Il sol dell’avvenire

La critica: Ogni giorno che passa mi rendo conto di quanto questo mondo sia alla rovescia, il giusto diventa sbagliato o utopico, ed il sbagliato diventa giusto o realtà indiscutibile. A Roma(il vertice Fao) si riuniscono i potenti della terra per discutere di fame, loro i potenti che discutono del problema della fame. Ma questa fame chi la crea? Non si sanno mai i colpevoli, esistono solo i problemi che puntualmente vengono discussi, dibattuti attraverso la bontà ed i sani propositi. Stavolta, neanche quelli, neanche i finti impegni sono riusciti a prendere, sarà colpa della crisi. Ma questa crisi chi l’ha causata?

La borghesia ha “sconfitto” un sistema economico giusto, per imporre un sistema economico sbagliato, millantando “il sogno americano”, un castello di cartone per la gente comune, mentre una reggia dorata per i potenti. Il capitalismo è la più grande ingiustizia creata dall’uomo per sfruttare l’uomo stesso, ed è un sistema totalmente sbagliato, e come tutti i mali non si può regolare ma solo estirpare dalla radice e sostituirlo. Questo sistema mondiale attraverso la globalizzazione, ha generato una profonda ingiustizia sociale sia a livello mondiale e sia all’interno dei singoli stati, grazie al liberismo economico e cioè un appropriazione indebita della parola libertà che viene trasformata in libertà di sfruttare, umiliare e arricchirsi sulle spalle dei lavoratori, del proletariato. Questi signori sono quelli che ci parlano della libertà (loro), dello sviluppo, del progresso, della democrazia, della crisi, del pil, della finanza, sono gli stessi che guadagnano miliardi ogni mese e parlano di costo del lavoro elevato, bisogna tagliare, i contributi, le pensioni, sono quelli che vanno in vacanza nelle mete esotiche e i suoi “dipendenti” magari sono in Cig o peggio in obitorio,  e sono gli stessi che parlano senza vergogna della fame e del lavoro. Questo sistema produce una richezza finta e non distribuita equamente, per cui ad esempio l’1% della popolazione americana detiene più del 50% della richezza nazionale, rapporto simile in tutti gli altri paesi capitalisti (come il nostro) ed allargando anche al mondo. Produce ingiustizie e calamità, sfruttamento delle terre, delle culture e delle persone, produce la morte di un bambino ogni sei secondi. Il male assoluto del nostro tempo è il capitalismo, vera e propria forma di rapina collettiva istituzionalizzata mossa da pochi privilegiati ai danni del Pianeta tutto. Un nemico assoluto e totale contro il quale non esiste riforma che tenga: del capitalismo (o con lui) non si discute e non si riforma: si può solo abbatterlo. Esso si diffonde con un perverso rapporto d’amore tra chi lo ha instaurato e chi gli è devoto (inconsapevolmente schiavo!): Un rapporto d’amore che ha il nome di consumismo.

I concetti di uguaglianza e di giustizia sociale, sono termini “anacronistici” nella civiltà dello sviluppo democratico occidentale, termini che nella storia prima di tutti sono stati enunciati da un certo Gesù Cristo, venerato e oggetto per le crociate da parte dei suoi seguaci fedeli, che oggi definiscono anacronistici e superati certi concetti socialisti. Ecco, il sistema economico che garantisce questo, un sistema sociale sconfitto dalla leggenda del “Muro di Berlino”, attraverso il quale i potenti hanno affermato il loro strapotere, aprendo una stagione di guerre e aumentando a dismisura lo sfruttamento dei popoli. Oggi a distanza di 20 anni da quel crollo dei “regimi dell’est”, è certa l’ingiustizia del capitalismo che viene tenuto in vita dalle dittature democratiche borghesi e dalla schiavitù psicologica dell’opinione pubblica. In questi vent’anni, anche utilizzando lo spauracchio dell’Unione Sovietica si è approfittato per limitare ancor di più le libertà e la giustizia sociale. Il solco tra le varie classi continua ad aumentare, e lo vediamo in Italia come approfittando della crisi, si cerca di picconare ogni diritto del lavoratore. L’abbattimento del Capitalismo liberista è un passo fondamentale verso un futuro migliore, basterebbe chiedere oggi, invece di sventolare solo la bandiera (o il crocefisso per taluni) ideologica dell’anticomunismo, alle popolazione dell’est come giudicano il capitalismo per realizzare che questo mondo (in)giusto ci è stato imposto e fatto digerire come “bello e libero”. Un recente sondaggio del governo tedesco ha dato come risultato che più della metà dei tedeschi rimpiange la DDR, con la quale era garantito un minimo di benessere per tutti, con tutti i mali che aveva e che nessuno rinnega…

http://mixzone.myblog.it/archive/2009/08/30/l-analisi-marxista.html 

http://scribarosso.myblog.it/archive/2009/11/17/l-ablativo.html

Il Percorso: Questi mali non devono essere rinnegati, ma allo stesso non possiamo permettere che essi vengono utilizzati per demonizzare il nome “comunismo” e farlo diventare indicibile (come da Occhetto fino a Bertinotti). Perché è vero che il comunismo ha portato nella sua realizzazione degli aspetti negativi, soprattutto lo stalinismo, totalitarismo, burocrazia e mancanza di alcune fondamentali libertà, ma da questo bisogna ripartire verso una vera rifondazione del pensiero comunista, senza dimenticare la nostra natura marxista-leninista, che abbia un volto umano il cui unico scopo deve essere quello di annullare lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e far ritornare il nome “comunismo” dicibile. Comunista non si nasce e spesso non si riesce a diventarlo nell’arco di una vita, bisogna avere un proprio codice morale e non accettare passivamente un’idea o uno stile di vita imposto da altri solo perché è quello più seguito, o per ricavarne vantaggi. Non bisogna mai rinunciare alla propria libertà di giudizio e anche saper ammettere i propri errori quando li si comprende. Bisogna saper capire il mondo che ci circonda e progettare quello futuro. Bisogna però pensare e non agire solo per ideologia, in quanto essa non ha un senso se non messa alla prova ed adattata alla realtà.

Bisogna avere la capacità di pensare in grande, non ristretti all’oggi, alle situazioni contingenti, ma saper vedere una via d’uscita per abolire lo stato di cose presente e sostituirvi senza forzature un mondo migliore. Il Che Fare di Lenin era adatto alla Russia degli Zar, oggi invece è pure difficile rispondere per molti alla domanda “cos’è il comunismo?”

Bisogna produrre un Che Fare del 2000, dove non esiste più il concetto del proletariato, dell’operaio, del contadino come nel 1917, dove uno dei più grandi rivoluzionari della storia portò il movimento operaio al potere in Russia, grazie al Partito Bolscevico bloccando la guerra e scatenandola contro la borghesia russa. Quella rimane una delle pagine storiche più importanti, ma oggi il mondo del lavoro è disgregato, non esistono più dei grandi centri in cui sono concentrati migliaia di operai, come nel ’68, e soprattutto è cambiata la visione del lavoro. Manca la coscienza di classe, per cui esiste un rapporto in alcuni casi “amichevole” e di “gratitudine” nei confronti dell’imprenditore, e manca in alcuni casi l’unità tra gli stessi operai, come manca la coscienza di poter vedere “un mondo diverso”, quindi anche se non è scomparso il proletariato, anzi forse è anche in numero maggiore, e cambiato il suo modo di vivere e vedere il lavoro, ed è maggiore il suo livello di alienazione ed è disgregato in varie forme, dall’operaio, al dipendente pubblico, al dipendente privato, al precario. A cui si aggiunge il disoccupato. Il primo passo quindi, è far riprendere la coscienza a questo proletariato tramite l’informazione e la divulgazione del nostro “sapere”, senza imporgli un fucile nelle braccia, ma proponendo una presenza classista, che abbia a cuore esclusivamente l’interesse di questa classe, senza se e senza ma. Comunismo è “quel movimento reale che abolisce lo stato di cose” quindi è sempre possibile oggi come nel 1917, ma prima di tutto bisogna capire ed entrare nella società d’oggi, senza azioni “solitarie” e “egoistiche”(terrorismo). Bisogna tornare a far comunismo e non governismo, porci all’estremità della politica di governo parlando al nostro mondo, al proletariato e con esso arrivare al comunismo democraticamente, alle quali il sistema risponderà sicuramente in modo violento ed a quel punto non denigrare la lotta come legittima offesa. Il modello più attuale è di certo Chavez e non la rivoluzione d’Ottobre di Lenin. Presenza nella lotta ma non solo quella, costruire un progetto unitario di comunismo e farlo arrivare al proletariato, in tutti i modi possibili, un progetto che abbia come scopo il potere proletario e l’estinzione dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, che è ciò che ci distingue da tutto il resto. Liberamente in cammino per essere comunisti oggi, liberi dai fantasmi dello stalinismo e dagli esempi di un “socialismo reale” importante storicamente, ma mal realizzato, possiamo rilanciare la sfida in termini nuovi. Oggi più che mai il mondo conosce fenomeni di sfruttamento, guerre, prepotenza dei forti sui deboli, divisione iniqua delle risorse tra i popoli e tra i ceti sociali ritornati prepotentemente alla ribalta. Oggi più che mai c’è bisogno di comunisti senza se e senza ma che cambino quindi i concetti di democrazia, di libertà e di giustizia, della società attuale fino alla costruzione della società del sol dell’avvenir…

La federazione, unità, conflitto e proporre l’alternativa:

Apro la terza parte di questo lungo post, da una data:

index_5.gifIl 5 dicembre, può essere il primo giorno di un futuro migliore!

In concomitanza con la partecipazione al No B. day, nasce la federazione della Sinistra, con l’intento di riunire partiti diversi e soggetti sociali per costruire un polo politico per l’alternativa di società; un polo politico capace di lottare fin da subito per un presente più giusto, per realizzare un futuro migliore. La federazione è l’idea di mettere insieme tutti quanti sono disponibili a realizzare una sinistra autonoma, indipendente e strategicamente alternativa rispetto al Pd, cioè alla sinistra moderata e social liberista: nella consapevolezza che non solo il liberismo è fallimentare e dispotico ma anche che la socialdemocrazia è defunta. Si tratta perciò del tentativo di rottamare una volta per tutte l’automatismo che per 15 anni ha macinato ininterrottamente la sinistra fino a provocarne l’assoluta inattendibilità. Queste sono le parole del segretario Paolo Ferrero, che apre questo nuovo soggetto politico a tutta l’area dei movimenti politici e sociali che si riconoscono in questo spazio.

Bisogna trovare una strada unitaria ed autonoma, che parli ed organizzi il proletariato, rendendolo cosciente e partecipe, ritengo quindi giusta la federazione purchè conservi l’identità e non si trasformi in un nulla pieno. Bisogna tracciare le linee guida di questo progetto e la sua finalità, cioè costruire la società del sol dell’avvenir. Come detto in precedenza, no alla lotta armata egoistica, ed ad una prospettiva rivoluzionaria modello Lenin, in quanto impossibile nella condizione attuale, dell’italia e del mondo. Ma il primo passo è quello che questo soggetto politico nascente, sia classista e proletario, totalmente indipendente dalle forze social-liberiste come il Pd e l’IdV. Esse non sono un alternativa sociale e come tale sono da considerare forze politiche avverse a noi, con la quale si può dialogare per una opposizione a Berlusconi. Ma un comunista non ha nulla a che fare con una manifestazione come quella del 5 Dicembre, una manifestazione priva di contenuti e di pratica politica, che è volta solo alla persona Berlusconi e non alle sue politiche economiche e del lavoro. Chi avrà il viola in quella piazza, vuole solo sostituire un borghese “cattivo” con uno “buono”, ma non propone e non rappresenta una vera alternativa sociale e per questo sarà una manifestazione vuota di senso e di tematiche politiche. Noi siamo contro il Berlusconismo di destra e contro il Berlusconismo di sinistra. Il punto importante invece è, chi avrà il rosso cosa rappresenta o cosa vuole rappresentare? Quello che manca realmente è la presenza di un vero programma unitario nel quale riconoscersi e senza il quale non si è credibili e visibili alla classe di riferimento e questo causa la non partecipazione di molti compagni e compagne che preferiscono starne fuori e continuare le loro battaglie, magari sognando o organizzando una rivoluzione sulla carta.

Non è più il momento della linea Staliniana, chi non è d’accordo è contro di me, ma quella di trovare una sintesi comune che abbia un fine comune. Il primo obiettivo è quello di mettere in comunicazione i conflitti e di crearne di nuovi, proponendoci quindi come il soggetto politico che è dentro il conflitto sociale e lo organizza. Il proletariato è troppo frammentato e non ha un voce, noi dobbiamo essere la voce di quei milioni di cittadini che non coscienti, e senza una via alternativa sono persi nei partiti della borghesia reazionaria di destra ed in quella moderata di sinistra. Il liberismo è fallito e la socialdemocrazia è defunta, quindi bisogna proporre un alternativa ad essi che proponga un comunismo democratico che abbia al suo centro l’uomo e la sua dignità, ma per cercare consensi elettorali non si possono dimenticare i nostri principi e le nostre lotte, noi non siamo amici degli industriale ma siamo contro di essi, soprattutto i grandi industriali, siamo contro la precarizzazione del lavoro, la mobilità e cioè di un lavoratore oggetto di un padrone, quindi riaffermazione del lavoro a tempo indeterminato e solo per lavori stagionali o temporanei sia consentito un contratto a tempo determinato. Siamo un forza classista e che quindi lotta i privilegi delle classi benestanti, senza aver paura della parola tassazione, soprattutto delle rendite finanziarie, dei redditi alti e della patrimoniale, attraverso questa tassazione e con un forte controllo dell’evasione fiscale sarà possibile tagliare le tasse ai lavoratori dipendenti, ai quali bisogna equiparare anche i piccoli lavoratori autonomi (come artigiani e agricoltori) quanto a tutela sociale e previdenziale. Il superamento del liberismo è possibile con il possesso dei mezzi di produzione di interesse generale sotto il controllo di tutti,  in alcun modo privato, in alcuni casi sociale ed in altri statale. La proprietà privata è un nodo del liberismo e per questo va combattuta, ovviamente  sono esclusi i beni necessari alla realizzazione della persona umana, anche differenziati per persona, ma tutte le risorse e servizi comuni come Acqua, Energia, Trasporti, Sanità ed Istruzione non possono essere privatizzati. La privatizzazione è infatti il terreno per espropriare le masse dei beni comuni a vantaggio dei padroni, delle mafie e delle caste. Le grandi aziende devono essere rilevati dallo stato e date in gestione ai lavoratori con un piano di produttività stabilito, e cioè lo Stato dice quanto si deve produrre ed il resto della gestione sia diretta dei lavoratori, garantendo la democrazia all’interno delle fabbriche. Nazionalizzazione delle banche, ovvero abolire le banche private, compresa la banca d’Italia che è controllata dai privati ed istituirne una statale, che non abbia quindi la logica del profitto privato ai danni del cittadino. Altri due punti importanti sono la difesa dell’ambiente, con una riconversione ambientale dell’economia e l’utilizzo delle energie alternative a gestione pubblica, e della pace per cui occorre intraprendere una battaglia a livello mondiale contro gli armamenti e l’economia che gli gira intorno alle spese di milioni di esseri umani uccisi da essi. Il 90% degli armamenti sono costruiti dai membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e quindi la causa dei conflitti non è ideologica ma economica, ad esempio in Africa non credo esistano fabbriche di armi, eppure ci sono le guerre, di chi è quindi la colpa? Chi causa la povertà e la conseguente migrazione? Taglio delle spese militari e dell’esercito, uscita dalla Nato e ritiro da tutte le missioni estere, con l’utilizzo delle risorse destinate ad esse, alla cooperazione internazionale e di conseguenza all’emancipazione di quei popoli. Con un taglio netto delle spese militari e di armamento, sarebbe possibile attuare il salario sociale di cittadinanza, oltre ad un salario di disoccupazione, ed inoltre una serie di lavori ed opere pubbliche di rilevante importanza diretta alla società, come strade, ferrovie, scuole, case popolari, asili nidi pubblici e gratuiti, sanità ed edifici scolastici, oltre ad un ampia informatizzazione del paese, che garantirebbero una crescente domanda di manodopera che diminuirebbe il problema dell’occupazione e l’inserimento nel mondo del lavoro soprattutto dei migranti, con un conseguente miglioramento della sicurezza anche grazie all’applicazione del diritto all’abitare con nuove case popolari che garantiscono a tutti questo diritto.

Infine, siamo a difesa della Costituzione in quanto una delle migliori tra gli stati borghesi, ma dovremmo anche essere coscienti e leali nel dire che siamo per un superamento di essa con una Costituzione Socialista. E senza timori combattare i privileggi della classe politica a partire dagli stipendi parlamentari e delle indennità di consiglieri ed assessori in tutti i livelli, oltre allo loro riduzione. Finchè la politica è un business o un posto di lavoro non sarà possibile intaccare la sua immoralità. Su questo punto, bisogna che avvenga il superamento dell’attuale sistema democratico che deve essere sostituito con un modello di democrazia diretta, nel quale i cittadini in quanto popolo sovrano non siano semplici elettori che delegano il proprio potere politico ai rappresentanti ma siano protagonisti sul modello della comune parigina, e quindi di una democrazia partecipativa dal basso che renderebbe inutili i partiti in quanto il protagonista politico è il cittadino che non ha quindi bisogno di aderire ad un movimento di opinione pubblica. Questo tipo di democrazia con la sconfitta della proprietà privata dei mezzi di produzione, consentirebbe una società veramente libera con la possibilità dell’estinzione dello Stato. In uno spazio pubblico non ci si dilegua ma lo si abita(parole di Ferrero sulla federazione) io quindi ho provato ad abitarlo con tutta questa serie di proposte comuniste, in quanto credo che questo progetto di federazione non debba ridurre ed annacquare l’idea comunista, ma debba sintetizzarla in un progetto alternativo vero, reale e possibile.

Il sol dell’avvenireultima modifica: 2009-11-17T22:58:00+01:00da dalai87
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30 pensieri su “Il sol dell’avvenire

  1. Ciao Dalai e buona giornata. E’ vero, c’è stata una lunga e interessante discussione con Enrico che sostanzialmente verteva sul “medoto” da adottare per sviluppare un discorso politico che sia costruttivo per il Paese ma anche per noi bloggers e che, finalmente, prescinda da sterili contrapposizioni tra destra e sinistra. Ciò non significa “non criticare” ma proporre, invece, una critica costruttiva. Per quanto mi riguarda ho accettato volentieri l’invito anche perché vedo in questo nuovo approccio dei problemi che ci affliggono un aspetto molto positivo: tenere lontani i “soliti” provocatori e coloro che qua stanno principalmente per sfogare le proprie frustrazioni esistenziali.

    Ancora leggo post penosi, in giro!!! Gente che parla di, ad altra gente che parla…. recriminazioni, accuse, lamenti!!! Evito di commentare e faccio finta che non esistano!!!

    Ho letto il tuo post… be’, sono d’accordo che il vertice FAO sia stata l’ennesima figuraccia da parte dei paesi “ricchi” nei confronti del resto del mondo (povero). Ed i poveri, come al G20 recente, si sono fatti sentire aspramente, con accuse per nulla infondate.

    Sul discorso che fai sul “capitalismo”, invece, sono più dubbioso. Il nostro sistema economico è basato su questo principio: “il capitale” e secondo me è anche positivo come sistema. Gli aspetti negativi che elenchi, secondo me, non sono insiti nel capitalismo ma nell’assoluta mancanza di controllo da parte della politica, verso lo stesso. Insomma, è l’uomo che stravolge il sistema. Mancano regole che ne definiscano le caratteristiche, il suo sviluppo… regole stabilite da chi fa politica per tutelare sia il capitalista sia il bene generale.

    Oggi, è il capitalista che detta le regole alla politica e non viceversa. Questo fa si che lo stesso produca con l’unico scopo di accumulare ricchezza che non finisce equamente divisa tra chi ha contribuito a produrre la ricchezza stessa ma solamente per se e pochi “eletti”.

    Insomma, il profitto fine a se stesso e non come valore che in termini di ricchezza, benessere e vantaggio va ad arricchire tutta la società.

    Vanno stabilite regole certe che consentano una redistribuzione equa dei “vantaggi” e che, inoltre, incentivino forme nuove di capitalismo sviluppate su un’economia più attenta all’ambiente, per esempio.

  2. Dalai, condivido il tuo pensiero solo perché sono cosciente di ciò che è la realtà attuale e quali difficoltà incontra un discorso come il mio ed il tuo.

    Tuttavia, come me sai che quello è il discorso da fare per tornare ad un’equilibrio tra ricchezza e diffusione del benessere conseguente la stessa.

    Non ci sono alternative se vogliamo salvarci e, quindi, non solo và diffuso questo nostro pensiero ma vanno trovati anche i sistemi giusti e le persone adatte a portare avanti una “riforma” del sistema in quel senso.

    Difficile anche questo? Lo so ma confido in due cose: la prima è che finchè avrò fiato per parlare con chi si confronta con me nella vita reale e dita per scrivere su una tastiera di PC, in questo mondo virtuale, quello sarà il discorso che porterò avanti. La seconda: gli italiani che stanno scoprendo la vera “natura” di questa gente, sono sempre più, anche tra chi li ha votati. Le “porcate” cominciano a turbare (non dico scandalizzare perché è troppo) anche loro!!!

    Parliamo a stà gente e troviamo un compromesso che ci salvi tutti!!

    Un P.S. sul vertice FAO: non solo è inutile ma stanno massacrando mezza Roma di blocchi e deviazioni!!! Per fare un percorso di 500 metri, sono tre giorni che tra deviazioni e strade chiuse, ne devo fare 3 di chilometri!! E poi, scorte di qua, scorte di la… non se ne può più!!!

    Buona serata e ciao!!

  3. Leggo che sei sempre sul radicale (e non intendo il partito). Bei tempi quando ci credevo anch’io. Adesso invece penso che sarà solo una risata a sommergerli, nessuna rivoluzione, troppo faticosa per queste generazazioni.
    Buona giornata!

    Ah già… te la tifi questa nazionale? 🙂

  4. Diciamo che la rivoluzione è impoissibile perchè non la farebbe nessuno. Però fai benissimo a continuare a denunciare tutto ciò di ingiusto che ritieni sia da cambiare, che poi la realtà cambi non è certo in potere tuo o mio.
    Sulla nazionale hai centrato il punto, ma non è solo una questione di convocazioni, è questione soprattutto di chi le fa e di chi le riceve le convocazioni: finchè a farle ci sarà il complice di moggi e con la fascia di capitano il dopato e antisportivo (ricorderai meglio di me il “gioca male così ti prendiamo a due lire”, messo in atto nell’inter per passare ai ladri) cannavaro, per me questa NON sarà mai la mia nazionale. Come ho scritto ad altri, se si trattasse di guerra, potrei, forse, passare sopra la “fedina” dei soldati (si tratterebbe di vita o morte), ma trattandosi di sport (o almeno così lo intendo io, il calcio) allora non si fanno sconti a nessuno e se a rappresentarci ci sono dei delinquenti (sportivamente parlando), che vincano o no i campionati del mondo, a me non me ne frega nulla.

  5. Ciao e buongiorno! Figurati se non ti stimo a prescindere, ma lasciamo questo aspetto e passiamo al tuo post che è molto più interessante.Consentimi di dire subito che non sono d’accordo con Carlo, quando dice che il “capitalismo” (lui ha scritto “capitale) è positivo come sistema. Cazzo dico io, ma come?, prima rilevi che il vertice FAO è stato un fallimento, e poi dici che il “capitalismo” è “positivo come sistema”? Forse è il caso che il compagno Carlo si rilegga “Il Manifesto del partito comunista” di Marx ed Engels del 1848. Ora passiamo alle tue considerazioni: come ho sempre detto e sostenuto, per capire come mai certa gente(spesso la maggioranza) si ostina nel sostenere fenomeni socio-politici come la coalizione di centro-destra, senza bisogno di leggere “il Capitale” o cose simili, sarebbe sufficiente analizzare il fenomeno relativo alla “Sindrome di stoccolma” che viene riportata come fatto di cronaca ma indicativa ed esplicativa di certi comportamenti, ma più agevole da consultare. Oltre a ciò, ancora una volta dobbiamo considerare la cultura accademica necessaria a capire ed interpretare certi fenomeni mediatici e politici; questo significa che è necessario considerare che non tutti hanno avuto ed hanno accesso alla cultura in genere, per cui rimangono allo stato di “non conoscenza” (alias ignoranza) e per queste ragioni bisognosi di … “aiuto”. Aiuto a capire che deve arrivare da parte di quanti hanno la possibilità e la capacità di comunicare, e senza presunzione. Oltre a ciò è utile farlo in modo accessibile, leggero, conciso e univoco.
    P.S.

    Senti compagno, prendi questa mia osservazione come nota tecnica e niente altro: il tuo blog è, come si dice, “pesante”, cioè talmente pieno di grafica e richiami, che se capita uno come me che utilizza un p.c. uguale ad un “pezzo di ferro”, con poca RAM, deve prendere delle ferie per consultare il tuo Blog. Ciao e a presto. Alvaro

  6. Ciao Dalai e buona serata. Ho letto il tuo commento di oggi. Sulla prima parte, che dire? Sono deluso e nauseato da certi commenti. Deluso forte!!! Ma non ho più voglia di parlarne o alimentare altre inutili polemiche. Basta!!! Sento che quello che potevo fare l’ho fatto e questo mi basta per sentirmi onesto. Accetto anche di essere incapace di intrattenere certi rapporti… ma basta!!! Voglio parlare di cose serie, proporre e criticare!! Nessuno mi impedirà, soprattutto, di criticare ciò che ritengo disgustoso, finché qualcuno non mi dimostrerà il contrario!!

    Per quanto riguarda la tua domanda al mio post… be’, è inutile che mi ripeta. Se leggi il lungo commento di Rossomoleskine e la risposta che le ho dato, troverai fondamento alle tue supposizioni.

    Si, quello che è stato “montato” sugli extracomunitari è anche strumentale e finalizzato allo sfruttamento. Peraltro, la denuncia di Rossomoleskine è “forte” e decisa. Ti consiglio di leggerla!!

    Buona notte a te e ciao.

  7. Ciao Dalai!!! Ora sono io che mi domando… che altro devo dire? Te mi stai anticipando l’argomento dei prossimi 4 post, stimando quanto devo ancora dire sull’immigrazione, per difetto!!!!

    E’ necessario che vengano ben individuate e sezionate in tutte le loro caratteristiche le “ragioni” che causano le migrazioni. Fatto questo e discusso sulla base delle convinzioni di ogniuno, facciamo anche qualche tentativo per trovare le soluzioni ai “problemi”. Superata anche questa fase, facciamo un bel “manifesto” propositivo (cosa che piace tanto alla controparte che ci vuole, appunto, propositivi e non solo “criticoni”) e ce lo mettiamo nei blog così che se in futuro qualcuno verrà a rompere i co glio ni con le solite storie becere sugli extracomunitari… noi invece di mandarlo a fan……lo, lo mandiamo a leggere il nostro bel “manifesto”!!! Poi, si discute!!!!

    Scusa… ma ciò ancora un po’ di dente avvelenato!!!!

    Buona serata a te e ciao!!!

  8. Be’ Sasà… o tu mi leggi nel pensiero oppure siamo tutti e due più o meno, molto più che meno, coscienti che la strada da percorrere per comprendere certi fenomeni è tutt’altra, soprattutto non è quella della prevenzione senza se e senza ma. Purtroppo, non credo che risposte così “sintetiche”, seppur ragionate e reali, siano sufficienti a smuovere le coscienze dei più restii. E sono convinto che Ricky sia anche il meno “insensibile” a questi discorsi. Ma come molti, soffre di fronte a fenomeni che è difficile comprendere se non dopo aver fatto un percorso mentale ben preciso. Almeno credo che per Richy sia così, perché non lo immagino come persona “chiusa” e ottusa, come altre che affrontano questo fenomeno, nei loro blog, nei modi che sappiamo!!

    Mi sono proposto l’obiettivo di divulgare quel percorso da me già fatto ed ancora in continua evoluzione. Ho pensato di farlo con calma, cercando di essere il più chiaro possibile e cercando anche di anticipare le “paure” che so’ essere insite in alcune persone, perché erano anche le mie, quando si parla di “stranieri”. Ci vorrà tempo, pazienza e tanti post… ma va fatto, perché secondo me stiamo rischiando tanto!! Troppo, come in tante altre cose.

    Buon pomeriggio e ciao!!! (adesso però, smettila… oppure scrivili tu i post e io li pubblico!!! ehehehehehehe!!!!)

  9. Ciao Sasà e buona serata. Posso comprendere che i media tacciano sulle tante manifestazioni operaie e studentesche che avvengono in tutto il Paese. In fondo, sappiamo come funziona l’informazione oggi e, quindi, è logico non aspettarsi nulla di diverso da quello che è.

    Però, non riesco a capire stà storia delle “manganellate” che ogni tanto si viene a sapere ci sono o per questa manifestazione operaia o per quegli studenti… Peraltro, nella maggior parte dei casi non si parla di “scontri” tra dimostranti e forze dell’ordine ma di quello che potrebbe prefigurarsi come un “attacco gratuito” da parte di queste ultime.

    Tu pensi vi sia una “direttiva” ben precisa? E perché poi?

  10. Vi sono molti modi per comprendere la realtà e le sue storture nei fatti che viviamo quotidianamente. Continuo a pensare che uno dei modi da privilegiare sia quello della lotta, che si può condurre anche scrivendo. Scrivendo e diffondendo ciò che man mano si conquista e che diventa indispensabile anche per lottare: questo tu stai facendo, qui nel tuo blog, e vi sono mille motivi per ringraziarti. Finché “non si conosce” non si comprende come il mondo possa essere diverso da come appare a un occhio distratto.
    Ti propongo i seguenti versi. Sono di Pasolini, e raccontano brevemente come diventò marxista (Fu così che io seppi ch’erano braccianti… / Fui dalla parte dei braccianti, e lessi Marx…). Il tutto, partendo da un pressoché totale disimpegno (questo avveniva nel ’43 / nel ’45 fu tutt’un’altra cosa.). Un po’ come la tua “partenza”, non ti pare? Prima c’era l’edonismo, poi conoscesti Peppino Impastato…

    Come sono diventato marxista?
    Ebbene… andavo tra fiorellini candidi e azzurrini di primavera,
    quelli che nascono subito dopo le primule,
    – e poco prima che le acacie si carichino di fiori,
    odorosi come carne umana che si decompone al calore sublime
    della più bella stagione –
    e scrivevo sulle rive di piccoli stagni
    che laggiù, nel paese di mia madre, con uno di quei nomi
    intraducibili si dicono «fonde»,
    coi ragazzi figli dei contadini
    che facevano il loro bagno innocente
    […]
    questo avveniva nel ’43:
    nel ’45 fu tutt’un’altra cosa.
    Quei figli di contadini, divenuti un poco più grandi,
    si erano messi un giorno un fazzoletto rosso al collo
    ed erano marciati
    verso il centro mandamentale, con le sue porte
    e i suoi palazzetti veneziani.
    Fu così che io seppi ch’erano braccianti,
    e che dunque c’erano i padroni.
    Fui dalla parte dei braccianti, e lessi Marx. […]

    Un saluto e buona settimana da Angela

  11. Ciao Sasà,
    incrocio anch’io le dita per una federazione della sinistra. E, tanto per non fare torto a nessuno, ma anche per rivendicare una netta e indiscutibile propensione, ho messo – per primo – il banner rosso, come potrai vedere. Ma ho lasciato anche quello viola poiché si tratta di una iniziativa promossa da persone autoorganizzate che danno l’impressione di essere sincere, anche se un po’ naïf. Tra l’altro a “L’infedele” di Lerner, lunedì, c’erano tre “portavoce del NO-B Day”: hanno tenuto a dichiarare che per loro tutto inizia e finisce lì, alla manifestazione del 5 dicembre. Vale a dire che alla fine vanno a casa ed “è morta lì”. Quasi che condurre una iniziativa per togliersi dalle scatole una disgrazia nazionale come SB possa ridursi ad andare in piazza “una tantum”: un modo di intendere le lotte piuttosto piccolo-borghese, direi. Comunque, meglio che niente. E meglio in ogni caso del piattume e dei contorsionismi ormai insopportabili delle mummie del Pd.

    Martedì, quando Fini ha telefonato a Ballarò, ho riso alle lacrime all’espressione contrita di quel genio di Bondi: lo spettacolo è stato proprio lui. Tutta questa vicenda di Fini dà proprio la misura di cosa sia il Pdl. Nel “partito del padrone” (o meglio, forse, “partito del lenone”, così si rispetta anche l’acronimo) nessuno è autorizzato a dichiarare qualsiasi cosa che sia anche minimamente contraria a ciò che tutti gli altri – leccaculo, leccapiedi, servi, servetti, tappetini e affini – dicono coralmente, come un sol uomo (anche quando sono donne): nessuno osa contraddire il capo, come con Mussolini o con Stalin (“io con quello là non parlo più”, ha detto l’offesissimo “capo”, facendosi ancora più piccolo di Brunetta, se ciò fosse possibile, e gonfiando il misero torace…). Se pensi che negli anni settanta perfino nel glorioso Partito comunista italiano, da lungo tempo destalinizzato, vi erano compagni come Amendola o Napolitano (allora definiti la “corrente migliorista” del Pci, quella per intenderci che anelava all’alleanza con Craxi) che dissentivano a ogni occasione dalla linea ufficiale della segreteria e della direzione del partito senza che nessuno all’interno del partito stesso si sognasse di delegittimarli o di scagliar contro loro anatemi, allora pare proprio di poter sostenere che ai nostri tempi sia proprio la variegata accolita che si ritrova nell’anacronistico “popolo della libertà” a essere la formazione politica che ricorda da vicino il più autentico stalinismo. Probabilmente è questo uno dei motivi per cui SB si trova tanto a suo agio tra Gheddafi e Lukashenko: tra pari ci si intende…

    Grazie per la tua visita e per il bellissimo commento che mi hai lasciato.
    Un saluto da Angela

  12. Ciao compagno!, ho iniziato a leggere il tuo post questa mattina alle 07.00, poi ho dovuto chiudere il collegamento per andare in ufficio, e da qui ho ripreso la lettura ripetuta per due volte con annessi commenti.Dico subito che della nazionale non parlo perchè non me ne frega niente; per il resto, e cioè la questione della FAO(in relazione con la politica), il stema trattato e ciò che quell’istituzione rappresenta, per me la sintesi è molto semplice: eliminare il liberismo e ciò che esso rappresenta. Senza presunzione alcuna, ma con la speranza di sempre, dico che la rilettura de “Il Manifesto del Partito Comunista” di Marx ed Engels, dovrebbe essere una costante ed un punto di riferimento per fare politica o quanto meno capirla. Il problema, come tu sai, risiede nella scarsa propensione a leggere ed approfondire argomenti politico-filosofici ed in genere culturali, per rendersi conto che il capitalismo, tout court, dovrebbe essere debellato per passare ad un sistema quale appunto quello ipotizzato nel libro citato. Prendi per esempio la vicenda della FIAT di Termini Imerese(ed altre realtà): se i lavoratori si rendessero conto che il liberismo implica licenziamenti, trasferimenti produttivi, globalizzazione etc. etc., forse capirebbero la gravità della situazione e agirebbero in altro modo oltre allo sciopero. Mi fanno ridere i ministri tipo Scaiola ed altri, che credono di dettare leggi a d un’industria che ha come obiettivo primario il profitto a prescindere da tutto. Se veramente i proletari capissero il reale valore del capitalismo e ciò che esso comporta, forse si renderebbero conto della gravità del fatto, e allora, forse, capirebbero il valore della frase storica: “meglio morire il piedi, che vivere in ginocchio”. Purtroppo per noi tutti, non vedo via di uscita se non una mobilitazione di massa che, nonostante tutto, l’attuale “sinistra” parlamentare(nel senso di…misteriosa) si rifiuta di promuovere seriamente, e addirittura entrando in collisione con altre realtà.Caro compagno, la mia rabbia è tale, che vorrei finisse il mondo nella speranza che ne venga uno migliore. Quando vedo lavoratori che tentano democraticamente di ottenere quanto spetterebbe loro di diritto, e come risposta ottengono serrate, morti bianche, cariche di polizia e cose simili, allora mi convinco sempre più che l’unica cosa che rimane da fare, è quella di scrivere, parlare, confrontarsi e rendere la conoscenza in senso lato, sempre accessibile.Quando leggo che un lavoratore perde la vita in una fabbrica, a causa di negligenze manageriali, allora dico che sarebbe meglio morire sacrificandoci per una causa nobile, come quella dell’abolizione del capitalismo con il quale non è possibile nessun confronto.Per definizione!Caro compagno, termino solo perchè sta entrando gente in ufficio(pensionati)e mi appresto ad ascoltare le solite lamentele: “nun ce la faccio più!”Un caro saluto, Alvaro, alias Scriba Rosso;italiano di nascita ma non di costumi, ‘ncazzato, ateo e comunista per scelta!

  13. Ciao Sasà e buona serata. Ho avuto l’impressione, tornando oggi a questo tuo post, che non fosse più quello inizialmente letto da me. Infatti, non solo ho scoperto che ci sono delle “aggiunte” ma anche importanti!!!

    Che dire? Devo rileggerlo ancora tante volte, credo. C’è, come si dice, molta carne al fuoco!! Mi rendo conto che è il “manifesto” di questa nascente federazione della sinistra ma va a toccare tanti di quegli argomenti che è impossibile, almeno per me, farmi un’idea immediata di questa nuova realtà.

    Ci sono tematiche che condivido ma alcune non riesco a “vederle”, forse, come realizzabili nel mondo in cui viviamo oggi. Mi riferisco al discorso sulle banche, per fare un esempio, oppure alla gestione delle grandi imprese “dal basso”… Concetti come la Costituzione socialista non li capisco.

    Insomma, mi fa piacere pensare che tu sia “convinto” di questa nuova realtà… perché tutti abbiamo bisogno di credere in qualcosa… e dopo tanti discorsi fatti, mi sembra positivo.

    Però, per quanto mi riguarda, devo capire “punto per punto” di che si stà parlando. Proverò a formulare, man mano, eventuali miei dubbi oppure se ho bisogno di chiarimenti. Ricomincio la lettura.

  14. Sasà… ci stò ragionando su, punto per punto!!! Porcaccia miseria, te fai delle “sintesi” chilometriche!!! Qua c’è da discutere per un mese… se basta!!! Prendo atto che ho interpretato male ciò che hai scritto, attribuendolo alla federazione. Fammi continuare a leggere…. buona notte!!!

  15. Ciao Dalai, a leggere i tuoi post mi carico di entusiamo, è più bello vivere. Non bisogna mollare, perché la destra ha solo un progetto ottuso e retrogrado, stupido e violento, un progetto che cozza contro le aspirazioni e il desiderio di libertà e giustizia degli uomini.
    Hai messo nel blog canzoni e video stupendi e che danno la carica.
    Ciao, buona domenica.

  16. Ciao Sasà. Ho letto e riletto questo tuo ultimo post, cercando di capire ogni particolare in esso contenuto. Immagino che lo stesso sia il risultato, magari non ancora concluso, di un percorso politico fatto anche di esperienze da te vissute e di un confronto con chi condivide questo tuo stesso percorso. Ti rispondo come uno che la politica la vive più con il cuore che con la testa, nel senso che non ho ancora affidato le mie convinzioni ad un “partito” e non ho seguito un percorso mentale ed ideologico per definire le mie aspirazioni politiche. Più semplicemente, vorrei che tutte le persone fossero felici, che la società fosse composta di persone oneste, altruiste, che la natura fosse rispettata e tante altre cose che spesso mi hanno obiettato essere utopiche. Non ho mai votato Democrazia Cristiana perché già la definizione di “cristiana” mi procurava fastidio. I socialisti di Craxi li consideravo gran faccendieri, degni eredi dei democristiani. Della destra di una volta, non ne parliamo!! Non voto Berlusconi perché ha rimesso insieme questo bello zoo di ex, per fare gli affari suoi e di pochi altri. Quando parlo degli “italiani”, penso sempre ad un popolo che ha accolto con fastidio “l’unità d’Italia”, che ha abbracciato con entusiasmo una “dittatura”, che ha votato per oltre 40 anni sempre e solo un partito… e che oggi, continua fa fare e volere quello che ha fatto e voluto nel passato, votando Berlusconi. Sono uno di quelli che afferma, molto tranquillamente, che andavano fatti prima gli italiani e poi l’Italia.

    E’ su questa base “culturale” che provo ad esprimere alcune mie considerazioni sul tuo post, partendo da una prima affermazione, contenuta nello stesso e che mi ha particolarmente colpito: Sasà, voler cambiare il mondo è un’ottima cosa, perseguire questo obiettivo pure, perseguirlo con tutti i mezzi della ragione anche… condannare il terrorismo “egoista”, come tu lo hai definito, mi sembra un’ottima assunzione di responsabilità ed un distinguo ben preciso tra “forza” della ragione e forza…. che con la ragione non ha nulla a che vedere. Persegui questo obiettivo. Rimani fedele a questa tua prima affermazione “politica” e lascia stare “tutto il resto”. Sei una persona intelligente, quindi credo proprio di non dover aggiungere nulla.

    E’ in questa ottica che voglio interpretare, quindi, i tuoi riferimenti a “lotta di classe”, conflitti sociali oppure concetti tipo “abbattere” o estirpare. La forza della ragione non avrebbe bisogno di questi termini per esprimere la sua valenza, concetti ovvi come “rispetto della natura” o benessere equamente distribuito non hanno bisogno di termini che prefigurano uno “scontro”. Lo scontro di “pensieri” è una cosa che avrà sempre il mio pieno contributo… altro, sai bene come la penso!!!

    Passando agli altri punti di questo “programma” politico che tu prefiguri, parto proprio da quell’aggregazione delle forze della sinistra che nell’attuale PD non riescono a riconoscersi. Mi vedi d’accordo quando scrivi che “…manca una coscienza di classe…”, individuando uno dei problemi più grandi che oggi viviamo. Io, invece di definirla classe, la chiamo “società”. La nostra società, ossia l’insieme degli individui che la compongono, ha perso ogni identità, cultura e pensiero positivo. Lavorare affinché la stessa torni ad essere caratterizzata da rapporti che, diversamente da ora, avvicinano i singoli individui che la compongono è un bene, lavorare affinché tutta la società sia coinvolta, pure. Dividerla, distinguendo all’interno della stessa i singoli individui, penso di no e per un motivo che credo ovvio: la società cambia se nella sua totalità accoglie ed elabora idee nuove del vivere quotidiano. Se una parte di essa “presume” di fare il giusto e lo impone all’altra, non è un cambiamento ma qualcosa che in passato abbiamo già vissuto e che si stà tentando di promuovere anche oggi.

    Sul “capitalismo” mi sono già espresso in passato. Non ho la tua stessa visione dello stesso: oggi, così come viene inteso è un sistema che porta vantaggio per pochi e problemi per molti e sono d’accordo. Secondo me, non è una caratteristica del “sistema” ma una voluta e colpevole mancanza di “regole” che permettono allo stesso di funzionare come oggi funziona. Eliminare il capitalismo significa bloccare l’impresa, intesa come iniziativa in cui concorrono idee, capitale e ciclo produttivo, perché nessuno si sentirebbe più stimolato ad “investire”, rischiando in proprio, nella produzione di “beni” per la collettività, senza ottenere da tutto questo un “guadagno” personale. Il guadagno, serve ad accrescere il proprio benessere e, aspirare a questo, non è negativo. Lo abbiamo già visto nei regimi comunisti cosa è significato eliminare il “capitalismo”… credo che ripetere l’errore sarebbe colpevole.

    Tu dici che il capitalismo si nutre di “consumismo” e che la società è vittima del consumismo. Sasà, sono abituato a capovolgere le prospettive di un problema e ti dico, quindi, che il consumismo esiste non perché noi siamo vittime dello stesso ma perché ne siamo gli “artefici”. Vuoi per ignoranza, vuoi per una cultura scellerata diffusa, vuoi per mancanza di ideali, siamo noi ad alimentare stupidamente il sistema consumistico. Se avessimo più cervello, più ideali e più morale… del consumismo e di quello che vuol far passare la pubblicità (che promuove il sistema consumistico) ce ne fotteremmo alla grande. Se non cambi la testa della gente, puoi solo “imporre” il tuo ideale… e torniamo al punto di partenza.

    L’biettivo è che il capitalismo non deve comportare il “malessere” da parte di altri soggetti, direttamente o indirettamente coinvolti nello sviluppo e nella produzione. Anche il “lavoratore” è un fattore positivo per l’economia e non ricompensare il suo “impegno”, significa sfruttare. L’ambiente, è un altro elemento coinvolto nell’economia e se questa lo danneggia è un male. Ma questo, ripeto, non è un “difetto” del sistema ma una terribile mancanza di regole. Regole che, quindi, non prevedono una distribuzione equa dei vantaggi ottenuti con questo tipo di “economia”, non prevedono la salvaguardia della “natura”, non prevedono un progetto sano di sviluppo della società. Lavorare su queste regole, mi sembra un obiettivo condivisibile. Pensare di “abbatterlo”… non lo so!!

    Sei un po’ nebuloso sulla “proprietà privata” e, soprattutto, non comprendo su quale criterio si dovrebbero definire “…i beni necessari per la realizzazione della persona umana…” da quelli che non lo sono. Temo, tuttavia, che un tale modo di pensare, comporti anche l’ulteriore definizione di ciò che è bene e ciò che non lo è per ogni singolo individuo. Ovvero, si va ad influenzare in modo coatto una realtà soggettiva… mentre, invece, le aspirazioni soggettive possono essere modificate solo con la conoscenza e la comprensione. (e si ritorna alla promozione di una cultura diversa nella società). Oggi, chi è cattolico pensa che sia un bene “per tutti” tenere un crocifisso nelle classi scolastiche. Domani, il “proletariato” vuole usare lo stesso sistema per diffondere la propria “cultura”?

    Sul concetto di “nazionalizzazione” non mi trovi d’accordo: mi sa tanto di “statalizzazione” e non ne ho un’ottima opinione. Lo Stato, deve definire le regole, controllare che le stesse vengano applicate e perseguire chi non le rispetta…. punto. Lo Stato, deve essere fuori dalle banche e dalle imprese economiche. Ad eccezione di quelle “risorse” che tu hai individuato, tipo Acqua, Energia, Sanità, Istruzione, ricondurre tutto il resto ad una gestione “nazionalizzata” non lo reputo un vantaggio per la società. E’ come il “monopolio”: solo che in mano ai “privati” genera vantaggi economici enormi e servizi scadenti mentre in mano allo Stato, servizi scadenti e basta. Mi hai fatto, in precedenti commenti, l’esempio di Chavez e lo riprendi in questo tuo post: ti ricordo che è una realtà che nasce “oggi” e che la stessa potrà essere definita positiva o negativa solo tra qualche anno, decennio o forse secolo. E’ stato così per il “comunismo” della Russia e per tante altre realtà abbracciate con entusiasmo dal “popolo” e poi rivelatisi un disastro (il fascismo e il nazismo rientrano in tale ragionamento).

    Insomma, ho una visione meno “radicale” dei problemi che tu hai individuato, di cui non disconosco nè la natura nè le responsabilità. E’ su quelli che sarebbe necessario discutere, proponendo e diffondendo idee nuove che prescindano dal “ceto” sociale o dalla supremazia di un “proletariato” su una “borghesia”. Soprattutto, vanno discusse “punto per punto” perché all’interno di un complesso articolato come questo tuo post, mi trovano dubbioso in molti passaggi.

    Ti auguro una buona serata e ciao.

  17. Ciao Sasà.. ero passato per un saluto. Sei “incasinato”???

    Ieri sera, su history channel mi sono visto un documentario su “gladio” ed i collegamenti della stessa con la NATO, ai tempi in cui si doveva “combattere” il comunismo. C’erano riferimenti, neanche tanto velati, con la strage di Piazza Fontana e della stazione di Bologna, più altri attentati simili in Germania e Belgio. Ripensavo a questo tuo post. Sasà, che brutte sensazioni che ho avuto!!! Ho la sensazione che qualcosa più grande di noi agisca ma non per nostro interesse.

    A proposito, se domani hai tempo, pubblico una di quelle domande che, sono sicuro, ti faranno ingastrire!!!!

    Per ora, buona serata e ciao.

  18. Ciao Sasà e buona serata!! Prima le cose piacevoli: in effetti, il ragionamento “deduttivo” di Angela, soprattutto sfruttando un indizio abbastanza fumoso da me indicato nel post di Cesare, ha dell’incredibile e bisogna riconoscerle un’intelligenza molto ma molto particolare!! Tant’è, comunque… che pure l’acqua paghiamo al Vaticano!! E so’ pure belle briscole di bollette!!!

    E veniamo all’attuale momento: caro Sasà, questa proprio non ci voleva!! Basta fare un giro per blog, per capire cosa stà uscendo fuori da certe “teste”!!! Credo proprio che il livello del confronto cambierà nella sostanza.

    Stanno “sfruttando” un episodio che seppur drammatico, seppur da condannare così come personalmente condanno ogni atto di violenza, non c’entra nulla con l’opposizione di chi dissente verso questo Governo e questo modo di governare.

    E, temo, che sarà proprio nei confronti di chi dissente che si alzerà il livello dell’intolleranza (loro)!!! Già il Maroni ce ne dà un anticipo… controllare la rete e chi istiga!! Sentire poi il Brunetta, espressione della cattiveria più becera, parlare di cattivi… be’, la dice lunga su quello che stà succedendo.

    Certo è che se questi soggetti sposteranno ancora più a destra l’intolleranza che li distingue… temo proprio che dovremo assistere a cose tristi e brutti momenti di violenza vera!!!

    Tu hai anticipato le notizie delle manifestazioni di cui nessuno parla… ma dopo, potrebbe accadere anche di più!!!

  19. BUONA SERA DALAI87 , TUTTO OK ?
    .
    SONO STATO INCURIOSITO TROVANDO COMMENTI SU GLOG CHE CONOSCO E SONO VENUTO A FARTI VISITA , DEVO DIRE CHE SPESSO LA MIA CURIOSITA’ .
    .
    TROVO MOLTO BELLO IL TUO BLOG , RICCO ED INTERESSANTE .
    .
    TI INVITO A FARMI VISITA E TI INVIO UN SALUTO ………. A PRESTO .

  20. Ciao Sasà,
    grazie, ma non esageriamo, sono soltanto una persona normalmente pensante! In fondo, “intelligere” vuol dire letteralmente “comprendere” (“leggere dentro” [le cose]): nel caso del post di Carlo è stata più che altro un susseguirsi di “associazioni di idee”. C’era l’indizio iniziale di Carlo: Roma che paga vagonate di acqua per utilizzatori finali sconosciuti. Chi usa cotanta acqua? Avrebbero potuto essere i cammelli di Gheddafi (Cesare aveva messo a fuoco quella eventualità), oppure i cavalli dei cosacchi che abbeveravano le loro bestie nelle fontane di piazza san Pietro (famosa frase della democrazia cristiana del 1948)… Ecco, piazza san Pietro l’ho associata in un baleno a uno degli Stati del mondo più ricchi (e perciò stesso rapinatori, poiché la ricchezza smisurata – sempre – è frutto di rapina, più o meno in senso figurato): il Vaticano, appunto. Mi sono data una manata sulla fronte; come avevo potuto non pensarci immediatamente? Conoscendo già, purtroppo, oltre alle ingerenze vaticane nei confronti di “casa nostra”, tutte le regalie dello Stato italiano intrecciate alle rapine dello Stato Vaticano (esenzioni fiscali, assunzioni indebite, eccetera eccetera), il passo è stato breve. In altre parole, non ho fatto alcun tentativo per tirare a indovinare, cosa d’altronde che non faccio quasi mai, preferisco riferimenti solidi e reali.
    Così come non tiro a indovinare se dico che nell’episodio di ieri sera (l’oggetto tirato in faccia al presidente del consiglio) c’è “puzza di bruciato”. Cioè: un fatto del genere non può che fare, agli occhi di molte persone (non necessariamente soltanto suoi seguaci), di SB un martire; di conseguenza generare un aumento del consenso nei suoi confronti. O, ancor peggio, provocare provvedimenti legislativi pesantemente liberticidi (cosa che secondo me dovrebbe avvenire, tra l’altro. E sarei lietissima di sbagliarmi…). Perciò non sono del tutto convinta che si tratti soltanto dell’azione isolata di uno squilibrato, subito identificato e impacchettato.
    Anche qui, mi aiuta qualche associazione di idee. Te le ricordo in breve (c’è però una letteratura sterminata alla quale attingere sulle vicende cui mi riferirò).
    La prima si richiama a un attentato a Mussolini, che era presidente del consiglio nel 1926 quando, a Bologna, un anarchico, Anteo Zamboni (15 anni), sparò, mancando il bersaglio, contro il capo del fascismo. Zamboni fu preso immediatamente, pestato e pugnalato a morte dagli squadristi. Alcune indagini si orientarono a definire responsabilità occulte di alcuni caporioni fascisti; in altre si sostenne che l’attentatore non fosse Zamboni. La partecipazione di Zamboni all’attentato ancora oggi non è stata definitivamente accertata. L’avvenimento fornì a Mussolini la possibilità di istituire il “Tribunale speciale per la sicurezza dello Stato”, di sospendere qualsiasi pubblicazione ostile al fascismo, di decretare la decadenza dal mandato dei deputati dell’opposizione, di istituire la pena di morte. Di fatto, di instaurare il PNF come unico partito nel Paese con tutte le conseguenze che sappiamo.
    La seconda associazione di idee che ho avuto è stata con la strage di piazza Fontana. Da subito gli esponenti di alcuni gruppi extraparlamentari chiamarono quella di piazza Fontana “strage di stato”, per indicare che si trattava di un evento al quale non erano estranei i servizi segreti (il memoriale che Aldo Moro scrisse durante il periodo del suo sequestro da parte delle Brigate Rosse parla a proposito della strage e della strategia della tensione di “servizi segreti deviati”). I primi sospetti caddero sugli anarchici, e ci rimise la vita Giuseppe Pinelli. Furono individuate in seguito altre piste (e relativi depistaggi per i quali alcuni uomini dei servizi segreti sono stati condannati) indirizzati soprattutto ad ambienti e gruppi neofascisti. Le indagini si rivolsero infine a Freda e Ventura (con una serie di riscontri anche inoppugnabili), che furono processati e condannati in primo e secondo grado, poi prosciolti dalla cassazione. In tutto, furono celebrati sette processi. Tutti gli accusati, oltre a Freda e Ventura, furono sempre assolti, anche se alcuni furono condannati per altri reati stragisti, e altri fruirono della prescrizione. Una conclusione che rivelasse la verità, dopo quarant’anni, non è mai arrivata: nel 2005 sono stati assolti definitivamente gli ultimi imputati.
    Ecco, queste sono per il momento le mie associazioni di idee. Vi sono poi da considerare alcuni altri elementi.
    So che il presidente del consiglio ha abitualmente ventidue guardie del corpo (di sua personale fiducia) in servizio permanente effettivo. So che alle sue guardie del corpo si affiancano, in occasione di presenza pubblica, polizia e carabinieri in numero consistente. So che dal capo del governo dipendono i servizi segreti.
    Finora non sono stata in grado di trarre conclusioni definitive, ma qualche sospetto è inevitabile e legittimo che ce l’abbia… Sarai il primo ad esserne informato.
    Un saluto da Angela

  21. Ciao Sasà. Che sia il momento di cambiare è un dato di fatto. Questi, ti ripeto, secondo me useranno questo “incidente” per scopi che con lo stesso non hanno nulla a che fare. Già lo si sente: da una parte Napolitano che per l’ennesima volta richiama tutti alla “calma” e dall’altra parte loro, i vari Alfano, Schifani, Maroni… che sputano veleno su chiunque non la pensi come loro. In mezzo il PD che non sà che pesci pigliare. Voci fuori dal coro Di Pietro e ora pure la Bindi che hanno giustamente affermato che se si semina vento, si raccoglie tempesta.

    E’ necessario uscire da questa melma maleodorante e al più presto, rimandare questa gente nel posto che le compete… eppure, sai che preferisco pensare alle tante manifestazioni che anche tu ricordi, al blocco delle fabbriche, ad un Paese che si ferma e dice basta, ad una massa di persone che appoggiata da partiti di sinistra e sindacati (sarebbe ora, aggiungo) blocca tutto… piuttosto che assistere ancorauna volta al ripetersi di violenze che non farebbero altro che disarticolare ancor di più questo Paese.

    Confido nell’onestà della tanta gente perbene, di chi ancora tentennava ma ha oramai capito in che pozzo stiamo sprofondando, negli studenti, negli operai ed in chiunque non ne può più di questo clima “fascista”…. non potranno nascondere oltre, al Paese, l’onda della protesta che si ingrossa sempre più.

    Ecco, è quello che io mi aspetto… ma senza più scontri con la polizia, auto incendiate e, magari, anche morti e feriti. Come hai concluso tu… vedremo che succederà!! Ma deve succedere presto perché qua si stà realizzando un disegno per nulla “democratico”.

    Buona notte e ciao.

  22. ANCH’IO SONO VENUTO SVARIATE VOLTE SUL TUO OTTIMO BLOG.
    .
    PER QUANTO MI RIGUARDA RICAMBIO I SALUTI ROSSI .
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    PER QUANTO MI RIGUARDA TI HO INSERITO NELLA LISTA AMICI IN MODO DA CONTATTARTI PIU’ VELOCEMENTE .
    .
    LA SINTONIA E’ IMPALPABILE MA TIENE IN CONTATTO .
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    BUON SONNO DALAI87 .

  23. Ciao Sasà,
    accennavo più sopra a un attentato avvenuto nel ’26 a Mussolini, dicevo che vi erano ipotesi (mai chiarite ma neppure mai smentite) su una organizzazione che partiva dagli stessi caporioni del partito fascista, e che quell’attentato era stato il pretesto per leggi speciali ecc. ecc.
    Era ciò che mi aspettavo anche nel caso di questa “madonnina” gettata in faccia al premier. Puntualmente leggo (dall’Unità di oggi): “Leggi speciali per le manifestazioni, divieti di orario, limitazioni di itinerari, pene più dure per chi «interrompe» e mostra «atteggiamenti di dissenso», come se uno a un corteo andasse solo in nome del pensiero unico. Alle manifestazioni e ai comizi come allo stadio: chi sgarra entra nella black list degli indesiderati. E una volta blindate le piazze vere, il governo provvederà a blindare anche quelle virtuali con leggi speciali per chi usa il web per, dice il ministro Maroni, «istigare alla violenza»”.
    Ovvio che una scelta sbagliata “sarebbe proprio quella di cambiare il modello di ordine pubblico nelle piazze, di blindarle in nome della sicurezza. Quando è stato fatto – luglio 2001 – è andato in scena l’orrore del G8 di Genova”. Ma non si tratta soltanto di scelta sbagliata per il motivo indicato: si tratta in realtà di un fatto estremamente più grave, cioè di una ulteriore restrizione alle libertà degli italiani, una riproposizione pari pari dei comportamenti fascisti di oltre ottant’anni fa (e per la verità non è neppure il primo segnale di “ritorno al passato” da parte di chi ci governa).
    Mi limito a osservare che nei vituperati o esaltati (a seconda del punto di vista) anni settanta, solo l’annuncio di un provvedimento del genere avrebbe quanto meno determinato un presidio di lavoratori e studenti in tutte le piazze d’Italia. Contrariamente a quanto viene raccontato da alcune fonti, tali presidi erano del tutto pacifici, anche se un po’ rumorosi. E generalmente servivano allo scopo, cioè proposte di questo tipo venivano ritirate. In quei giorni, nei governi dominava da trent’anni la democrazia cristiana… Come siamo messi oggi??
    Un saluto da Angela

  24. GRAZIE PER IL COMMENTO ……… PERFETTO .
    CONDIVIDO TOTALMENTE LA TUA ANALISI E CONCORDO CON LE TUE CONCLUSIONI .
    QUESTI SIGNORI STANNO TIRANDO TROPPO LA CORDA SENZA ACCORGERSI CHE DALL’ ALTRO LATO SEMPRE PIU’ GENTE SI STA INCAZZANDO .
    .
    UN GRANDE SALUTO .

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