Il teatrino borghese

Silvio Berlusconi: “L’italia si trova indietro a causa dell’eredità del passato, bisogna cambiare le relazioni industriali, tregua sociale, coesione e patriottismo, come da appello di Napolitano. Tutti hanno il compito di rimboccarsi le maniche. Serve un piano d’azione immediato per la crescita e maggiore produttività, le parti sociali concordano e ci incontreremo con imprenditori e sindacati per un nuovo patto sociale”

Marchionne: ”Sto con Giorgio Napolitano: è arrivato il momento della coesione. Non ci possiamo più permettere questa confusione”. “Abbiamo un grande problema di credibilità del Paese. Serve una leadership in grado di recuperare la coesione. Ma il mondo non capisce la nostra confusione, non capisce cosa accade in Italia e tutto ciò ci danneggia moltissimo. C’è chi ha compiuto anche scorrettezze nella sua vita quotidiana. In altri paesi sarebbe stato costretto a dimettersi immediatamente. Invece da noi non succede nulla”. Qual è la sua ricetta? “Serve una leadership impegnata nel fare, nel risolvere i problemi in modo credibile…”.

Di Pietro: “i mercati hanno bocciato Berlusconi, ha ragione Marchionne…”

Non vi è ancora tutto chiaro? Berlusconi propone la classica ricetta liberista in pieno accordo con l’UE ed i suoi criminali organismi, ma non è ancora abbastanza per i mercati e Di Pietro infatti lo ricorda, in totale subalternità ad essi (addirittura Lupi del PDL è riuscito a dire qualcosa + di sinistra rispetto a questi figuranti del centrosinistra… “la politica deve avere la supremazia sui mercati, non il contrario!”), bisogna fare di più per i mercati allora? Ovvio, bisogna tagliare di più la rete sociale, bisogna privatizzare di più e bisogna abolire i contratti collettivi con una maggiore flessibilità ecc… Marchionne, a cui sia Berlusconi(nuovo modello di relazioni industriali) che Di Pietro(bisogna cambiare il pagliaccio al governo) hanno fatto chiaramente riferimento, invita ad un cambio della guardia per una maggiore coesione. Tradotto, ci vuole il classico volto nuovo alla Obama, che nella versione italiana sarebbe un Montezemolo (con faro Mario Draghi) insieme ad una coalizione che comprende i socialdemocratici vendoliani in grado di controllare i voti “radicali” e con la Cgil, che ovviamente nn farà mai nulla contro un governo di centrosinistra (neanche i sciopericchi e le sbandierate di questi anni). D’altronde i confederali sono tutti insieme appassionatamente seduti già al tavolo dei padroni e dei banchieri a spartirsi la torta. Il loro manifesto è già stato pubblicato sul “Sole 24 Ore”, il giornale della Confindustria, ed ha avuto il plauso immediato di Napolitano e del centrosinistra.

Punti essenziali:

Privatizzazioni delle aziende erogatrici di servizi ancora in mano pubblica, soprattutto di proprietà degli enti locali, visto che le altre sono state già tutte privatizzate negli anni scorsi. Per ENEL, ENI (il più grande obiettivo), e le altre poche aziende pubbliche operanti a livello internazionale.

Liberalizzazioni, delle professioni certo, ma anche di quei servizi pubblici ancora a gestione statale: poste, ferrovie, trasporti pubblici ecc

Pensione a 70 anni: ogni commento è superfluo

Aumento rette università, magari mitigate da aiuti ai più bravi, per un’ accesso ai saperi e alla conoscenza sempre più selettivo, di classe.

Diminuzione del carico fiscale e contributivo sul lavoro.

Chi meglio di loro può applicarlo in piena coesione sociale quindi? Centrodestra e centrosinistra, condividono lo stesso obiettivo di servire il capitale e di smantellare la rete sociale di sicurezza e tutele a sostegno dei settori popolari e dei lavoratori, differenziandosi solo nella strategia. Dopo anni in cui hanno smantellato progressivamente lo stato sociale in nome del libero mercato, eliminato ogni sovranità nazionale e monetaria privatizzando la Banca d’Italia e trasferendo l’emissioni di moneta(che crea debito!) ad istituti-spectre come la BCE ed il BRI, regalando a questi il controllo della produzione industriale e la guida delle politiche economiche, con organismi sovrastatali come il WTO e l’FMI, le associazioni segrete come il Bilderberg, venendosi a creare un superstato governato dai potentati economici, con le famigerate agenzie di rating che tengono in costante sotto ricatto i governi locali; dopo che hanno speso milioni e milioni in spese militari per soddisfare l’esigenza del capitale di allargarsi e di mettere sotto controllo economico, politico e militare vaste aree del mondo, rapinando i popoli e le loro risorse, dopo che hanno regalato milioni e milioni ai ricchi ed ai “salvataggi” delle banche, dopo che sempre in nome del libero mercato hanno imposto il lavoro flessibile ed il precariato ecc… ecc… Dopo tutto questo che subiamo, spunta fuori il debito, creatosi dalle loro politiche e dai privileggi riservati alla classe dirigente dello stato capitalista, utilizzato come pistola alla testa dei popoli per portare al termine questo progetto. In realtà la dialettica sul debito, serve solo a coprire quella che è una vera e propria crisi sistemica del capitalismo, dovuta alla sovraproduzioni di merci ed all’accumulazione di capitali in poche mani.La causa della crisi economica è in ragione del profitto capitalistico da estrarre attraverso un livello sempre più intenso di sfruttamento dei lavoratori, vera forza trainante della produzione e dell’economia. I capitalisti producono per conseguire utili e, allo stesso tempo, indeboliscono il potere d’acquisto dei lavoratori. Negli ultimi anni si è proceduto verso una accumulazioni ed accentrazione  senza limiti dei profitti da parte dei capitalisti dovute ad uno sfruttamento maggiore dei lavoratori, che di riflesso invece sono sempre più poveri, calano i consumi e ciò incide inevitabilmente nei profitti stessi. Comprimendosi i profitti, la classe capitalista non ha altro modo per garantirsi lo stesso livello di profitti precedenti alla “crisi” che sottrarre “salario” (sotto varie forme, aumento dell’orario di lavoro, minori diritti, minori pause e sicurezza, abbassamento cioè del costo del lavoro, maggiore concorrenza sia interna che esterna per i lavoratori) ai lavoratori e creare bolle speculative. Cos’è tutto questo se non “lotta di classe” nascosta abilmente dalla propaganda mediatica e politichese? Il multipartitismo e la lotta politica elettorale che la culturale liberale propaganda come “democrazia” non è altro che una dittatura di classe, uno “specchietto per le allodole” per le masse che vengono incastrate in questo sistema, ed ogni 5 anni vengono chiamate a mettere una X per decidere chi e come lo opprimerà. L’Italia oggi assiste inerme davanti a tutto questo a causa dell’arretratezza culturale e politica dei lavoratori e delle masse popolari, ingabbiati come tifosi che assistono ad una partita di calcio, in cui i giocatori a fine partita vanno a brindare nello stesso locale ed a ricevere la loro bella ricompensa dal presidente (tradotto, lotta politica borghese per servire gli interessi dei capitalisti e ricevere per questo la ricompensa dello stato capitalista e tramite tangenti privati). Ancora si può credere alla favola che non esistono classi sociali? Che non esistano i rapporti di classe? Che la democrazia liberale ed il multipartitismo sono garanzia dell’uguaglianza tra pari cittadini? Che la libertà di espressione e partecipazione siano valori che la democrazia liberale borghese ha realizzato? Ci si può ancora permettere di considerare una società basata sulla proprietà privata, il mercato ed il profitto(attraverso l’appropriazione di lavoro dei molti da parte di pochi), sull’imperialismo e le guerre, un modello sociale esistente da secoli(oggi semplicemente più subdolo, dietro un capitalismo finanziario e non prettamente produttivo), come il punto più avanzato a cui possa giungere l’umanità? Finchè il popolo lavoratore non avrà coscienza di tutto questo, continuerà a subire inerme, senza una reale e concreta capacità di difesa, senza riuscire a ribadire con forza che noi classe operaia e lavoratrice, che noi masse popolari che viviamo con la nostra forza lavoro, non dobbiamo nulla ai monopoli, alle banche ed alla plutocrazia, non dobbiamo nulla agli industriali, agli speculatori, ai banchieri ed ai loro parassiti politicanti e sindacalisti. Finchè non si avrà questa coscienza ed unità di classe, si continueranno ad avere solo sporadici movimenti spontanei senza capo e ne coda, o piccole lotte economiche frammentate, e si continuerà a seguire il carrozzone borghese, dal popolo viola ai comici intellettuali fino ai giornalisti “ribelli” col conto in banca bello pieno, che mentre succedeva tutto questo, ci parlavano di intercettazioni e di prostitute, organizzando le pentolate in piazza in difesa dei magistrati contro il caimano, ci invitavano a mandare a fanculo i politici ed a lottare contro i privileggi di casta, senza mai toccare il sistema ed incanalando la protesta e la rabbia su canali morti comodi alla classe dominate ed alle lobby finanziarie, bollando come estremisti, anacronisti e violenti tutti i movimenti (anche contradditori) ed organizzazioni di classe. Dov’è finito il mondo fatato che hanno propagandato?

Il teatrino borgheseultima modifica: 2011-08-05T00:13:00+02:00da dalai87
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