No al ponte sullo stretto.

Il fine della costruzione di una grande opera pubblica dovrebbe essere la società. Io fatico a comprendere l’utilità delle grandi opere pubbliche come quelle per cui sono stati stanziati miliardi di soldi pubblici, come la Tav e il Ponte sullo Stretto, in quanto non è la maestosità di un opera e il suo relativo costo a determinare l’utilità della stessa per la società. Il Ponte sullo Stretto è un opera costosissima, oltre che inutile e dannosa per l’ambiente e la città di messina. Dalla costruzione di tali opere devo beneficiare sia l’operaio che costruisce e sia la cittadinanza in termini di beneficio reale, ora io vorrei capire cosa ne beneficia una regione come la Sicilia in cui lo stato della strade è pietoso, la rete ferroviaria è altamente deficiente, le infrastrutture più importanti sono ridotti ad uno schifo come scuole ed ospedali. L’autostrada principale, la Messina- Palermo inaugurata in pompa magna dal duo Cuffaro-Berlusconi non si sa quando sarà completata. La stessa sola città di Messina ancora oggi, nel 2009 ha la piaga delle baracche. Nell’altro fronte, la Salerno-Reggio Calabria è l’eterna incompiuta. Notizia di pochi giorni fa, altre stazioni nella provincia di messina saranno chiuse, il servizio di traghettamento ridotto a 2 navi utilizzabili nell’arco della giornata a fare la spola tra Villa San Giovanni e Messina, con la conseguenza che nel prossimo futuro i treni di lunga percorrenza non arriveranno più in Sicilia, ma si fermeranno a Villa San Giovanni, ed in Sicilia circoleranno solo i treni regionali. Allora, cosa è più utile come beneficio alla società, il ponte che collega un niente all’altro o investire in opere utili, come sanità, edilizia scolastica, case popolari, asili nidi gratuiti, rete ferroviaria e autostradale? Per il mondo capitalista la prima, la grande opera maestosa che serva come oppio per la gente, pompata a dovere dai media, nascondendo l’inutilità dell’opera alla gente. I soldi della comunità, devono essere investiti per la comunità non per palazzinari, cementificatori mafiosi e politici, in poche parole per la massoneria. Bisogna quindi saper produrre ricchezza e bisogna che essa sia distribuita equamente ed utile alla società intera, tutto il contrario del capitalismo in cui al centro c’è il capitale e il profitto individuale o di lobby che sfruttano il lavoro i cui ricavi sono per pochi e non per la società. Questo discorso vale per tutte le opere inutili come centrali nucleari, tav, inceneritori, basi militari e soprattutto spese militari, sia in termini di missioni di guerra che di costruzione di mezzi della morte.

Per questo domani, 8 Agosto nuova importante manifestazione contro il ponte sullo stretto. L’ultima manifestazione risale al gennaio del 2006 a cui parteciparono migliaia di persone.

 

Il Prc sarà in piazza con la Rete No Ponte per dire basta con le devastazioni ambientali e l’inutilità economica del ponte

 

di Antonio Larosa, segretario provinciale Prc-Se

Ringalluzzito dalle “magnifiche sorti e progressive” delle infrastrutture targate Berlusconi, Pietro Ciucci – amministratore delegato della società “Stretto di Messina Spa” e commissario speciale incaricato dal governo per sovrintendere alla costruzione del Ponte – ha prospettato per Gennaio 2010 gli inizi dei lavori e per il 1° Gennaio 2007 l’apertura al traffico del ponte medesimo.

Sorvolando sull’ambizione dell’impegno (l’ANAS da decenni prova ad ammodernare la Salerno-Reggio Calabria senza grandi risultati, figuriamoci se riuscirà a costruire il ponte in meno di 7 anni.), rimane la protervia e l’ostinazione di una Governo che – sotto la pressione di lobby imprenditoriali varie – ritiene necessario investire ingenti risorse pubbliche in un’opera inutile dal punto di vista economico e dannosa sul piano socio-ambientale.

Le ragioni per opporsi ad una tale gigantesca opera sono tante e di diversa natura. Giova ripeterle, nella persuasione di fondo della giustezza delle nostre opinioni e della durezza dei fatti.

Ragioni ambientali, innanzitutto
. Messina e Villa S.Giovanni, in senso largo, conosceranno una distruzione del proprio territorio, e i numerosi cantieri renderanno impossibile – dal punto di vista qualitativo e del benessere psico-fisico – la vita dei cittadini residenti. Alcuni dati per capire il devastante impatto ambientale e urbanistico. Il progetto del Ponte prevede sulle sponde di Scilla e Cariddi due torri alte 376 metri, che poggiano su quattro piloni del diametro di oltre 50 metri, rette da quattro tiranti di acciaio per un peso totale di 166.600 tonnellate. La realizzazione del Ponte e delle opere connesse comporterà un fabbisogno complessivo di materiali pari a 3.540.000 metri cubi; e una produzione di materiali provenienti dagli scavi per un totale di 6.800.000 metri cubi. I lavori causeranno un continuo dissesto idrogeologico per lo scavo di fondazioni e ancoraggi a circa 50 metri di profondità in terreni friabili e sabbiosi e sulla costa di Scilla anche per lo sfondamento di una montagna per una galleria di 3,3 Km.

Ragioni anti-sismiche, in secondo luogo. Il progetto interessa una delle aree sismicamente più attive del Mediterraneo centrale; tuttavia gli elevati rischi sismo-tettonici non risultano ancora quantificati. Lo Stretto è collocato lungo un sistema di faglie che vincola il blocco siciliano e quello calabrese, all’interno di una zona crostale tra le più dinamiche del mondo. Al di sotto di queste regioni, infatti, si realizza da milioni di anni l’incontro-scontro tra la placca africana e quella europea. Dati recenti sembrano indicare che la Sicilia si allontana dalla Calabria di 1 cm all’anno. Di conseguenza, vi è tale incertezza fra gli esperti sismologi, in merito alla pericolosità del Ponte in caso di terremoto, che un semplice principio di precauzione – da solo – suggerirebbe l’abbandono del progetto. In un territorio dall’altissimo rischio sismico, quale quello calabrese, le risorse dovrebbero essere destinate alla messa in sicurezza del patrimonio ambientale e architettonico, dovrebbero garantire la tutela di intere comunità potenzialmente a rischio distruzione, altro che Ponte sullo Stretto!

Ragioni trasportistiche, in terzo luogo.
Le esperienze recenti a livello internazionale in tema di redditività dei collegamenti stabili non sono certamente incoraggianti. Un caso esemplificativo su tutti: l’Eurotunnel, il traforo sotto il Canale della Manica, dopo essere costato ai privati 14 miliardi di euro e, indirettamente, ai poteri pubblici altri 20 miliardi, nel corso degli anni ha accumulato miliardi di debiti. Tutti i dati, di fatto, convergono sull’assoluta anti-economicità di un’opera che – per ammortizzare il grande investimento effettuato – avrà bisogno di tassi di traffico e di movimentazione assolutamente sproporzionati rispetto all’attuale tessuto produttivo dell’area. Con la conseguenza – facilmente prevedibile – che nessun privato vorrà impegnare capitali propri in un investimento dai margini di profitto assolutamente dubbi ed incerti, e che sarà lo Stato a pagare i 6 miliardi di euro previsti (che sicuramente lieviteranno nel corso degli anni, mentre al momento ce ne sono soltanto 1,3) utilizzando prestiti e obbligazioni sul mercato finanziario e indebitando ulteriormente i contribuenti italiani per decenni.

Infine, sullo sfondo ma con un ruolo di protagonismo assoluto, le infiltrazioni mafiose, la “longa manus” di ‘ndrangheta e mafia sull’ingente massa di risorse che saranno attivate con la costruzione del Ponte. Magistrature, forze dell’ordine, commissioni di studio e d’inchiesta: tutti gli organismi di analisi del fenomeno mafioso convergono sull’idea che il Ponte possa costituire un affare senza pari per le forze criminali, stante la pervasività e il radicamento delle cosche mafiose sul territorio calabrese e siciliano.

Da tutto ciò discende la nostra ferma e intransigente contrarietà
al Ponte sullo Stretto, una contrarietà di merito, pragmatica e non meramente ideologica, una contrarietà che si nutre di numeri e di fatti oggettivi ancor prima che di ragioni ideali soggettive. Il Sud e la Calabria, letteralmente dimenticati dal Governo Berlusconi, scippati di risorse e di prerogative a tutto vantaggio dell’asse nordista Tremonti-Lega, hanno diritto di godere di serie politiche sociali ed economiche, capaci di progettare uno sviluppo eco-compatibile incentrato sulle risorse ambientali, culturali, antropologiche dei nostri territori e delle nostre genti. Infrastrutture stradali e ferroviarie di base, consolidamento e messa in sicurezza del territorio,  valorizzazione delle energie alternative, rilancio del turismo e delle attività artigianali, lotta senza sosta alle infiltrazioni mafiose: questo è quello di cui la Calabria e il Sud hanno realmente bisogno, investiamo in questi settori le risorse che saranno richieste dal Ponte!

Per tutti questi motivi, sabato 8 Agosto Rifondazione Comunista – ad ogni livello – sarà presente alla grande manifestazione della Rete No Ponte che si terrà a Messina, nella convinzione che si tratti di un primo significativo passo nella ri-costruzione di un movimento di popolo che – negli anni scorsi –  ha già dato prova della sua forza di mobilitazione e della sua capacità di egemonia. L’8 Agosto a Messina, insieme a tante altre forze della politica, del sindacato, dell’associazionismo, ecc. vi sarà anche la partecipazione del PRC di Reggio Calabria, nell’auspicio che calabresi e  siciliani sappiano muoversi insieme in questa battaglia di civiltà, che sappiano costruire un “Città Metropolitana” del comune sentire e del comune agire.

Dobbiamo amare la nostra terra e la nostra dignità di meridionali: il NO al Ponte è il simbolo di un Sud che non si lascia più colonizzare, di un Sud che vuole essere protagonista autonomo di un nuovo modello di sviluppo.

No al ponte sullo stretto.ultima modifica: 2009-08-07T14:49:00+02:00da dalai87
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17 pensieri su “No al ponte sullo stretto.

  1. Caro dalai credo che sia sottinteso che noi vogliamo un equiparazione al livello civile di matrimonio, che questo stato non dà perchè corrotto da una chiesa. L’Italia di laico ha ben poco e se non si è regolarizzato il matrimonio civile, ovviamente, è colpa della corruzione di una chiesa ipocrita e razzista.

    Per quanto riguarda il tuo post, lo condivido pienamente, come al solito tratti argomenti che stanno a cuore di coloro che sono contro questo capitalismo ed economia liberista, ed io sono uno di questi. Quale benefici potrà trarne la società da questo ponte? Nessuno. Gli unici a guadagnare saranno le lobby, le ditte appaldatrici, ci saranno fughe di soldi. Opera inutile e costosa che tu dici. L’Italia ha tanti altri problemi su cui bisogna investire subito , scuola sanità, però questo governo invece di investire su quest’ultimi fa dei bei tagli. Io sono calabrese però vivo a Roma e ti assicuro che la rete stradale è pessima, per non parlare della Sal-reg. Siamo governati da un esecutivo capitalista che ha ,messo in atto n economia dei ricchi, sono fermamente controrio a questo ponte che non serve a niente, se voglio arrivare in Sicilia lo posso fare con il traghetto così mi godo pure il panorama, o pure a nuoto, perchè no? Buona serata!

  2. Buongiorno dalai, allora se guardi il alto a sinistra nel mio blog c’è scritto il ring del conte ci clicchi sopra e sei nel ring, iscrivendoti i tuoi post, tutti, o la categoria che sceglierai sarà pubblicto pure nel ring, in tal modo il tuo blog e le tue opinioni potranno avere più visibilità. Inoltre puoi pubblicare anche un post anonimo se vuoi che comparirà soltanto sul ring…. Mi sono spiega bene? Se c’è qualche domanda non esitare a chiedere. Buona giornata!

  3. Allora se tu vuoi aprire una discussione sui post che pubblichi pure sul tuo blog, la discussione è nel ring, ed anche nel tuo blog, ma il soggetto al centro è sempre l’autore del post, che può essere lo stesso di quello che pubblichi sul blog o puoi pubblicare un post che comparirà solo sul ring, ma ripeto il soggetto al centro è l’autore del post, il quale non solo mette in visibilità il suo post ma anche il suo blog….

  4. Buongiorno Dalai come per le cliniche lo sarà anche per le scuole, tagliano le pubbliche per favorire le private, l’economia liberista è un circolo vizioso che va a discapito del proletariato ed a favore della borghesia.

    Mi fa piacere che ti iscrivi al ring. Buona giornata!

  5. La Lega è un partito razzista e contro il proletariato. Vuole fare emergere solo il Nord, dopo il Piave vorrebbe buttare una bomba.

    Le gabbie salariali faranno scoppiare in rivolta il Sud, perchè sono cose che non si possono sopportare, ci stiamo avvicinando ad un nuovo ’68. Ad un autunno rosso. Non possiamo più tacere….

  6. Caro dalai, quello che dici è giusto, ma oggi la vera restistenza sono L’Ialia dei valori e Beppe grillo, questa è la nuova resistenza. sono profondamente deluso dei comunisti come Bertinotti, Ferrero, Vendola, i quali hanno pensato sempre a dividersi e andando al governo con Prodi non hanno fatto nulla che potesse agevolare il proletariato. Oggi dobbiamo appellarci all’IDV l’unica alternativa a questo regime, perchè il PD è come il PDL.

  7. Dalai, io sono comunista con le mie idee comuniste, però la sinistra radicale mi ha profondamente deluso, questo non ha però ingluito sul mio pensiero comunista. Io ho visto una sinistra radicale che si divide all’europee avete getteto un 6 e passa %, per dividervi ed ora non siamo in Europa. Se nascerà una vera sinistra unita, e non ci devono più essere partiti di sinistra radicale ma uno solo, allora lo voterò, ma così com’è dimenticassero il mio appoggio, resto delle mie idee, ma con Di Pietro.

  8. Sono speranzoso, se si riuscirà a costruire insieme un partito che rispetta i principi comunisti mi ci “butterò sopra”, ora come ora, la resostenza la faccio con l’Italia Dei Valori.

    Il PD non ha nulla che sia di sinistra, è un partito che nono rispetta i veri principi di sinistra e di laicismo.

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