detto?

    Il problema è l’uso che si fa delle immagini, come vengono spese, perchè, la strumentalizzazione politica.
    Perchè Dalai, la lettura politica di questi eventi, non fa altro che creare uno show, cercare consensi.

    Mi spiego:
    Se io avessi una trasmissione e mandassi in onda tutto quel materiale e poi dicessi:
    Questo è il frutto della politica di Hamas.
    Tu cosa diresti?
    Eppure ho fatto vedere tutto, la tua obiezione è caduta.
    La trasmissione di Santoro è schierata, non parzialmente, questo va a scapito dell’informazione tanto quanto le omissioni e i contrari.
    Cerca di capire quello che dico, siamo in grado di pensare, qualunque ideologia e servo di una ideologia che si pone come baluardo dell’informazione, fallisce drammaticamante.
    Ma mai devei arrivare a pensare che la sofferenza abbia un colore.
    Il sangue di tutti è rosso, già l’ho detto l’altra volta.
    Hai mai pensato alle ragioni di Israele o meglio delle componenti a 360° che hanno portato al combattimento?
    Non fraintendere con la giustificazione della guerra, parlo delle cause scatenanti di un conflitto, che con ragionevole dubbio, nessuno Stato aspirerebbe a combattere, come nessun sano di mente potrebbe volere la morte di bambini. (tranne i terroristi, appunto malati)
    Eppoi, i bambini sono sempre morti nelle guerre (di tutte le nazioni, non solo i palestinesi), non porrei l’accento su quello ma sul fatto che l’uomo va su Marte ma non riesce ad uscire da un conflitto da cent’anni. (ma che dico cent’anni)
    La base è li, la morte dei bambini una conseguenza di quello.
    Se si risolve a monte, non vedremo più quelle immagini.
    Nelle ultime frasi non vederci cinismo, c’è sofferenza nel dirlo.
    ciao

  2. Ciao Dalai, buongiorno e buona domenica.
    Ho letto la tua risposta, per molti aspetti condivido, per altri no, ma adesso ho poco tempo per approfondire.
    Oggi giuoca il pedinato depresso?
    Che Matrix lo spezza se gioca!
    Te la vedi la partita? Io si
    E tra meno di un mese la vedo dal vivo!!!
    €: )

  3. macchè!
    magari.
    Lecce-Inter…
    Più di cosi non posso, non ce la faccio mai per gli appuntamenti importanti, per lavoro o per altro.
    Qualche trofeo, quello si.
    Ma San Siro ancora per me è come la Mecca, un pellegrinaggio in programma, almeno per una volta. €: )

  4. dalay dimmi una cosa tuo padre era o è stato un partigiano? dopo la domanda sai che ti dico? chi credi che abbia montato quelle immagini? chi pensi abbia usato come scudo umano il baby bucato? il telepredicatore rosso cui manco la annunziata s’è sentita di spendere mezza parola in difesa? andoamo dalay quando smetterete di credre di essere gli unici dalla parte della ragione? quando direte si è la verità le foibe sonon stato un prodotto del partigiano, quando ammetterete che il bravo partigiano scendeva dai monti per razziare provviste? quando direte che i partigiani in altri termini hanno ucciso nel nome di un mostro ideologico? ma chi si creddono di essere sti partigiani? ma tu dalay ne parli per sentito dire ha ragione il prtigiano e basta, tutto qui solo questo?

  5. ciao dalay… anch’io. come te, ho desiderio di pace e non di guerra… anch’io, come te, odio tutto quello che è guerra. solo che io vivo una realtà diversa, io ho una sorella, nipoti e pronipoti in israele, vicino a gaza -sono ebrei- e non stanno vivendo bene questo presente.
    come disse qualcuno: tutte le guerre sono civili perchè tutti gli uomini sono fratelli, quindi non giustifico niente.
    ti invito a passare da me e leggere il mio ultimo post.
    un saluto.

  6. Ciao Sasa!
    Sui partigiani e la Resistenza niente da aggiungere, se non che è raro trovare persone come te, che vivono in zone che non hanno sopportato l’occupazione nazista, così sinceramente riconoscenti alla Resistenza come invece più facilmente avviene dalle mie parti, e questo è un tuo grande merito.
    Come la penso sulla Palestina e Israele lo sai.
    Sull’ultima puntata di Anno zero invece due cose le voglio dire. Premesso che sono assolutamente contrario sia alla censura preventiva che a quella successiva (quindi Santoro può dire cosa gli pare), devi ammettere che la conduzione di Santoro è stata chiaramente di parte, tutto il contrario cioè di come dovrebbe essere fatti del buon giornalismo e una corretta informazione. Non è comportandosi come fanno dall’altra parte i vari Vespa e co. che si aiuta una causa, che, in questo caso, te lo ricordo, è la pace, e non la vittoria di quelli su quegli altri (questa sì, utopia pura). Far accapigliare due ragazze, evidentemente e giustamente, coinvolte emotivamente nella vicenda, non rende assolutamente niente alla pace ma fa solo tanto “uomini e donne” di maria de filippi. Questo è stato talmente chiaro che a un certo punto anche Travaglio, che ha fatto notare al tipo palestinese che ha perso il fratello, che stava dicendo delle cose inesatte e gravi, è stato fatto tacere. Accusare poi l’Annunziata di qualcosa (intendeno favori politici), solo perchè lei non era d’accordo su come andava avanti il dibattito (opinione anche questa, opinabile o meno, ma sempre opinione), è stato talmente basso e meschino che ha rasentato veramente il mercato rionale. Secondo me la trasmissione è stata un fallimento, ma non perchè ci sono stati o meno gli insulti a Israele, ma perchè è stata un brutto tentativo di televisione moderna, dove per tale si intende quella dei reality. Pessimo, tutto molto pessimo, tranne l’intervento della ragazzina con padre palestinese e madre ebrea, ecco, amplificare il suo messaggio (di vera pace) sarebbe stato un bel servizio alla pace, peccato che nessuno se ne sia manco accorto.

  7. Ciao Dalai e buona serata a te!! Sono già due volte che leggo il tuo post e, oggi, mi sono deciso a scrivere qualcosa!! Questo perché sono rimasto “colpito” dalla foga con cui ti sei epresso in alcuni passaggi dello stesso!! Ho cercato di capire, prima di esprimermi e… sulla “resistenza” e sui partigiani non ho nulla da obiettare! Stiamo assistendo, purtroppo, ad una “revisione” della storia ad uso e consumo dei potenti di turno!! E’ un esercizio che viene svolto da sempre ma questi stanno superando ogni decente limite!! Far passare un complesso e articolato movimento come la guerra partigiana per un fenomeno “cattivo”… seppur caratterizzato da alcuni singoli fatti negativi… è veramente troppo!! Tralasciando, tuttavia, di precisare che, al contrario, il fascismo in Italia è stato un fenomeno di massa, diffuso, capillare e negativo a cui nessun italiano si è opposto!! Tralasciando di ricordare le “leggi razziali” del regime!! Tralasciando di ricordare l’alleanza del regime con Hitler… e una guerra con milioni di morti!!

    Sugli altri argomenti da te trattati, invece, non me la sento di condividere la tua posizione, semplicemente perché io non voglio prendere posizione ne per Hamas ne per Israele. Secondo me, chiunque prenda le difese di una delle parti è… fazioso!! Perché, secondo me, quando si parla di guerra non si può prendere le “difese” di una delle parti. Io sono contro la guerra come concetto, idea, modo di esprimersi e sistema per risolvere le dispute tra gli uomini!

    Tuttavia, inorridisco alla vista dei morti in guerra… di qualunque parte siano.

  8. Sul tema di fondo, e cioè, che comunque far veder gli effetti di una guerra (qualsiasi essa sia) è sempre utile, siamo d’accordo. E sul modo che non ci troviamo in sintonia. Io non ho detto che non devono parlare i giovani (tutti, in assoluto), ma ho detto che non devono parlare i giovani coinvolti emotivamente (così come non dovrebbero, nei programmi seri, far parlare gli adulti coinvolti emotivamente) perchè, è ovvio, che lì finiranno solo per litigare. La differenza non è manieristica, è sostanziale. Se il giornalista X vuol fare un programma di analisi e approfondimento su un dramma come quello di Gaza, fa sì vedere tutto quello che può (ma qui, ti dico, anche dalla parte opposta. Perchè nessuno fa mai un programma ad hoc dopo una bomba su un autobus di Gerusalemme? Siccome sono meno come numero, sono meno morti quelli?), ma poi porta avanti un dibattito con persone al di fuori degli eventi, altrimenti, ripeto, si fa “Uomini e donne” di maria de filippi, ma la vicenda merita molto di più. Secondo me, se uno vuol fare giornalismo non deve nè giustificare l’aggressione di Israele, nè difendere Hamas. Deve informare e basta. Alla fine l’Anno zero di giovedì scorso ha fatto la figura di un Porta a porta qualunque e questo, da un punto di vista oggettivo, e non perchè tifi per questa o quella parte, te l’assicuro.

    Sono contento che tu capisca quanto bisogna essere grati ai propri genitori, è proprio in momenti come questi che si rivaluta un sacco di cose che si davano scontate… come il pranzo pronto o la camicia stirata…. :o)
    Buon periodo per il calcio, sì…
    comunque tranquillo, noi sabato si vince. ; )

  9. Sul tema di fondo, e cioè, che comunque far veder gli effetti di una guerra (qualsiasi essa sia) è sempre utile, siamo d’accordo. E sul modo che non ci troviamo in sintonia. Io non ho detto che non devono parlare i giovani (tutti, in assoluto), ma ho detto che non devono parlare i giovani coinvolti emotivamente (così come non dovrebbero, nei programmi seri, far parlare gli adulti coinvolti emotivamente) perchè, è ovvio, che lì finiranno solo per litigare. La differenza non è manieristica, è sostanziale. Se il giornalista X vuol fare un programma di analisi e approfondimento su un dramma come quello di Gaza, fa sì vedere tutto quello che può (ma qui, ti dico, anche dalla parte opposta. Perchè nessuno fa mai un programma ad hoc dopo una bomba su un autobus di Gerusalemme? Siccome sono meno come numero, sono meno morti quelli?), ma poi porta avanti un dibattito con persone al di fuori degli eventi, altrimenti, ripeto, si fa “Uomini e donne” di maria de filippi, ma la vicenda merita molto di più. Secondo me, se uno vuol fare giornalismo non deve nè giustificare l’aggressione di Israele, nè difendere Hamas. Deve informare e basta. Alla fine l’Anno zero di giovedì scorso ha fatto la figura di un Porta a porta qualunque e questo, da un punto di vista oggettivo, e non perchè tifi per questa o quella parte, te l’assicuro. Sono contento che tu capisca quanto bisogna essere grati ai propri genitori, è proprio in momenti come questi che si rivaluta un sacco di cose che si davano scontate… come il pranzo pronto o la camicia stirata…. :o) Buon periodo per il calcio, sì… comunque tranquillo, noi sabato si vince. ; )

  10. Sul tema di fondo, e cioè, che comunque far veder gli effetti di una guerra (qualsiasi essa sia) è sempre utile, siamo d’accordo. E sul modo che non ci troviamo in sintonia. Io non ho detto che non devono parlare i giovani (tutti, in assoluto), ma ho detto che non devono parlare i giovani coinvolti emotivamente (così come non dovrebbero, nei programmi seri, far parlare gli adulti coinvolti emotivamente) perchè, è ovvio, che lì finiranno solo per litigare. La differenza non è manieristica, è sostanziale. Se il giornalista X vuol fare un programma di analisi e approfondimento su un dramma come quello di Gaza, fa sì vedere tutto quello che può (ma qui, ti dico, anche dalla parte opposta. Perchè nessuno fa mai un programma ad hoc dopo una bomba su un autobus di Gerusalemme? Siccome sono meno come numero, sono meno morti quelli?), ma poi porta avanti un dibattito con persone al di fuori degli eventi, altrimenti, ripeto, si fa “Uomini e donne” di maria de filippi, ma la vicenda merita molto di più. Secondo me, se uno vuol fare giornalismo non deve nè giustificare l’aggressione di Israele, nè difendere Hamas. Deve informare e basta. Alla fine l’Anno zero di giovedì scorso ha fatto la figura di un Porta a porta qualunque e questo, da un punto di vista oggettivo, e non perchè tifi per questa o quella parte, te l’assicuro. Sono contento che tu capisca quanto bisogna essere grati ai propri genitori, è proprio in momenti come questi che si rivaluta un sacco di cose che si davano scontate… come il pranzo pronto o la camicia stirata…. :o) Buon periodo per il calcio, sì… comunque tranquillo, noi sabato si vince. ; )

  11. …Otto di settembre e quelle canne di moschetto
    ci hai infilato la morte e ci arriva sul petto.
    Dieci briganti sporchi che si credevano soldati
    premono il grilletto sui nostri sorrisi sudati….

    questo è un post di Billiconedi..ogni volta che lo leggo piango..questi erano eroi….non certo i tuoi…..

    8 SETTEMBRE MA NON PER TUTTI

    I FUCILATI DI FIRENZE (da LA PELLE di Curzio Malaparte)

    I ragazzi seduti sui gradini di S. Maria Novella, la piccola folla di curiosi raccolta intorno all’obelisco, l’ufficiale partigiano a cavalcioni dello sgabello ai piedi della scalinata della chiesa, coi gomiti appoggiati sul tavolino di ferro preso a qualche caffè della piazza,la squadra di giovani partigiani della divisione comunista “ Potente “, armati di mitra e allineati sul sagrato davanti ai cadaveri distesi alla rinfusa l’uno sull’altro, parevano dipinti da Masaccio nell’intonaco dell’aria grigia. Illuminati a picco dalla luce di gesso sporco che cadeva dal cielo nuvoloso, tutti tacevano, immoti, il viso rivolto tutti dalla stessa parte. Un filo di sangue colava giù per gli scalini di marmo.
    I fascisti seduti sulla gradinata della chiesa erano ragazzi di quindici o sedici anni, dai capelli liberi sulla fronte alta, gli occhi neri e vivi nel lungo volto pallido. Il più giovane, vestito di una maglia nera e di un paio di calzoni corti, che gli lasciavano nude le gambe dagli stinchi magri, era quasi un bambino.
    C’era anche una ragazza fra loro: giovanissima, nera d’occhi, e dai capelli, sciolti sulle spalle, di quel biondo scuro che s’incontra spesso in Toscana fra le donne del popolo, sedeva col viso riverso, mirando le nuvole d’estate sui tetti di Firenze lustri di pioggia, quel cielo pesante e gessoso, e qua e là screpolato, simile ai cieli del Masaccio negli affreschi del Carmine.
    Quando avemmo udito gli spari, eravamo a metà via della Scala, presso gli Orti Oricellari. Sboccati sulla piazza, eravamo andati a fermarci ai piedi della gradinata di Santa Maria Novella, alle spalle dell’ufficiale partigiano seduto davanti al tavolino di ferro.
    Al cigolio dei freni delle due jeep, l’ufficiale non si mosse, non si voltò. Ma dopo un istante tese il dito verso uno di quei ragazzi, e disse:
    – Tocca a te. Come ti chiami?
    – Oggi tocca a me – disse il ragazzo alzandosi – ma un giorno o laltro toccherà a lei.
    – Come ti chiami ?
    – Mi chiamo come mi pare…
    – O che gli rispondi a fare a quel muso di bischero, gli disse un suo compagno seduto accanto a lui.
    – Gli rispondo per insegnargli l’educazione, a quel coso – rispose il ragazzo, asciugandosi col dorso della mano la fronte madida di sudore. Era pallido, e gli tremavano le labbra. Ma rideva, con aria spavalda guardando fisso l’ufficiale partigiano.
    A un tratto i ragazzi presero a parlar fra loro ridendo.
    Parlavano con l’accento popolano di San Frediano, di Santa Croce, di Palazzolo.
    L’ufficiale partigiano alzò la testa e disse:
    – Fa presto. Non mi far perdere tempo. Tocca a te.
    – Se gli è per non farle perdere tempo – disse il ragazzo con voce di scherno – mi sbrigo subito –
    E scavalcati i compagni andò a mettersi davanti ai partigiani armati di mitra, accanto al mucchio di cadaveri, proprio in mezzo alla pozza di sangue che si allargava sul pavimento di marmo del sagrato.
    – Bada di non sporcarti le scarpe ! – gli gridò uno dei suoi compagni, e tutti si misero a ridere.
    – Jack e io saltammo giù dalla jeep.
    – Stop! – urlò Jack.
    Ma in quell’istante il ragazzo gridò: – Viva Mussolini ! – e cadde crivellato di colpi .

    Viva chi ci credeva e chi non tradì! MAI! BOIA CHI MOLLA! “quando si ha un amico si marcia con lui fino in fondo”BM

  12. Quando affermavo, tempo fa, che questa piattaforma e’ un ritrovo di psicopatici depressi mi davano contro. Certo che leggendo certi commenti, solo un idiota non si renderebbe conto che ci vorrebbe, per taluni elementi, una bella cura di fosforo… ma non certo quello che fa bene al cervello. Quello bianco.

    Saluti.

  13. Non cerco lo scontro ma solo il confronto… Quindi Blue Road tu sei sempre libero di dire ciò che vuoi, come chiunque altro nel mio blog, non censuro nessuno… Ma ciò che tu scrivi non è condiviso da me. Sono distantissimo da ciò che scrive Sofia, ma io sono abituato al confronto e ad accettare tutte le opinioni, anche essendo per me un valore importante quello dell’antifascismo. Ognuno ha le sue idee e per me è libero di esprimerle anche se non le condivido. Ho rispetto per Sofia in quanto sono stato sempre libero di scrivere i miei pensieri sul suo blog (nonostante qualche suo “camerata” non sia molto daccordo) e gli scambi che abbiamo avuti sono stati sempre corretti e non offuscati da semplice opposizione “rosso” e “nero”.

  14. La tua non è una smentita, perchè io chiedevo di partite in cui il giorno dopo i giornali avessero titolato “Furto a Firenze, Inter-Milan-Giuve bersagliata dall’arbitro”, l’hai mai letto un titolo così sulla Gazzetta? Io mai. Per il resto hai scritto bene, voi vi rendete conto che il campionato italiano è composto da 20 squadre e non da 3, solo in quei casi lì, e come voi tutto il sistema. Voi tifosi siete giustificati (pure io mi accorgo di voi solo quando vi incontriamo), il resto del sistema no. E’ questa la vergogna. Sul rigore con voi non discuto perchè, preso singolarmente, sarebbe stato un episodio controverso come un qualsiasi altro, così come lo sarebbero stati gli errori di torino in un campionato onesto. Il problema è che noi in meno di 10 partite ne abbiamo subite di tutti i colori a raffica, è questa sistamaticità che fa paura. Se questo non è frutto di un disegno e trattasi solo di sfortuna allora chiudiamo bottega….
    Su di voi, rubare no (anche se qualche errorino a vostro favore c’è stato, vedi siena, ma direi che fa parte del gioco). Piuttosto, nonostante la simpatia che sento per the special1, nelle ultime due partite avete fatto proprio pena. Ringraziate che la giuve e il milan che per ora han fatto ancora più pena, però dovete cambiare marcia sennò il campionato (con quelle due allupate dietro) ve lo scordate…
    auguri!

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