Imperialismo, capitalismo e fascismo. Ya Basta!

Il presidente Bush promise di cancellare il male dal mondo e di guidare la grande missione di costruire società libere in ogni continente. Capire una tale menzogna epica significa capire la storia, la storia nascosta, la storia soppressa, la storia che spiega come mai noi nell’Occidente sappiamo molto sui crimini degli altri, ma quasi nulla dei nostri. La parola mancante è “Impero”. L’esistenza di un Impero americano è raramente riconosciuta, o è nascosta dietro facciate di sciovinismo che celebrano la guerra e un’arroganza che dice che nessun paese ha il diritto di seguire la propria strada a meno che quella strada coincida con gli interessi degli Stati Uniti. Poichè gli Imperi non hanno nulla a che fare con la Libertà, sono immorali, conoscono solo conquista e ruberie e controllo e segreti. Dal 1945, gli Stati Uniti hanno cercato di rovesciare 50 governi, molti dei quali erano “democrazie”. 30 paesi sono stati attaccati e bombardati causando la perdita di un numero interminabile di vite. I seguenti paesi dell’America Latina sono stati assaltati dagli Stati Uniti direttamente e indirettamente e i loro governi sostituiti da dittatori e altri leader pro-Washington: Argentina, Belize, Bolivia, Brazil, Chile, Colombia, Cuba, Ecuador, El Salvador French Guiana, Grenada, Guatemala, Guyana, Honduras, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Suriname, Uruguay, Venezuela. “Nella Cia, non ci fregava un cavolo della Democrazia. Nel senso, era ok se un governo veniva eletto e cooperava con noi. Ma se non lo faceva, allora la democrazia non significava un tubo per noi e non credo significhi un tubo oggi.” Le conquiste di Cuba nella sanità e nell’educazione sono largamente ammirate. Tuttavia, per non essersi piegata alla più grande potenza della terra, la rivoluzione cubana ha pagato un prezzo alto, 45 anni di embargo economico degli Stati Uniti e la perdita di libertà democratiche. “Come osate, a 90 miglia dal mio paese, gli ultimi 45 anni con una diversa forma di governo? Come osate a non permettere alle grandi società americane di comprarvi? Come osate a continuare questa arroganza che dice che non vi arrenderete mai a noi? Non sapete chi siamo? Non sapete chi sono queste società? Non lo sapete che la vostra vita sarebbe migliore se poteste bere Coca Cola tutti i giorni?” La giustificazione degli attacchi a Cuba e agli altri paesi latino americani era la cosiddetta “minaccia rossa”.

Nel 1973, il National Stadium fu trasformato in un campo di concentramento, mentre un colpo di stato militare aiutato dagli Stati Uniti rovesciò il governo eletto democraticamente di Salvador Allende. Il capo del colpo di stato fu un fascista, il generale A.Pinochet, il quale radunò i sostenitori di Allende e li portò qui. Più di 2000 persone erano confinate qui molte delle quali non vennero più viste. Victor Jara era il più grande scrittore di ballate del Cile. Le sue canzoni celebravano la democrazia popolare del governo di S.Allende. Fu portato allo stadio, dove diventò una fonte di coraggio per i suoi compagni prigionieri, cantando per loro finchè i soldati lo picchiarono e gli fracassarano le mani. Nella sua ultima poesia scritta di nascosto nello stadio diceva:

“Che orrore crea il volto del fascismo.

Portano avanti i loro piani con la precisione di un coltello.

Per loro, sangue significa medaglie.

Com’è difficile cantare

quando devo cantare dell’orrore

nel quale silenzio e urla

sono la fine della mia canzone”

Dopo due giorni lo uccisero. Quello che cercavano di costruire era una giusta, equa democrazia che si riprendesse il controllo dell’economia del Cile dagli Stati Uniti e i loro delegati. Per il popolo invisibile dell’America Latina, il Cile sotto Allende diventò un’ispirazione. A Washington, il pres. Nixon complottò segretamente per distruggere l’Economia cilena, “Faremo urlare l’economia” disse Nixon. A Santiago il generale Pinochet, l’uomo degli Usa, inviò i suoi bombardamenti fabbricati in Gran Bretagna contro il palazzo presidenziale. Era l’11 Settembre 1973, una data che conservò infamia e ironia 28 anni dopo. Alla fine degli anni 80, la politica di Washington cambiò. I dittatori come Pinochet vennero visti come un inutile imbarazzo. Venne lanciato un modo innovativo di controllare le nazioni: “Il National Endowment For Democracy è, come è stato detto, più che bipartitico. L’Istituto della donazione nazionale va dritto al cuore della fede americana negli ideali democratici e nelle istituzioni. Offre speranza alla gente dappertutto.” Come ogni marchio, ha un nome alla moda:Democrazia. Era ampiamente falso, un’illusione di marketing. Questo tipo di democrazia voleva dire che chiunque voti, le politiche saranno esattamente le stesse e l’economia del tuo paese sarà in accordo con gli Stati Uniti. Negli anni 90 queste democrazie di nome sostituirono le dittature nel Sud America, con il Cile che dava l’esempio. In superficie, oggi, tutto sembra normale, moderno, prosperoso. Per gli Usa è il modello di successo economico. ” Un esperimento di laboratorio”, secondo la rivista Business Week. Molta della vita è stata privatizzata, ora ci sono miliardari e i ricchi diventano più ricchi. La “vera” economia veniva proposta da M. Friedman, un economista di estrema destra alla University of Chicago. Fu invitato ad eseguire il suo “esperimento di laboratorio” sulla vita economica del Cile, le famiglie dei torturati e degli scomparsi erano testimoni silenziosi. Senza ironia, chiamò il suo esperimento “trattamento shock”. “Grazie molte a tutti voi. E’ un onore per me essere qui per rendere tributo a un eroe della libertà: M.Friendman. Ha usato una mente brillante per proporre una visione morale, abbiamo visto le sue idee all’opera in Cile, dove un gruppo di economisti che si chiamavano i Chicago boys portarono l’inflazione sotto controllo e fondarono le basi per il successo economico.” G.Bush. Oggi il Cile è una società profondamente iniqua, a pochi minuti dagli Hotel lussuoisi di Santiago esiste una baraccopoli:”ci sono molti disoccupati, ci sono migliaia di disoccupati, e quelli che lavorano non hanno abbastanza soldi. E allora come fanno a pagare l’elettricità? Come fanno a pagare l’acqua? Devono comprare il gas, bisogna pagare tutto. Ogni giorno una madre si chiede: Come do da mangiare ai miei figli?” Il Cile è una democrazia ora, in teoria. E’ un prodotto del generale Pinochet, basato su una costituzione prodotto di Pinochet. Il generale sarà morto, ma il potere dei militari resta. Tutto è molto moderno, i media sono allineati e molti credono sia saggio restare in silenzio, come le tombe dei loro compatrioti dimenticati. E’ la democrazia ideale di Washington. Tratto dal docu-film La guerra alla Democrazia.

Imperialismo, capitalismo e fascismo, capire il filo nero che li lega vuol dire capire la storia delle guerre e dei regimi, delle rivoluzioni e controrivoluzioni, nonchè della falsità propagandistica del mondo occidentale e capitalista. La loro civiltà, è una società divisa in classi dove a detenere il potere sono i ricchi paperoni parassiti che vivono sulle spalle dei lavoratori. Una società che chiamano “libera” e “democratica”, quando invece la realtà è che l’1% della popolazione possiede più della metà della ricchezza nazionale, ed è questo un 1% che detiene nelle proprie mani il monopolio economico e politico e controlla in modo scientifico il resto della popolazione, con una forte propaganda di distrazione di massa e un forte controllo di repressione poliziesca, al proprio interno. “La civiltà democratica capitalista è quella esportata con le armi in iraq, afghanistan, in vietnam, laos, cambogia, america latina, dalle orde barbariche europee e yankee; la democrazia capitalista che ha annientato le vite di milioni di lavoratori u.s.a., a seguito della criminale speculazione finanziaria yankee; e giacchè parliamo di delitti, avranno i comuni cittadini la sodddisfazione di veder giudicare e condannare i diretti responsabili del terremoto finanziario che sta scuotendo le case, la vita delle famiglie, il loro lavoro? chi risolverà il problema dei disoccupati (milioni) vittime del crash, che disoccupati lo lo saranno per mesi o anni, malvivendo dei miseri sussidi dello stato mentre i grandi esecutivi ed amministratori di imprese deliberatamente portate al fallimento si godono milioni e milioni di dollari grazie a contratti blindati che le autorità fiscali, pagate con i soldi dei contribuenti, hanno finto di ignorare?;…e la complicità attiva dei governi (democratici,sic!),chi la appura?; il governo democratico americano non sapeva ciò che succedeva nelle lussuose sale di riunioni in cui perfino il cinema ci ha fatto entrare, e non solo entrare, ma assistere alla presa di decisioni criminali sansionate da tutti i codici penali del mondo? a che sono servite la cia e l’fbi, e le decine di altri organi di sicurezza nazionale che proliferano nella impropriamente detta democrazia nordamericana, dove un viaggiatore, all’ingresso nel paese, dovrà consegnare al poliziotto di turno il suo computer perchè ne faccia copiare il disco rigido?…” Scritto di Josè Saramango, recentemente scomparso.

Il capitalismo ha bisogno di espandersi, l’imperialismo quindi ne è una fase determinante e naturale, ed il fascismo è stato il miglior modo per annientare le classi subalterne e garantire l’ordine ed il portere per la classe borghese dei vari paesi, che si spartivano le richezze con le multinazionali del petrolio per fare un esempio. Non crediate che questo fenomeno dell’Imperialismo riguardi solo l’America Latina, anzi, l’Europa ed il nostro stesso paese sono stati conquistati da ormai tanti anni dall’Imperialismo americano, imponendo un corso storico ben determinato che a tutt’oggi stiamo vivendo e subendo. Una richezza che si restringe sempre in meno mani, che assumono il controllo dell’economia sottraendola al controllo democratico del popolo attraverso la politica, quindi occupando sia in prima persona che con soggetti che risponderanno ai loro interessi, le istituzioni politiche e democratiche. La struttura economica indirizza la sovrastruttura politica, quindi finchè la struttura economica è di tipo capitalista, nessun parlamentare, nessuna istituzione, nessun governo non potrà che rispondere alle esigenze di questa minoranza. La libertà quindi non sta nello scegliere tra il bianco ed il nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. In America Latina il punto di rottura è stato raggiunto e sono tanti i popoli che si sono emancipati e sollevati dalla prepotenza nordamericana, guidati soprattutto dall’esempio del Venezuela e della Bolivia, senza dimenticare il movimento zapatista, l’Ecuador, l’Honduras dove invece l’Imperialismo americano non ha mancato di confermare tutto ciò che è presente in questo post, guidando l’ennesimo colpo di stato. In oriente sono attive numerose guerre popolari, come in India e nelle Filippine, senza dimenticare quella già in fase terminale del Nepal. Mi sono fatto un idea, credo che tutti i mali di oggi siano iniziati con la caduta del muro e lo sdoganamento del capitalismo e del neo-liberismo, e che di conseguenza anche il peggior socialismo è meglio del miglior capitalismo, questo è il motivo per cui uomini e donne sfruttati in ogni angolo del mondo, sono disposti a sacrificare la propria vita, non per il comunismo in sè, ma per rispondere alla barbarie dello sfruttamento capitalista. “C’è un vecchio aforisma evoluzionista liberale: ogni popolo ha il governo che si merita. Tuttavia la storia dimostra che uno stesso popolo può avere governi molto diversi nel corso di un periodo relativamente breve (Russia, Italia, Germania, Spagna, etc.), e inoltre, che l’ordine di questi governi non va costantemente nello stesso senso – dal dispotismo alla libertà – come si immaginavano gli evoluzionisti liberali. Il segreto consiste nel fatto che un popolo è composto di classi ostili, e che le classi stesse sono formate di strati diversi e in parte antagonistici, che rispondono a direzioni diverse; inoltre ogni popolo è sotto l’influenza di altri popoli, anch’essi composti di classi. I governi non esprimono la “maturità”, costantemente crescente, di un “popolo”, ma sono il prodotto della lotta tra le varie classi o tra diversi strati all’interno di una stessa classe, nonché dell’azione di forze esterne; alleanze, conflitti, guerre, etc. A ciò si aggiunga che un governo costituito può rimanere più a lungo del rapporto di forze che lo ha prodotto: proprio da questa contraddizione storica sorgono le rivoluzioni, i colpi di Stato, le controrivoluzioni, etc.” Lev Trotzky

Tratto dal libro di J.Reed, “I dieci giorni che sconvolsero il mondo”: “Era vero che la gente, in quel paese libero, vendeva i voti per soldi? E se era vero, come facevano a ottenere quello che volevano? Che cos’era questo Tammany? Era vero che in un paese libero un piccolo gruppo di persone era in grado di controllare un’intera città e di sfruttarla per il suo profitto? Come mai il popolo sopportava tutta questa situazione? Il popolo non aveva spirito rivoluzionario? Cercai di spiegare che nel mio paese (ndr Usa) il popolo cercava di cambiare le cose con le leggi.”…”Ma certo”, annui un giovane sergente,”ma non avete forse una classe capitalista altamente sviluppata? Quindi la classe capitalista deve controllare i parlamenti e i tribunali. E allora come fa la gente a cambiare le cose? Potrei sbagliarmi, dato che non conosco il vostro paese, ma a me semra incredibile…””Voi stranieri disprezzate noi russi perchè abbiamo tollerato per tanto tempo una monarchia medioevale. Ma noi ci siamo resi conto che lo zar non era il peggior tiranno del mondo: il capitalismo era peggio e, in tutti i paesi del mondo, il capitalismo imperava…” Questo era lo spirito che anima l’uomo rivoluzionario, il non capacitarsi di come tutto ciò possa essere accettato da un popolo senza alzara la testa. L’esistenza stessa di questi uomini è un pericolo per l’imperialismo americano e per i capitalisti, per questo utilizzano l’arma della propaganda e del pericolo terrorismo per continuare a tener in pugno i popoli, finchè non si giunge al punto di rottura. “Parlare di democrazia pura, di democrazia in generale, di uguaglianza, libertà, universalità, mentre gli operai e tutti i lavoratori vengono affamati, spogliati, condotti alla rovina e all’esaurimento non solo dalla schiavitù salariata capitalistica, ma anche da quattro anni di una guerra di rapina, mentre i capitalisti e gli speculatori continuano a detenere la “proprietà” estorta e l’apparato “già pronto” del potere statale, significa prendersi gioco dei lavoratori e degli sfruttati.” Lenin.

 Così quello che vi diciamo, sorelle e fratelli italiani, è: Avanti! difendete la vostra terra, che è vostra e non dell’esercito invasore. Fuori l’esercito nordamericano dall’Italia! No all’occupazione dei vostri territori per farne caserme militari! Fuori l’esercito nordamericano e il potere neoliberista dall’Italia! (Subcomandante Marcos)

Ps: chi capisce saprà cogliere i riferimenti al presente e della necessità di una opposizione sociale, che non abbia come punto di riferimento il parlamento ma usi esso come uno strumento del conflitto sociale, oggi necessario e vitale.

Imperialismo, capitalismo e fascismo. Ya Basta!ultima modifica: 2010-08-20T23:58:00+02:00da dalai87
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2 pensieri su “Imperialismo, capitalismo e fascismo. Ya Basta!

  1. X SASA’ .
    .
    IL LINK http://noberlusconiday2.wordpress.com/
    .
    IL VOLANTINO :
    .
    Innanzitutto il No a Berlusconi è un No al sistema di potere che soffoca il Paese da quasi un ventennio, un No alle cricche criminali, alla mafia nelle istituzioni, al malgoverno, alle leggi ad personam, al ricorso alla politica per tutelare interessi privati, alla corruzione, all’evasione fiscale, ad una società ingiusta che nega il principio di eguaglianza tra i cittadini, alla distruzione della dimensione pubblica e dell’etica del lavoro, all’appropriazione dei beni comuni, al conflitto di interessi, al voto di scambio, al clientelismo al nepotismo e al caligolismo, all’abuso e alla sopraffazione. Il No a Berlusconi non è un’invocazione demagogica o peggio ancora giovanilistica ma una conditio sine qua non.

    Il No a Berlusconi è un No al berlusconismo ed è un Sì alla Costituzione, alla legalità, allo sviluppo del Paese, ad una società equa.

    Per questo, il primo passo, non può che essere la richiesta di dimissioni immediate di Berlusconi e del suo governo, il superamento di ciò che rappresenta e la messa in atto di condizioni minime che impediscano il riformarsi di questo schema perverso, regressivo.

    E quali sono queste condizioni? Uno: una nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini il diritto di decidere chi deve rappresentarli, l’abolizione del cosiddetto Porcellum. Due: una legge sul conflitto di interessi e sul plurarismo dell’informazione.

    Solo dopo aver realizzato, nel più breve tempo possibile, queste due condizioni sarà possibile tornare alle urne.

    Abbiamo scritto un appello in cui proponiamo questo percorso e le forze politiche che aderiscono alla manifestazione del 2 ottobre dovranno farsi carico di sostenerlo in Parlamento: a noi, alla società civile, compete vigilare affinché questo avvenga.

    Tutti in piazza il 2 ottobre!

    Il popolo viola
    .
    COME PUOI VEDERE , GLI ARGOMENTI SONO SUFFICIENTEMENTE ARTICOLATI , ED HANNO AL CENTRO ANCHE LE QUESTIONI DEL LAVORO .
    .
    UN SALUTO SASA’ .

    Scritto da : IL CORVO | 27/08/2010

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