Il solito comunista

referendum.jpgSpesso mi sento dire: sei il solito comunista. Ebbene, si lo sono. Essere comunisti oggi non è facile, e più facile dirsi fascisti, l’essere comunisti è quasi una vergogna, ti ripetono voi siete contro la proprietà privata, siete solo tasse, siete per i gay ed i stranieri, drogati e terroristi. Queste sono spesso le perle di saggezza che gli italidioti esprimono quando si confrontano con noi comunisti, ed in genere di sinistra, tanto che gli illustri signori del PD in tutti i modi cercano di prendere le distanze dal “rosso”, come stanno facendo in Lombardia e come hanno cercato di fare in Puglia. Brunetta vuole cambiare il primo articolo della Costituzione, ed in effetti anche Marx diceva che la Costituzione va cambiata se non esprime più la volontà del popolo, il primo articolo dovrebbe quindi essere: L’Italia è una repubblica delle Banane fondata sull’ignoranza. In questo periodo anch’io metto in discussione le mie idee, cerco sempre di provare a me stesso di essere nel giusto, e quando si prende un percorso determinato non si deve per forza andare avanti con i paraocchi (certo manco andare dove soffia il vento!) e quindi mi chiedo “cos’è essere comunisti oggi?” Non tutti i giorni trovo una risposta. Essere comunisti, è sostanzialmente essere diversi, guardare la società da un altro punto di vista, non accettare le “verità” confezionate, è guardare dagli ultimi in su, è sentire le ingiustizie e combattarle. Essere comunisti è credere in un mondo diverso, fatto di giustizia, di diritti, di democrazia e di uguaglianza, in cui la dignità dell’uomo sia il centro da cui partire, un mondo non retto dall’arrivismo individualista ma dal raggiungere il benessere della società intera. Essere comunisti, alla fine nel corso degli anni è diventato tante cose racchiuse sotto un unico termine. Spartaco fu un “comunista” perchè capì che l’uomo è uguale e non esiste una distinzione di razza per cui uno può rendere schiavo un altro, non esiste una distinzione sociale tra uomo e donna, tra nero e bianco, e che ribellarsi ad una condizione sociale di sottomissione non è violenza, ma l’imporre quella condizione è violenza. Comunista, come lo erano tre contadini che capirono che la propria terra poteva produrre di più se collettivizzavano le proprie forze. Comunista, come i rivoluzionari francesi della Comune Parigina. Comunista, come chi mette a rischio la propria vita per lottare per il diritto di un altro. Comunista, come chi crede che il lavoro sia un diritto e non una concessione, come chi crede che la casa sia un diritto, come lo studio e l’assistenza sanitaria. Essere comunisti è avere una storia, una scienza ed una cultura da leggere, studiare e capire tramite il quale analizzare la società ed il mondo. Essere comunisti è una scelta di campo: “La questione si può porre solamente così: o ideologia borghese o ideologia socialista. Non c’è via di mezzo poiché l’umanità non ha creato una «terza» classe e, d’altronde, in una società dilaniata dagli antagonismi di classe, non potrebbe mai esistere una ideologia al di fuori o al di sopra delle classi. Perciò ogni diminuzione dell’ideologia socialista, ogni allontanamento da essa implica necessariamente un rafforzamento dell’ideologia borghese.” (Lenin) Per questo motivo, non può esistere alternativa ad essere Comunisti! Chi si pone tra i comunisti e la borghesia non può essere quindi considerato un alleato. (Se lo ricordi Segr.Ferrero)

Fino agli anni ’70, la gente decideva ed imponeva a chi era preposto ad amministrare la nazione le tematiche ed i problemi, scendeva in piazza e si prendeva i suoi diritti. Oggi invece il padrone decide e il dipendente deve abbassare la testa, perchè è solo una pedina, un numero del mercato. Oggi, a decidere quali sono i problemi sono i “lor signori”, il popolo discute di quello che dall’alto impongono. Se per la gente le prime preoccupazioni sono lavoro, salari, pensioni, tasse, casa e futuro, il governo parla di processo breve, se per gli studenti la preoccupazione è una migliore qualità della scuola pubblica, il governo parla di tagli al pubblico e favorire il privato, se la gente si preoccupa dello stato della sua terra, il governo parla di TAV e di Ponte sullo Stretto. E cosi via. Ed il popolo? Il popolo asseconda, i giornali martellano sui temi che “i lor signori” decidono a turno e la gente parla di veline, gossip, persecuzioni giudiziarie, processi brevi, bamboccioni, grembiulini e voti di condotta, crocefissi e via dicendo. Quindi voglio fare il solito comunista, andare all’attacco, è la gente che deve imporre i temi di cui parlare, il proletario non deve mettersi a discutere se il processo breve è giusto o no, il proletario deve ribellarsi al fatto che i salari italiani sono in picchiata tra i più bassi al mondo, che il lavoratore italiano è quello che ha il maggior rischio di non tornare a casa dalla propria famiglia da lavoro sano e non in una bara, deve ribellarsi al fatto che la legge 30 sia una forma di schiavitù legalizzata, deve ribellarsi agli attacchi “impreditorial-politici” al lavoratore, deve reclamare il diritto al lavoro e la democrazia sul posto di lavoro, la democrazia sindacale. Come dicevo prima, a differenziare un comunista dal resto è la capacità di analisi della società, o meglio questo dovrebbe essere uno dei compiti dei “comunisti”. Molti ignorano la scienza marxista, la dileggiano, pochi la leggono e sanno cos’è, neanche solo a sommi capi (e lo capisco a me la testa è cominciata a fumare dopo poche pagine!) ma poi, in questi periodo di gravissima crisi, molti intellettuali dell’economia hanno rispolverato gli studi marxisti.

Incominciamo a parlare quindi di cosa è questa crisi?

Una falsa leggenda metropolitana, molto diffusa nell’ultimo periodo, ci sta raccontando che l’attuale recessione economica globale affonda le sue radici nell’orbita delle speculazioni affaristiche compiute dal sistema delle grandi banche, delle borse mondiali e dell’alta finanza internazionale. Non a caso, la rabbia si è rivolta, apparentemente in modo spontaneo, contro determinati soggetti, individuati come capri espiatori (in maniera pilotata ad arte dai mass-media ufficiali) nei megadirigenti e nei manager super-pagati delle società finanziarie, bancarie e assicurative multinazionali.(qual è secondo voi lo scopo di rendere pubblici i stipendi dei manager? Alla fine a cosa serve tutto questo) La depressione economica in atto nel mondo è stata senza dubbio aggravata da fenomeni speculativi di origine affaristico-finanziaria. Tuttavia, la matrice reale della crisi è sistemico-strutturale ed è di portata globale, è un crollo derivante dalle contraddizioni insite nella natura stessa dell’economia di mercato. Infatti, un’economia di mercato senza mercato, cioè priva di una domanda (ovvero quando l’offerta supera nettamente la domanda), è una contraddizione in termini, per cui rischia di precipitare in una crisi acuta difficilmente sanabile; se la crisi non trova una risposta risolutiva, rischia la bancarotta finale. Come del resto sta accadendo in questa fase, in cui si assiste al crollo vertiginoso degli investimenti, dei salari e dei prezzi, quindi alla caduta verticale del saggio (o tasso) di profitto, che approfondisce la crisi provocando un circolo vizioso non superabile. Dunque la crisi odierna investe l’apparato politico-economico complessivo, mettendo in discussione l’intero modo di produzione capitalistico su scala planetaria. Infatti, quella in corso è una crisi di sovrapproduzione e di sottoconsumo. Ciò significa che negli ultimi lustri si è determinato un ciclo di sviluppo produttivo e di accumulazione smisurata di profitti economici privati, generati da un eccessivo sfruttamento materiale dei produttori, ossia degli operai e dei lavoratori salariati. I quali, a dispetto dei ritmi, degli orari e degli standard di rendimento produttivo indubbiamente elevati, si sono progressivamente impoveriti e indeboliti. E ciò è avvenuto in tutto il mondo, compresa l’Italia, per effetto di un processo di globo-colonizzazione economico-imperialistica che ha generato condizioni sempre crescenti di miseria, sottosviluppo, sfruttamento e precarietà materiali, permettendo o imponendo livelli sempre più bassi del costo del lavoro (vale a dire dei salari) su scala planetaria, malgrado gli operai delle fabbriche abbiano fatto e facciano molto più del loro dovere. Le conseguenze immediate sono evidenti a tutti: un drastico calo dei consumi, destinati a ridursi ulteriormente, alimentando e accrescendo in tal modo la tendenza recessiva in atto; un incremento esponenziale della disoccupazione e della precarizzazione, con inevitabili e drammatiche conseguenze in termini di costi sociali ed umani, di ulteriore indebolimento e degrado dei lavoratori del sistema produttivo e, quindi, un progressivo abbassamento degli acquisti di beni di consumo. La ragione ultima, che spiega le crisi capitalistiche, risiede nel progressivo impoverimento dei lavoratori e nel crescente indebolimento del loro potere d’acquisto(basta fare una ricerca su google per trovare i dati sul calo del potere d’acquisto in italia), quindi nel crollo dei consumi delle grandi masse, un dato che contrasta con la necessità, connaturata al sistema capitalistico, di espandere i mercati ed accrescere sempre più il bacino dei consumatori. In parole semplici, quando i salari si riducono troppo, calano inevitabilmente anche i consumi delle masse lavoratrici, e tale processo non può non incidere anche sui profitti capitalistici, che precipitano in caduta libera determinando effetti di crisi spaventosa, di impoverimento e proletarizzazione anche di vasti strati della piccola e media borghesia economico-imprenditoriale, generando fenomeni di crescente conflittualità tra le potenze capitalistiche esistenti. Cosa è successo dopo le grandi crisi nella storia? Ricordiamo il New Deal, imperialismo, conservatorismo ed colonialismo, in modo da allargare il proprio mercato delle merce, trovare nuove materie prime e manodopera a buon mercato. Oltre questo, si intensificò la corsa all’armamento e la conversione bellica dell’industria, con le conseguenti guerre. Nulla è successo a caso, neanche il nazifascismo! Riflettere sulle analogie con la storia contemporanea. Da questa analisi della crisi economica e della società si possono costruire i temi di cui parlare ed obbligare i politici a trattare.

La classe operaia L’analisi Marxista (post del 30 agosto 09)

Un declino che conferma Marx:

Nel 2001, il governatore della Banca d’Italia Fazio parlava di “nuovo miracolo italiano”, i dati Ocse dicevano che il reddito pro capite superava quello di Francia e Gran Bretagna e si era avvicinato molto a quello tedesco. La crescita mondiale della finanza moltiplicava le rendite, negli Stati Uniti la “New Economy” moltiplicava prodotti e servizi. Nel 2010 il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz dice:” Colpevoli premiati e innocenti puniti, parola di Stiglitz(da Radio Te Mondo ). I governi varano misure di austerità per ridurre l’indebitamento. I mercati decidono che non sono sufficienti e speculano al ribasso sui loro titoli. Così i governi sono costretti a misure di austerità aggiuntive. La gente comune perde ancora di più, la grande finanza guadagna ancora di più . La morale della favola è: colpevoli premiati, innocenti puniti”. Il Nobel Joseph Stiglitz chiede “negli Stati Uniti come in Europa nuove regole per le banche. Devono finanziare le imprese produttive, non gli hedgefunds. Bisogna impedirgli di speculare”. Inoltre “bisogna imporre tasse molto alte sui guadagni di capitale. Oggi è più vantaggioso speculare che lavorare per vivere. Deve tornare ad essere il contrario”. Cosa sarà mai successo in questi dieci anni? Saranno forse solamente i risultati del neoliberismo modello “sogno americano”? Più poveri, più indebitati e più precari rispetto a dieci anni fa… Il prodotto interno lordo (Pil) dell’Unione europea è caduto del 4,3% nel terzo trimestre 2009 sullo stesso periodo del 2008, negli Stati uniti è calato del 2,3%, ovunque la disoccupazione si avvicina al 10%. In Italia siamo scivolati del 4,6% ed è da un anno e mezzo che l’economia peggiora rispetto all’anno precedente: con questo avvitamento il Pil italiano in termini reali è ora tornato al livello che aveva otto anni fa, all’inizio del 2001. Il Pil (in termini reali, senza gli effetti dell’aumento dei prezzi) è cresciuto in totale del 10% e il reddito per abitante del 4,5: in dieci anni l’Italia ha avuto lo sviluppo che la Cina registra in un solo anno. Con il Pil che cresce così poco, alcune voci sono rimaste ferme: i consumi per abitante sono saliti di appena l’1,3% nell’intero decennio. Ancora peggio è andata per gli investimenti in macchinari, quelli che alimentano le possibilità di sviluppo: nel decennio sono diminuiti del 9,8% e, se li rapportiamo alla popolazione, la caduta è stata del 14,5% (mentre si sono gonfiati gli investimenti immobiliari). Le imprese hanno rinunciato a sviluppare le capacità produttive e rispetto a dieci anni fa la produttività del lavoro è rimasta immutata (è addirittura diminuita ogni anno in tutti i settori tra il 2000 e il 2004, secondo le «Misure della produttività» dell’Istat). Non è stato sempre così, ancora nel decennio degli anni novanta la produttivà era cresciuta del 20%. La produzione industriale nel 2009 è diminuita del 17,4% rispetto al 2008. Tra i settori la flessione più forte l’hanno registrata la metallurgia (-28,1%) e la fabbricazione di macchinari (-28,7%) ma anche la fabbricazione di mezzi di trasporto (-25,2%). La diminuzione più contenuta è stata registrata dagli alimentari (-1,6%), mentre l’unico settore che ha registrato un aumento della produzione è la farmaceutica con un +2,8%. L’Italia chiude il 2009 con un Pil in calo del 4,9% sul 2008. Si tratta del calo peggiore dal 1980, data di inizio della serie storica. L’ultima stima governativa, confermata con il Programma di stabilità, indicava un Pil in calo del 4,8%. Nel quarto trimestre del 2009 il Pil ha segnato un calo dello 0,2% sul terzo trimestre, quando era salito dello 0,6%. Su base annua il Pil ha mostrato un calo del 2,8%, dal tendenziale di -4,6% del terzo trimestre. I dati sugli ultimi tre mesi del 2009 sono peggiori rispetto alle previsioni degli analisti. Il ristagno della produttività è il risultato di una crescita lenta e parallela sia del prodotto che dell’occupazione: nel decennio si sono aggiunti circa due milioni di posti di lavoro dipendente, ma tutti per lavoratori a termine, con quote crescenti di donne e lavoratori immigrati (ricordiamoci delle 800 mila «badanti» al lavoro in Italia). Nel frattempo si indeboliva l’industria, con il valore della produzione immutato nel decennio, i dipendenti manifatturieri diminuiti dell’8,8%, quelli delle grandi imprese (più di 500 addetti) del 18%. La precarizzazione del lavoro e lo spostamento verso settori a bassa produttività hanno avuto effetti pesanti anche sulla dinamica dei salari. Le imprese riducono gli investimenti, non aumentano la produttività e provano a restare competitive sui mercati internazionali attraverso riduzioni di costi e salari e precarizzazione del lavoro. Di conseguenza i consumi non crescono; con investimenti in calo, e una spesa pubblica anch’essa congelata, la domanda si affida soltanto alla crescita delle esportazioni, che a sua volta è fortemente limitata da una produttività immobile. Il risultato è che la domanda non cresce e con essa ristagna la produzione. Rendite finanziarie e profitti hanno aumentato la loro quota sul Pil, a danno di salari e stipendi. Come i dati dello «scudo fiscale» sui capitali esportati illegalmente mostrano, una parte importante di rendite e profitti ha preso la strada di speculazioni all’estero, riducendo le risorse per gli investimenti delle imprese; queste, poi, hanno privilegiato i nuovi impianti produttivi all’estero – Europa dell’est soprattutto – riducendo le capacità produttive nazionali: è così che la Fiat produce oggi più auto in Polonia e in Brasile che non in Italia. Se guardiamo ai redditi degli italiani (dati Banca d’Italia), il venti per cento più ricco della popolazione otteneva nel 2000 il 44% del reddito disponibile, mentre al venti per cento più povero rimaneva appena il 6% del totale. Nel primo decennio del duemila queste distanze sono ancora aumentate e si sono aggravate quelle tra lavoratori dipendenti e autonomi. I dati Istat mostrano redditi individuali netti da lavoro nel 2006 di quasi 16mila euro per i lavoratori dipendenti e di appena 13.200 euro per i lavoratori autonomi; gli operai sono sotto i 15mila euro, mentre i liberi professionisti non arrivano a 29mila euro l’anno. Tra l’ottobre del 2008 e il settembre del 2009 il potere d’acquisto delle famiglie italiane si è ridotto dell’1,6% rispetto a quello registrato nello stesso periodo di dodici mesi prima. Cause principali sono state l’aumento della cassa integrazione e dei licenziamenti. In termini nominali, il reddito è calato dell’1%, mentre i consumi sono diminuiti dell’1,5%. Il calo del potere d’acquisto è considerato preoccupante da molti commentatori. Secondo Federconsumatori la perdita del potere d’acquisto sarebbe addirittura maggiore: 1,8-1,9%. E secondo il Codacons il dato Istat non è del tutto rappresentativo della realtà italiana, in quanto “Nella migliore delle ipotesi, si tratta della media del pollo. I pensionati al minimo, così come le famiglie a rischio di povertà relativa, hanno un’inflazione da doppia a tripla rispetto alla media delle famiglie italiane. Per loro, quindi, il calo del potere d’acquisto è almeno doppio e, quindi, supera abbondantemente la soglia del 3%.” I dati evidenziano come esista un circolo vizioso tra aumento della disoccupazione, diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, contrazione dei profitti delle imprese e crollo degli investimenti. Oltre alle disparità sociali, ci sono i segni di un’evasione fiscale di grandi proporzioni da parte dei lavoratori autonomi, che porta un’ulteriore distorsione nella distribuzione del reddito. Salari fermi, lavori peggiori e precari spingono in basso i salari e i redditi dell’80% degli italiani; finanziarizzazione e liberalizzazione per i capitali, stipendi d’oro per i manager ed evasione fiscale spingono in alto i redditi dei pochi ricchi. Gli effetti dell’impoverimento si fanno sentire subito: nel 2007 un terzo delle famiglie italiane (e quasi la metà al Sud) dichiara di non riuscire ad affrontare una spesa imprevista di 700 euro e due terzi (quattro quinti al Sud) non è riuscita a risparmiare nulla del proprio reddito. Per chiudere il cerchio, Il tasso di disoccupazione a fine dicembre 2009 è salito all’8,5% (a fine dicembre 2008 era del 7%): in un anno sono andati in fumo oltre 306 mila posti di lavoro! (La Confindustria parla addirittura di un tasso di disoccupazione del 10,1%, includendo i cassaintegrati).Tra i giovani che vanno dai 18 ai 24 anni, usciti dal ciclo scolastico e che dovrebbero già essere nel mondo del lavoro, la disoccupazione giunge al 30%, mentre nell’Eurozona è del 23%. Numeri e simboli di un vero e proprio dramma sociale che non emergevano dal 2004 e che sarebbero stati certamente peggiori se non vi fosse stato un massiccio ricorso alla cassa integrazione e ai contratti di solidarietà, l’una e gli altri ormai giunti alla fine, all’ “impossibilità” di replica (la CGIL afferma che negli ultimi 15 mesi un milione di lavoratori ha usufruito di un miliardo di ore di Cig!). Cassa integrazione e contratti di solidarietà che trovano peraltro e spesso durissime contrarietà alla loro estensione ed erogazione, specie quando i padroni sono espressione chiara della penetrazione imperialista nell’economia italiana, come nel caso dell’ “Alcoa”, fabbrica produttrice di laminati passata da “partecipazione statale” ad azienda colonizzata in mano ad una multinazionale USA, azienda che gli americani – appunto – rifiutando con protervia cassa integrazione e ammortizzatori sociali, vorrebbero chiudere attraverso un totale licenziamento. Ma a questo va aggiunta un’intera area dell’occupazione, il 30% è ormai occupazione precaria (con medie salariali di 700 euro mensili al nord e di 400 al sud d’Italia); il salario medio dei lavoratori a contratto indeterminato (dai postini agli infermieri; dagli operai di fabbrica ai ferrovieri, ecc.) è di mille e cento euro al mese (dopo venticinque anni di lavoro – ad esempio – un impiegato medio delle Poste e Telegrafi ha in busta paga mille e duecento euro; un operaio di un Cantiere Navale – senza notturni e straordinari – poco più di mille euro); la spesa giornaliera media di una famiglia “operaia” (lavoratori di fabbrica, postini, infermieri, ecc.) con due figli a carico è di circa 60 euro (dati “Sole 24 Ore”) complessivi, con dentro – cioè – la spesa alimentare, quella per la casa (detersivi e tanto altro), le rate e le bollette di luce, acqua, gas e telefono. Sessanta euro per 30 giorni sono mille e ottocento euro mensili, cioè 700 euro in più dello stipendio medio di un lavoratore (tenendo conto, tra l’altro, che una famiglia deve sostenere anche le spese per la scuola dei figli e infinite altre e varie…). poco oltre la metà del mese le famiglie consumano lo stipendio o il salario, ed è costretto spesso alla banca e dopo un po alle finanziarie con i conseguenti tassi d’interesse. Anche della mancanza dell’adeguamento dei salari e degli stipendi al costo della vita (anche grazie a quel santo di ritorno che pare oggi essere Bettino Craxi) incide sempre più pesantemente nel processo di sottosalarizzazione di massa in corso. Tutto ciò conferma l’analisi della crisi economica successiva alla “bolla americana” condotta dagli economisti di matrice marxista e comunista, una crisi da basarsi – secondo questi economisti – non solo sulle contraddizioni sviluppatesi dalla vasta speculazione finanziaria USA e internazionale, ma – soprattutto – da basarsi sul fenomeno capitalistico di fase segnato, contemporaneamente, da una sovrapproduzione di merci e – specularmente – da una sottosalarizzazione di massa su scala internazionale. Nell’Ue il fenomeno, dai caratteri internazionali, della sovrapproduzione capitalistica e quello della sottosalarizzazione di massa si combinano, si uniscono, con l’esigenza delle forze economiche neo-imperialiste dell’Ue (“il polo neoimperialista europeo”) di abbattere salari, diritti e stato sociale – sull’intera area Ue – al fine di abbattere il costo delle merci “europee” e vincere la nuova e dura concorrenza con gli USA, con gli altri poli imperialisti e con le nuove potenze economiche in crescita a livello mondiale.

Manifesto, Repubblica, Roiters, Istat e l’Ernesto.

Capitalismo patria della Corruzione:

Ogni volta che esplode il cossi detto “caso” i politici ed i giornali ci marciano sopra, un accusa di qua ed una di la. Il caso corruzione è emblematico, scoppia all’improvviso, poi indignazione, poi qualche condanna qua e la(forse), e poi… si ricomincia. Come al solito non esiste un analisi profonda e scientifica dei vari “casi” ed in particolare della corruzione. La corruzione non è di destra o di sinistra, non è un fatto episodico di qualche personaggio, la corruzione è una forma di capitalismo. Bisogna prima di tutto capire il sistema, bisogna interrogarci sulle cose e tentare di capirle. La corruzione, è figlia della mentalità capitalistica di ognuno di noi, per cui tutto ha un valore, per cui tutto è merce, in cui tutto deve essere profitto. La corruzione nasce di pari passo con il capitalismo, e fin dall’inizio non è stata altro che una modalità che il capitalismo usa nel suo procedere storico e nel suo tentativo di governare il conflitto tra le classi, e che ne caratterizza pertanto la natura. Angels analizzando questo tema diceva: “la repubblica democratica, che nelle condizioni della nostra società moderna diventa sempre più una necessità inevitabile…la repubblica democratica non conosce più affatto ufficialmente le differenze di possesso. In essa la ricchezza esercita il suo potere indirettamente, ma in maniera tanto più sicura. Da una parte nella forma della corruzione diretta dei funzionari, della quale l’America è il modello classico, dall’altra nella forma dell’alleanza tra Governo e Borsa”. Questo meccanismo, costituito dalla coppia corruzione/alleanza Borsa-Governo, è uno dei capisaldi della dimensione fenomenica del capitalismo. Esso, però, induce gli eredi della socialdemocrazia e del riformismo-revisionismo (in Italia “massime” gli ex del PCI) a vaneggiare sulla possibilità di uscire dalla crisi sol che si dia spazio al capitalismo buono (quello produttivo-industriale) e ai suoi aspiranti lacché politici (il PD-IDV). Le grida scandalizzate di questi esponenti politici-culturali, non sono altro che l’espressione di una frazione della borghesia esclusa dal potere che utilizza i stessi metodi, gli stessi vizi, la stessa mentalità, di chi è al potere, cercando poi di far leva sull’indignazione delle masse proletarie. La mentalità borghese è fatta di gioco, di godurie, di piaceri, di denaro, di smania di arricchimento non con la produzione ma rubando ricchezze altrui già esistenti. Il mercato stesso è una forma di corruzione in cui il proletariato è partecipe in modo attivo, facendone da una parte vittime e dall’altra esecutori. Mi affido sempre al buon Marx: “La scambiabilità di tutti i prodotti, attività e rapporti con un terzo elemento [il denaro], con qualcosa di oggettivo che a sua volta possa essere scambiato indifferentemente con tutto… si identifica con la venalità e corruzione generali. La prostituzione generale si presenta come una fase necessaria del carattere sociale delle disposizioni, capacità, abilità e attività personali”. Nel capitalismo la corruzione è di massa ed essa, come tale, non può non intaccare anche il proletariato. Ecco perché ogni ritardo nella realizzazione del socialismo è un incentivo alla corruzione. La differenza sostanziale tra capitalismo e socialismo sta nell’abolizione della proprietà privata e quindi nella possibilità di gestire tale proprietà in maniera collettiva, sociale. Sotto il capitalismo, dice Marx, “gli individui sembrano entrare in un contatto reciproco libero e indipendente (questa indipendenza che in se stessa è soltanto… indifferenza) e scambiare in questa libertà” – bisogna dunque riprendere la lotta contro le apparenze e le mistificazioni; “gli individui sono ora dominati da astrazioni, mentre prima essi dipendevano l’uno dall’altro. L’astrazione… non è che l’espressione teoretica di quei rapporti materiali che li dominano” – cioè nella lotta contro le apparenze occorre chiarire nuovamente che il “nemico” è un’entità astratta: il capitale, è dunque contro il sistema della dipendenza materiale e contro la reificazione delle relazioni sociali che il proletariato deve battersi; “la fede nell’eternità di queste idee, cioè di quei rapporti di dipendenza materiali, viene naturalmente consolidata, nutrita, inculcata in ogni modo dalle classi dominanti”. Non può quindi essere la magistratura a porre la fine a tutto questo, dopo 18 anni dalla tangentopoli non solo non è stata debellata la corruzione ma è aumentata a dimostrazione che nessun “giustizialismo”, nessuna caccia al singolo “furbettino”, è la soluzione, in quanto non esiste un capitalismo pulito ed onesto, già per sua stessa definizione un sistema sociale dominato dal cinismo del profitto e su un apparato dello Stato complice e subalterno, per sua natura, alla dittatura del profitto.

Comunisti, unica difesa del mondo del lavoro:

Sotto il caos delle liste, passa quasi sottovoce l’ultima attacco confindustriale al mondo del lavoro. C’è stato uno strano silenzio sulla vicenda, il Pd, l’IdV e la stessa C100303_12marzo.gifgil hanno assistito silenziosamente alla stesura di questa legge e soltanto a giochi fatti hanno sollevato un grido di protesta, molto basso rispetto alla gravità del provvedimento legislativo che svuota di senso l’art.18. il disegno di legge sul lavoro, che aggira e smantella di fatto l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori attraverso l’introduzione di norme sull’arbitrato per risolvere le controversie di lavoro. La legge è stata approvata con 151 voti favorevoli, 83 contrari e 5 astenuti. Il provvedimento contiene fra l’altro norme sui lavori usuranti, gli ammortizzatori sociali, l’apprendistato e le controversie sul lavoro.
“Il voto del senato è una vera e propria controriforma che mina radicalmente i diritti del lavoro – attacca il portavoce della Federazione della sinistra, Paolo Ferrero – Si tratta dell’abrogazione di fatto e surrettizia dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, in difesa del quale nel corso di questi anni tanta parte delle classi lavoratrici e del paese si è impegnata per arginare gli attacchi sempre più ignobili e spudorati da parte della destra berlusconiana”.
La nuova norma varata dall’aula di palazzo Madama limita la competenza del giudice e privilegia il canale dell’arbitrato e della conciliazione per tutte le controversie di lavoro, tra cui quelle legate al trasferimento di azienda e al recesso. Due le possibilità previste per ricorrere all’arbitrato in funzione della risoluzione delle controversie tra datore di lavoro e lavoratore.  La prima, virtualmente più sicura, è attraverso i contratti collettivi nell’ambito di cui le parti possono stabilire i limiti in cui l’arbitrato può essere esercitato. Se però le parti falliscono nel trovare un accordo, può intervenire il ministro per decreto. La seconda possibilità è che il singolo lavoratore accetti un accordo secondo cui il proprio contratto di assunzione preveda il ricorso all’arbitrato per risolvere le controversie, incluso il ricorso all’arbitrato secondo equità: ciò implica la possibilità di bypassare le norme inderogabili di legge, quindi diritti come l’articolo 18, le retribuzioni o le ferie.  Tale accordo può essere stabilito anche nel corso del rapporto di lavoro. Una norma che devasta di fatto l’articolo 18 e pone brutalmente i lavoratori in una condizione soggiogata e ricattabile.
Tra le altre nequizie introdotte dalla nuova legge: la possibilità di assolvere l’ultimo anno di obbligo di istruzione (dai 15 anni di età) attraverso l’apprendistato in azienda secondo quanto stabilito d’intesa tra regioni, ministero del lavoro e dell’istruzione e “sentite le parti sociali”. Il governo è infine delegato ad adottare, entro 3 mesi, regole sul pensionamento anticipato dei lavoratori impegnati in attività usuranti.
C’è da chiedersi cosa ne pensa di questo scempio ai diritti dei lavoratori la lega. Sono soddisfatti gli operai leghisti? adesivo_art18.gifA difendere ed a lottare per diritti e posti di lavoro ci sono sempre i soliti comunisti, il precedente forte attacco allo statuto dei lavoratori fu evitato da una forte opposizione sociale che vide protagonista la Cgil (da subito protagonista) e la sinistra radicale allora in parlamento, oggi che la Cgil è sempre più democristiana(come dice Bruno) e la sinistra radicale è stata sostituita dall’IdV che è molto brava a sbraitare il suo antiberlusconismo ma che non è poi così attenta per le leggi sul mondo del lavoro, la confindustria porta a casa i risultati.

Il 12 Marzo scenda in campo l’unione delle forze sociali, sindacali e politiche, studenti e lavoratori nella pratica e nella sostanza per costruire l’opposizione sociale al governo delle destre a difesa dei diritti conquistati con anni e anni di battaglie, per non tornare indietro di un secolo.

Intervista a Cofferati e a Mario Tronti presidente del Centro per la riforma dello Stato

Il solito comunistaultima modifica: 2010-02-01T15:20:00+01:00da dalai87
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74 pensieri su “Il solito comunista

  1. Ciao Sasà… oggi, il tuo commento è stato il primo che è riuscito a farmi sorridere, dopo l’incavolamento di fine settimana!!! E’ sottinteso che condivido in pieno ciò che hai esposto nello stesso, in maniera seria e dettagliata, però quelle prime due righe, sono riuscite a strapparmi un sorriso!!! Sasà, stò in crisi… a marzo, a chi accidenti lo dò il mio voto per la regione?????

    E’ probabile che cominci a pensare anche io che gli “estremi” siano la soluzione!! Ti terrò aggiornato!!!! Forse è un ritorno alle “passioni” di gioventù… quando vivere agli “estremi” era un’avventura oltre che un modo per distinguersi dal conformismo… già allora dilagante anche in politica!!

    D’altronde, se è da escludere a priori il centro destra, purtroppo neanche nel centro sinistra si possono ascoltare messaggi come il tuo!! Appizzo le orecchie, come si dice al mio paese, ma di sentir parlare il PD di eguaglianza, benessere diffuso, economia sostenibile, energia, ambiente… non ci si riesce proprio!!!

    Interessantissima l’approfondita analisi che hai iniziato a fare sulla “crisi economica”… in molti, credo, abbiamo iniziato a comprendere che il problema non sono certi “riferimenti” ma il sistema!!! Sistema che noi abbiamo, tuttavia, contribuito a “foraggiare” con le nostre abitudini che, personalmente, considero discutibili.

    Aspetto il prosieguo dello stesso perché voglio capire dove arrivi. Avvertimi se dovessi correre il rischio di saltare qualche passaggio… vado incontro a un periodo, spero breve, un po’ caotico!! A proposito: quando sentirò qualcuno parlare di “qualità” della vita???

    Buona notte e ciao!!!

  2. Diciamo che il comunismo praticato nella storia non ha tenuto fede ai suoi principi,ai teoremi marxisti ed è diventato altro.Tu sei un comunista idealista e non pragmatico(come lo diventa ogni partito al potere).Il fascismo invece non fu mai frainteso e i suoi sostenitori si vantarono di esercitare quei principi odiosi della superiorità della razza.Per loro non c’è perdono e nessun fascista,ne idealista ne pragmatico,può salvarsi dal giudizio di condanna.
    Sui ragazzi del Movimento a 5 stelle ti dirò che non vedo in loro una alternativa al governo del paese,ma un modo intelligente di cominciare a costruirla.Piano,dal basso e,soprattutto,dal di dentro con un occhio impietoso(web-cam e rete) che proietta il Palazzo all’esterno.Caro Sasà,le alternative latitano.Vendola ha sbaragliato i giochi dei “sistemisti” e lo approvo quando punta i piedi contro il nucleare,ma sentire i suoi distinguo sull’azione politica di Craxi mi delude.Meglio i giovani sconosciuti che un qualsiasi politico navigato.Meglio gli idealisti come te,ad esempio.
    artista1969

  3. ciao compagno buona giornata,bello e completo il tuo post,mi è piaciuto,nel mio ho voluto ricordare gli anni che ho vissuto da ragazzino,quando ancora esisteva una cultura di classe e il movimento dei lavoratori,nelle sue diverse articolazioni,aveva voce in capitolo nella società e nessuno poteva pertmettersi di farlo tacere,certo ci provarono e i lavoratori morti nelle piazze lo stanno a dimostrare.Comunque,amico mio,finché vi sono giovani che credono e lottano come te,non dispero.Ciao a presto

  4. Caro Dalai, ho letto l tua professione di fede per cui sei tanto orgoglioso e fai bene ad esserlo.Io la condivido quasi tutta,eccetto la conclusione. Mi spiego meglio: giusto indicare un’ideologia socialista che fa da contraltare a quella borghese .Partire dalla base per rinnovare i vertici mi sta bene,una cultura che non sia quella solo della classe dominante,ma di tutti o.k. ,l’apertura alle idee di uguaglianza e giustizia che non sono poi nuove,necessaria,fondamentale. Ma poi restare al pensiero di Lenin, no. Si deve andare,secondo me,al suo superamento,il che significa ad un confronto,un dialogo serrato che superi i nazionalismi,gli integralismi e la drastica divisione in classi che assomiglia alle caste della civiltà indiana. Perchè niente può esistere tra cultura borghese e socialista? Se ti guardi intorno bene troverai che esiste ,ma non è ancora inquadrata in sistema,è quella ispirata dall’illuminismo,da una cultura del buon senso,cioè della razionalità che pone lavoratori ed intellettuali sullo stesso piano,senza primati e che usa la lotta solo per riportare la pace e che considera il lavoro al primo posto. Un caro saluto. Corinina

  5. IERI HO FATTO UN COMMENTO A QUESTO POST , NON CAPISCO , PERCHE’ NON RIESCO A VEDERLO .
    .
    GLI ANNI SETTANTA SONO STATI UN DERIVATO DEGLI ANNI SESSANTA . NEGLI ANNI SESSANTA , IL BUOM ECONOMICO HA CATAPULTATO MIGLIAIA DI PERSONE NELLE FABBRICHE , DETERMINANDO UN ALL’ ARGAMENTO DELLA CLASSE OPERAIA .
    LE CONDIZIONI SALARIALI E DI LAVORO ERANO ANCORA MODELLATE SU UN SISTEMA ANTIQUATO DI SFRUTTAMENTO . IL SINDACATO , TROVO’ MODO DI AUMENTARE NOTEVOLMENTE IL NUMERO DEGLI ISCRITTI ED AUMENTO’ IL SUO POTERE SOCIALE .
    I VENTI DI RIVOLTA CHE NASCEVANO NELL’ AMBITO INTELLETTUALE E IN QUELLO STUDENTESCO , IN BREVE TEMPO , INFIAMMARONO ANCHE IL MONDO DEL LAVORO .
    .
    GLI ANNI SETTANTA , DETERMINARONO , DA UNA PARTE LE GROSSE AVANZATE SOCIALI , CON LE CONQUISTE IN AMBITO LAVORATIVO E DALL’ ALTRA , LA FINE DI QUELLA STAGIONE DI RIVOLTA DEMOCRATICA .
    LA PRIMA VERA SCONFITTA SI EBBE CON LA PIU’ GROSSA VITTORIA .LA LEGGE TRECENTO ( STATUTO DEI LAVORATORI ) , FU LA PIU’ GROSSA SCONFITTA IN TERMINI SINDACALI E SOCIALI . DETERMINO’ , PER LA SUA NATURA , LA PRIMA GRANDE DISCRIMINAZIONE NEL MONDO DEL LAVORO . LE TUTELE DELLA LEGGE FURONO SOLO PER AZIENDE CON PIU’ DI 15 ADDETTI , LASCIANDO FUORI DAI DIRITTI , UNA GRANDE FASCIA DI LAVORATORI DELLE AZIENDE ARTIGIANE . QUESTO DETERMINO’ , LA CREAZIONE DI UNA PRIMA E GROSSA FETTA DI LAVORATORI PRECARI ………… IL RESTO E’ STORIA .
    .
    LE RAGIONI STORICHE CHE HANNO PORTATO AD UN ALLONTANAMENTO DISCRIMINANTE DAL COMUNISMO , SONO DA RICERCARE IN DUE DIREZIONI . IL CONSUMISMO , CHE ERRONEAMENTE HA ILLUSO MOLTI E NEL FATTO CHE , QUELLO CHE INGIUSTAMENTE CHIAMATO COMUNISMO REALE ( PERCHE’ TALE NON ERA ) , HA PRODOTTO IN TERMINI DI PERCEZIONE DI MODELLO DI SOCIETA’ .
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    IL REALE COMUNISMO E’ E RESTA ANCORA NELLA MENTE DI MARX , CIO’ CHE LUI IMMAGINAVA , COME MODELLO DI SOCIETA’ , NOI NON SAPPIAMO ANCORA COSA FOSSE . IL COMUNISMO E’ LA CAPACITA’ , DI UNA CLASSE SOCIALE , DI FAR VALERE LE PROPRIE RAGIONI .
    .
    LA CRISI ECONOMICA ATTUALE , COME GIUSTAMENTE TU DICI , NON E’ DI NATURA SPECULATIVA , MA BENSI’ , NASCE DA UNA ESIGENZA DI ADEGUAMENTO DELLA PRODUZIONE . CON L’ INGRESSO SUL MERCATO DI NAZIONI ALTAMENTE PRODUTTIVE , NASCE L’ ESIGENZA DI RISTRUTTURARE E DI AMMODERNARE .
    .
    PER IL MOMENTO MI FERMO , SE CREDI , POSSO CHIARIRE MAGGIORMENTE CIO’ CHE INTENDO DIRE .
    .
    SAI SASA’ , IL PRIMO MARZO SARA’ ” LA GIRNATA SENZA NOI ” , UNA GIORNATA DI LOTTA DEI MIGRANTI ITALIANI …………. DIAMOGLI ECO .
    .
    UN SALUTO .

  6. BUONA SERA SASA’ , PROSSIMAMENTE HO IN MENTE DI FARE UN POST SUGLI ANNI SETTANTA , COSI’ COME HO FATTO CON IL 1969 , SIMBOLO DEGLI ANNI 60 ( SOFFERMADOMI MAGGIORMENTE SUGLI ASPETTI SOCIALI DI QUEL PERIODO ) . CREDO CHE NEGLI ANNI 70 , SI SIANO GETTATE LE BASI PER ARRIVARE A QUELLO CHE ACCADE OGGI .
    .
    IL PRIMO MARZO E’ LA GIORNATA DEI MIGRANTI , GIORNATA VOLUTA E REALIZZATA , DA MOVIMENTI FRANCESI , CHE UTILIZZANDO INTERNET , HANNO CATTURATO ADESIONI INTERNAZIONALI . DOPO I FATTI DI ROSARNO , QUALCUNO IN ITALIA , HA PENSATO DI FARNE ANCHE UNA GIORNATA DI LOTTA . L’ INIZIATIVA E’ VOLATA SU INTERNET ED HA RACCOLTO PIU’ DI 40MILA ADESIONI .
    .
    CI SARA’ UNA GROSSA MANIFESTAZIONE A MILANO , MA ANCHE IN ALTRE CITTA’ . COME AL SOLITO , I MEDIA STANNO ZITTI E QUESTO FA’ SI , CHE TOCCA AD INTERNET IL COMPITO DI DIVILGARE ( TUTTI CON I MEZZI CHE HANNO ) . LA RIUSCITA DELLA PROTESTA , STA NEL FATTO CHE IN PIAZZA DEVONO ESSERCI ESSENZIALMENTE LORO .
    .
    SE VAI SUL SITO DELLA RETE28APRILE PER LA DEMOCRAZIA IN CGIL ( SE VAI SUL MIO BLOG , TROVI IL LINK , NELLA LISTA AMICI ) , TI ACCORGERAI CHE IN CGIL ESISTE CHI SI BATTE .
    .
    BUONA SERATA SASA’

  7. Ciao Sasà… sono profondamente scoraggiato perché, come hai ben detto, qua nel Lazio la scelta che dobbiamo fare non è delle migliori. Stò cercando tra le “liste” che appoggiano la Bonino, quanto meno per indirizzare la scelta con un preciso messaggio!! Tuttavia, è indubbio che bisogna votare per il “meno peggio” e, oggi, sappiamo tutti molto bene “il peggio” da chi è rappresentato. Armiamoci di tanta pazienza e continuiamo a cercare….

    Ti auguro un fine settimana sereno e ciao!!

  8. FAMMI COMPRENDERE MEGLIO IL PS.
    .
    IN CGIL ESISTONO VARIE ANIME , TRA CUI UNA PD. ( PARTITO DEMOCRISTIANO ) , LA LOTTA INTERNA CHE SI STA SVILUPPANDO , PUO’ PORTARE A INASPETTATE CONCLUSIONI . E’ UN MOMENTO CRUCIALE DELLA VITA SINCACALE .
    .
    IL CONGRESSO E’ A MAGGIO E PER LA PRIMA VOLTA , SONO IN DISCUSSIONI DUE MOZIONI ……………….. VEDREMO COSA SALTA FUORI .
    .
    UN SALUTO SASA’ .

  9. Ma siamo proprio sicuri che chi si professa comunista dovrebbe vergognarsi…?

    Se questo paese conoscesse davvero il sentimento di vergogna sarebbe un ottimo incentivo per ripartire… e ricostruire quelle macerie morali che ci stanno lasciando… quelle macerie che sono molto peggio di quelle dei bombardamenti dell’ ultima guerra…

    Un saluto…

  10. Non so se hai letto l’articolo di Luciano Canfora sul Corriere della Sera di qualche giorno fa: Parigi 1789 e soviet: chi sono i nemici dei due miti gemelli. Caso mai lo trovi nell’archivio di quel giornale.
    La tesi è che oggi si demoliscono le rivoluzioni per rivalutare il fascismo. L’analisi storica è molto puntuale e convincente,ma non viene indicata una prospettiva in controtendenza che segni uno stop al pantano in cui ci troviamo. Secondo me, non bisogna solo stare a guardare e criticare,ma affrontare la realtà con armi non violente ,piuttosto di persuasione e di confronto diretto con le masse.
    Corinina

  11. Ciao Sasà e buona settimana a te!!! (si spera!!!)

    Una parte del post che ho pubblicato oggi che affronta i “perché” ci sono popoli che emigrano, è dedicata a te e ad alcune cose che tante volte mi hai ripetuto!!!

    A forza di ripetermi certi “concetti”, ho fatto le mie riflessioni e le mie ricerche…. ed i risultati credo ti piaceranno!!! Se e quando hai voglia e tempo, passa per un tuo “autorevole” parere!!!

    Ciao e buona giornata!!!

  12. Mi risulta da un sondaggio che ho fatto che esiste in corso un progetto di unificazione della Sinistra che non rientra nel PD . La nuova titolazione è Unità della Sinistra (UDS). Ma che diavolo aspettano ad organizzarsi ed a far sentire le loro proposte?
    Ciao. Corinina

  13. Ciao,Dalai,ieri ho sbagliato a trasmetterti quel logo dell’unità della Sinistra.Quello vero è: ULS (unire la SINISTRA ). Lo trovi su internet in un messaggio del 2008 del sito PdCI.
    Si tratta d’una intenzione ,ma il processo è molto lento.
    iNTANTO TI AUGURO UN BUON POMERIGGIO.
    CORININA

  14. Ciao Sasà… tranquillo, qua siamo tutti incasinati!!! Però, come si dice… qualche sassolino dalle scarpe ce lo possiamo togliere!!! Magra consolazione… visto che i “fregati” siamo noi, però chi derideva oggi è meglio che si faccia un profondo esamino di coscienza!!!

    A proposito, ti segnalo “Tina” di cui trovi il link nel mio elenco… se hai tempo valla a trovare!!! E’ una tosta!!!

    Buon pomeriggio e ciao!!!

  15. E PORCACCIA LA MISERIA , SONO RIUSCITO A FINIRE QUESTO POST . ASPETTA CHE DO’ QUALCHE BOTTA AL CRANIO PER FAR RIPARTIRE LE CELLULE CELEBRALI .
    .
    E’ QUASI IMPOSSIBILE COMMENTARE QUESTO POST , SENZA CORRERE IL RISCHIO DI DIRE COSE CHE TU HAI GIA’ DETTO .
    .
    IO HO UNA MIA IDEA DEL PERCHE’ DI QUESTA CRISI , L’ INGRESSO DI CINA E INDIA NEL MERCATO INTERNAZIONALE , HA DETERMINATO UNO SQUILIBRIO DI ASSETTI PRODUTTIVI . MENTRE L’ OCCIDENTE , COME GIUSTAMENTE TU HAI DETTO , RINCORRENDO FACILI GUADAGNI SPECULATIVI , HA ABBANDONATO L’ INVESTIMENTO IN MODERNIZZAZIONE DEL SUO IMPIANTO PRODUTTIVO , CINA E INDIA , HANNO INVASO I MERCATI CON MERCE A BASSO COSTO . PER QUALCHE TEMPO , L’ OCCIDENTE HA CERCATO DI TENERE IL FENOMENO A BATA , CON UN ABBASSAMENTO PROGRESSIVO DEL COSTO DEL LAVORO , MA POI ALLA FINE , APPROFITTANDO DELLA CRISI , ADESSO VUOLE COGLIERE L’ OCCASIONE PER RISTRUTTURARE E RILANCIARE LA PRODUTTIVITA’ .
    .
    QUESTO PASSA INESORABILMENTE PER UNA DRASTICA E NETTA RIDUZIONE DELL’ OCCUPAZIONE . PER CHI HA MASTICATO UN PO’ DI SINDACALESE , LA PAROLA RISTRUTTURAZIONE O PRODUTTIVITA’ , SIGNIFICA LICENZIAMENTI , CHIUSURA DI AZIENDE PIU’ DEBOLI ECONOMICAMENTE ECC…. .
    .
    QUELLO CHE NON VIENE DETTO E CHE SI GUARDERANNO BENE DAL DIRLO , E’ CHE NEL PROSSIMO FUTURO , IL CAPITALE PRENDERA’ MAGGIORI DISTANZE RISPETTO AL LAVORO E CHE LE CLASSI SOCIALI DIVENTERANNO PIU’ MARCATE .
    .
    UN SALUTO .

  16. Ciao Sasà e buon inizio di settimana!!! Insomma, a leggere quello che hai aggiunto alla tua riflessione, vien da pensare che i “segnali” premonitori di una crisi ben più grave all’orizzonte, c’erano tutti!! Alla faccia di mister sorriso che da un decennio non fa altro che andare in TV e dire che bisogna essere ottimisti!!! Capitali che spariscono invece di essere reinvestiti, liberi professionisti che dichiarano meno di un operaio, trasformazione (leggi sfruttamento) del lavoro dipendente ricorrendo a “contratti” atipici, a tempo, interinali e via cantando… contrazione della domanda… mercato immobiliare impazzito… insomma, c’era di che preoccuparsi!!! Solo che è dura da risolvere… Obama, ha provato a dire che vanno realizzate regole più severe per le banche e gli “speculatori”… c’è stata quasi una sollevazione!!!

    Va be’, ho seguito il consiglio del tuo link… mi pare interessante e la seguo!!! Ma tu, non metterti strane idee in testa (rido!!!) A proposito: mi dai un tuo parere (quando hai tempo) su “sinistra-ecologia-libertà”???

    Infine, ho notato che hai avuto qualche “scaramuccia”!!! Sasà, posso consigliarti??? Lo faccio, poi, decidi tu. Lascia perdere e punta sulle tue “riflessioni”!!! Avevi fatto una “considerazione” su un determinato commento che era magnifica… sarebbe stato interessante leggere “la risposta”!!! Invece, se gli dai poco poco appiglio o scusante, non ti rispondono e la buttano in caciara!!! Infatti non ti hanno risposto e c’è stata caciara!!!

    Buona giornata e ciao!!!

  17. Sasà, scusa se ho cancellato il tuo commento, ma d’ora in poi lascerò solo quelli attinenti ai post, anche se duri, purchè non contengano frasi denigranti; infatti a tal proposito volevo precisarti che io non faccio parte di nessuna “parrocchia”.
    Spero che non te la prenda.
    Inoltre non mi sono accorto di non aver risposto a una tua considerazione, se me la fai sapere ti comunico la mia.
    Porta i miei saluti a Carlo e saluti anche a te.

  18. Ciao Sasà, non ho accettato che si riconducano le questioni a seconda delle “parrocchie”, e per me che non faccio parte di “nessuna parrocchia” (se non la mia) non accetto che lo si pensi (almeno nel mio blog).
    Ma non cambia niente in termini di rapporti; finchè ci andrà di discutere lo faremo.
    Saluti

  19. Ciao Sasà e buon pomeriggio…. grazie intanto per la tua “esauriente” opinione su SEL. Stavo provando a capire, consultando i vari argomenti del loro sito web… tuttavia tante “sfumature” è chiaro che non si colgono!! Continuerò ad approfondire, partendo da ciò che mi hai suggerito. Comunque, tranquillo… dove vivo io c’è una sezione PRC abbastanza agguerrita anche se la “zona” dei castelli è notoriamente di destra (che vuoi farci??? non tutte le ciambelle vengono con il buco!!!).

    Se e quando hai tempo, vai sul blog di Miss Kappa (link nel mio blog alla lista Aquila reale). Il post è di poche righe ma il video è magnifico!!! 7 minuti commoventi!!! A l’Aquila hanno cominciato a “ribellarsi”!!!

    A proposito, oggi guardavo il TG Sky sui vari smottamenti nel messinese, palermitano e in alcuni paesi della Calabria!!! In pratica, stà sprofondando un pezzo d’Italia!!!

    Ti auguro una buona serata e… porta i miei saluti ad Enrico e ringrazialo dei suoi. (visto che ora funziona così!!!)

  20. Cazspiterina, sono riuscita ad arrivare fino in fondo. ;-))

    Parte prima, dove spieghi cosa significa essere comunisti, mi pare che diciamo le stesse cose, siamo entrambi di sinistra, tu senti la necessità di chiamarti comunista e io me ne frego di darmi una etichetta, della serie, sono una sessantottina che si chiede perchè oggi la gente mangia escrementi senza reagire.
    Il resto lo trovi nella risposta che ti ho dato al secondo intervento nel mio blog.
    Ci divide la scelta del prossimo voto, confermo, voterò Sinistra-Ecologia-Libertà.
    Tu voterai Ferrero, una questione di fede. ;-))
    Seconda parte del tuo post.
    Tralasciando la parte che racconta il percorso degli ultimi dieci anni, Sasà, lo hai letto il “TRATTATO DI LISBONA” ?
    Dopo averlo letto mi sono allineata con la tesi di Marco Cedolin, uno dei sostenitori del comitato NO TAV, ovvero, mandiamo a farsi fottere le holding di ogni genere e riprendiamoci il paese e i mestieri, se il parlamento europeo serve a stabilire pochi parametri di natura economica tanto valeva farci rapinare per risanare il debito al solo scopo di entrare a fare parte di un mercato di natura economica a favore dell’economia creativa.
    Mandiamo via chi minaccia di chiudere se non viene foraggiato e noi Stato, stringiamo un accordo con gli imprenditori di piccole e medie aziende, con gli artigiani, con tutti quelli che sono stati l’ossatura dell’economia del nostro paese.
    Lo Stato deve entrare in partecipazione con queste realtà, deve finanziare chi non si è lasciato tentare dalle delocalizzazioni e ha continuato a produrre nel territorio, lo Stato deve fare tesoro degli errori del passato con l’IRI, non deve essere il padrone assoluto, deve partecipare, deve investire i soldi che da a foraggiamento della FIAT o della ALCOA in stabilimenti di media grandezza, ma con regole chiare e controlli al suo operato.
    Sasà, i consumi, diciamo che abbiamo smesso di sprecare?
    Abbiamo appena cambiato le macchine, dovrei farlo di nuovo solo per far restare la Fiat a ciucciare soldi immeritati?
    L’ALCOA andrà ad inquinare l’Islanda, dovrei accettare il suo ricatto “se non mi date l’energia a costo zero chiudo” per all’ungare l’agonia di un paio di annio?
    No, che si fottano, gli taglio i finanziamenti e impianto io Stato processi economici che allevino i disagi della gente, ma dopo, mi vado a rivedere i trattati della comunità europea e fatti i conti, stabilisco se vale la pena o meno restare in un serraglio che si allarga e allargandosi mi costringe a produrre sempre meno per consentire ai neo entrati di vendermi le loro schifezze.
    Quando vado in Sardegna, compro frutta e verdura dai contadini, mangio meglio e so di contribuire al benessere di gente che si spacca la schiena nei campi senza essere mai considerata.
    Ok, ho divagato, ma se guardo a cosa è successo da dieci anni a questa parte mi dico che nopn valeva la pena.
    PS
    Erminia ti ha risposto da me, credo valga la pena dare uno sguardo.
    Ribadisco
    Lombardo daticcillu a nu stigghiularu, dicemu chi nto caliaturi ci mettiria a tutta a giunta siciliana … e non sulu. ;-))
    Notte buona Sasà
    Mandiamo fuori dalle nocciole

  21. Ciao Sasà… si ho seguito la discussione tra te e Tina che reputo “fantastica”. Forse dovrei spiegarti da che deriva questo mio entusiasmo ma, come ti ho già detto in passato, io mi sento di “sinistra” perché credo nella tolleranza, nella parità di diritti e nei giusti “doveri” ripartiti tra tutti, nell’eguaglianza, nel benessere equamente distribuito… insomma, in tante cose che “a destra” non vengono professate o, addirittura, si prova a stravolgerle!!

    Tuttavia, alla fine un “voto” deciso e convinto devo darlo e vorrei che la mia scelta fosse “indirizzata” proficuamente!! Ecco perché continuerò a seguire sia te che Tina ed i tanti altri blog che si avvicinano alle mie “aspirazioni”. E’ vero, nella sinistra ci sono lacerazioni profonde che non comprendo appieno… anche qua, mi sembra facciate lo stesso “discorso”, più o meno… eppure, poi ci si presenta divisi!! Mentre, la mia impressione è che se tutte le forze della sinistra si unissero, sarebbero una valanga travolgente che spazzerebbe via quella melma che attualmente ci governa!!

    Un giorno capirò anche questo “arcano”… per ora, siete due ottimi spunti di riflessione!! Buona notte e ciao!!

  22. GIA’ IN OCCASIONE DELLE EUROPEE , FECI UN POST NEL QUALE ESPRIMEVO IL MIO DISSENSO PER QUELLO CHE VIENE DEFINITO IL VOTO UTILE . IO PENSO CHE NECESSITA RITROVARE LA VOGLIA DI FARE POLITICA PER I PARTITI IN CUI CREDIAMO E NON PIU’ PER SCHIERAMENTI CHE SI CONTRAPPONGONO AD ALTRI .
    .
    PENSO CHE LA DETTA SINISTRA RADICALE , DEVE VINCERE QUELLE INUTILI DIVISIONI , DIFFICILI DA VEDERE E IRRILEVANTI E DEVE RIPRENDERE IL TIMONE PER TUTTA QUELLA GENTE CHE NON SI SENTE RAPPRESENTATA DAI DUE POLI .
    .
    IO PENSO CHE IL VOTO UTILE SIA INUTILE E SU QUESTO FARO’ UN POST .
    .
    UN SALUTO .

  23. Ciao sasà, come te la passi? Ti chiedo scusa per il ritardo con cui mi rifaccio vivo, ma ho avuto dei problemi di salute che mi hanno tenuto lontano dal mondo per un po’… speravo che a te fosse andata meglio, e invece a quanto pare sei rimasto il solito comunista… meno male!!
    Ho solo un paio di giorni di libertà, non potevo non approfittarne per ricambiare i tuoi auguri per le battaglie che verranno, piccole o grandi che siano… a pugno chiuso, of course!

  24. Ciao Sasà,

    scusa il mio prolungato silenzio. Non ho mancato comunque di leggerti – qui e nei commenti ad altri blog – e sono felicissima della tua progressiva e inarrestabile crescita in termini politici. Complimenti. Io penso che se la sinistra-sinistra si spogliasse di qualche orpello e (perlomeno) ricercasse una linea comune che facesse perno, per esempio, sulla situazione dei lavoratori nel nostro Paese, potrebbe ricevere molti, moltissimi consensi (oggi più di ieri) e presentarsi come una forza destinata a crescere. I temi in comune che uniscono mi sembra superino quelli che dividono…

    Sto preparando un post sulle cosiddette “tolleranza e integrazione” nel quale ti cito: spero di riuscire a mandarlo on line entro sera.

    Un saluto e un abbraccio da Angela

  25. … Sasà. non sono per niente “sorpreso”, visto che proprio pochi giorni fa, non ricordo più dove, forse da Tina se non ricordo male, lasciai un commento in cui dicevo che io partecipai ad alcune delle prime “inaugurazioni” dei Circoli di Forza Italia, qua a Roma (ingenuità di gioventù!!!… e rido!!!)

    L’esperienza fu semplicemente traumatizzante… c’erano tutte le vecchie figure dei partiti che si erano disintegrati sotto “mani pulite”, DC e PSI in testa, nonché la peggio feccia romana!!

    Come vedi, anche se a distanza di tempo, ciò che avevo visto è confermato dai fatti… alla faccia dei benpensanti!!!!

    Buon pomeriggio a te e ciao!!!

  26. … se per “ultima” intendi i Paladini della Libertà… ne faccio un post per martedì, perché voglio lasciare quello del 1 marzo in bella vista dino al lunedì. Però, quel signore, oltre che str@@zo adesso comincia a diventare anche pericoloso!! Questo, punta alle barricate!!

  27. Me lo sono andato a cercare il tuo post sulla violenza… ti assicuro che il piacere è mio nel vedere che ci sono compagni come te che studiano, che cercano e spesso e volentieri trovano quello che cercano, cioè, in fondo, una teoria dell’azione, che è quello che ci serve ora più che mai. A proposito, nel post non l’ho citato, ma quelle che ho riportato sono le ultime battute di Il dominio e il sabotaggio di Toni Negri, opuscolo del ‘77 che tra le altre cose è una sorta di manifesto dell’area dell’Autonomia. Sempre di Negri (che dovrebbe pagarmi per la pubblicità che gli faccio), dovrebbe essere appena uscita la ristampa del suo Marx oltre Marx, dove si fa la radiografia ai “Grundrisse” del capoccione di Treviri. Se non lo hai letto te lo consiglio vivamente, sono certo che ti piacerà.
    Ciao!

  28. Ciao Sasà, sì avevo notato naturalmente la tua domanda, e mentre la leggevo ridevo e dicevo, parlamdo al monitor: “Bravo Salvo…, grande Sasà!” :-))))
    Avevi “beccato” il punto giusto, scoperchiando il pentolone maleodorante dell’ipocrisia e agendo sul nervo scoperto della ignoranza. La malafede ha fatto il resto…
    Grazie della tua visita e del commento. Un saluto e buona serata da Angela

  29. …hei Sasà, hai visto che regalo ha fatto quel grande statista del Colonnello ai nostri amici??? L’ha fornita su un piatto d’argento!!! Sai che ti dico?? Io, chiudo e cerco di rilassarmi nel fine settimana!!

    Auguro anche a te il meritato riposo e ciao!!!

  30. Ciao Sasà e buona settimana a te!! Ero venuto per chiederti che ne pensavi delle manifestazioni di oggi (a Roma è stata discreta ma a Napoli imponente!!) ed invece ho trovato la tua nuova riflessione sulla “corruzione”!! Solo per notizia, non ricordo dove ho letto che un certo organismo della Commissione europea che assegna i fondi per investimenti economici, stà studiando il fenomeno della corruzione in Italia, per capire come “facciamo” e, conseguentemente, escogitare sistemi per contrastarla!! Pensa un po’!! Siamo un “campione” da studiare!!

    Insomma, mi pare di capire che il “capitalismo”, per te è un sistema corrotto in se e non che lo sia perché mancano regole che controllino e stabiliscano i criteri di sviluppo dello stesso.

    Non lo so’… io continuo a pensare che dipende tutto da noi singoli. E’ vero che il sistema punta al profitto… ma è pure vero che io devo assecondarlo e favorirlo quel profitto per consentire al “capitalista” di realizzare il suo disegno.

    Se io invece di cambiare un telefonino l’anno, lo cambio quando quello che ho si guasta e non mi perdo in pippe mentali tipo il telefonino che fa le foto, i video, il caffè… e poi registra e poi ha il gps e poi i giochi e la musica e tante altre stronzate… perché il telefonino serve per fare o ricevere telefonate, punto… chi vuole fare soldi sulla mia pellaccia, può anche morire povero!!

    Ma se noi “abbocchiamo” a tutti i miraggi che chi persegue il profitto ci propina… insomma, io credo che più che eliminare un sistema, sarebbe necessario cambiare le nostre capocce?? Non credi???

    Buona notte a te e ciao!!

  31. Carlo ciò che dici è già nella citazione di Marx, il capitalismo richiede il consumismo che avviene attraverso una forma di corruzione. E’ un fatto ovviamente culturale, che deriva proprio dal sistema capitalistico:”la fede nell’eternità di queste idee, cioè di quei rapporti di dipendenza materiali, viene naturalmente consolidata, nutrita, inculcata in ogni modo dalle classi dominanti”. E’ una lotta, politica, sociale e culturale. Siamo volenti o non, tutti figli del capitalismo x questo motivo chi propone un cambiamento culturale e sociale è relegato ai margini della società dalle classi dominanti.

  32. Ciao Sasà e buon pomeriggio. E allora, facciamola stà lotta politica, sociale e culturale anche a costo di venire emarginati. Aspetto di leggere come va intesa, secondo te.

    (notizia ANSA di pochi minuti fa: respinto ricorso della Polverini. Gooooddooooooo!!!!)

  33. Ciao Sasà. E’ un poco di tempo che non ci sentiamo, vero! Purtroppo la mia incazzatura politica e l’impegno sindacale sono tali, che il fisico comincia a risentirne; comunque sia, nulla di preoccupante. Sasà, come ho sempre sostenuto, il piacere di parlare e scambiare opinioni tra noi, non compenserà mai la rabbia che si prova nel constatare l’involuzione darwiniana(o arresto evolutivo che dir si voglia) che colpisce molti giovani(purtroppo); mi riferisco alla farsa del “popolo” della Polverini che nonostante tutto, seguita ad inneggiare ad un’idea politica che non trova riscontri neanche nel periodo mesozoico. Sasà, sono convinto che il cervello di certe persone sia disabitato dalla nascita ed ora, nell’età adulta, si sia trasformato in fungaia la quale, come sai, viene alimentata dallo sterco. Sasà, in questi giorni sto assistendo in ufficio ad una processione di pensionati allo stremo, e più incazzati di noi(almeno di me);Credimi, alle volte sono proprio cattivo con alcuni….”vecchietti” che hanno dichiarato di avere votato PDL, dico(anzi penso perchè non ho il coraggio di dirlo apertamente): l’avete voluto?, ora ve la pijate ‘nderculo!
    Un abbraccio Sasà. Alvaro

  34. Ciao Sasà… scusa se oggi non ho partecipato alla discussione da me ma ero… a Piazza Navona. Comunque, ho lasciato una risposta per tutti e credo che nei prossimi giorni avremo di che discutere. Per ora, buona serata a te.

  35. Ciao Sasà ,gli incontri alternativi erano quelli delle piazze che già tu saprai. Piuttosto la questione dell’ammissione delle liste sembra ancora in bilico. Ho sentito quanto dice la Federazione di sinistra e sono d’accordo,solo che la sua azione mi sembra molto lenta.A presto. Grazie degli auguri
    Corinina

  36. Ciao Sasà… e questa dell’art. 18 è l’altra fregatura passata sottobanco!! Ma sarà una tattica?? Ora vedremo cosa succederà dopodomani!! Prepariamoci a manifestare!!

    Per quanto riguarda le “liste”… continuo a studiarle!!!! Il mio voto andrà sicuramente a qualcuno che è a sinistra ma non il PD. Comunque, stò pensando di presentarle un po’ tutte, sul mio blog. Quanto meno per dimostrare a coloro che dicono che non abbiamo programmi che gli stessi ci sono!!! Basta cercarli e non aspettare che appaiano in TV!!!!

    Buona serata a te e ciao!!!

  37. Ciao, carissimo Sasà,
    ho ricevut il documento… tra un po’ lo saprò a memoria…
    Agnoletto è una persona che ho da sempre stimato, voterò a Milano e lui sarà il mio candidato.
    Quanto alla campagna elettorale… beh, faccio quel che posso. Ma so che scrivo, e scrivo, e scrivo, e continuo a scrivere – visto che mi muovo con difficoltà. Però qualche volta mi muovo anche, domani e venerdì, per esempio.
    Ciao, un abbraccio
    Angela

  38. Bravo Sasà!!! Ora è necessario un fronte comune e, soprattutto, darsi da fare. Poi, dopo, discuteremo anche delle singole posizioni e come dare un’anima ed un corpo “unico” a questa sinistra. Ma ora, penso l’avrai capito che il problema va oltre i singoli schieramenti. Ora vado a leggere cosa mi hai proposto!!

    Buon pomeriggio a te!!

  39. CREDO CHE QUESTO DEVE ESSERE L’ INIZIO DELLA RISCOSSA A SINISTRA , UN ‘ OCCASIONE PER DIRE CHE SIAMO CONTRARI AI DUE POLI , ALL’ EROSIONE DEI DIRITTI E ALL’ ARROGANZA DELLE DESTRE .
    .
    NON SARA’ COME IL CIRCO MASSIMO DI COFFERATI , MA NOI LA RACCONTEREMO COME TALE , PERCHE’ IN QUESTO MOMENTO , ANCHE MENO ……. SONO TANTI .
    .
    CIAO SASA’ .

  40. Ho letto con attenzione Sasà, giusta l’analisi che ne fai, ma rimane una analisi accademica.

    Non sono per il capitalismo selvaggio e non sono per l’economia creativa, sono per un capitalismo per buona parte in mano allo stato, ma non questo stato, c’è un manifesto che se non ricordo male è di Calamandrei QUALE SOCIETA’, QUALE CITTADINO, da leggere attentamente.

    Oggi il tuo discorso sulla corruzione interessa giusto noi che giriamo per i siti amici, che lasciamo la nostra opinione pro o contro o ne sviluppiamo un’altra, per il resto, come giustamente dici, lo scadalo della corruttela intessa la massa il tempo di finire di cenare con la TV su RAI1, finito il TG finisce l’interesse, non tralasciare che molti si identificano col corruttore e il corrotto, vorrebbero avere le sue capacità.

    Prova a fare lo stesso discorso a giovani che non facciano parte del tuo circolo politico e dimmi che reazione hanno.

    Non puoi non tenere conto della società odierna, com’è strutturata, comè scolarizzata, com’è politicizzata.

    Vorrei che la tua passione politica guardasse oltre lo steccato di Federazione per la sinistra o rifondazione, non certo per cambiare il tuo voto, ma per capire le loro ragioni.

    La corruzione non è un fatto che va accettato perche lo si può definire istituzionalizzato, va combattuto cambiando le regole del gioco, ma non sarà questo governo che le cambierà, le ha portate lui ad ampliare i campi di applicazione, bisogna mandare via questo governo, ma non lo mandi via con un manifesto dove si legge e bene pure che per essere dei buoni cittadini di sinistra bisogna vivere di niente.
    Buona serata Sasà

  41. Ciao Sasà… oggi è stata una bellissima giornata a Roma e non mi riferisco al meteo che, incece, ha massacrato!! Eravamo tanti… non lo so’, leggo in giro 40-50 mila… senza dar conto delle cifre della Questura!! Per quelli, la matematica è un’opinione!!

    Comunque, era un corteo immenso e incazzato!! Roma è andata completamente in tilt… e anche se i TG non ne parlano, noi c’eravamo e ci siamo contati!!! Ho letto che anche a Napoli c’è stato un corteo massiccio e che lo stesso è successo a Torino e Milano. A me, sembra una bella risposta a quei signori che ci definiscono “finiti”!!!

    Domani si replica a Piazza Navona… e chissà che non si faccia il bis!!!

    Per ora, ti auguro un buon fine settimana!! Ciao!!

  42. Ciao Sasà…be’, se ieri era stata una grande manifestazione oggi devo dire che è stata “imponente”. Non so’ quanti saremmo stati ma parecchi più di ieri!! Non credevo ma Vendola quando è salito sul palco è stato salutato con un boato. Anche gli altri, la Bonino, Bersani, Di Pietro… ma Vendola ha spopolato!!

    Comunque, comincio ad avere molta più fiducia… Sasà di gente incazzata ce n’è veramente tanta e cisl e uil devono cominciare a preoccuparsi… se vogliono ancora fare sindacato!!

    E secondo me, deve cominciarsi a preoccupare soprattutto il Premier… quando è salito il rappresentante dei Verdi sul palco ha detto che Berlusconi ci aveva definito un’ammucchiata!! Ti lascio immaginare quello che è uscito fuori da quella piazza!!! Di tutto!!!

    Ora cerco di recuperare… per quello che rimane del fine settimana!! Sasà… non ho più l’eta (rido!!!)

    Ciao e buona domenica anche a te!!

  43. GRAZIE SASA’ PER L’ AMICIZIA CHE MI DIMOSTRI .
    .
    HO RISPOSTO VOLENTIERI AL TUO COMMENTO E TI RINGRAZIO …………. MI STAI FACENDO FARE DELLE RIFLESSIONI CHE AVEVO ACCANTONATO .
    .
    UN CONSIGLIO ?
    .
    GUARDA CON DUE OCCHI , LA STORIA E’ STATA FATTA DA COSE IMPROBABILI …………… GLI UOMINI O NON VEDONO O TROVANO CONVENIENTE NON VEDERE .
    .
    UN SALUTO.

  44. CIAO SASA’
    .
    COME AL SOLITO A SINISTRA OGNUNO VEDE PER I CA@@I SUOI , HO FATTO UN PICCOLO GIRO SUI BLOG AMICI E MI SONO ACCORTO , CHE TALUNI/E , INVECE DI PENSARE VERAMENTE , PRODUCONO DEI VUOTI A PERDERE MENTALI , UNICAMENTE PER AVERE IL PROPRIO BLOG NELLA PRIMA PAGINA DI MYBLOG ( NARCISISMO-MEGALOMANE ) , NON FARCI CASO , A SINISTRA SONO TUTTI PSEUDO-INTELLETTUALI IMPROVVISATI .
    .
    LA COSA PIU’ SCONCERTANTE E’ CHE A SINISTRA SI HA PAURA DI STARE A SINISTRA E SI CERCA DI STARCI MANTENENDOSI MENO A SINISTRA .
    .
    QUALCUNO HA CAPITO CHE LA MANIFESTAZIONE DEL 13 , E’ STATA UNA MANIFESTAZIONE A SOSTEGNO DEL PD ?
    .
    CHE HANNO UTILIZZATO IL REALE BISOGNO DI PRORESTA , CHE E’ LARGAMENTE DIFFUSO NEL PAESE , PER FARE CAMPAGNA ELETTORALE A FAVORE DELLA BONINO ?
    .
    HO L’ OMPRENSIONE CHE QUALCUNO STIA APRENDO GLI OCCHI E CHE FORSE , PASSATO IL PRIMO ATTIMO , STA RIFLETTENDO ……………. BUENO .
    .
    CIAO SASA’ .

  45. … mi dispiace per quello che stà accadendo ed il commento di ieri, sul blog di Tina, era solamente uno sfogo che va inteso in questo senso: io posso sopportare di non essere compreso da chi non condivide i miei stessi ideali; di essere anche insultato o deriso perché professo ideali di sinistra; posso essere disposto a leggere le peggio affermazioni sulla sinistra, da chi pronuncia la facile equazione “sinistra=comunisti”; posso anche sopportare con fastidio che si affermi che nella sinistra i programmi politici non ci sono….

    Ma non posso sopportare che in un momento delicato e importante come questo, si critichi la piazza di sinistra. Ed io, ieri, quello ho letto. E’ vero, c’era tanto antiberlusconismo… e quella piazza deve essere rispettata semplicemente perché ne ha le palle piene di Berlusconi e dei suoi portaborse!! Non credo sia poco!!

    Posso impegnarmi a dimostrare quanto siano “sbagliate” certe affermazioni da parte di chi vorrebbe demonizzare la sinistra: ieri c’era nel mio blog un post su liste e programmi delle “liste civiche 5 stelle”; oggi ce n’è uno su una candidata di RCI che mi ha colpito molto; domani o dopodomani ce ne sarà un’altro su una candidata piemontese del SEL… tutto per dimostrare che i programmi ci sono, i volti nuovi pure e la voglia di fare anche…

    Francamente, ora mettermi a discutere anche con chi è di “sinistra” proprio non ne ho la forza!! Mi sembra assurdo, ripeto, perché siamo in un momento delicato e importante!! Proprio no ce la faccio!!

  46. Ciao Sasà, come te la passi? Ho letto un tuo intervento sul sito della Federazione della Sinistra (intervista a Diliberto), e mi sa che abbiamo tutti (tutti noi comunisti) l’impressione che ci sia qualcosa che non vada, specie dopo la manifestazione di Roma… ma com’è che ora il “nostro” problema è diventato cacciare Berlusconi, “ripristinare la legalità”, “salvare lo Stato” dalla corruzione?
    Ti riporto una battuta di una compagna di ritorno da Roma: “Sono andata rossa, sono tornata viola”. Se continua così rischiamo di annegare tutti, ma proprio tutti, dai rifondaroli agli autonomi e chi più ne ha più ne metta, in una specie di dipietrismo che somiglia tanto al vecchio “picismo”… tu come la vedi?

  47. Ma certo Sasà, utilizza pure quello che vuoi. Le nostre impressioni sono condivise perchè condividiamo la stessa esigenza, quella di capire “che fare” nella situazione presente, considerate le contraddizioni con cui ci dobbiamo confrontare… ora aspetto di leggere il tuo post, anche se sono in una situazione per cui magari per 3 giorni posso stare al pc e per un mese non mi collego mai, quindi probabilmente lo leggerò con un po’ di ritardo… vabè che ho la sensazione che purtroppo certi temi rimarranno attuali per mooolto tempo…

    Riguardo all’accademia, mi ha ricordato un passo del celebre “Psicologia di massa del fascismo”… Wilhelm Reich, psichiatra marxista, diceva che le verità rimangono accademiche quando non si ha il potere per imporle. Ma ciò non significa che ne vada del loro contenuto, della loro “forza” teorica. I cristiani (i cristiani veri, non quelle caricature che abbiamo in Italia) lo sanno bene: la verità rimane sempre tale ed è sempre rivoluzionaria, come diceva quel capellone palestinese qualche tempo fa… non è un limite della verità l’essere vilipesa e ferita, è solo il limite della nostra forza attuale. La vera accademia sta nel ritenere che la verità sia un orizzonte puramente teoretico, speculativo, mentre il marxismo insegna a tenere unite comprensione e trasformazione della realtà… l’accademia è accontentarsi di contemplare una verità inerte che altro non è che il cadavere putrefatto dell’esistente…

  48. HUE SASA’ , TI ESPRIMO LA MIA PIU’ TOTALE AMICIZIA E SOLIDARIETA’ .
    .
    PURTROPPO , QUALCHE PSEUDO PERSONAGGIO CHE SI DEFINISCE DI SINISTRA , CHE PREFERISCE INTRATTENERE CORTESI DISCUSSIONI CON SOGGETTI DICHIARATAMENTE DI DESTRA , GUARDANDOSI BENE DAL LACIARE PROVOCAZIONI . RITIENE LE LEGITTIME CONSIDERAZIONI CHE VENGONO DA SINISTRA , DELLE INACCETTABILI PROVOCAZIONI .
    .
    QUESTE PERSONE CHE DICONO DI SE , MA CHE POI SI CONTRADDICONO , SONO DA LASCIARE AL LORO TEMPO .
    .
    HO LETTO GLI ULTIMI POST FATTI DA CARLO E DEVO DIRE CHE CARLO HA FATTO UN BUON LAVORO . E’ ARRIVATO AD UNA CONCLUSIONE CHE CONDIVIDO ……………….. FACCE NUOVE …………. IN OGNI CASO , ……………… GIOVANI VOLTI .
    .
    A PRESCINDERE DA TUTTO , MANDIAMO A CASA , O ALMENO PROVIAMOCI , I DINOSAURI CON LE LORO POLITICHE .
    .
    IO VOTO A SINISTRA ………. UN PO’ PIU’ IN LA’ …………………………. VOI FATE QUEL C@@ZO CHE VOLETE .
    .
    CIAO SASA’ .

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