Il ritorno dello stile fascista.

Continuano gli atti di repressione politica e sindacale, nell’italia delle destre. Dopo gli omicidi in carcere, dopo la caccia al diverso, dopo la repressione politica nei confronti dei compagni prima di Milano e poi di Catania, nella Roma neofascista di Alemanno, tornano in azione i “squadroni della morte” che al servizio dei padroni si scagliano contro gli operai. Oggi si chiamano vigilantes, ossia servizio di sicurezza privata, non c’è molta differenza con quello che avveniva nel ventennio. Anche quelli non erano ufficiali, ed allo stesso modo andavano a picchiare nelle fabbriche gli operai in sciopero. Il livello è alto, è la prima volta dall’avvento del fascismo nel 1922, nella lunga storia d’Italia, che una fabbrica, nel nostro Paese, viene sgomberata da una squadraccia paramilitare privata. I fatti: Quando una squadra di quindici uomini, in piena notte, scardina con i piedi di porco i cancelli della sede di Agile (ex Eutelia) sulla Tiburtina, Nando è lì dentro, insieme agli altri. Romano, 55 anni, è uno dei dipendenti del gruppo che da 13 giorni occupano la società per protestare contro i 1.200 licenziamenti annunciati. «Ci hanno presi nel sonno – racconta -. Urlavano, dicevano di essere della polizia. Poi ci hanno chiesto i documenti puntandoci in faccia le torce e minacciandoci». In realtà, però, i quindici guastatori non appartengono alle forze dell´ordine, ma alla Berani Group, agenzia di sicurezza privata. E non si muovono da soli: a guidarli c´è Samuele Landi, membro di spicco della famiglia proprietaria di Eutelia ed ex ad.  «Cercavano lo scontro – racconta Nando – ma noi fortunatamente non abbiamo reagito fino all´irruzione della polizia. A quel punto la situazione si è calmata e Landi è stato portato in questura». I lavoratori sono rimasti lì. Il vero pericolo però non è ancora scampato e si chiama licenziamento. «Se non interviene la presidenza del Consiglio – spiega Alessandra Carnicella, che ha interrotto l´occupazione la notte precedente per tornare dal figlio malato – presto saremo in mezzo alla strada. Anche per questo siamo determinati a continuare la nostra battaglia». Sono 1.200, 284 solo a Roma, i lavoratori che rischiano a breve di essere licenziati. Sono i dipendenti di Agile, società contenitore creata da Eutelia nel maggio scorso e venduta un mese dopo per soli 96mila euro al gruppo Omega (che in un comunicato si definisce «estraneo» alla vicenda). «Siamo stati acquistati da Omega a giugno – ricorda Nando – e già da luglio hanno smesso di darci lo stipendio; 90 giorni dopo ci hanno annunciato il licenziamento». Una forma di killeraggio industriale che il 55enne romano conosce bene: è infatti uno dei lavoratori di Getronics Italia, la multinazionale con 1.500 dipendenti e 222 milioni di fatturato che Eutelia ha comprato nel 2006, incamerando immobili e una liquidità disponibile di 47 milioni. Costo dell´operazione? Un euro, quanto un caffè. In questo video quello che è successo, lo consiglio ai destroidi che hanno parlato di “pura fantasia”.

La manifestazione dei lavoratori

Ed oggi sono saliti sul tetto, sventola bandiera rossa sulla protesta!!!

Il 30 Ottobre scorso, la repressione politica avvenne ai danni dei compagni militanti del Centro Popolare Occupato Experiavia plebiscito 782 – Catania. Qui è stata la polizia a caricare ragazzi inermi con le braccia alzate come testimoniano i video. Questo è stato uno sgombero politico che ha l’obiettivo di far tacere e cancellare un’esperienza sociale e politica che lotta da 17 anni e che ha ridato al quartiere popolare come l’Antico Corso uno spazio di aggregazione che per decenni era abbandonato. Doposcuola popolare, una palestra popolare, la ciclofficina etnea, il laboratorio di giocoleria e decine di altre attività di aggregazione sociale cancellati a colpi di manganelli. Prima della polizia:

A quanto pare lo sgombero è stato richiesto dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Catania nella persona di Gesualdo Campo lo stesso che nel 1999 avvallò i lavori da parte della Facoltà di Giurisprudenza nell’area della Purità (nella parte esterna del Centro Popolare) ben sapendo che l’area conteneva reperti archeologici importantissimi per la storia della città. Solo una lunga lotta del Centro Popolare e del Comitato Antico Corso sono riusciti a bloccare questi lavori speculativi rilanciando proposte concrete per l’utilizzo dell’area: riapertura di via bambino, la realizzazione di una bambinopoli nello spazio esterno del Centro Popolare espropriato da Giurisprudenza, la creazione di un Parco Archeologico per valorizzare i ritrovamenti. Forse lo sgombero è anche una ritorsione del dottor Campo? Visto che assisteva compiaciuto alle cariche e allo sgombero del Centro Popolare Experia?Supposizioni visto che nessuno si è assunto la responsabilità politica di comunicare le reali motivazioni. L’unica risposta è stata la violenza della polizia.Le proposte pratiche si scontrano con quello che l’Amministrazione Comunale a Catania ha espresso in questi ultimi 12 anni: degrado economico e conseguente ricaduta sul sociale. E’ una città in emergenza e in pieno dissesto finanziario, è una città in ginocchio e, nonostante ciò, quello di cui si preoccupa la politica è di chiudere, far tacere ogni pratica di autorganizzazione dal basso che risponde allo stato di crisi generale con le sue proposte, le sue attività e anche il suo dissenso a questa chiara volontà politica dell’amministrazione di desertificare il territorio della città.Qui lo sgombero:

Il nostro sottosegretario all’economia, nonchè candidato ideale per Berlusconi alla regione Campania è indagato per convivenze mafiose con i Casalesi. Chissà se questi grandi uomini in divisa blu gli riserveranno lo stesso trattamento, chissà se questo “mafioso” avrà in carcere il trattamento dato al “proletario” Stefano Cucchi. Tanta violenza, contro lavoratori, studenti, precari e disoccupati che non ci stanno perchè proletari, nessuna violenza contro i mafiosi, gli imprenditori che sfruttano lavoro e vita di operai, contro i banchieri, contro i politici corrotti. E’ un mondo capovolto quello della destra, il potere borghese si è impossessata della democrazia, saccheggiando e distruggendo la società e l’equaglianza. 10 100 1000 Occupazioni, 10 100 1000 lotte proletarie!!!

Se i giovani si organizzano, s’impadroniscono d’ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia.”(E. Berlinguer)
Il ritorno dello stile fascista.ultima modifica: 2009-11-11T23:01:00+01:00da dalai87
Reposta per primo quest’articolo

5 pensieri su “Il ritorno dello stile fascista.

  1. Ciao Dalai… visto che siamo in vena di “liste” allora io aggiungerei anche il disastro di Ischia, l’ennesima dimostrazione dell’incuria e dello sfruttamento con cui trattiamo in nostro territorio. Passato completamente nell’indifferenza generale!!! Nessuno si pone domante, nessuno scandalo, nessuna pietà per chi da quel macello è stato travolto!! Come a Messina e come per i tanti lavoratori che muoiono quotidianamente per una miseria di salario!!!

    Hai ragione, è tempo di lotte… perché la ragione prevalga sul qualunquismo sempre più dilagante!!!

    Buon fine settimana a te e ciao!!!

  2. Ciao Sasà,
    la situazione di questo nostro Paese è sempre più allarmante. E triste. Ma, ciò malgrado, vedo tante prove di resistenza: tu sei una di quelle. E finché quelle testimonianze vi sono, e con esse un pieno coinvolgimento di molte persone, di molti compagni, occorre continuare a sperare che le cose possano cambiare. Riflettendo, ma senza piangere, sulle battaglie perse. Si chiama gramscianamente “ottimismo della volontà”… Non conosco niente di meglio. In fondo, chi ha attuato grandi e piccole rivoluzioni, ha sempre fatto parte di piccole minoranze.
    Un saluto e un abbraccio.

  3. Ho passato qualche serata all’Experia ultimamente. .é brutto,é davvero brutto vedere come tanti anni di sacrifici per questi ragazzi sono stati buttati nel nulla,anzi : gettati in mezzo ad una strada,in balia al vento. E poi la polizia: io non me la prendo tanto con queste ”figure” ma con chi sta dietro loro. E poi il capovolgimento delle sensazioni : la polizia dovrebbe essere, in quanto forza dell’ordine,una sicurezza,una rassicurazione per tutti noi .E invece no, è più forza che ordine,è un mezzo mal usato per ottenere un fine poco lieto. Speriamo,sempre,in un buon cambiamento. 🙂

Lascia un commento