La primavera sudamericana comincia a far paura all’imperialismo

Venezuela, Bolivia, Ecuador, El Salvador, Nicaragua, Honduras, Chile, Brasile, dopo Cuba e Chiapas, in America latina i tempi stanno cambiando. Capofila della rivoluzione in corso è stato il Venezuela di Chavez, che ha aperto la strada verso l’emancipazione del Sud America dagli Usa e dalla oppressione imperialistica e dalle oligarchie, aprendo un conflitto permanente con il capitalismo e la democrazia parlamentare stile occidentale. Non è una rivoluzione strettamente marxista-leninista come avrebbe voluto Guevara, ma se ancora oggi c’è un posto dove la speranza di un cambiamento socialista non è utopia ma realtà, questo rimane sempre il sud america, grazie all’opera di Chavez, Morales, Correa, Zelaya, Bachelet, al movimento delle EZLN. Grazie a loro l’America latina ha ripreso in mano la sua terra, emancipandosi dagli yankees, questa è la grande rivoluzione in corso, più che la direzione ideologica. Nazionalizzazioni, lotta alle multinazionali e allo sfruttamento, diritti, lotta ai poteri forti e alla borghesia, la primavera sudamericana comincia a far paura all’imperialismo, dando una speranza ai poveri. E così come negli anni passati, l’eserciti e i carrarmati tornano ad essere protagonisti, guidati dall’elitè, dalle lobby economiche e caste politiche, dalle istituzioni ecclesiastiche, dai borghesi e… (dagli Usa ?!), decisi ad interrompere il percorso democratico, socialista ed antimperialista con la forza e con gli ormai più che provati golpe fascisti. In Honduras è bastato solo l’odore di una Carta costituzionale che per la prima volta mettesse nero su bianco diritti civili e strumenti per ottenerli, perché si mettesse in moto la macchina golpista che durante tutta la storia ha impedito giustizia sociale e democrazia in tutto il Centroamerica. Quella per l’Assemblea costituente sarebbe stata la “quarta urna”, una svolta che secondo i sondaggi è voluta da almeno l’85 percento del paese, ma indesiderata dalle élite tradizionali, dal sistema dei partiti incluso quello del presidente che oramai si oppone apertamente a Manuel Zelaya, dai media di comunicazione, che in Honduras come nel resto del continente sono dominio esclusivo del potere economico, dalla Corte Suprema e dall’esercito che ha arrestato il presidente Manuel Zelaya e lo ha portato in una base dell’aviazione militare, appena prima che iniziassero le operazioni di voto per il referendum per decidere se in novembre verrà eletta un’Assemblea Costituente che dovrà scrivere una Carta che metta fine a una lunga storia di disuguaglianza e ingiustizia sociale e fermare lo sfruttamento senza limiti del paese da parte delle multinazionali imposto dal Trattato di Libero Commercio con gli Stati Uniti. Quindi il perché una riforma costituzionale abbia causato un golpe è presto detto: In Honduras infatti ben il 30% del territorio nazionale è stato alienato a imprese straniere, soprattutto dei settori minerari e idrici. Le multinazionali quasi non pagano tasse in un paese dove tre quarti della popolazione vive in povertà. Così l’opposizione, al solo odore di una nuova Costituzione che affermi che per esempio l’acqua è un bene comune e che imponga per lo meno un sistema fiscale che permetta processi redistributivi, è disposta a spezzare il simulacro di democrazia rappresentativa che evidentemente considera utile solo quando sono i poteri di sempre a comandare. La scrittura di Costituzioni partecipative, condivise con gli strati popolari della popolazione, dal Venezuela, alla Bolivia all’Ecuador è stata vista nell’ultimo decennio con crescente rifiuto da parte delle oligarchie tradizionali che, soprattutto nel caso boliviano, si è trasformato apertamente in eversione. L’ obiettivo dei militari e delle destre è quello di impedire la trasformazione politica e sociale a favore degli ultimi, l’integrazione politica ed economica dei paesi del continente latinoamericano e quello di salvaguardare gli interessi dell’oligarchia locale, delle multinazionali statunitensi ed europee. Migliaia di persone stanno fronteggiando l’esercito e i franco tiratori. Quello honduregno sarebbe (ma la tensione è ancora alta) il secondo colpo di stato che fallisce nel XXI secolo in America latina per la reazione di massa della popolazione in difesa del governo democraticamente eletto dopo quello venezuelano dell’11 aprile 2002 ed è tanto più significativo che una reazione popolare così importante si registri nella regione più fragile, il centroamerica, della Patria grande che più lentamente del resto del Continente sta iniziando a cambiare.

 

 

 

El Pueblo Unido Jamas Sara Vencido

 

La primavera sudamericana comincia a far paura all’imperialismoultima modifica: 2009-06-30T16:46:00+02:00da dalai87
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8 pensieri su “La primavera sudamericana comincia a far paura all’imperialismo

  1. Ciao Dalay… più in generale, ho la sensazione che il “sud del mondo” si stia ribellando allo stato di sfruttamento in cui l’ha relegato il pacifico e prospero nord… per i motivi che anche tu indichi nel tuo post: sfruttamento, vuoi esso petrolio, vuoi risorse minerarie che al mondo industrializzato scarseggiano ma che sono vitali per la sua sopravvivenza. Commentavo così, pochi giorni fa, anche un post in cui si informava che i keniani, probabilmente sull’esperienza della Libia con l’Italia, avevano chiesto i “danni” all’Inghilterra per il periodo coloniale… e soprattutto per lo sfruttamento delle risorse che questi ultimi avevano dovuto subire… e concludevo il mio commento affermando che, prima o poi, noi popoli “civili” pagheremo cara la nostra “cecità” se non cambieremo la nostra “politica” verso quelle regioni del mondo. Chissà…

    Ti auguro una buona giornata e ciao.

  2. Tutto bene grazie, anche se quando ho il lavoro desidero le ferie poi arrivano e voglio di nuovo la mia cattedra! Cerco di farmi passare le giornate distraendomi, uscendo con la mi ragazza, poche volte però perchè lavora sempre.

    Ai miei alunni sono molto affezionato, non sono il tipo di prof che se ne fega, ma per alcuni sono come un amico sempre restando che il ben rapporto non influenza sull mia valutazione, mi giudicano molto severo! Quest’anno sono molto arrabbiato perchè per la terza volta mi honno respinto la domanda per fare parte della commissione d’asame esterna e che caz…. Tu invece che lavoro fai? Un saluto.

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