2 agosto 1980: mano fascista, regia democristiana

Nelle piazze degli anni Settanta si denunciavano le “stragi di stato” gridando slogan come «Le bombe nelle piazze, le bombe nei vagoni, le mettono i fascisti, le pagano i padroni» oppure «Piazza della Loggia, Piazza Fontana: mano fascista, regia democristiana».

Oggi solo la prima parte di questi slogan comincia a essere una verità riconosciuta – a denti stretti – dai governanti attuali. «Alcune di quelle bombe erano di destra», ha dichiarato il ministro Maurizio Gasparri a fine maggio. Adesso che i conti giudiziari hanno visto archiviazioni e assoluzioni degli esecutori materiali, lo stato cerca di cancellare il ricordo dei mandanti. «In quella che è stata definita la galassia neofascista», ha dichiarato ancora Gasparri, «c’era qualche mente bacata, che immaginando chissà quale palingenesi folle, pensava che si potesse realizzarla a colpi di scure». Non dunque una strategia delle stragi, un uso calcolato della violenza, ma solo qualche «mente bacata»…

Le dichiarazioni di Gasparri, così come tanti libri recenti scritti da postfascisti (ad es. “Il sangue e la celtica” di Nicola Rao o “Io, l’uomo nero” di Pierluigi Concutelli), tendono ad accreditare una verità dimezzata: furono alcune «menti bacate» neofasciste a promuovere la “strategia della tensione”e la violenza stragista degli anni Settanta. La posta in gioco è oggi quella di nascondere e far dimenticare i mandanti e la finalità delle stragi: la loro genesi nelle istituzioni opache dello Stato italiano, dimostrata in tanti processi. Dalla strage di piazza Fontana del 1969 fino a quella di Bologna del 1980, l’Italia ha sperimentato infatti una lunga “strategia delle stragi” condotta da uomini degli apparati dello Stato e da neofascisti da essi personalmente organizzati, indirizzati, finanziati e protetti. Quelle bombe contribuirono a reprimere il movimento operaio e studentesco: il loro scopo era quello di spaventare, di manipolare l’opinione pubblica, di promuovere con la violenza un “ritorno all’ordine”. E quei crimini sono effettivamente serviti per costruire un mondo più ingiusto, ipocrita e violento.
Oggi è importante ricordare che lo stragismo fu di Stato. Non solo contro tutti i tentativi di depistaggio e di revisionismo, ma soprattutto perché la memoria diffusa è l’unico antidoto contro la possibilità che certi eventi possano ripetersi.

“Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti.”
Così incominciava il “Romanzo delle stragi” di Pasolini (1975). Ma in anni recenti, anche e soprattutto negli appelli alla verità fatti dai palchi e dagli scranni istituzionali, assistiamo al tentativo di trasformare la memoria delle stragi in una commedia, dove vengono messi in scena personaggi improbabili e continui depistaggi.

Per questo, in occasione dell’anniversario della strage di stato del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, vogliamo ribadire, con Pasolini, che noi sappiamo e non dimentichiamo. Vogliamo ribadirlo soprattutto oggi che la repressione della diversità, delle lotte sociali, dei desideri di liberazione, dei diritti delle persone si fa sempre più violenta. E non intendiamo essere complici di chi, ancora una volta, utilizzerà l’anniversario di una strage per sdoganare il proprio criminale revisionismo e negare le complicità con il fascismo di ieri e di oggi.

Contropiano per la rete dei comunisti

 

 

2 agosto 1980: mano fascista, regia democristianaultima modifica: 2009-08-02T02:30:00+02:00da dalai87
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10 pensieri su “2 agosto 1980: mano fascista, regia democristiana

  1. Buongiorno Dalai, mi fa piacere che hai trovato un pò di tempo ter dedicarti al blog.

    Bellissimo post che condivido fermamente. Hanno fatto bene a fischiare Bondi perchè lui sta dalla parte di chi con la tessera 1816 ha fatto parte della P2. Sta dalla parte dei mandanti, ho letto il libro di Pasolini, un libro che esprime verità. Non si possono reprimere con la violenza manifestazioni di libertà. Buona giornta!

  2. Tesoro ,non ci penso nemmeno a scontrarmi ,non è la politica il centro del mio mondo,sei liberissimo di dire quello che ti pare ,volevo solo dirti che con me è fiato sprecato …..io non faro’ mai polemiche politiche …mai !!!!!

    ciao ciao
    kicca

  3. Buongiorno Dalai, veramente le nostre utopie, ormai credo che la religione è destinata a restare un fattore sociale che corrompe gli uomini. Non possiamo farci niente.

    Io non so che male fanno al Papa queste persone che vogliono sposarsi ed magari adottare un figlio, in Spagna micia succede tutto questo macello come in Italia, il fatto è che in Italia la chiesa ha preso troppo valore e viene considerata più del dovuto invece in Spagna se ne fregano come è giusto che sia. Buona giornta!

  4. E’ vero serve lo stato, ma l’ opinione della chiesa in Italia conta più dello stato, quando ci fu il governo prodi si poteva pure fare, invece non si è fatto. la chiesa ha riempito di fantonie la testa della gente ormai, ha preso troppo piede in Italia, invece in altre nazioni come la spagna i cittadini si sono distaccati e sono più liberi di scegliere.

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