Arrivano i rossi (?)

Non è più tempo di comunismo e di comunisti, il sol termine mette paura tanto da non poterlo nominare secondo la sventura Bertinotti ed il suo discepolo Nicola Vendola in arte “Nicki”. Siete retrogradi e nichilisti, la parola comunismo è caduta con il muro. Da sempre il termine comunista viene usato in senso dispregiativo, per indicare un oppositore e così ha proseguito per anni questa tradizione anche il capital fascista Berlusconi e la sua destra reazionaria. “Quale partito d’opposizione non è stato tacciato di comunismo dai suoi avversari di governo; qual partito d’opposizione non ha rilanciato <<l’infamante>> accusa di comunismo…” così dicevano Marx ed Angels.  Il muro,dicono, ha rappresentato la dimostrazione reale che il comunismo non può esistere, va quindi cancellato ed omologato al nazismo. Questo è ciò che ripetono i saputelli borghesi della sinistra e della destra italiana, ed europea, arrivando a volte a livelli di puro “maccartismo”. Così, però tra una derisione e l’altra, tra menzogne revisioniste ed ignoranza diffusa come il viagra nei 70enni, spunta la grande crisi del bello ed infinito capitalismo mondiale. Il capitalista Berlusconi, a capo di questa nazione fatta da gente veramente furba, aveva detto che non c’era crisi, la finta opposizione Piddina e dipietrista ha continuato a farfugliare per mesi che il governo latitava e pensava ai fatti suoi, senza però mai far una alternativa ad esso, ovviamente non potendo essendo della stessa razza politica. Anche i sindacati hanno dormito tra un tavolo e l’altro, rassicurando. Ma tra tutto questo sono spuntati i rossi, i neobolscevichi, che non hanno buttato con la caduta del muro la bandiera rossa, ma hanno continuato per la loro strada senza trasformismi ed opportunismi. I rossi del KKE. I media borghesi italiani, dal tg3 a Repubblica, hanno sottaciuto i comunisti greci, parlando della crisi greca presentando le tensioni sociali e gli scioperi senza mai nominare i protagonisti di queste imponenti mobilitazioni, se non con i generici strausati “anarchici insurezzionalisti”.  In generale, sono stati presentati come “stalinisti” violenti e portatori di barbarie, dissociati dalla realtà, tanto da parlare ancora di proletariato. La libera stampa “ribelle” di Repubblica o del Corriere della Sera, i piddini e dipietristi, saranno rimasti sorpresi… ma come ad Atene non è arrivata la notizia del muro? Avranno pensato questo nelle loro riunioni molto intense dal punto di vista delle analisi sociali. Di Pietro starà pensando che le intercettazioni sono il principale strumento per superare la crisi del capitalismo, Bersani invece che confindustria e banca d’Italia hanno la ricetta giusta. Epifani, sonnecchia tra una sbandierata di bandiere e l’altra.

Nell’assoluto silenzio sui marxisti-leninisti del KKE, in Grecia avanza l’onda rossa, fatta di disciplina ed organizzazione e di un rapporto diretto con le masse. Il KKE e le masse sono sempre più una sola cosa, la parola socialismo non fa poi tanta paura ai lavoratori greci, tanto che un mese fa le strade di tutta la Grecia sono state invase da imponenti manifestazioni di partito. Manifestazioni di cui nessuno ha dato ovviamente conto, anche in Grecia stesso qualcuno ha tentato di nascondere l’evidenza, lo stesso è avvenuto anche in Italia, Bersani, Di Pietro, Vendola e il suo padre politico Bertinotti, e ci mettiamo anche il guru indipendente da oltre 4 milioni l’anno Grillo, forse qualche dubbio sull’indicibilità del nome comunismo l’avranno avuto nel silenzio dello loro ricche stanze. L’unica certezza è che il comunismo fa paura ai ricchi borghesi che non hanno colore se non quello nero del capitalismo.

I comunisti sono così retrogradi ed inutili che in molti paesi avanzano reazionari che reprimono le forze comuniste, i movimenti operai e progressisti, fino ad arrivare a metterli fuori legge, chissà poi perché tanta attenzione. Proviamo a vedere qual è l’ultima nazione ad aver messo fuori legge i comunisti: la Polonia. Si, quella Polonia portata ad esempio da Marchionne, la Polonia del costo del lavoro quasi nullo e delle paghe basse, dell’orario di lavoro infinito, del diritto allo sciopero inesistente. Quello degli operai che scappano dai microfoni, che abbassano la testa, che restano in silenzio di fronte alle domande. La Polonia cattolica dell’immenso papa anticomunista Wojtyla. Quello è uno stato perfetto per Marchionne e compani dove fare industria. Ecco dove vogliono portare gli anticomunisti e perbenisti borghesi l’Italia, questo si è sempre nascosto dietro le accuse revisioniste e dietro lo spettro della barbarie dei Gulag, o dietro le menzogne del Giornale, di Repubblica e del Corriere della Sera o della piddina democristiana Bindi, su Cuba ed il Venezuela. In realtà questo in Italia già sta avvenendo, dall’epoca dei miglioristi del PCI di cui un esponente è il Presidente della Repubblica Napolitano, un altro è il fido poeta Bondi, nonché il baffo in barca a vela D’Alema, tutti padri della Bolognina, che hanno assolto perbene il loro compito piduista senza aver probabilmente una tessera, come invece il capo dei reazionari Berlusconi. Dai miglioristi in avanti fino alla Bolognina, e poi dal PDS al PD, sono diminuiti gli spazi dei comunisti e sono venuti avanti reazionari della borghesia delle banche e delle assicurazioni e la destra neofascista capitanata da Fini, e progressivamente sono scomparse le conquiste rosse dal ’45 in poi. Fino ad arrivare al punto di non ritorno dello stabilimento di Pomigliano D’Arco, l’ex Stalingrado del  Sud. Non è un fatto che riguarda solo quegli operai, non è solo un problema di occupazione del sud, ma è il simbolo del becero capitalismo, dei diritti venduti al mercato, dell’arroganza padronale e della debolezza operaia. Se sfondano a Pomigliano sarà la vittoria dei capitalisti e la morte della classe lavoratrice intera, soprattutto quella operaia. Come hai tempi del fascismo, reazionari e classe padronale sono d’accordo sulla necessità di smantellare la classe lavoratrice ed i suoi diritti, per ridurre la manodopera operaia a schiavitù. A parole parlano di lavoro, di occupazione, di crisi e di necessità, si dicono addirittura dalla parte dei lavoratori affermando che la lotta di classe non esiste più, in quanto imprenditori(Padroni) ed operai sono una cosa sola, impresa, e quindi visto ciò essa deve essere libera da ogni vincolo (appunto liberale, liberismo, capitalismo). Impresa libera il cui primo accenno è la Fiat, vuol dire che i padroni non avranno più alcun minimo di doveri nei confronti dei lavoratori proletari, potendo comprimere tutti i loro diritti e salari, per reggere il mercato e la concorrenza. Profitti sulle spalle e sulla vita dei lavoratori:

“Il diktat della Fiat – imposto alle organizzazioni sindacali senza che fosse prevista alcuna possibilità di trattativa – prevede la deroga del CCNL in materia di straordinario obbligatorio, elevandolo fino all’80%, e in materia di recuperi produttivi, giungendo ad abolire il pagamento della quota spettante all’azienda nei primi tre giorni di malattia, in casi di assenze superiori a una data percentuale. Elevare lo straordinario obbligatorio sino all’80% è una scelta semplicemente criminale, perché significa aumentare i ritmi di produzione a livelli disumani: 18 turni settimanali, 120 ore di straordinario obbligatorio, contro le 40 previste dal CCNL; riduzione delle pause dalle catene di montaggio da 40 a 30 minuti; la possibilità per l’azienda di “comandare” lo straordinario anche durante la mezz’ora di pausa mensa; la possibilità di recuperare i ritardi di produzione anche se dovuti a problemi di forniture. Come risulta da denunce opportunamente supportate da referti medici fatte dallo SLAI Cobas nel corso degli ultimi anni, già mantenendo i ritmi di produzione a livello attuale, i ritmi di produzione asfissianti e turnazioni selvagge determinano un incremento degli incidenti, anche mortali, sul luogo di lavoro, nonché un incremento delle malattie ad esso correlate. Abolire il pagamento dei primi tre giorni di malattia, in casi di assenze superiori a una data percentuale, in siffatto contesto significa solo che la Fiat  non intende nemmeno pagare le spettanze dovute alle vittime dei prevedibili infortuni e malattie dovuti a surmenage produttivo e questo conferma indirettamente la veridicità del rapporto tra aumento di ritmi di produzione e aumento degli infortuni.” Tratto da comunistiuniti.it

Dove siete voi popolo viola? Dov’è il resistente Di Pietro, quello delle barricate per le intercettazioni? Dov’è il giornale ribelle “Repubblica” che si mette a lutto per l’intercettazioni? Dov’è Travaglio ed i suoi monologhi? E Grillo? Tacete su queste cose voi falsi ribelli che annorbate con le vostre cretinate il proletariato italiano. Dov’è il lodatore di confindustria Bersani?

No, la lotta di classe non è finita e questa ne è una dimostrazione netta trattandosi di una guerra della classe borghese padronale contro la classe lavoratrice. La classe padronale e la classe operaia non hanno e non avranno niente in comune, il conflitto tra queste due classi sarà eterno finchè l’una non abbatterà l’altra, ed in questa guerra non può esistere mediazione, ma solo conflitto, quello che la classe padronale sta scatenando in modo violento nei confronti delle classi lavoratrice e popolari, in quanto hanno in mano lo Stato borghese e le sue istituzioni. Oggi la Borghesia padronale e clericale è rappresentata a 360° gradi nell’arco parlamentare, quindi il governo e la classe politica si regge sulla borghesia e la borghesia domina e dirige il governo. Non è un fenomeno solo italiano, ma è l’avanzata del capitalismo in tutti i paesi, come la stessa UE dove esiste il controllo finanziario sulla “istituzione” e non il contrario. In tutta Europa però è diversa la reazione a tutto questo.27353_1644094201_8180_n.jpg E’ infatti curioso come tutti quei paesi in cui i loro partiti comunisti si sono trasformati in sinistra riformista o moderna, che hanno abbandonato il marxismo leninismo e la lotta di classe, o dove quei partiti comunisti stessi ancora esistenti hanno intrapreso la strada dell’eurocomunismo, oggi quei partiti e di conseguenza quei paesi, si trovano in una fase di attacco della classe padronale senza difesa nella classe lavoratrice. Questo è il caso dell’Italia, della Francia, della Spagna, dove i partiti comunisti sono ridotti a comparse, distaccate dalle masse. Ciò non è causa dell’indicibilità della parola comunismo come sopradetto, in quanto nel resto d’Europa (ma anche del mondo) i partiti comunisti marxisti-leninisti sono in crescita imponente, come nel caso dei compagni Greci, Ciprioti, Portoghesi, Ceco-moravi, Russi, che non hanno abbandonato il patrimonio storico, teorico e pratico, con la caduta del muro, non hanno dismesso una loro strategia anticapitalista ed antimperialista, lavorando per anni ed anni anche clandestinamente dentro le masse ed oggi sono alla guida delle lotte di classe dei vari popoli e possono essere riconosciuti come avanguardia dai lavoratori. Tutti questi casi ovviamente sono taciuti dai media nazionali ed internazionali, mentre ad ogni elezione sono pronti ad evidenziare come la destra cresca ovunque (sarà che le linee di partito della sinistra borghese vuole in questo modo giustificare i suoi passi “necessari” verso destra?). Il caso specifico e più significativo è il KKE avanguardia della classe lavoratrice greca, tutto questo è perché ha saputo resistere, negli anni durissimi della controrivoluzione successivi all’89, alle sirene del trasformismo di sinistra, mantenendo, attraverso le lotte e l’autonomia politica e culturale, la propria credibilità verso il movimento operaio greco e il proprio radicamento sociale. Il carattere internazionalista di questi partiti comunisti, deve rilanciare la possibilità di una contro offensiva internazionale contro gli stati capitalisti e le loro classi borghesi, aprendo una nuova stagione di rivolte sociali e politiche, in quanto la storia non ci aspetta. La lotta di classe che la borghesia sta portanto avanti non si fa scrupoli, ne a livello di guerre imperialiste come in Iraq, Afghanistan e Palestina, ne a livello finanziario e ne a livello sociale.

L’avanzata dell’Onda Rossa:

 

Traduzione di alcuni passi del discorso della compagna Papariga:

Al giorno d’oggi non sono riunite le condizioni oggettive che consentono una diversa organizzazione della società, caratterizzata dalla decisione del popolo di trasformarla da proprietà dei monopoli in proprietà sociale. Il potere popolore sarà istituzionalizzato e si prenderanno misure pratiche per garantire l’esercizio del controllo da parte dei lavoratori e della società senza ostacoli alla critica delle decisioni e per il rafforzamento dell’economia popolare. Non aspettate che il sistema di potere dei monopoli decada, che si corroda e collassi. Si deve fermare, non importa quanto marcio è, come se il popolo non svolgesse un ruolo di primo piano negli sviluppi… Non ci sarà sconfitta, prima o poi, Vinceremo! Ci vorrà molto duro lavoro per permettere al sole di sorgere di nuovo. Siamo tutti determinati? Si! E nulla ci può fermare!

 

Giù le mani dai comunisti! Il nostro futuro non è il capitalismo, questo è il nuovo mondo il socialismo!!! Basta con le illusioni, il capitalismo non può essere umanizzato. La legge è il diritto dei lavoratori e non i profitti del capitalismo. Il popolo non abbassa la testa lotta per un’altra società. Operai, contadini e piccoli commercianti(Studenti e disoccupati), costruiamo un fronte per il potere POPOLARE!

 

La storia non aspetta, il futuro non è il capitalismo!

Arrivano i rossi (?)ultima modifica: 2010-06-16T17:09:00+02:00da dalai87
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13 pensieri su “Arrivano i rossi (?)

  1. Sasà, sono due mesi che scrivo che se vogliamo un risultato contro capitalismo selvaggio serve bloccare il paese in modo permanente, nel sentire alcune interviste ai lavoratori fiat di Pomigliano … a chi diavolo mandiamo messaggi di coesione per una lotta unitaria?
    A quelli che accettano di lavorare spogliati dei loro diritti?
    Divieto di sciopero, se malati non pagati, lavorare la domenica ma considerato lavoro ordinario…
    Notte buona Sasà

  2. Gramsci nel maggio del 21 scriveva: Gli operai della Fiat sono uomini in carne e ossa… si tratta di uomini comuni, uomini reali, sottoposti alle stesse debolezze di tutti gli uomini comuni che si vedono passare nelle strade, bere nelle taverne, discorrere a crocchi sulle piazze, che hanno frame e freddo, che si commuovono a sentir piangere i loro bambini e lamentarsi acremente le loro donne.

    Tina si è trattato di un ricatto mafioso, molti di quegli operai non sono nati con la testa chinata, ma sono costretti dall’isolamento e dalle necessità. Non si può pretendere + di quello che possono fare. Io non ho famiglia ed il pensiero non mi passa manco per l’anticamera del cervello in questo momento e rifiuto il lavoro in fabbrica a 400 euro al mese senza alcuna garanzia. Ma io non ho un figlio ed una moglie da sfamare. Ancora Gramsci:”La classe operaia italiana è livellata sotto il rullo compressore della reazione capitalistica. Per quanto tempo?”

    Pultroppo questo è il risultato di anni di ritirata dalla lotta di classe, alla quale mi riferivo nel post, Bertinotti riteneva (ritiene?!) Marchionne, “uno della borghesia buona e responsabile”, lo stato di abbandono e di lassismo ha prodotto questo sfascio che ha spezzato la classe operaia. Ma non è finita qua, non si può dar la colpa a quei lavoratori, ma soprattutto si deve ripartire da quegli operai, di Termini, di Mirafiori, di Pomigliano, di Melfi che non abbassano la testa rischiando tutto per la difesa dei diritti e della propria dignità, dalla Cobas e dalla Fiom. La stagione delle lotte di classe degli anni 60 siete voi a doverle insegnare ed a parlarne, ad esempio la grande ribellione al sindacato giallo a Torino nel 62, li si misero le basi. In quel momento eravate maggioranza o minoranza?
    Ciao Tina. A presto.

  3. Ciao Sasà, negli ultimi giorni vi sono almeno due avvenimenti che mi mettono in grande sintonia con te (oltre a tutto il resto per cui molta sintonia già c’era…): la morte di José Saramago, uno scrittore che ho sempre molto amato non solo per la chiarezza con cui si esprime ma soprattutto per la sua coerenza. E’ veramente un grande: non so se tu abbia letto “Cecità”, io lo considero il suo massimo capolavoro. Ho fatto un post per ricordarlo ora che è scomparso, ne farò altri dove riporterò alcune delle cose più significative che ha scritto. Come e forse perfino più di Pasolini ha saputo raccontare la realtà del suo tempo, non c’è stato nessuno capace di farlo star zitto e di accettare compromessi: proprio quello che io penso debba essere un vero marxista, oltre che un vero “uomo pensante”.
    Il secondo evento è quello legato alla situazione di Pomigliano e agli accordi con i sindacati (quelli che si sono accordati, naturalmente, so ancora distinguere, per fortuna). E alla resistenza della Fiom. E anche al risultato del referendum. Devo confessare (donna di poca fede!) che non ero affatto convinta che si raggiungesse un tale risultato. Ora, la Fiat è già in fase di ripensamento rispetto a quanto concordato con Cisl/Uil/Ugl: un risultato del genere lo temevano ma non osavano prevederlo e le prime dichiarazioni “la Panda resta in Polonia” sono abbastanza chiarificatrici – una volta ancora, se ce ne fosse bisogno – di ciò che sono i maledetti padroni: vivono di ricatti, e troppo spesso i sindacati abboccano, e il senso etico di tutte e due le parti è pari allo zero. Ora tutto ritorna in discussione, e se i lavoratori di Pomigliano avevano tutte le intenzioni di continuare a lottare, ora penso ne abbiano ancora di più. Se non avessi impedimenti seri, ti assicuro che prenderei un treno per Napoli, ora, subito… perché la solidarietà è sempre meglio darla di persona, mettendosi in gioco, partecipando a ciò che si ritiene giusto e salutare. E che cosa c’è di più giusto che resistere?
    Un saluto da Angela

  4. SONO IN TOTALE SINTONIA CON QUANTO ESPRESSO DA ANGELA .
    .
    TI RIPORTO LA MIA ANALISI DEI FATTI :
    .
    POMIGLIANO VIENE SCELTA PER APRIRE UNA BRECCIA , SU UN NUOVO MODELLO DI RELAZIONI INDUSTRIALI , TRA AZIENDA E LAVORATORI .
    APPROFITTANDO DEL MOMENTO DI CRISI E DELLA DEBOLEZZA INDUSTRIALE DEL TERRITORIO , CONFINDUSTRIA , CAPITANATA DALLA FIAT , CERCA DI IMPORRE CON IL RICATTO , IL SUO NUOVO MODELLO .
    .
    SOLO UN 95% DEI LAVORATORI HA PARTECIPATO AL REFERENDUM ………. IL PRIMO 5 % LO HA RITENUTO ILLEGITTIMO E QUINDI ……….. HA DETTO NO …………… .
    .
    DI QUEL 95 % , IL 38 % HA DETTO NO AL PIANO ……… QUINDI , PER SOMMA ARITMETICA , IL 43 % DEI LAVORATORI HA DETTO NO , NONOSTANTE IL RICATTO ………………….. GRANDE RISULTATO DELLA FIOM E DEI COBAS ……….. ( SARA’ QUESTO IL FUTURO SINDACATO ? ) ,
    .
    ADESSO E’ FIAT AD ESSERE IN DIFFICOLTA’ ………… ASPETTIAMO GLI SVILUPPI , CHE IN OGNI CASO , PORTERANNO A GRANDI PROTESTE , ESTESE A TUTTO IL TERRITORIO ……… PER ME .
    .
    UN SALUTO DAL CORVO .

  5. Ciao Bruno,
    condivido in tutto la tua analisi. Io sono dell’idea come espresso anche nel post, che si ha il bisogno di un partito comunista senza se e senza ma e di un sindacato di classe in contrapposizione ai sindacati gialli, come avviene in Grecia. Quindi rilanciare la lotta di classe, che il risultato di Pomigliano dimostra non essere anacronistica, ma sempre presente perchè naturale.”La classe padronale e la classe operaia non hanno e non avranno niente in comune, il conflitto tra queste due classi sarà eterno finchè l’una non abbatterà l’altra, ed in questa guerra non può esistere mediazione, ma solo conflitto,” Come detto ad Angela, da Pomigliano può partire la riscossa della classe operaia e lavoratrice, se quegli operai avranno il coraggio di mettersi in testa alla lotta, insieme a tutte le componenti politiche e sindacali di basi. Ora si aspetta la risposta della Fiat, già c’è e sembra non voler tener conto di questa “batosta” in modo ancor + arrogante del solo stesso tentativo che ha fatto. Se così sarà, la Fiom dovrà abbandonare la posizione intermedia (che oggi ha definito di responsabilità) e passare davvero ad una offensiva che ti riassumo così: Sciopero in tutti i stabilimenti Fiat, occupazione dello stabilimento di Pomigliano, ad oltranza finchè la Fiat non abbandonerà la sua posizione. Questo accompagnato da uno sciopero nazionale generale, ed in un salto di qualità, cioè quello di unire alla rivendicazione legata alla vertenza, la richiesta forte di nazionalizzazione. Se questa “partita” prosegue ad oltranza, davvero quegli operai di Pomigliano saranno la testa di una nuova stagione di lotta di classe ampia. Per questo non bisogna mollare oggi, e nn si deve isolare Pomigliano, la Fiom, i Cobas ed il sindacalismo di base, anzi bisogna accelerare appunto nella creazione di un grande sindacato di base, Fiom Cobas Usb.
    Un saluto compagno Bruno

  6. Ciao Carlo,
    come detto prima, le cose certe per me sono che la classe operaia esiste e la lotta di classe non è anacronistica per niente ma sta nella natura dello stato di cose. Per quanto riguarda i lavativi, i furbi ed i farabutti, oggi in conferanza stampa il segretario della Fiom ha detto la verità su questo fatto: i dati su cui fa riferimento la Fiat, sono relativi al 2005, mentre in questo momento l’età media degli operai di Pomigliano è di 30 anni, il che vuol dire che 5 anni fa la maggior parte di loro non erano in quella fabbrica. Nel 2008 infatti Pomigliano da questo punto di vista è risultata la migliore del gruppo fiat, questo credo sia sintomatico del fatto che si stia trattando di un tentativo reazionario di sfondare i diritti acquisiti. Le reazioni politiche non mi interessano, come detto, da Pomigliano c’è la possibilità di rilanciare in modo forte il conflitto di classe. Quella di ieri è una vittoria se non rimane lì.

  7. Ciao Sasà! Io, potrò credere alla classe operaia quando la vedrò reagire e se guardo ai “numeri” di Pomigliano comincio a vedere una reazione, seppur limitata! So qual’è la tua considerazione per la stessa ma neanche io la ritengo anacronistica semmai una forza vitale e necessaria al Paese per creare benessere e ricchezza per tutti. Tutti, significa che la ricchezza ed il benessere a cui contribuiscono deve essere un vantaggio anche per loro! Qua, invece, più si va avanti e più chi lavora onestamente e paga le tasse altrettanto onestamente… è il coglione di turno!

    Sulle notizie riguardanti la pessima “nomea” di quella fabbrica, devo ammettere che quello che stai affermando, per me è una novità! Devo assolutamente approfondire, non perché metto in dubbio quanto mi racconti ma perché, a questo punto, voglio capire fino in fondo che “giochi” sono stati fatti sulla pelle di quella gente… complice l’informazione!

    Sulla “scelta” del sindacato, è vero ciò che dici ma è ora che l’individuo si riscatti da certe logiche clientelari che alla lunga, non pagano!! Anche queste scelte, vanno fatte pensando al bene comune e no al proprio piccolo tornaconto!!

    Infine, la Fiom ed i sindacati di base!! Anche per questo, hai ragione: sempre a guardare i numeri, appare chiaro che anche chi aveva tessera Cisl o Uil, deve aver votato NO… solamente gli iscritti Fiom, non avrebbero raggiunto quel risultato!

    Anche questo per me è un bel risultato se significa… una maggiore presa di coscienza individuale ed il voler rifiutare le logiche sopra accennate!! Rivendicare il proprio “orgoglio” di operaio, rifiutando le logiche di quei sindacati che, invece, tendono a mortificarlo, è un gran bel passo avanti, auspicabile che si diffonda!

    Aspettiamo gli eventi: sembra proprio, a leggere le ultime notizie, che la Fiat voglia proseguire nel “ricatto”, contrattando solamente con le sigle sindacali che hanno avvallato l’intesa! Simpatica la reazione della Mercegaglia che dice, a proposito della Fiom “c’è un sindacato che non comprende le sfide”!! Lo andasse a dire a chi è disoccupato oppure a chi rischia il lavoro… per le sue sfide del ciufolo!!

    Buona notte a te e ciao!

  8. LAVATIVI ………. FARABUTTI ……… SCANSAFATICHE ……… FURBI …. ASSENTEISTI ……… RUBASTIPENDIO ………. RICOTTARI …….. GENTE CHE FA IL DOPPIO LAVORO ……… AMMALATI CRONICI ?
    .
    I LAVORATORI DI POMIGLIANO VENGONO DESCRITTI COSI , DA TUTTI ………. O DA ALCUNI .
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    FORSE SARA’ COSI , IO NON SO’ …………
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    NON SONO MAI STATO IN FIAT POMIGLIANO , ………… NON SO ALTRI …….
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    ADESSO TI DICO LA MIA , ANCHE SE HO MOLTA DIFFICOLTA’ ……………. PER ME STA DIVENTANDO UN CAMPO MINATO ….. QUESTA PIATTAFORMA …….. TROVO PROVOCAZIONI OVUNQUE …….. FORSE DO FASTIDIO ?
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    HO FATTO UN GIRO SUI BLOG ……….. QUANTE STRòòòTE CHE LEGGO ……… NON TI NEGO CHE MI VIENE DA RIDERE …… A VOLTE …………… MA COME UN PULCINELLA ……. PROVO ANCHE TANTA TRISTEZZA ………. PER ALCUNI .
    .
    POMIGLIANO ERA DIVENTATO UN’ OFFICINA DI DISTRUZIONE DEI DIRITTI SUL LAVORO ………… MA ADESSO QUALCOSA E’ CAMBIATO .
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    ADESSO E’ UN ESEMPIO DI RESISTENZA …………
    .
    COME AL SOLITO LA LIBERAZIONE PARTE DA NAPOLI ………. IL POPOLO DI MASANIELLO , SA’ RIBELLARSI ……… RICORDA LE 4 GIORNATE .
    .
    POMIGLIANO NON DEVE ESSERE LASCIATA SOLA ………. QUEI LAVORATORI RICATTATI , HANNO DATO FONDO ALLE LORO ULTIME FORZE ……………… BISOGNA AIUTARLI E SOSTENERLI NELLA LOTTA , PER LA LOTTA E CON LA LOTTA .
    .
    NON ESISTONO VIE DI MEZZO ………. QUEL 43% DI PADRI DI FAMIGLIA , CHE HANNO SAPUTO RICACCIARE A QUEL POSTO , GLI ATTACCHI DI FIAT , VANNO AIUTATI E COMPRESI ……….. ANCHE QUELLI DEL 57 % CHE NON HANNO AVUTO TANTO CORAGGIO .
    .
    IL FUTURO DEL SINDACATO ?
    .
    SI E’ DECISO CON LA MOZIONE 2 AL CONGRESSO DI CGIL ………. ESISTONO DEI TEMPI DI MATURAZIONE PER TUTTO , MA IL PROCESSO E’ ORMAI AVVIATO .
    .
    SEMPRE PIU’ SPESSO LE RAGIONI DEI SINDACATI DI BASE , SONO LE STESSE DI FIOM …………….. PERO’ , BISOGNA ANCHE DIRE , CHE ANCORA UNA VOLTA I BASE … HANNO FATTO AUTOGOL …………
    .
    IL 5 % DI ASTENSIONE SONO LORO ….. CHE SE AVESSERO VOTATO NO , INSIEME A FIOM , AVREBBE AVUTO UN GRAN BELL’ EFFETTO …………
    .
    IMMAGINA SE STAMANI , SI SAPEVA CHE IL 45 % DEI LAVORATORI .. DICEVA NO ……
    .
    ADESSO E’ FIAT IN DIFFICOLTA’ ………… SE ACCETTA DI FARE L’ INVESTIMENTO , SA’ DI TROVARE OPPOSIZIONE INTERNA , SE NON ACCETTA ……………. SI RITROVA UN GRAN CASINO IN CASA ………… PROPRIO UN BEL CASINO ……… IL TITOLO FIAT E’ GIA’ IN CALO .
    .
    SENTI , SE MI RISPONDI , TI PREGO DI FARLO ANCHE SUL MIO BLOG ……………. POI VOLEVO ANTICIPARTI , SE PUO’ INTERESSARTI , CHE DOMANI FARO’ UN POST A RIGUARDO , SUL MIO ULTIMO BLOG , DOVE FARO’ UNA MIA ANALISI DETTAGLIATA DI CIO’ CHE E’ ACCADUTUTO E QUALI SONO I PROBABILI SCENARI FUTURI ………… PER ME .
    .
    SE NON HAI NIENTE DA FARE DI MEGLIO ……… FAI UN SALTO ….
    .
    E GRAZIE PER IL COPAGNO …….. CI PUOI CONTARE ……. SONO NATO COMPAGNO , 53 ANNI FA …………… RICAMBIO .

  9. Ciao Dalai, penso che tu abbia ragione quando dici che il capitalismo non si umanizza. penso anch’io che il capitalismo per sua intima essenza consista nella sudditanza delle masse a gruppi ristretti che si sono attribuiti il diritto di comandare e decidere la vita e il destino dei popoli, come appunto dimostrano le guerre e i blocchi commerciali.
    Ma come fare a far conoscere ai popoli gli inganni e lo sfruttamento del capitalismo? Mi sembra che la risposta sia contenuta nel tuo post, quando parli di quei comunisti che sono rimasti a contatto concreto con le persone.
    Certo leggendo il tuo post si respira un’altra aria.
    Ciao, buon fine settimana.

  10. Caro Sasà,
    anche il cosiddetto “capitalismo straccione” di casa nostra è quello che architetta ricatti e prepotenze sulle spalle di chi vive del proprio lavoro e non ha “terre al sole”: questo è dimostrato da oltre un secolo, da quando cioè il capitalismo si è attestato alla guida delle società industrializzate. E ancor peggio è avvenuto a partire dagli anni sessanta, quando la smania capitalistica si è tradotta in smania consumistica e ha fatto dello “sviluppo” e della “produttività” il suo totem.
    Chi fatica a capirlo o non lo capisce affatto è purtroppo condizionato da una propaganda martellante – quella che ci vuole tutti condizionati e allineati al “pensiero unico” in cui i capitalisti sono insuperabili maestri -, a partire dalla propaganda dei governi (anche da quelli cosiddetti progressisti): così, può accadere che si finisca per assurdo con il considerare “un compagno” uno come Fini – quello che soltanto qualche anno fa definiva Mussolini (che ha mandato al macello un intero popolo) “il più grande statista del secolo”.
    Se la “capacità” dei padroni è quella (nel migliore dei casi) di ricattare i lavoratori, quella dei politici è di dichiarare tutto e il contrario di tutto con calcolata indifferenza allo scopo di intrappolare le coscienze: è avvenuto in centinaia di casi, sta avvenendo ancora oggi. L’importante è individuare correttamente tutti gli “attori”.
    Chiunque abbia lavorato – e non in posizioni “privilegiate” quali sono quelle, nella stragrande maggioranza dei casi, del ceto impiegatizio piccolo borghese – penso che ormai faccia più fatica a capire di coloro che hanno vissuto e vivono sulla propria pelle lo sfruttamento, le ingiustizie, i maltrattamenti e la demagogia: infatti, sono sempre lì a riflettere, a porsi interrogativi inutili e fuorvianti, ad ascoltare le voci suadenti diffuse a opera dei padroni e dei loro servi quali fossero oro colato. Lo sport che praticano con maggior entusiasmo è quello di screditare non solo i lavoratori (magari senza neppur più accorgersene) ma le organizzazioni sindacali nella loro totalità. E’ questo uno dei più efficaci risultati del capitalismo stesso: impedire di essere in grado di distinguere, con l’azione e con la propaganda di cui i mezzi di comunicazione di massa sono il veicolo più potente.
    E allora, è proprio per questo che occorre anzitutto (come suggeriva Gramsci) “conoscere”, “studiare”, “partecipare”, “condividere” tutto ciò che realmente costituisce la condizione operaia in una società capitalistica: se non si riesce a percepire (e a studiare) quali siano le condizioni di vita e le frustrazioni (a volte le disperazioni) di chi ha come prospettiva unica la “catena di montaggio” (o è spesso vittima di un lavoro che può dare soltanto la morte), si rimarrà sempre in balia dei propri tentennamenti, delle proprie indecisioni e non si riuscirà neppure a fornire qualche indicazione, qualche aiuto, e neppure a se stessi. Vi è proprio una impossibilità oggettiva.
    Cosa voglio dire, in altre parole? Che leggere, studiare, condividere sono le uniche alternative che possono contribuire a formarci una coscienza. E per chi lavora, non può che trattarsi di una “coscienza di classe”. Di borghesi, e di piccolo borghesi francamente c’è da averne piene le tasche.
    Ciao, compagno, e buona giornata da Angela

  11. Complimenti x il blog (ci sono capitato x caso!).
    La speranza è sempre l’ultima a morire….credo comunque che tutti i FALSI comunisti di Rifondazione/PDCI/PCL e compagnia cantante, non abbiano intenzione di unirsi sotto un unica bandiera….SONO DEGLI IPOCRITI!!!
    Dei falsi comunisti che vedono solo il loro tornaconto personale.

    Anche io sono un “senza tessera” convinto…e di chi dovrei fidarmi???
    Ancora complimenti.
    Luca – Milano

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