Auguri amari

Sono tempi bui e difficili. Il 21 Gennaio del 1921 nasceva il Partito Comunista d’Italia – sezione italiana di quella che allora era l’Internazionale Comunista- dalla scissione durante il XVII congresso del PSI che si teneva al teatro Goldoni di Livorno. Gli scissionisti, i comunisti, aprirono così al teatro San Marco di Livorno il primo congresso del PCd’I, che poi divenne il più grande d’Europa. I motivi che portarono alla nascita del PCI sono gli stessi a distanza di 89 anni, di quelli di oggi per cui si resiste e si lotta. Anni di conquiste e di lotte, dalla resistenza al nazifascismo alla conquiste sociali, le lotte contadine, operaie e studentesche. Ha rappresentato l’emancipazione delle classi subalterne in Italia. Sono auguri amari però, amari per la situazione sociale ed amara per cosa è rimasto di questa lunga storia. Nella società contemporanea, lo sfruttamento del capitale sul lavoro e la violenza sulle classi subordinate esistono ancora e sono più amplificate di prima, grazie al camuffamento dei capitalisti tramite il buonismo e l’ipocrisia di cui sono complici gli opportunisti (come li chiamava Lenin). Il partito comunista nasceva anche per questi motivi, oggi quei fondatori avrebbero fondato un partito per contrastare l’opportunismo che pultroppo contraddistingue l’attuale “comunismo istituzionale” rappresentato da Prc e PdCI. Questa è l’amara realtà che si prospetta ancora una volta in vista delle regionali, solo opportunismo, alleanze con i partiti borghesi e gli anticomunisti pur di racchettare qualche poltrona. E’ una politica che non mi appartiene, e non appartiene neanche alla storia del Comunismo e mi auguro che essi non tradiscano ancora una volta il nome che portano. Le conquiste sociale ottenute dalle lotte comuniste, sono un patrimonio non solo dei comunisti ma di tutta l’italia, ma in questi giorni nessuno ricorda questa data (tranne i soliti nostalgici) si preferisce ricordare il latitante traditore del popolo Craxi. Io chiedo a chiunque legge, comunista, di sinistra, liberale, cattolico, di destra, fascista, cittadino “ne di destra e ne di sinistra” oggi senza i comunisti, la vita sociale è migliore? I diritti dei lavoratori sono migliori? Lo stato della democrazia è migliore? I diritti dei cittadini sono migliori? La richezza del paese è ecqua? Le classi lavoratrici stanno bene? Le classi più povere stanno meglio? Il livello e la qualità dell’Istruzione è migliorato? Studenti, precari, disoccupati,lavoratori, operai, i tempi bui a cui sono costretti per miopie e tradimenti i comunisti corrispondono ai tempi bui della democrazia e della vita sociale dell’Italia. 89 anni dopo il PCI c’è ancora bisogno dei comunisti, e di un organizzazione vera dei comunisti e non di opportunisti. 

Auguri amariultima modifica: 2010-01-22T15:28:29+01:00da dalai87
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9 pensieri su “Auguri amari

  1. Caro Dalai sottoscrivo quello che dici, ma occorre che i veri comunisti ritornino tra la gente per renderla cosciente che viene sfruttata e ingannata. Non devono essere i leghisti, che a mio parere sono dei semi-nazisti camuffati, a parlare e ad ascoltare i problemi di chi lotta contro le difficoltà quotidiane. Bisogna far capire gli inganni della Lega.
    Ciao, buona domenica e desidero esprimerti tutta la mia ammirazione per il tuo coraggioso e intelligente impegno per una società giusta.

  2. FORZA AMICO , DI NUOVO GIU’ IN SICILIA , DI NUOVO A REGGIOEMILIA ………… LA LOTTA PER LE VITTIME DELLA THYSSEN E PER TUTTI GLI ASSASSINI SUL LAVORO , PASSA ANCHE DAL PROCESSO BREVE . ABBIAMO ANCORA QUALCHE MARGINE , …. , BATTIAMOCI .
    .
    UN GRANDE SALUTO.

  3. Ciao Sasà e buona giornata. Be’, con questo tuo post non fai che peggiorare quello che già penso del PD e i dubbi (atroci) che ho in vista delle prossime elezioni regionali. Già da tempo rivolgo la mia attenzione a quelle “liste civiche” che, avulse dalle solite logiche di partito, cercano di proporre argomenti scomparsi dalla discussione politica quali la difesa dell’ambiente, l’energia alternativa, il potenziamento dei servizi pubblici, la tutela del lavoro, l’economia equa e solidale… ma anche istruzione, democrazia partecipativa popolare, sanità… Trovo stimolanti i “movimenti a cinque stelle” promossi da Beppe Grillo oppure i meetup!! Insomma, tutti “luoghi” dove si parla semplice e di cose concrete!! Movimenti che si vanno faticosamente diffondendo. Però, nel frattempo, cosa si fa??? Ci si tappa il naso? Non si vota? Da me, è uno schifo ciò che si prospetta…

  4. Ciao Dalai, grazie del commento e della bella notizia che mi procuri: che sotto ci sono i comunisti militanti a sostenere quelli che, dopo aver votato lega ed essere stati licenziati, ora sono sui tetti della fabbrica. E’ una notizia che fa ben sperare, gli ideali di giustizia e di solidarietà del comunismo non sono tramontati.
    Buona settimana

  5. Ciao Sasà, altra settimana pessima??? Ti lascio un saluto di buona serata!!!

    (hai sentito l’ultima novità della Fiat e della chiusura totale per due settimane??? Immagino di si… e anche il travaso di bile che avrai avuto!!! E meno male che “sorriso stampato” dice che va sempre meglio!!!!)

  6. Ciao Sasà, e scusa la mia assenza.
    Hai perfettamente ragione a ricordare e a porre le domande che fai a tutti noi. I diritti dei lavoratori hanno subito negli ultimi trent’anni un’erosione continua, che non promette nulla di buono per il futuro. Anzi, per molti versi vedo un’accelerazione, indotta anche dalla disoccupazione che pare non arrestarsi più e nei confronti della quale c’è soltanto grande cinismo quando per esempio si dichiara che “dalla crisi ormai siamo fuori”. L’unico elemento positivo è la voglia di resistere e di lottare che pare riemersa nei lavoratori colpiti dalla chiusura di aziende e (per i meno colpiti ma altrettanto sfortunati) dalla cassa integrazione che purtroppo è insufficiente a garantire una vita “normale” ormai a milioni di lavoratori.

    La ricchezza del nostro Paese non è distribuita equamente, e anche solo l’idea ventilata nei giorni scorsi dal governo delle due aliquote di tassazione mi fa inorridire: “premiati” sarebbero coloro che già stanno bene, senza problemi economici (lo stesso meccanismo per il quali il primo atto di questo governo ha cancellato l’Ici alle fasce già benestanti – ché per i meno abbienti era già stata cancellata, giustamente, dal governo Prodi -, mettendo in crisi Comuni grandi e piccoli non più in grado di assicurare alcuni servizi ai cittadini).

    Già ora, la situazione di povertà crescente è preoccupante. Ma pare che l’unico problema da avviare a soluzione, oltre al ponte sullo Stretto e alla TAV, sia di “mettere in sicurezza” la situazione giudiziaria del solito noto.

    Il livello di democrazia subisce tutti i giorni colpi mortali, e fa paura pensare a ciò che ancora ci aspetta se non saremo in grado, in molti, di ribellarci: una eventualità che non vedo a portata di mano, se non grazie a movimenti e iniziative sparse, non coordinate, non guidate da chi ne avrebbe il compito e la responsabilità. E questo è probabilmente l’aspetto che maggiormente preoccupa. Che le opposizioni siano minoranza nel Parlamento è cosa nota, che sia pressoché impossibile “calmierare” i provvedimenti in quello stesso Parlamento è credibile… ma nel paese? Non credo proprio che coloro che vivono crescenti difficoltà siano minoranza nel paese. Ma a fronte di una tale situazione, non vedo molti dell’attuale opposizione stare a contatto con la gente comune, farsi carico dei suoi problemi, suggerire soluzioni praticabili. I recenti comportamenti, e risultati, di Nichi Vendola – che si sono scontrati con l’arroganza di una classe dirigente (del maggiore partito di opposizione) che voleva soltanto dettare proprie leggi, meschine e incomprensibili ai più -, pensi abbiano insegnato qualcosa a una banda di mummie che ha in mente (proprio come l’altra banda) soltanto interessi e prestigio del tutto personale di antichi “capi” che hanno ormai smarrito anche il senso più “terra terra” di ciò che significa anche soltanto “la parola comunismo”?

    La “vita sociale” è pressoché inesistente (se non grazie a quei gruppi sparsi cui facevo cenno): chi partecipava attivamente alla vita delle assemblee pubbliche (nei comuni, nei consigli di zona, perfino nelle assemblee scolastiche) oggi non c’è più, è svanita nel nulla delle trasmissioni televisive la cui tendenza è quella di anestetizzarci per benino tutti quanti, pronti all’assenso quando (e se – e non siamo neppur troppo lontani dal quel “se”…) ci venga richiesto.

    La scuola è svuotata dei suoi contenuti, proprio di quei contenuti che potrebbero appunto stimolare una vita sociale più attiva, più partecipata, più responsabile: in una parola, più “democratica”. E d’altronde è noto che il potere, specie quando prende la piega di una monocrazia qual è attualmente, non ha alcun interesse a “far crescere”, con la scuola, propri cittadini consapevoli. Così, viene cancellata anche la parvenza di quella che è stata “l’educazione civica”: troppo pericoloso, evidentemente, conoscere la nostra Costituzione e le regole della convivenza civile…
    Il potere ha molto più interesse ad avere “sotto di sé”, “ai suoi ordini” cittadini servili, che anziché ragionare – e, quando occorre, criticare – siano in grado di “fare il tifo” per questo o quel personaggio. La recentissima – e gravissima – decisione di confinare in area distante dalla presenza di esponenti governativi gruppi di persone che manifestavano la propria contrarietà a tali esponenti, è un elemento in più che rivela quale sia, purtroppo, lo stato odierno della democrazia in Italia.

    Tutti questi argomenti, secondo me, non fanno che confermare che la scomparsa pilotata di ciò che abbiamo conosciuto nel nostro paese come “comunismo” (e mi augurerei che coloro che parlano senza conoscenza di causa di ciò che è stato il comunismo in Italia, facciano perlomeno uno sforzo di approfondimento) non ha condotto ad alcun miglioramento. Anzi.

    Un saluto e buon fine settimana da Angela

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