La patria è solo socialista e proletaria!

La patria da difendere e festeggiare è la patria proletaria e socialista… l’italia dopo 150 anni non è ancora del popolo d’Italia ma delle oligarchie eredi dei piemontesi… proseguire la lotta originaria di Garibaldi e poi quella dei Partigiani Comunisti per la rivoluzione d’Italia Socialista e Proletaria… quella sarà la nostra patria!

Che cosa è veramente la patria? Che cosa si intende sotto questo termine? Un aggruppamento di uomini che parlano la stessa lingua? Oppure una «nazione»? Nient’affatto. Prendiamo per esempio la Russia zarista. Quando la borghesia russa sbraitava di difendere la patria, essa non pensava ad un territorio popolato da una sola nazione, per esempio da noi grandi Russi; non, essa pensava all’intero territorio della Russia popolato da vari popoli. Che cosa si trattava allora di difendere? Nient’altro che il potere statale della borghesia e dei latifondisti russi. Alla difesa di questo potere statale vennero chiamati gli operai e contadini russi (in realtà non a difenderlo ma ad estendere i suoi confini fino a Costantinopoli ed a Cracovia). Quando la borghesia tedesca fece gran clamore intorno alla difesa della «patria», di che cosa si trattava allora? Anche in questo caso del potere della borghesia tedesca, dell’allargamento dei confini del brigantesco impero degli Hohenzollern.

Noi dobbiamo perciò domandarci se la classe operaia ha veramente una patria sotto il dominio del capitalismo. Marx si esprime esplicitamente a questo riguardo nel «Manifesto comunista»: «gli operai non hanno patria»  Perché? Per la semplice ragione che sotto il dominio del capitalismo essi non dispongono di alcun potere, dato che l’intero potere si trova nelle mani della borghesia, e perché nella società capitalistica lo Stato non è altro che un mezzo di oppressione e di asservimento della classe operaia. La classe operaia ha il compito di distruggere lo Stato della borghesia e non di difenderlo. Il proletariato avrà una patria soltanto quando esso avrà conquistato il potere dello Stato e sarà divenuto il padrone del paese. Soltanto allora il proletariato dovrà difendere la sua patria, poiché allora egli difenderà veramente il proprio potere e la propria causa e non il potere dei suoi nemici e la causa dei suoi oppressori.

La borghesia comprende tutto ciò ottimamente e lo possiamo dimostrare coi seguenti dati. Allorché il proletariato russo conquistò il potere, la borghesia russa dichiarò la guerra al proprio paese, alleandosi con quanti erano disposti a prestarle man forte: coi Tedeschi, coi Giapponesi, con gli Inglesi, con gli Americani e magari col diavolo. Perché? perché essa aveva perduto in Russia il potere, la sua patria dell’oppressione e dello sfruttamento borghese. Ma essa è sempre pronta ad annientare la Russia proletaria, vale a dire il potere dei Sovieti. La stessa cosa avvenne in Ungheria. Anche là la borghesia parlava di difesa della patria finché il potere si trovò nelle sue mani, ma si affrettò ad allearsi coi nemici di ieri, coi Rumeni, coi Cecoslovacchi e coll’Intesa per soffocare l’Ungheria proletaria. Ciò vuol dire che la borghesia sa benissimo di che cosa si tratta. Essa chiama in nome della patria tutti i cittadini alla difesa del proprio potere borghese e condanna per alto tradimento quanti non ne vogliono sapere, ma non si lascia arrestare da nessuno scrupolo se si tratta di combattere la patria proletaria.

Il proletariato deve imparare dalla borghesia. Esso deve distruggere la patria borghese e non difenderla o contribuire ad ingrandirla. Esso ha però il dovere di difendere la sua patria proletaria con tutte le sue forze fino all’ultima goccia di sangue. (abc del comunismo)

La patria è solo socialista e proletaria!ultima modifica: 2011-03-17T16:22:00+01:00da dalai87
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