La rivoluzione non è un pranzo di gala

Ci siamo ritrovati in una piazza così, liberaldemocratici, liberalradicali, antisocialisti, riformisti, democristiani, socialisti e comunisti che non condividono nulla, se non l’antiberlusconismo. Quella piazza vorrebbe rappresentare secondo i rappresentati politici, il “nuovo” centro e sinistra per l’alternativa al berlusconismo. Un alternativa che però sta di nulla e puzza tanto di film già visto, di compromessi che portano alle legge 30, alla precarizzazione, alla privatizzazione dei servizi, alle scuole private, alla sanità privata, ai tagli alla scuola pubblica e alle pensioni. Una nuova stagione di compromessi rappresenterebbe la sconfitta definitiva della sinistra e la vittoria del Berlusconismo di cui Pd e IdV sono dei prodotti, spostando l’asse della sinistra verso il centro allo scopo di fare gli interessi della borghesia, delle banche e di confindustria. Questo è anche il motivo della nascita di sinistra ecologia e libertà, benedetta da D’Alema che ha il compito di isolare la sinistra radicale e di indebolirne la forza politica e decisionale. Da sempre a sinistra c’è un continuo spostamento a destra, al moderatismo come se è la sinistra a far paura alla stessa sinistra. Cambiare per non cambiare nulla, questo è l’obiettivo dell’instaurazione del Berlusconismo, far discutere delle gossipate, far discutere di tv, di escort e di processi per nascondere quello che c’è di fondo. E la sinistra attuale ne è complice trascinata in una logica di porsi come coalizione degli onesti da contrapporre a quella dei disonesti (e la piazza del 13 ne è la dimostrazione) in un bipolarismo che si differenzia in nulla e che ha il compito di dividere la gente e di occupare la loro azione politica per le cose che non toccano il sistema, i privileggi e le ingiustizie. La sinistra è trascinata in questo dal dipietrismo (una sottoforma di berlusconismo), che marcia sulla rabbia e l’indignazione proletaria per parlare dei processi del presidente, di legalità, di escort, di liste, e via dicendo, in momento in cui una sinistra vera avrebbe affrontanto la crisi capitalistica e neoliberista per scacciare il vecchio ordine, rappresentando l’avanguardia del proletariato che oggi più che mai è ingabbiato dentro le mura del mercato e della finanza diventanto semplicemente una pedina in mano ai grandi capitalisti che muovono le file dell’economia mondiale. Ed invece questa sinistra alternativa “non” si accorge neanche di un nuovo attacco all’art.18 passato a legge senza l’alzata di un muro delle opposizioni, quel muro che si vede invece per il decretino per le liste. E quindi chiaro che la borghesia ed i poteri forti hanno occupato la sinistra facendole perdere la sua identità storica ed ideologica, consengnandola alle destre, quando un tempo si parlava di lotta di classe e di socialismo, parole scomparse dopo la caduta del muro che trionfalmente i liberisti annunciavano come l’inizio di un avvenire glorioso. Così facendo coloro che muovono le file sono industriali, banchieri e speculatori, ed in questo modo anche il popolo, i lavoratori, la “base”, l’ossatura di tante lotte e di tante ribellioni, ha finito per dimenticare le aspirazioni di giustizia ed uguaglianza ed abbandonarsi al sogno del successo individuale e della scalata sociale, sogno che a poco a poco finirà per infrangersi contro gli scogli della dura realtà e della storia. Gli hanno lasciato solo il nome, messo da parte per alcuni perché troppo ingombrante, una volta c’era la lotta di classe contro i padroni, gli scontri con la polizia, ed oggi a sinistra la fanno padrona imprenditori e magistrati che impediscono la commissione d’inchiesta sull’omicidio da parte dello stato del compagno e proletario Carlo Giuliani.  L’unico torto della destra, per questi signori, non sono le politiche di destra, ma il fatto di essere corrotta. Il problema, non sono quindi le idee e le pratiche, ma gli uomini.

E allora si può anche accogliere a braccia aperte chi resta sempre di destra, ma mantiene intatta una certa reputazione. Si può anche costituire il “fronte degli onesti” e andare all’assalto della fortezza del male, senza preoccuparsi di programmi, ideologie, teorie e prassi. Della sinistra popolare e proletaria, della lotta e dei diritti, progressista, rivoluzionaria, rimangono solo i cocci che vengono puntualmente spostati ed isolati in modo da essere visti più come icona storica, che come prospettiva futura. Da rossi, ci hanno un po macchiato di viola, per finire tutti democristiani. Per questo motivo l’ammucchiata delle sinistre sarebbe la fine della sinistra, che deve uscire dalla logica partitica e deve tornare ad essere se stessa. Deve tornare ad essere una forza progressista, una forza d’avanguardia delle classi subalterne, una forza alternativa all’attuale sistema e per questo già di per se “rivoluzionaria”.

Da http://eresiarossa-matteo.blogspot.com/:

 I temi più importanti sono stati accantonati, perché avrebbero mostrato l’identità delle proposte dei due schieramenti. Vediamo quali contorsioni hanno fatto costoro per ritrovarsi nel letto dei loro avversari.

Economia. La destra vuole limitare l’intervento dello stato e favorire l’iniziativa privata, la sinistra invece vuole espanderlo per tutelare i diritti dei lavoratori e dei più poveri. La destra tende a privatizzare, la sinistra a nazionalizzare. Da che mondo e mondo questa è sempre stata la differenza tra destra e sinistra. Anche il più ignorante la conosceva. Finché sono arrivati i messaggeri dell’Olimpo a dire che ci eravamo sbagliati e che il mercato non è da rifiutare, perché rifiutarlo sarebbe un pregiudizio “ideologico” (ma accettarlo invece no, chissà perché).

Le nazionalizzazioni e il ruolo dello stato sono ciò che prima distinguevano la sinistra dalla destra in campo economico. Governo Prodi, primo e secondo, governo D’Alema. Adesso, dopo la “conversione” è il “centrosinistra” a privatizzare la maggior parte del patrimonio dello stato, tanto per dimostrare alle lobby di essere all’altezza del compito che gli è stato affidato. Si è partiti dalle autostrade e si è arrivati all’acqua.

Lavoro. La sinistra sta con i lavoratori, la destra con i padroni. La sinistra vuole aumentare le tutele sociali, la destra vuole abolirle o ridimensionarle. Semplice, elementare. Questa fino ad alcuni anni fa era la realtà politica. Poi sono arrivati i guru del marcato a sdoganare la “flessibilità” e la difesa degli interessi padronali anche per la (ex) sinistra. Sono arrivati i Biagi (che il fatto di essere stato assassinato non lo rende un martire) e gli Ichino a spiegarci che così non poteva andare e che i lavoratori erano “troppo protetti”, che le aziende dovevano essere libere di licenziare come e quando loro pare. Legge Treu, aggressione allo Statuto dei lavoratori (quello che la sinistra un tempo aveva conquistato) e al divieto di licenziamento senza giusta causa, liberalizzazione totale del marcato del lavoro. Questa gente non si è mai premunita di spiegarci perché un elettore di sinistra avrebbe dovuto votare un professore che, dalla sua cattedra, proponeva politiche di destra da sperimentare sulla pelle dei lavoratori.

Esteri e difesa. La sinistra è contro il militarismo e la guerra, la destra è a favore della guerra. Fu sempre la sinistra a mobilitarsi contro le guerre e i massacri delle potenze imperialiste. La sinistra sostiene da tempo un teoria la cui veridicità è stata ampiamente provata dai fatti: le vere ragioni della guerra non sono “gli interessi nazionali” ma gli interessi capitalistici delle multinazionali. Lo capirebbe anche un bambino.

Serbia, Afghanistan, interventi militari ordinati dal governo D’Alema in piena sintonia con la destra e con quelli che una volta contestavano in piazza ai tempi del Vietnam.

La questione palestinese. La sinistra è sempre stata un alleato fedele dei palestinesi e ha sostenuto la causa di un popolo sotto occupazione, massacrato, torturato e cacciato dalla propria terra e dalla proprie case (sarà pubblicato prossimamente un post su Eresia rossa a riguardo). Poi il revisionismo che tutti sappiamo e si è finito per accettare le menzogne di Israele.

Cultura. La sinistra era dalla parte degli oppressi, siano essi operai, disoccupati, barboni, piccoli delinquenti, zingari, prostitute, immigrati. Questo sembrava un dato di fatto acquisito dalla coscienza collettiva. Per la sinistra l’infrazione non è il risultato di una qualche devianza, ma un fattore sociale, determinato dalla società. Il crimine che viene punito è solo quello delle classi subalterne al contrario dei “crimini dei colletti bianchi”. Il ladro è una vittima anche lui della società che lo ha emarginato e lo ha ghettizzato. Gli immigrati oggetto di razzismo godevano della nostra solidarietà internazionalista. “Gli operai non hanno patria” era il vecchio motto. Poi ci vengono a raccontare che ci eravamo sbagliati, che Marx si era sbagliato e avevano ragione i nostri avversari. E allora i sindaci “di sinistra” cominciano a riempirsi la bocca con le parole “sicurezza”, “tolleranza zero”, come gli sceriffi texani e mettono al bando zingari e immigrati, sgomberano i campi nomadi (dopo aver abbondantemente permesso le ville abusive) e diviene persino lecito per un imprenditore sparare al ladro che gli entra in casa per difendere la proprietà, difeso a spada tratta da codesti sindaci e politici. Nessuno di simili “progressisti” odierni si alzerebbe a dire che una vita umana, fosse anche quella di un ladro, vale più della proprietà e che l’omicidio è in ogni caso un crimine assai peggiore del furto.

La sinistra è contro la repressione, contro l’autorità, contro l’ordine borghese. Adesso Di Pietro è nelle nostre piazze a chiedere “law and order”, come dicono in America, a chiedere l’apertura di nuove carceri, ad opporsi a ogni indulto o amnistia e a santificare i prefetti e i procuratori che autorizzano il pestaggio degli studenti e dei manifestanti causandone spesso la morte.

La sinistra fu protagonista del Sessantotto, degli infuocati anni Settanta e delle lotte che li attraversarono. I “radical chic” di oggi scrivono dalle pagine di Repubblica ripudiando quegli anni, unendosi al coro dei conservatori che fanno di tutto per screditarne la storia e il tentativo di cambiare il mondo, si salvano forse solo i Beatles.

La sinistra vuole l’uguaglianza, vuole che tutti possano soddisfare i propri bisogni biologici e sociali, senza distinzioni di classe.

Oggi fanno i comizi con in bocca sempre la stessa parola: “meritocrazia” dimenticando quanto somigli a un’altra parola, “aristocrazia” (che significa “governo dei migliori”) dimenticando che è un concetto di destra, perché chi è “meritevole” in genere è chi ha i mezzi per potersi creare una istruzione adeguata e chi non lo è, invece, è chi quei mezzi non li ha avuti.

La sinistra sosteneva la causa femminista, difendeva i diritti delle donne, combatteva il maschilismo. Adesso nessuno più si ribella all’immagine della donna che ci viene fornita dalla televisione.

La rivoluzione non è un pranzo di galaultima modifica: 2010-03-19T17:17:00+01:00da dalai87
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18 pensieri su “La rivoluzione non è un pranzo di gala

  1. Ciao Sasà… io ti voglio bene perché mi fai ricordare le incazzature che mi prendevo da piccolo, parlando del “sistema”. Certamente non avevo la “cultura” politica che hai tu (giovane come me allora) e comunque, purtroppo, sono cresciuto (invecchiato) ed ho cominciato a vedere le cose in modo diverso!! Prendi questo commento come critica costruttiva, per quanto posso, perché non ho alcuna presunzione di insegnarti qualcosa… perché più vecchio!!

    Parto dal titolo del tuo post che recita “la rivoluzione non è un pranzo di gala”!! In effetti, in politica una rivoluzione prevede il totale cambiamento nella forma di governo, comporta modifiche della struttura sociale, economica e politica del sistema, l’inizio di un nuovo tipo di cultura politico-sociale.

    La rivoluzione, in genere, presuppone azioni violente, definiamola chiaramente guerra civile (mica tutti sono d’accordo con i “rivoluzionari”!!!) e conseguente distruzione di ricchezza, impoverimento, fame e morte per la popolazione.

    In effetti, non è affatto un pranzo di gala!!! Ma è fattibile nel nostro Paese?? E prima ancora: è auspicabile?? Personalmente, nutro dubbi e sul fattibile e sull’auspicabile.

    Però, il problema c’è tutto.. e tu lo dichiari: il PD non è la “sinistra” e, con molta tranquillità, si può anche affermare che abbia “cavalcato” la manifestazione del 13 marzo!! Non la coscienza di chi ha manifestato (non tutti) ma la piazza e il suo significato si.

    Elenchi, parlando del PD, una serie di incongruenze e similitudini con la politica del centrodestra: e chi ti darebbe torto??

    Io ho sempre affermato che, oggi, votare PD non è l’obiettivo primario che è, invece, togliere terreno di conquista al centrodestra, minare le fondamenta del bipolarismo e ripensare il sistema elettorale, sconfiggere il berlusconismo, salvare quel minimo di Costituzione e legalità ancora rimasti in piedi e necessari per ritrovare, finalmente, spazi sociali in cui operare e diffondere una “cultura” nuova.

    Quindi, il PD non è il fine ma il mezzo per raggiungere qualcos’altro. E, a meno che tu non sia convinto nella “rivoluzione”, quel qualcos’altro Sasà non va cercato nei partiti o nei sindacati e neanche nei politici di riferimento ma in noi stessi!!

    Sasà, tu accenni all’ennesimo attacco allo “Statuto dei lavoratori” da parte della destra ma io ti chiedo: dove sono sti cazzo di lavoratori?? Dove accidente stanno i proletari??

    Erano quelli della manifestazione del 12??? Quello era tutto il proletariato?? E quelli di Cisl e Uil dove stavano?? Perché non stracciano le tessere sindacali in faccia a quei sindacalisti che hanno affermato che quella manifestazione è stata un danno per gli stessi lavoratori, perché svolta in tempo di crisi??? Sasà, dove stavano quel giorno TUTTI i lavoratori, TUTTI gli studenti, TUTTI gli impiegati pubblici e privati???

    Sasà, il proletariato perché non ha occupato scuole e fabbriche ad oltranza?? Perché non si sono fermati ad oltranza tutti i servizi pubblici e privati??? Perché sto cazzo di proletariato non si preoccupa minimamente del futuro dei loro figli, oramai minato definitivamente e senza più futuro??

    Sti figli del proletariato dove accidenti stanno?? Che altro aspettano per ribellarsi e pretendere un futuro meno catastrofico di quello che li aspetta??

    E alllora, Sasà, concludo dicendoti che se pur vero che il PD è un problema, io sono abituato a cercare il motivo dei miei problemi prima in me stesso e, poi, eventualmente fuori da me!!

    E comincio a pensare che non solo i “borghesi” si siano fritti il cervello davanti al “grande fratello” ma che i “proletari” li seguano a ruota, Sasà!!! Come hai giustamente ricordato, in altri tempi il “proletariato” ha reagito!!

    Quindi, Sasà, senza perdere tempo a ricordare i danni fatti dal centrosinistra al “proletariato”, non credi sia il caso di capire che madonna è successo al proletariato?? Non credi sia il caso di puntare l’attenzione e ogni azione possibile e immaginabile per operare un suo “recupero” piuttosto che continuare a sottolineare i mali di un centrosinistra che i mali ce li ha tutti… ma non è la soluzione??

    Perché ti ripeto, Sasà, tu hai perfettamente ragione ma di fronte ad attacchi come quelli che tu denunci, il proletariato invece di aspettare l’OK del sindacato o del partito, sarebbe dovuto scendere in piazza AUTONOMAMENTE e bloccare il Paese finché il Governo non si fosse rimangiato tutto!! E non solo per l’attacco allo statuto dei lavoratori… ma già da tempo!!!

    Certo, anche questa è una rivoluzione… ma non l’altra!! Diciamo che è più “consapevolezza” e, sicuramente, meno dipendenza da schieramenti di bottega.

    Sasà, il male non è il PD. Il male siamo noi stessi!!

    Va be’, spero di essermi fatto capire e buon fine settimana anche a te!!

  2. X CARLO .
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    CISL E UIL ?
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    FANNO PARTE DELLA COMPONENTE DELLA MARGHERITA DEL PD .
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    QUESTO E’ IL MOTIVO PER CUI , IL PD E’ ANDICAPPATO NEL FARE POLITICHE PER E CON IL LAVORO .
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    SAI CARLO , ADESSO TE LO SPIEGO IN FORMA SINTETICA , MA SE POI L’ ARGOMENTO TI INTERESSA , TE LO SPIEGO IN MODO PIU’ DETTAGLIATO .
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    IL PD , E’ QUELLO CHE ALDO MORO CHIAMAVA COMPROMESSO STORICO ,………. UNA SORTA DI DC , ALLARGATA ALLA SINISTRA RIFORMISTA ………. UN MODO PER FAR FUORI CRAXI .
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    IN CGIL , STA ACCADENDO QUALCOSA DI STORICO , CHE TOCCHERA’ AFFRONTARE NEI PROSSIMI MESI .
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    IL PD CHE HA CANNIBALIZZATO LA SINISTRA , DETTA RADICALE , DEVE FINIRE L’ OPERA IN CGIL , PENA IL FALLIMENTO .
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    FORTUNA CHE IN CGIL ESISTONO I METALMECCANICI .
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    LA RIVOLUZIONE ?
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    TU PARLI DI MORTI E DI BATTAGLIE …………….. , PERCHE’ QUESTO ?
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    SI DICO , PERCHE’ QUESTO ?
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    PERCHE QUESTO VIENE DETTO SOLO PER LE CLASSI LAVORATRICI E DA CHI E’ DI SINISTRA ?
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    PERCHE’ LE RIVOLUZIONI DEI LAVORATORI , DEVONO ESSERE VIOLENTE ?
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    HAI MAI SENTITO PARLARE DI RIVOLUZIONI …. CULTURALI , ………….. CAMBIARE IL MODO DI VEDERE LE COSE , SENZA VIOLENZA , ANCHE SE IN MODO TOSTO ?
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    IL GRANDE GANDHI .
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    IL GANDHI , HA FATTO UNA GRANDE RIVOLUZIONE CON LA NON VIOLENZA ……….. TI DICE NIENTE ?
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    POLONIA , TI DICE NIENTE ?
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    IO HO CAPITO CHE TU RITIENI DI VOTARE PD PER FAR ARRETRARE BERLUSCA , MA IO L’ ULTIMA VOLTA CHE HO VOTATO IL PD , HO VISTO ARRETRARE I DIRITTI E NON IL BERLUSCA ……… ANZI , HO VISTO INCIUCI TRA VELTRONI E IL BERLUSCA .
    .
    TU DICI CHE SEI CONTRO IL BIPOLARISMO ………….. SE E’ VERO , PERCHE’ VOTARE IL PD , PROMOTORE DEL BIPOLARISMO ?
    .
    COSA VUOI CHE SIA BERLUSCONI , CONTRO IL PERICOLO DELL’ IMMOBILISMO , QUELL’ IMMOBILISMO DOVUTO AL FATTO CHE CHI GOVERNA E’ UN GOVERNO “AMICO ” ?
    .
    QUEL GOVERNO CHE MI FA’ QUALCHE ALTRA RIFORMA CONTRO ?
    .
    E POI , BASTA STRUMENTALIZZARE , QUI NESSUNO STA DICENDO CHE CHI E’ ANDATO IN MANIFESTAZIONE IL 13 , STAVA IN MALAFEDE ………………… IO DICO CON VOCE ALTA , CHE CHI E’ ANDATO A QUELLA MANIFESTAZIONE ERA IN BUONA FEDE , MA CHE E’ STATO FREGETO DAI PROFESSIONISTI , TUTTO PAGATO …. MOLTO BENE , DELLA POLITICA DI MESTIERE .
    .
    SPERO CHE SIA L’ ULTIMA VOLTA CHE MI RITROVO A CHIRIRE , ALTRIMENTI DOVRO’ PENSARE ALLA MALA FEDE ……… PASSI TINA , CHE DICE (?) DI SE , MA ADESSO CHE ANCHE CHI E’ NOTORIAMENTE INTELLETTUALMENTE ONESTO , E’ TROPPO .
    .
    DIAMOCI UN PO’ DI PACE E APETTIAMO , CON SERENA AMICIZIA , LASCIANDO ESPRIMERE …………….. ANCHE CHI STA A SINISTRA .
    .
    SE RIUSCIAMO , ME COMPRESO , A DIALOGARE AMICHEVOLMENTE A DESTRA , FACCIAMOLO ANCHE A SINISTRA .
    .
    DEVO PRENDERE ATTO , CHE CHI SI DEFINISCE DI SINISTRA , VIENE ATTACCATO A DESTRA E A “SINISTRA” .
    .
    SASA’ GIA’ HA SUBITO UN LINCIAGGIO SUL BLOG DI TINA ………….. CHE IO CONSIDERO ……………………….. NON DICO ALTRO ……………….. .
    .
    DIAMOCI UNA CALMATA RAGA’ .
    .
    UN SALUTO .

  3. Grazie Bruno, siamo arrivati ai chiarimenti, della serie:

    Chi non è con me, peste lo colga.

    Non ho capito un paio di tue cose sottolineate dal punto interrogativo, ma una l’ho capita in pieno:

    Essere atei è quanto di meglio possa capitare a una mente umana, la tossicità della religione, sia essa, spirituale o politica, fa scordare che tra il bianco e il nero, esiste una vasta gamma di grigi.

    Non commento il post, per me lo ha fatto Carlo, sono perfettammente allineata con quanto ha scritto lui.

    Scusa il disturbo Sasà, ma tieni a mente che la massima di De Cervantes vale per tutti
    IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI.
    Bruno, non sprecarti a rispondermi, da nessuna parte, se per te un dibattito aspro è un linciaggio, se rileggi le “finezze” concluse con puntini di sospensione nei miei confronti, come si devono definire?

  4. X TINA
    .
    TU PARLI DI FIDEISMO ?
    .
    NO TINA , STAI IN CURVA SENZA STERZARE .
    .
    TINA, HAI SBAGLIATO PERSONA E CON ME QUESTO TIPO DI ETICHETTE , SONO DEL TUTTO INAPPROPRIATE . IO NON HO ETICHETTE DI APPARTENENZA E NON CONDIVIDO UN’ IDEA PER CREDO , MA SOLO PER CONVENIENZA .
    .
    I CREDI E LE RELIGIONI PASSANO , LA NECESITA’ DI ESSERE NO . IO SONO DI SINISTRA PERCHE’ APPARTENGO AD UNA CLASSE SOCIALE , CHE NON PUO’ IDENTIFICARSI DIVERSAMENTE . LA MIA NON E’ FEDE , MA CONSAPEVOLEZZA DEL FATTO , CHE SOLO STANDO A SINISTRA POSSO RIVENDICARE I MIEI DIRITTI E CHE SOLO LA SINISTRA PUO’ FARE I MIEI INTERESSI DI LAVORATORE .
    .
    IO NON SONO COMUNISTA , ALMENO NON NEL MODO CHE TUTTI IDENTIFICANO , ESSERE COMUNISTI . IO MI RISPECCHIO NEL PENSIERO COMUNISTA , MA IN MODO DIVERSO DAL PASSATO STORICO , IO CREDO FORTEMENTE NELLA LIBERTA’ , NELLA DEMOCRAZIA E NEL DIRITTO UNIVERSALE AD ESSERE UOMINI UGUALI E CON PARI DIGNITA’ .
    .
    TU UNA VOLTA MI HAI SCRITTO IN UN COMMENTO , CHE HAI MILITATO IN ” LOTTA CONTINUA ” , IO NON HO MAI MILITATO IN TALE MOVIMENTO , MA CONOSCO LA SUA DENOMINAZIONE PER INTERO ( LOTTA CONTINUA SEMPRE , PER IL COMUNISMO ) . QUINDI TU SARESTI UNA EX COMUNISTA ? UNA COMUNISTA PENTITA ?
    .
    PERCHE’ ERI E ADESSO NON SEI PIU’ ?
    LA TUA ADESSO E’ DA CONSIDERARE NORMALE MATURITA’ ( EVOLUZIONE INTELLETTUALE ) O QUELL’ EPISODIO DI VITA ERA DA CONSIDERARE UN FATTO NON DI CONVINZIONE CONSAPEVOLE , MA SOLO UN ATTO RELIGIOSO O EMULATIVO ?
    .
    SE QUESTO E’ , PERCHE’ ADESSO PUNTI IL DITO ETICHETTANDO GLI ALTRI , PER COSE CHE TU HAI FATTO ?
    .
    LA BUONA FEDE NON SI VENDE A CHILI E LA STRUMENTALIZZAZIONE E’ UN’ ARTE DIFFICILE E VA FATTA DA CHI SA’ COME FARE .
    .
    QUANDO PARLO DI LINCIAGGIO , MI RIFERISCO AL FATTO CHE A SASA’ , NON HAI RISERVATO LA STESSA CORTESIA , CHE USI QUANDO PARLI CON ANTONIO , ENRICO , ROSANNA ECC……………..
    .
    E’ GIUSTO ESSERE CORTESI E PRONTI AL DIALOGO , MA PERCHE’ ESSERLO A DESTRA E NON A SINISTRA ?
    .
    PERCHE’ A SINISTRA , GLI ALTRI DI SINISTRA SONO AVVERSARI CHE INFASTIDISCONO ?
    .
    TINA MI FERMO , CREDO DI AVERE CHIARITO ALCUNI (?) .
    .
    SAI , COM ME DEVI AVERE PASIENZA , IO SONO UNO CHE AMA L’ AMICIZIA FRANCA E PARLA SENZA PELI SULLA LINGUA .
    .
    UN SALUTO ……………………. SPERAVO IN UNA TUA RISPOSTA .

  5. X SASA’ .
    .
    SI QUESTA E’ UN’ OTTIMA COSA , L’ UNIONE DEI SINDACATI DI BASE E’ UN’ OTTIMA COSA ………….IO NON SONO PER LE DIVISIONI A SINISTRA , ANCHE NEL SINDACATO .
    .
    IL MIO SOGNO ?
    .
    UNO SPOSTAMENTO A SINISTRA DELLA CGIL , IN MODO DA AVERE LA POSSIBILE FUSIONE CON I BASE E CREARE UN GROSSO SINDACATO DELLE SINISTRE , ABBANDONANDO CISL E ULI AL LORO DESTINO .
    .
    NON E’ DETTO CHE NON POSSA ACCADERE .
    .
    MA DI QUESTO AVREMO MODO DI PARLARE DOPO LE REGIONALI .
    .
    UN SALUTO SASA’ .

  6. Una sola:

    Se mi entrano a gamba tesa nello sterno ricambio.

    Il pentitismo lo lascio agli estremisti e a chi ha interessi a farlo. Sono esattamente me stessa e non ho abiurato il pensiero politico.

    Quando rispondo lo faccio esattamente in base all’intervento. Le persone che hai citato sono critiche ma non insultanti. Anch’io commento da loro con tono critico, ma non vado a scrivere che non hanno capito niente, che è meglio la destra che questa sinistra.

    Ribadisco di non aver “linciato” Sasà, ma di aver risposto a tono all’attacco che ha fatto alla Piazza.

    Saranno dieci post che dibattiamo con Sasà, se a un certo punto ha scantonato, la risposta era obbligatoria.

    La chiudo Bruno.
    Scusa l’invasione Sasà, non sarei intervenuta se non fossi stata tirata in ballo.
    Buona domenica a tutti

  7. X BRUNO

    Ascolta, Bruno. Ti ringrazio per alcune tue spiegazioni, soprattutto quelle relative al “sindacato” e ai rapporti tra PD e Cisl/Uil… tuttavia, nel mio commento a Sasà, avanzavo tutt’altra proposta e affermo tutt’altro, tant’è che ho chiesto perché i lavoratori non stracciano le tessere sindacali ed ho anche parlato di “protesta” spontanea del “proletariato”, senza aspettare l’OK di questo o quel sindacato, di questo o quel partito, riferendomi alla manifestazione del 13 marzo.

    Quello che io ho voluto dire, Bruno, è che mi sono rotto i coglioni di vedere i “lavoratori” muoversi a “comando” di questo o quel sindacato, questo o quel partito!! Ho parlato di recuperare la “consapevolezza” di individuo e su questa base ribellarsi. Non di sindacati o partiti.

    Bruno, se oggi c’è stato l’ennesimo attacco al mondo del lavoro, da parte di questo Governo di destra, come ieri ce ne sono stati da parte del governo di centrosinistra, il “proletariato” che ha fatto?? E’ chiaro che la mia domanda è provocatoria perché noi TUTTI dovremmo chiederci: “PERCHE’ NON HA FATTO????”

    Ho anche aggiunto che come minimo doveva fermarsi ad oltranza qualsiasi attività nel paese, i lavoratori, il proletariato doveva mettere con le spalle al muro questo Governo (come in passato avrebbe dovuto fare con l’altro) e dettare le regole del gioco. Ripeto: “PERCHE’ NON LO FA O NON LO HA FATTO????” Siccome Sasà parla di proletariato, io ho chiesto quando cazzo si svegli stò proletariato!!!

    Altro punto nel quale, forse, non sono stato chiaro è sempre quello della manifestazione del 13 marzo. Io, nel mio commento ho scritto “…con molta tranquillità, si può anche affermare che (il PD) abbia cavalcato la manifestazione del 13 marzo!! Non la coscienza di chi ha manifestato (non tutti) ma la piazza e il suo significato si…”

    Quindi, non stò qua a rigirare il coltello in una ferita ma tutt’altro… con Sasà credo di aver chiarito il mio “rammarico” per alcune sue passate affermazioni ed aver spiegato perché. Non ho nulla da rimproverare allo stesso e neanche a me stesso… semmai, ora, stò parzialmente condividendo alcune sue considerazioni su quella manifestazione ossia che il PD può aver “strumentalizzato” a fini elettorali quella manifestazione. La manifestazione e non i manifestanti, questione per cui con Sasà s’era discusso e spero s’erano anche chiarite le rispettive posizioni.

    In ultimo, la “rivoluzione”: Bruno, io ho fatto riferimento al titolo del post di Sasà ed ho dato la mia interpretazione della stessa che può essere e violenta e pacifica… ed ho anche spiegato come possa avvenire in questo secondo caso. Se rileggi tutte le domande che ho rivolto a Sasà, vedrai che io di “rivoluzione pacifica” parlo, rivoluzione che passa per la “consapevolezza” dell’individuo “lavoratore” o proletario come meglio si preferisce. Quella consapevolezza che, tra l’altro, nelle tante domande fatte a Sasà si capisce che io non trovo.

    Quando Sasà risponderà al mio commento, allora capirò cosa lui intenda per “rivoluzione”. Per ora, sono valide tutte e due le interpretazioni: quella violenta e quella pacifica!! Ma ciò non significa che Sasà auspica quella violenta… almeno fin quando non risponderà.

    Ancora un ultima cosa sul prossimo voto. Ti chiedo: abbiamo o non abbiamo un problema “berlusconismo”?? Dobbiamo o non dobbiamo fermare questa fase politica e provare ad affrontarne altre?? Dobbiamo o non dobbiamo salvare il salvabile, dopo 15 anni di governo di destra?? Dobbiamo o non dobbiamo porre la parola FINE al bipolarismo?? Dobbiamo o non dobbiamo riformare il sistema elettorale??

    E se abbiamo questi problemi, non votando o votando un partito che non sostenga la coalizione PD, che risultati otteniamo???

    Ti dico la mia: votando partiti che sostengono il PD, diamo la possibilità a quei partiti o quelle liste (perché io di quelle non inquadrate nel sistema PD parlo) di fare pressione sui vertici PD e costringere lo stesso a rivedere tutto il sistema.

    Altrimenti, dimmi tu come fai!!

  8. Non c’è bisogno di scusarsi, sul mio di blog nessuno è indesiderato e tutti possono dire ciò che pensano fino all’infinito e non si sentiranno mai dire “basta hai rotto”. Certo vorrei che la cosa fosse ricambiata anche in altri blog, ma non si può avere tutto. Però ci sono cose che fondamentalmente odio nelle persone, come l’ipocrisia di “rimproverare” agli altri cose che non sono state dette e che invece possono essere facilmente riconducibili a se stessi. Come ad esempio:”Chi non è con me, peste lo colga.”

  9. Carlo quelle domande potresti fartele a te stesso. Vedi, il proletariato non è qualcosa di astratto, il proletariato siamo noi, sei tu, è Bruno, sono io, è il tuo collega di lavoro, è lo spazzino che passa a pulire sotto casa tua, è il panettiere dove vai a comprare il pane ecc… io credo che la risposta sei in grado di trovarla da solo. Il proletariato ovviamente è differente dalla originale definizione, tutti abbiamo bene o male una proprietà, ma il concetto di fondo però rimane sempre lo stesso. Io ti do una mia risposta. Il proletariato oggi è distratto, frazionato, diviso ed in lotta con se stesso, ma soprattutto è completamente alienato dal sistema che vive. Una volta il proletario sapeva cosa lo circondava, sapeva quell’era il sistema che subiva e sapeva cosa voleva, oggi il lavoratore comune deve pensare a lavorare anche 12 ore al giorno per arrivare a fine del mese e dare da mangiare ai propri figli, è costretto ad una vita di corsa per adeguarsi alla società, è costretto ad elemosinare posti di lavoro e di conseguenza si è sempre subordinati ai padroni. Oggi non è più protagonista della sua vita all’interno della società, ma è subordinato ed alienato dal sistema. E quando magari discute di politica si ritrova a discutere di escort, di annozero minacciato e dei processi. Quindi tutto i miei pensieri “stravolti” vogliono dire proprio questo, noi stiamo subendo già una “rivoluzione passiva” senza quasi rendersene conto, ed è proprio per questo che dobbiamo i primi noi stessi a decidere prima che con quale partito stare, da che parte stare (come ho riportato nel post dal commento di nupalom). Io ho fatto una scelta precisa di classe, e tutti per essere di nuovo protagonisti dovremmo farlo, questa è una prima rivoluzione cominciare ad essere noi ad imporre i problemi, a discuterne tra noi, e trovare soluzioni, ad impegnarsi perchè sia la nostra classe sociale ad imporsi invece che rimanere schiacciata. Al di là delle differenti ideologie che si collocano a sinistra, il punto è che bisogna uscire da questo tipo di sistema sia sociale che politico, e per fare questo bisogna essere come in francia, come in germania, come in grecia, come in molti altri paesi europei, costruire una vera alternativa sociale e di classe, che non ha niente a che fare con i grandi partiti. In francia i partiti a sinistra dei socialisti (che sono già sinistra rispetto al pd in italia) raggiungono il 10% e non fanno coalizione con i partiti grandi, perchè o vince uno o vince l’altro le politiche sono molto simili, lo stesso avviene in germania col 12%. La gente, il “proletariato” deve avere un suo rappresentante vero che inizi a fargli prendere coscienza del sistema, che gli parli, che gli dia la possibilità di vedere un orizzonte diverso, che non lo lasci alienato, che lo faccia discutere dei temi veri. Questo è quello che volevo dire quando dicevo che la gente tra questo tipo di sinistra ed una destra alla fine preferisce votare destra e berlusconi, perchè delle cazzate non gli e ne frega nulla, e tra una sinistra che fa la destra ed una destra alla fine della fiera preferisce votare la destra, perchè nella sinistra non c’è nulla che lo rappresenta. Il problema del bipolarismo e del berlusconismo vanno di pari passo, quindi se noi continuiamo nella logica tutti uniti per battere berlusconi, alimentiamo ancora questo sistema.

  10. X TINA .
    .
    QANDO SASA’ DICE CHE E’ MEGLIO LA DESTRA , CHE QUESTA SINISTRA , LA SINISTRA CHE ABBIAMO VISTO GOVERNARE CON L’ ULTIMO GOVERNO PRODI , NON DICE UN ‘ERESIA . QUANDO IL CENTROSINISTRA , CHE IO DEFINISCO IL CENTROSINISTRI , HA GOVERNATO , ESSENDO CONSIDERATO UN GOVERNO AMICO , SI E’ ACCETTATO QUALSIASI COSA . QUANDO GOVERNA LA DESTRA , ALMENO SI HA LA POSSIBILITA’ DI DISSENTIRE , CONTESTARE E MANIFESTARE .
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    IL QUESTO SENSO VA INTESO , CREDO , IL RAGIONAMENTO DI SASA’ .
    .
    UN SALUTO .

  11. X CARLO .
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    IN TEORIA IL TUO RAGIONAMENTO NON FA UNA PIEGA , MA NELLA PRTICA E’ UN COLABRODO .
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    TU DICI , IO VOTO UN PARTITO PICCOLO ALL’ INTERNO DELLA COALZIONE , GLI DO’ MAGGIORE PESO PER INCIDERE E QUINDI , CONDIZIONO LE SCELTE POLITICHE DEL PD .
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    MAGARI QUESTO PARTITO ( FORSE TU PENSI AI VERDI ? ) , E’ COLLOCATO A SINISTRA DEL PD , QUINDI IN QUESTO MODO SPOSTO L’ ASSE DELLE SCELTE POLITICHE A SINISTRA .
    .

    SBAGLIATO , IL PD PER FARE POLITICHE DI VERA SINISTRA , DEVE PRATICARE PRIMA UNA SCISSIONE INTERNA E RITORNARE AD ESSERE , ALMENO DS SE NON PCI .
    .
    SARANNO I PICCOLI PARTITI , IN NOME DELLA GOVERNABILITA’ E PER TENERE FEDE AL MANDATO DEGLI ELETTORI , CHE SPOSTERANNO IL LORO ASSE A CENTRO ………………….. DE JAVU’ ………………….. UNA STORIA GIA’ VISTA .
    .
    IO IN CAMPANIA HO QUATTRO LISTE PER SCEGLIERE CHI VOTARE E 5 OPZIONI DI VOTO ………………….. . NON S0 TU NEL LAZIO COME SEI MESSO , MA IO TRA QUALCHE GIORNO AVRO’ SCELTO DEFINITIVAMENTE ……………. DUE OPZIONI LE HO GIA’ SCARTATE .
    .
    CIAO CARLO .

  12. X BRUNO E SASA’

    Io, nel Lazio o voto PD o voto PDL. C’è pure una lista civica con la candidata Marzoli che stò cercando di capire da dove viene e soprattutto dove va. Per la Bonino ci sono poi una serie di liste e partiti che la sostengono. Anche qua, stò seguendo alcune liste da vicino, mentre altre le ho eslcuse. Come escludo di votare Polverini… neanche sotto tortura.

    Io continuo a sostenere che votando la lista che sostiene la Bonino, obbligo la stessa e, conseguentemente, il PD a fare la politica che decido io. Bruno, tu dici che per la “governabilità”, questa si sposterebbe al centro… bene, sono due ipotesi entrambe valide. Certamente, non capisco come la mia “lista” che si affaccia alla politica con temi innovativi, potrebbe poi sconfessare se stessa facendo tutt’altro e, quindi, rischiando di annullare il consenso ricevuto. Certo, tutto è possibile ma qua non stiamo parlando di “dinosauri” della politica ma di nuove forme di governo che nascono dal basso e che tali vogliono rimanere.

    Rimangono comunque i problemi di fondo. Sasà dice “…Il proletariato oggi è distratto, frazionato, diviso ed in lotta con se stesso, ma soprattutto è completamente alienato dal sistema che vive…” e poi aggiunge “…oggi il lavoratore comune deve pensare a lavorare anche 12 ore al giorno per arrivare a fine del mese e dare da mangiare ai propri figli, è costretto ad una vita di corsa per adeguarsi alla società, è costretto ad elemosinare posti di lavoro e di conseguenza si è sempre subordinati ai padroni….”

    Sasà, è un gatto che si morde la coda…. se è distratto, per forza di cose è anche schiacciato!! Allora, prima torna cosciente e prima recupera il giusto posto che deve avere nella società.

    Non è il “sistema” il male Sasà ma la nostra distrazione… e io, continuo a domandarmi perché sia distratto. Sasà, il rinnovamento parte da noi, il “sistema” si sconfigge partendo da nostre precise scelte. Sarà pur vero che deve correre tutto il giorno… ma io, alla fine della corsa non vado a morire davanti ad un televisore, non compro i prodotti del mulino magico per farmi la pippa mentale che ci vivo anche io, non guardo il grande fratello, vado a fare spesa dove trovo cose naturali, faccio monnezza differenziata, sostituisco tutte le lampadine in casa con quelle a risparmio energetico (a proposito, quanti lo hanno fatto???), leggo un buon libro… e certo, ho anche io una “proprietà” per la quale devo correre!!! Ma cerco di correre meno non illudendomi con pippe mentali.

    Non corro dietro l’ultimo telefonino, ho ancora il televisore con tubo catodico… me ne fotto del plasma… me ne fotto degli abiti firmati…. me ne fotto del dopobarba che fa l’uomo duro… Sasà, se entri dentro magazzini come Trony o non so’ che cosa ci sia da te… è pieno di “proletari” per la miseria!!!! Tutti a correre dietro “sbrilluccichini” falsi. Vivo in un Comune di “proletari” e da quando stò qua, mi meraviglio di quanto spendono in abbigliamento!!! Solo abiti firmati!!! E io, a Roma, andavo a Porta Portese per comprare pantaloni a metà prezzo!!! E io, continuo ad andare a Roma per fare “spese” economiche!!! Ma che pensano che la loro miserabile vita la recuperano con un vestito griffato???

    Insomma, Sasà, le multinazionali e tutto questo marcio “sistema” vive perché noi “individui” consentiamo che gli stessi vivano… e non perché loro ci fottono!!

    Torno a ripetere che siamo noi che dobbiamo cambiare, noi come individui. Ed è per questo che continuo a domandarmi perché non lo facciamo.

  13. Il discorso che fa Bruno è sicuro che avverrà. Nel senso che sei fai una coalizione come quella per la Bonino devi fare dei grandissimi compromessi per avere un posto di governo. L’unica alternativa a questo è, fare semplicemente un accordo tecnico per cui un partito da a disposizione del candidato i suoi voti, ma non vuole in cambio posti di governo e di conseguenza mantiene il suo programma, andando anche contro (se si dovrà andare contro) la sua stessa coalizione con cui è andato alle elezioni. Quando si fa un accordo molto largo il problema è che devi comunque accettare le cose che decideranno i partiti maggiori (Pd-IdV) se no va in crisi la coalizione di governo, vedi governo Prodi, dove per nn far cadere il governo Rifondazione (da che mondo e mondo pacifista)ha votato per la missione in afghanistan. Io nel lazio non so perfettamente come è stato fatto l’accordo nel lazio tra le varie forze, ad esempio so che in Piemonte responsabilmente si va tutti insieme, ma programmaticamente la fed. della sinistra non condivide il programma e non sottoscrivendolo non è obbligata ad “obbedire” ai partiti maggiori ed andrà all’opposizione in molte cose, ad esempio la Tav, di conseguenza rinuncierà ad alcuni posti di governo della regioni (credo). Quindi l’unica possibilità per cui si può influenzare col proprio voto una coalizione è se si verificano casi come questi. Cioè cmq eviti di consegnare la regione al peggio, ma non contribuisci al “meno peggio”. Il mio discorso quindi della necessità di costruire un polo alternativo di sinistra indipendente al Pd-IdV è questo, non si può accettare un discorso di governo tutti insieme e fare poi un Prodi bis. A questo tipo di discorso quella “nuova” sinistra (SEL) nn ci pensa minimamente, per questi semplici motivi la mia avversità verso alcuni discorsi della piazza del 13 e verso SEL. Così per chiarire alcune cosuccie.
    Sull’altra parte, credo che già ne abbiamo discusso un paio di volte… io credo che sia colpa del sistema sociale imposto a cui escono solo una parte della società ma la massa è sogiocata dal sistema che è ben rappresentato dal sistema politico dei due maggiori partiti di massa. Per questo dico che chi rapprensenta anche un cambiamento culturale e sociale viene sempre di + relegato e fatto vedere come reliquia storica.

  14. X CARLO .
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    BUONO QUESTO DIBATTITO .
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    SI CARLO , TU NON HAI SCELA , PERCHE’ ANCHE LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA HA FATTO UN ACCORDO POLITICO NELLA TUA REGIONE , SEI OBBLIGATO .
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    A QUESTO PUNTO , SAREBBE IMPORTANTE DARE LA PREFERENZA AI PICCOLI DELLA COALIZIONE , PER DARGLI UN MAGGIORE PESO , SE E’ POSSIBILE .
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    SUL DISCORSO DEL PROLETARIATO ATTRATTO DAI BENI DI CONSUMO E ABITI FIRMATI , IO HO UNA MIA TEORIA , CHE PARTE DAI DANNI FATTI DALLE PERVERSIONI PRODOTTE DAL VENTO DEL 68 .
    .
    SU QUESTO ARGOMENTO IO HO IN MENTE DI FARE , DOPO LE REGIONALI , QUALCHE POST CHE TRATTA ALCUNI ARGOMENTI LEGATI AGLI ANNI 70 .
    .
    UNA COSA VOGLIO DIRLA SUBITO , ANZI UN PAIO : IO HO SEMPRE PENSATO CHE LA LOTTA SOCIALE DI UNA CLASSE E NEL CASO SPECIFICO , QUELLA LAVORATIVA , EX OPERAIA ( PER INTENDERCI ), FOSSE FINALIZZATA AL MIGLIORAMENTO DELLE PROPRIE CONDIZIONI ECONOMICHE E SOCIALI . QUINDI IL FATTO CHE UNO CERCHI UNA FIRMA O UN PLASMA , NON MI SCANDALIZZA PIU’ DI TANTO , QUELLO CHE INVECE MI SCANDALIZZA, E’ IL FATTO CHE IL MESSAGGIO MEDIATICO FACCIANO APPARIRE QUESTE COSE , COME UNA NECESSITA’ FINALIZZATA ALLO STATUS QUO .
    .
    NON TUTTI ABBIAMO DETERMINATE SENSIBILITA’ E CAPACITA’ PERCETTIVE , QUINDI E’ CHIARO CHE DETERMINATI MESSAGGI , LETTERALMENTE MITRAGLIATI DALLE TV COMMERCIALI , RIESCONO A PERMEARE MENTI MAGGIORMENTE PREDISPOSTE E INDIFESE .
    .
    QUESTO E’ UN BEL DISCORSO CARLO E SARA’ INTERESSANTE CONFRONTARCI ED ANALIZZARLO CON CALMA , ANCHE PERCHE’ , CREDO CHE UNA ANALISI DI TALI FENOMENI , POSSANO DARE RISPOSTE A TANTE COSE .
    .
    MERCOLEDI , SE TUTTO FILA , FACCIO UN POST DI PROPAGANDA ELETTORALE REGIONALE ( CAMPANIA ) , CONSIGLIO ANCHE A TE , DI SCENDERE IN PISTA CON UN PEZZO FORTE ( CENTRALI NUCLEARI , ACQUA , EC….. ) PRETTAMENTE REGIONALE ……………….. QUESTI SONO I GIORNI DEI VOTI STRAPPATI , ANCHE UNO E’ IMPORTANTE .
    .
    BUONA SERATA CARLO .

  15. X BRUNO

    Aspetto il tuo post sugli anni 70… perché io sono convintissimo che l’analisi di quei fenomeni a cui io e te abbiamo accennato, sia la risposta certa ai mali che oggi viviamo. Sono convintissimo che quello che spesso indichiamo come “sistema” sia un nostro prodotto e non qualcosa di astratto o esterno alle nostre vite. Qualcosa che abbiamo creato, di cui ne siamo componenti e che, soprattutto, alimentiamo.

    X Sasà

    Fammi riflettere su quanto affermi. Comunque, forse nella mia Regione la lista Bonino è composta da componenti singole che hanno gli stessi obiettivi politici: dall’acqua non privatizzata al no al nucleare: dal sistema sanitario al no agli inceneritori; dalle politiche sociali al sostegno alle famiglie “povere”…. Raccolgo l’invito di Bruno e provo a farne un post.

    Buona notte a voi…

  16. Ciao Sasà… be’, l’affermazione che la sinistra ha governato per 20 anni è stata a dir poco meravigliosa!! Stò ancora ridendo!! Ti giuro, non l’ho presa male… mi è venuto da ridere e da chiedermi… e noi, dove stavamo???

    Per il resto… be’, io il “comunismo” in Italia non l’ho nè visto nè vissuto, se per comunismo intendiamo quello alla maniera ex Unione Sovietica. Personalmente non sono mai stato in Unione Sovietica ma nella Praga comunista si. Poi, l’ho rivista pochi anni fa. Sasà… non puoi dirmi che non ci sia una differenza abissale tra le due epoche politiche!! Me la ricordo allora ed era uno squallore. Povertà dappertutto. Negozi con 4 barattoli sugli scaffali, sempre e solamente quei 4. La gente con le “tessere” per tutto: acquistare da mangiare, da vestire, medicinali. Una borsa nera da paura. Prostituzione da paura. Un permesso per fare qualsiasi cosa. Il “turista” visto come un essere che arrivava da un’altro pianeta. Ti chiedevano di tutto, se non stavi attento ti spariva di tutto!! Nauseato da chi, magari per qualche paio di calze o un jeans, si portava a letto di tutto!!

    Poi, la Praga di oggi… come una nostra città. Negozi pieni di roba, gente libera di muoversi come vuole, gente benestante, gente meno abbiente… insomma, altre opportunità di vita. Certo, la prostituzione c’è anche oggi… ma se gli fai vedere le calze, te le arrotolano intorno al collo!!

    E’ quello il “comunismo” a cui mi riferivo io nel commento. Poi, certamente in mancanza di “regole”, anche la “democrazia” alla fine diventa un’oppressione per tanti!! Ma “quel” comunismo, il comunismo alla ex URSS a me non piace e non lo auspico per noi.

    Credo anche che alla nostra “sinistra” un po’ di sano comunismo non guasterebbe… altrimenti, come dici spesso, la politica di sinistra è uguale a quella di destra. Soprattutto quando dimentica che è necessario tutelare i più deboli, favorire lo sviluppo di tutti (non lo sviluppo uniforme ma di tutti, secondo le singole capacità, si), consentire a tutti una vita dignitosa, un lavoro giusto… insomma, il nostro “comunismo” non ha nulla a che fare con i “vecchi” regimi comunisti e credo che nessuno tra coloro che si professano tali, lo vorrebbero.

    Ed io, ripeto, è a quello che mi riferivo!! Noi, non abbiamo vissuto ne il comunismo ne una sana politica di sinistra. Quindi, ciò che ci viene “rimproverato” è solamente pretestuosa prevenzione!!

    Ti auguro un buon pomeriggio e ti saluto!! (il Bruno, ha fatto un nuovo post… ma secondo te, st’omo… lavora???? Sarà un sindacalista scioperato??? Rido!!!!)

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