La lotta paga.

Il Perù è tra gli ultimi paesi del sud-america ad essere retto da un governo ortodossamente neoliberale e che si è legato mani e piedi firmando un trattato di libero commercio che è all’origine dell’attuale crisi. Il TLC tra Perù e Stati Uniti che “privatizza” uno dei patrimoni mondiali più importanti per biodiversità dell’intera umanità, aprendolo allo sfruttamento da parte delle multinazionali del petrolio, del gas, dell’acqua e del legname e sottraendolo alle popolazioni indigene che lo considerano loro assegnato per diritto ancestrale. È sempre il TLC che sottrae completamente alla sovranità peruviana il territorio. Le compagnie multinazionali, sono infatti libere di sfruttare il territorio senza essere obbligate ad alcuna mediazione con chi, come gli indigeni, su quel territorio ci vive. Nell’Amazzonia peruviana non stiamo infatti assistendo ad un semplice conflitto per la terra, con le popolazione native espulse dalle loro terre ancestrali per far posto al latifondo, alle enclosures, allo sviluppo capitalista e agroindustriale di terre libere e che qualcuno suppone deserte e disponibili. Quello che si combatte in Perù è un conflitto che mette in gioco molteplici aspetti. Vediamo una volta di più la controffensiva di popolazioni native che qualcuno considerava residuali e assimilabili (se non sterminabili) e che invece in questi anni risultano sempre più coscienti di sé e dei propri diritti e pertanto combattive, dai mapuche cileni ai garifuna dell’Honduras. Questa lotta coincide dunque con quella di chi pensa che tutto il pianeta, la vita, la natura, la biodiversità, non sia assoggettabile ai Trattati di Libero Commercio come quello firmato dal governo di Lima che ha semplicemente rinunciato alla propria sovranità sulla regione sottoponendola agli interessi economici e finanche alle leggi di un paese terzo, in questo caso gli Stati Uniti. Il governo di Alan García spara sulla folla sostenendo pubblicamente che non ci sia altra via allo sviluppo che questa, disboscare, desertificare, distruggere, privare i popoli del loro territorio. Paesi vicini al Perù, l’Ecuador e la Bolivia in primo luogo, stanno dimostrando che il governo peruviano ha torto, che ci sono altre vie allo sviluppo oltre quella del pensiero unico e che senza rispetto per la vita dei popoli lo sviluppo stesso non ha alcun senso. (Tratto da Latino America)

 

Il sud-america dimostra ancora di una volta di essere in prima linea nella lotta contro la globalizzazione, dopo il movimento delle Ezln del Chiapas (Messico) del subcomandante Marcos, dopo le vittoriose rivoluzioni democratiche del Venezuela di Chavez, della Bolivia di Evo Morales e di molti altri paesi, come l’Honduras, che stanno abbandonando anni di governi reazionari e neo-liberisti per passare al socialismo e al comunismo. Il sud america rappresenta ancora una volta la speranza, dopo gli anni del “che” e della rivoluzione cubana, la speranza di un cambiamento globale, dell’uscita dal mercato capitalista, neoliberista ed imperialista con cui gli Stati Uniti dominano il mondo. La lotta paga, i movimenti portano a casa risultati per il popolo, non essendo attaccati a poltrone di governo ma intraprendendo la strada dello scontro totale.

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Lotta Antifascista senza se e senza ma…

Tributo a Ivan Della Mea

 

…A Piazzale Loreto c’è ancora posto…


La lotta paga.ultima modifica: 2009-06-13T13:05:00+02:00da dalai87
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51 pensieri su “La lotta paga.

  1. Sollevi un grosso problema quando parli dei rapporti tra partito e movimento… il partito deve saper ritrovare il proprio ruolo, che è quello innanzitutto di promuovere, organizzare e indirizzare nella giusta prospettiva lo spontaneismo dei movimenti, in modo che i movimenti possano poi di nuovo scavalcare il partito a sinistra sul terreno della lotta e condurre il tutto, nel suo insieme, ad una sintesi più alta e produttiva, teoricamente e praticamente. Questo rimane da fare, per l’incapacità di tutti, e anche perchè la situazione, obiettivamente, non favorisce una ricomposizione immediata.
    E’ vero che si sentono troppi discorsi sulla necessità dell’unione… ma spero che si arrivi a concepire l’unione come punto di arrivo di un processo di ricomposizione di classe e non come il punto di partenza dal quale muovere la carovana del partito, con tutti i suoi dirigenti, per provare a legare insieme qualcosa che ancora non esiste, per intrecciare cioè un rapporto organico tra classe e coscienza di classe.
    Vedi che alla fine le nostre posizioni si incontrano… è un inizio!

    Sull’America Latina… che rimane da dire?
    Hasta siempre!

  2. sono d’accordo con conte…metti sempre dei post interessanti e soprattutto mai banali…mmh ma sei davvero così colto?!?!? è bello questo, sai!! mi metti un pò di soggezione, però (nella varante positiva!!).
    Finito il lavoro? io sono ancora incatenata a questa scrivania odiosa e non ne posso più…mi fumerei una novantina di sigarette in un prato, malgrado un’afa da mozzare la testa!!!

  3. sì in effetti non bisogna aver studiato per essere colti!! molte volte lo si può essere anche con un diploma di scuola media inferiore…io in effetti sono colta dalla nascita ah ah ah ahah non ci crede nessuno…;-P! Immagino sarai al lavoro, ti lascio un abbraccio. A più tardi!

  4. entra tu dai che esco io…ho letto quì a sinistra i tuoi film “preferiti”. Non hai mai visto “La meglio gioventù”? E’ fantastico! E poi c’è Luigi Lo Cascio (attore ne I cento passi, film grandioso) che è sublime…ecco cosa dovresti fare…guardarlo! Fermo restando che tu non l’abbia ancora visto!

  5. Ciao Dalay… pensa che “rivoluzione” sarebbe quella di vivere bene di un’economia non più devastante come quella fin’ora portata avanti a livello globale. Ecco, una rivoluzione che solo il tuo post non rischia di far pensare… impossibile!!! Obama è una delle poche speranze, per molti, di veder capovolta la tendenza a distruggere tutto, in nome del progresso e del “benessere”. Ci riuscirà? Anche perché, se non è a livello globale il cambiamento, son convinto che singole realtà “virtuose” possano far ben poco per salvare il mondo da una probabile catastrofe futura.

    Buona serata a te e ciao

  6. Voglio essere diretto e franco.
    C’è posto anche per me a Piazzale Loreto?
    Queste sono le mire del neocomunismo, ammazzare la gente insieme ai centomilioni già ammazzati dal vecchio comunismo?
    Non credo che vorrete ammazzare solo fascisti, li in mezzo ci mettete tutti coloro che dissentono dal più grande progetto criminale della storia, che ancora si nutre di ideologi da quattro soldi ,capaci solo di sparare.
    Per intenderci, dite voi di essere comunisti…
    e definite invece fascisti a piacimento tutti coloro che non sono di sinistra o semplicemente quelli ch non la pensano come voi devono essere ammazzati?
    Che senso ha, ammazzarne uno per educarne cento?
    Chiunque la pensa cosi, dev finire democraticamente nelle patrie galere.
    Perchè potrebbe ammazzare me, come farmi altro, eppure non sono per niente fascista, anzi.
    Spero che le risposte non arrivino da chicchessia.

    P.S.: hai risolto poi i danni di quell’errore? Quello del post che facesti…
    Un saluto.

  7. Rispondo e mi levo dalle balle.
    Ogni parola ha il suo peso, anche se non le evidenzio:
    Certo che una destra di governo che voglia emulare le storture del fascismo sarebbe una cosa grave. Ma la destra intesa come fascismo è un’offesa e una minaccia a decine di milioni di italiani, che dovrebbero temere per la loro libertà in caso di affermazione di una certa sinistra.
    Potremmo dire che la sinistra di partito, da sempre, sia molto ben legata a gruppi eversivi concreti e di ben provata criminosità, ma non mi sognerei mai di chiamare un comunista brigatista.
    Da parte mia, non mi sono mai definito, finchè non lo faccio, nessuno mi può definire, pena la querela. Certo, mi hanno definito cretino qui, ma non intendo quello.
    Questo per dire che non si deve per forza inquadrare qualcuno e definirlo, perchè spesso è presunzione e offesa.
    Diverso è quando uno dice chiaramente: sono della lista Di Pietro o sono comunista, o sono fascista.
    Resta il fatto che chiunque si rifà a certe ideologie obsolete, di fatto è anacronistico e fuori dalla realtà.
    Nero o rosso.

    P.S.:Dici:
    -Te, come molti altri solo per andare contro ai “sinistrati” “rossi di merda” alle “zecche” “ai sporchi comunisti” giustificate queste politiche e questi movimenti, salvo poi dire non siamo fascisti… —
    Io non ho mai definito nessuno di sinistra cosi, salvo che qualcuno mi riporti prove contrarie. E di certo nessuno può mettere in discussione che non sono fascista. Le parole sono importanti, se non giochicchio io, non giochicchi manco tu.
    Un saluto.

  8. no, oggi afa non ce n’è, c’è il cielo tutto grigio, proprio come piace a me 🙂 e sì, il lavoro sono due palle enormi, anche perchè quando a mezzogiorno non torno a casa, mi rimbambisco mica poco…beato te, mare, muoio dalla voglia di vederlo, il mare! vai con rex? a proposito, ma che figo è?!?!?!?!?!?!? io AMO gli animali. sei tu quello che si intravede sul divano?

  9. ah ahah mi immagino la scenaaaaaa!!! lui che corre e tu che voli attaccato al guinzaglio!!! io non ho cani, in compenso ho una colonia di gatti…:-) e non so se hai notato che oltre ad essere un genio, ho anche una vista da falco (peccato che ho diottrie da talpa ah ah ah restiamo nel mondo animale!!!)…

  10. Se la filosofia è il ragionare sulle cose, chiamala filosofia, ma credimi è tutto molto concreto, e ti spiego come la penso:
    Destra e sinistra, intese come ideologie dominanti, sono fatte da persone, e siamo d’accordo.
    Il problema è quando pretendono di -fare- le persone, perchè è dogmatismo, come dire che rendi uno stato confessionale rispetto ad una religione, ne più, ne meno. Non credo ti piacerebbe.
    Beh… a me non piacerebbe uno Stato reso conforme, ideologizzato.

  11. ..ed è la cosa peggiore…la soluzione? con il tempo certamente passerà…l’unica è cancellare il numero…no?!?! magari scrivendolo su un bigliettino da nascondere bene, sia mai che dovesse servire ancora…;-) un abbraccio ti tira un po su di morale?!? mmh non mi piace saperti pensieroso così tanto!

  12. Ma si, pensa al mare che è meglio, quello almeno lo possiamo godere…siamo fortunati.
    Pure io sti giorni mi ci tuffo…devo scaricare un po di guai di ‘sta settimana.
    L’ultimo è lo specchietto della macchina che mi hanno sfasciato stamattina mentre andavo al lavoro…centocinquanta euro.
    Al ritorno dal lavoro –avaria motore-recarsi in officina–
    ma vaff… un bel tuffo è tutta salute, chissenefrega…

  13. buongiorno dalay! eccomi ritornata. Ieri come previsto è stata una giornata di stram*** e alle quattro m’è partito l’embolo e me ne sono andata a casa mia, altrimenti avrei fatto una strage…eh la pazienza non è tra le mie doti principali, soprattutto quando ho quel mal di testa che mi rimbambisce! buon risveglio!
    PS sarò anomala io, ma non so del lugo che hai menzionato…adesso vado a sbirciarlo. e chi ha voglia di lavorare il sabato mattina? io no di certo…;-P bacio!

  14. Sentitevi invitati a difendere l’Amazzonia, ma alcuni dicono che gli indiani, a meno di 1,4% della popolazione, sono “proprietà” del 70% del nostro territorio, perché vi sono nati e credo abbiano il diritto di uccidere chi non regredire al suo stile primitive di vita, è razionalmente incompatibile con il diritto all’istruzione e alla salute per i loro figli. Da quando sta facendo una strada e il fiume è un atto di pace? Quando non sono più armi letali lance e le frecce? A che punto la democrazia ha cessato di essere il governo della maggioranza di diventare una dittatura delle minoranze? Molti sono preoccupati di perdere la loro colture di papavero

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