4 SI per uno sviluppo della scienza e della tecnologia al servizio dello sviluppo dell’umanità

211555_100000922456857_4971795_n.jpgOrmai ci siamo. Pochi giorni e saranno referendum, accompagnati da un importante movimento popolare, e dall’attesa dei risvolti politici interni alla borghesia che possono comportare, in virtù delle recenti amministrative. I movimenti popolari, a cui va dato merito della battaglia soprattutto sull’abrogazione della legge Ronchi, sono stati ormai superati dal gioco opportunista di alcuni partiti come Sel e IdV, che nella realtà politico-amministrativa della pubblicizzazione dell’acqua non sanno neanche di cosa si tratta, tanto che il forum acqua pubblica ha denunciato più volte le menzogne di Vendola, mentre Di Pietro danneggiò anche la raccolta delle firme, ed entrambi i partiti stanno in amministrazioni che la privatizzazione dell’acqua l’hanno già avviata da tempo, essendo un regalo dei governi di centrosinistra come giustamente ricorda il liberale Matteo Renzi (PD). Ma anche la FdS non è immune da tali comportamenti contradditori, visto la partecipazione ad esempio a Napoli al CDA della Arin (società di diritto privato per la gestione dell’acqua). La battaglia sull’acqua è di vitale importanza per porre un freno all’attacco liberista, ai servizi ed ai beni. Ma messa così, dice poco o nulla, non sarà la “gestione pubblica” a fare dell’acqua un reale bene comune. Le amministrazioni comunale potranno comunque gestire in modo capitalistico l’acqua, tanto che il PD toscano ha già proposto l’azionariato popolare, che non è altro che una forma di gestione in cui i cittadini acquistano delle azioni, la cui parola non conterà nulla, dando le chiavi a dei manager che sappiamo esser super pagati e la logica aziendale è sempre quella privatistica. A Ballarò l’estremista liberista Oscar Giannino attaccava affermando che questa “è niente più che una battaglia ideologica di socialismo comunale”, a cui ha risposto l’ambientalista Bonelli dei Verdi quasi indignato come se fosse stato accusato di satanismo. Ed invece, è e sarà solo il socialismo che permetterà all’acqua, come agli altri servizi, di essere un reale bene comune, gratuito ed accessibile a tutti, realmente sotto controllo popolare. Ma “l’ambientalismo di comodo”, sta dando il massimo sulla questione nucleare, dove le contraddizioni, l’ipocrisia e la retorica supera i limiti della decenza. Un esempio, sono stati gli infamanti ed ignoranti insulti ricevuti dalla compagna Margherita Hack rea di aver “difeso” il nucleare, come se il mondo fino ad oggi si sia sviluppato “a pedali”. Il nucleare è stata ed è ancora, la fonte di energia più importante per lo sviluppo dell’umanità, mentre le energie rinnovabili allo stato delle cose non riesce a garantire il minimo sufficiente. Questo “stile” ambientalista rappresenta un cancro della sinistra generalista e/o radicale, insieme al pacifismo. A dar una mano alla campagna antinuclearista, c’è stato il disastro di Fukishima, che ha comportato l’utilizzo propagandistico del nucleare come pericolo per l’umanità. Gli ipocriti “antinuclearisti di comodo”, il centro-sinistra, dimenticano che l’Italia “ospita” 90 bombe nucleari americane nel proprio territorio http://orgogliooperaio.blogspot.com/2011/06/ecco-dove-sono-le-90-bombe-atomiche-che.html , occupato militarmente dalla fine della seconda guerra mondiale dai criminali Stati Uniti d’America, testate nucleari pronte ad esser usate contro i popoli che definiscono canaglia, che tradotto vuol dire contro tutti quei popoli che non fanno gli interessi economici, politici e militari degli Usa. Probabilmente, gli antinuclearisti della finta sinistra più della “paura” per il nucleare subiscono la paura dell’imperialista, se no non si spiegherebbe questa doppia faccia tra l’avversione al nucleare civile e l’accoscindenza verso quello militare. Nel 2007 in effetti il buon Bersani aveva firmato un accordo con gli Usa per lo sviluppo del nucleare di cui oggi invece si mostra opportunisticamente grande oppositore http://www.nocensura.com/2011/05/nel-2007-bersani-firmo-accordo-con-gli.html . Il doppiogiochismo di questi personaggi che utilizzano tale referendum per conquistare il potere ed asservire gli interessi delle lobby finanziarie, dei banchieri ed industriali contro gli interessi della classe lavoratrice, è ripugnante, e solo chi mantiene l’autonomia culturale e politica verso di essi, ha la libertà di denunciare al popolo tutto questo.

Il tema principale con cui si critica la scelta del nucleare da parte del governo reazionario di Berlusconi è stata quello ambientale, mettendo per totalmente in secondo piano un punto fondamentale, cioè: L’autonomia energetica. E’ impensabile per un comunista non affrontare il tema dell’indipendenza energetica, mentre la discussione sul nucleare si è svolta con molta sufficienza e populismo, e tanto opportunismo politico. Per paesi “emergenti” come il Brasile, la Cina, il Venezuela, l’Iran, la Corea del Nord, sarebbe impossibile proseguire su tale strada senza l’energia prodotta dal nucleare, il che gli permetterebbe di liberarsi dal giogo imperialista. L’avversione al nucleare non può essere quindi “ideologica” come per gli ambientalisti, anche perché i “pericoli” non sono una esclusiva del nucleare, e la produzione di CO2 dell’eolico come soprattutto del carbone sono molto più elevati rispetto al nucleare, senza dimenticare l’impatto visivo dell’installazione di massa di pannelli fotovoltaici e di pali eolici che avrebbero sull’ambiente e sul paesaggio. La posizione assunta da Margherita Hack e da Carlo Rubbia(contro questo nucleare, ma non bisogna fermare la ricerca), sono invece coerenti, contro la scelta di questo tipo di nucleare e contro questa strategia del governo reazionario Berlusconi, che porterebbe l’Italia ad avviare un percorso di costruzione di centrali nucleari di terzo livello a scarso rendimento complete non prima di 10 anni, (quando la ricerca nucleare si avvia verso il 4 livello) mentre l’uranio che è una materia non infinita di cui l’Italia non è certo produttore ed è prodotto solo in 9 paese la cui estrazione è gestita da sole 4 multinazionali con il prezzo di questo materiale sempre più “prezioso” destinato a salire, e cosa più importante la gestione privata delle centrali e dello smaltimento delle scorie di cui l’Italia ancora non riesce a smaltire quelle delle vecchie centrali chiuse, le cui enormi spese, speculazioni e infiltrazioni mafiose sono sicure. Il futuro energetico di “indipendenza energetica” dovrebbe esser ricercato nello sviluppo delle rinnovabili e dallo sviluppo del nucleare pulito, con l’utilizzo del Torio, che sostituirebbe l’uranio. Le centrali al torio utilizzano l’identico processo adottato per l’uranio, l’energia viene prodotta attraverso fissione, atomi degli elementi pesanti vengono bombardati con neutroni. Questo processo, con l’uranio, tende a divenire esplosivo e necessita quindi di controllo e gestione costante. Con il torio la fissione andrebbe continuamente stimolata e può essere interrotta in qualsiasi momento, è quindi impossibile scatenare un incidente nucleare. http://technews.it/HcZcH Le centrali al torio costerebbero molto meno in quanto non necessitano di particolari sistemi di sicurezza, il torio è tre volte più abbondante dell’uranio e con un rendimento energetico superiore, produce molte meno scorie e con decadimento radioattivo di molto inferiore. La Cina è un paese che sta sviluppando tale tecnologia, ed anche l’India grazie alla competenza di Rubbia sta prendendo in considerazione l’utilizzo di tale materiale.

Sono 4 SI contro il Capitalismo e la speculazione, senza opportunismi ed ipocrisia. La gestione pubblica dell’acqua SI, ma con la consapevolezza che un reale bene comune, accessibile e gratuito a tutti sotto controllo popolare si potrà avere solo con il Socialismo, ma manca il Partito Comunista in grado di guidare questi movimenti popolari spontanei che si mobilitano nella autodifesa dall’attacco liberista e capitalista ai beni come l’acqua. L’avversione al nucleare, SI, ma contro solo a questo tipo di nucleare e tale gestione privata speculativa-mafiosa, per lo sviluppo della ricerca sulle rinnovabili e sul nucleare di nuova generazione e pulito, di cui lo Stato dovrebbe sostenere ed incentivare tale ricerca.La gestione privata sarebbe un problema anche per le energie rinnovabili, stesse speculazioni e profitti. Per uno sviluppo della scienza e della tecnologia al servizio e allo sviluppo dell’umanità, e non della speculazione, del profitto, del consumismo, costruire il Partito Comunista guida delle masse popolari per il Socialismo.

4 SI per uno sviluppo della scienza e della tecnologia al servizio dello sviluppo dell’umanitàultima modifica: 2011-06-09T23:26:00+02:00da dalai87
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