PREVALE IL “LUCCICHIO” DEL GRANDE CAPITALE DI FRONTE ALLA VITA DELLE MASSE POPOLARI.

316620_240802385982233_100001574203223_703185_703268817_n.jpgNell’ultimo atto del governo Berlusconi, la legge di Stabilità redatta sotto dettatura della BCE e non discussa dalle finte opposizioni che compongono il comitato d’affari al servizio degli interessi del capitale e dei monopoli atlantici, oltre a contenere una serie di leggi antipopolari come la liberalizzazione dei servizi pubblici, privatizzazioni a vantaggio delle oligarchie, l’innalzamento dell’età pensionistica, la vendita di patrimonio pubblico a prezzi di saldo, mobilità e licenziamenti, e l’assoluta priorità riservata alla Tav, sono stati bloccati 160 milioni dei fondi FAS destinati alle zone alluvionate della provincia di Messina e alla messa in sicurezza del territorio. 160 mln scomparsi per rispettare il patto di Stabilità dell’Unione Europea, a cui nessuno in quei “orgasmici” giorni ha fatto caso, tra champagne ed alleluja di piazza, ed a cui nessun gruppo o deputato in parlamento ha detto no, impegnati com’erano alla sudditanza all’Unione Europea preparandosi all’era Monti, di cui tale “legge di stabilità” è stata solo un prologo. In queste giorni la nostra provincia si è trovata sotto forti piogge, ed ha visto l’area di Barcellona, Castroreale, Milazzo interessata solo tre anni fa dall’alluvione, trovarsi ad essere di nuovo invasa dal fango, dallo straripamento dei fiumi, dalle frane, dalla disperazione e dalla morte come nel paese di Saponara.
Il nostro territorio tra i più pericolosi dell’intera nazione, è interessato da un numero impressionante di fronti franosi e di fiumi a rischio, dal 2008 ad oggi sono avvenuti più di 200 eventi franosi, da Giampilieri (37 morti dimenticati) a San Fratello (con un migliaio di evacuati ed un paese in bilico), Caronia, la città di Messina costantemente alle prese con allagamenti e frane, la zona tirrenica interessata lo scorso anno da frane, strade crollate, allagamenti, e per l’appunto l’alluvione precedente nell’area di Falcone-Barcellona. Di fronte a tutto questo, la Protezione Civile continua a ripetere il solito ritornello della mancanza di fondi per intervenire concretamente, con circa 800 interventi richiesti non evasi per mancanza di fondi; con i comuni (già a secco di risorse) lasciati da soli nell’affrontare tale situazione, la gente comune si trova perennemente in balia di tali eventi, che mettono a rischio, oltre all’immenso patrimonio paesaggistico della nostra area e l’attività produttiva ed economica, la vita, gli affetti, la casa. Con ciò non si può ovviamente nascondere l’opera di urbanizzazione e cementificazione clientelare e mafiosa, letti dei torrenti che diventano zone edificabili (come ad esempio il fiume “tombato” che attraversa la città di Barcellona ) per costruirci sopra strade, parcheggi, edifici ecc.  Il nostro territorio comunque vede il sorgere di antichi insediamenti nelle zone montane e sottostanti, come per l’appunto il paese di Saponara, fra l’altro non segnalata come zona a rischio. Impensabile poter quindi attribuire alla costruzione in questi luoghi come causa di questi eventi. I profondi mutamenti climatici, che vedono eventi di straordinaria portata e di tipo relativamente nuovo per la nostra nazione, richiedono un piano straordinario adeguato alla portata di tali cambiamenti.
In quella legge di stabilità, accolta entusiasticamente da tutti, i fondi destinati all’Expo di Milano (che vede in prima linea la giunta di centrosinistra guidata da Pisapia) del 2015 invece hanno ricevuto una sostanziosa deroga. Come sempre alla vita ed alla dignità della masse popolari, prevale il luccichio del grande capitale, e suonano del tutto ipocrite le parole di Napolitano di questi giorni in cui fa appello alla sicurezza ed alla prevenzione, premia il coraggio del volontario morto in Liguria, mentre in quei giorni ha incensato la “legge di Stabilità”, l’urgenza e la necessità di quei provvedimenti.

All’indomani della tragedia, appresa la notizia dei morti, sono accorsi i media nazionali a spettacolarizzare la disperazione e la morte, il Presidente della Repubblica ha rinnovato di nuovo i soliti appelli alle sicurezza ed alla prevenzione, ed i neo-ministri Cancellieri e Clini hanno promesso nella loro visita alla prefettura di Messina, il loro impegno finchè questi fondi siano sbloccati. Per fare chiarezza, questi fondi erano già destinati alle zone del messinese allo stato precedente agli eventi del 22 Novembre. Non cadiamo nella retorica e nel buonismo, nessun atto di nuove politiche di sicurezza, di attenzione e di prevenzione, ma sono solo i morti che hanno portato all’attenzione dei media e del governo, oltrechè dei parlamentari, sulla sicurezza del territorio e la necessità di fondi per la ricostruzione. Che nessun parlamentare “locale” dei due poli borghesi in parlamento metta il cappello dove fino ad oggi ha taciuto. Se i 160 milioni dei fondi Fas arriveranno dove è giusto che dovevano già arrivare, lo è solo per i 3 morti di Saponara, un bimbo di 10 anni, un operaio (delegato Fiom) ed il figlio studente universitario.

Coordinate per inviare aiuti alle zone alluvionate:

-Conto corrente postale n. 11025988, intestato a Comune di Saponara – Servizio di Tesoreria, causale: “Solidarietà famiglie saponaresi alluvionate”

-ASSOCIAZIONE CORDA FRATRES PRO ALLUVIONATI BARCELLONA P.G. IBAN IT40 Z030 6982 0721 0000 0004 757  – Agenzia Intesa SanPaolo di Barcellona PG -ME –

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