Un altro genocidio in divenire, quello del popolo siriano

imperialismo,anti-imperialismo,siria,comunisti,guerra,libia,usa,nato,israele,politica,notizie,internazionalismoDi Iñaki Urrestarazu http://www.lahaine.org/index.php?blog=3&p=58435 traduzione dallo spagnolo di Salvatore Vicario

Ancora una volta, le ONG e le agenzie delle Nazioni Unite difensori dei ‘diritti umani “aprono la strada alla guerra con le loro menzogne.

E’ sempre la stessa storia, continuamente ripetuta, un giorno dopo l’altro, il che significa che stiamo assistendo alla stessa storia anche con la Siria. Ci dicono che il governo di Bashar al-Assad è una dittatura assassina che spara alla gente senza pietà, che ci sono già 5.000 persone uccise e torturate a morte e che le diserzioni dei soldati che non obbediscono agli ordini di uccidere aumentano, per cui si è arrivati fino ad uno scontro armato.

Ma la realtà è ben diversa. Questa è la storia, una bugia enorme, fabbricata e “narrata” dalla macchina della massiccia propaganda della NATO, che affida l’elaborazione delle prime falsità alle ONG controllate, presunti difensori dei diritti umani. L’informazione ha ormai acquisito una dimensione globale attraverso una stretta collaborazione con le agenzie leader al servizio dell’imperialismo come CNN, BBC, AFP, Al Jazeera, Associated Press e altri, con le informazioni  prefabbricate che vengono prese e diffuse dalla gran parte dei media occidentali senza preoccuparsi di verificare o senza ricorrere a mezzi alternativi, in modo passivo e acritico.

La funzione della storia propagandata a noi sulla Siria è quella di preparare l’opinione pubblica internazionale, predisporla a quello che stanno organizzando un vero e proprio intervento militare in stile Libia. E la questione non è ristretta solo ad ora. Da molti anni la criminale alleanza militare USA, NATO e Israele vogliono la Siria. E in questo caso non è per le loro risorse, ma per ragioni geo-strategiche. Perché la Siria è sempre stato un nemico giurato di Israele, perché l’area ha ospitato generazioni di esuli palestinesi dalle origini di Israele e 1,5 milioni di rifugiati iracheni fuggiti dopo l’invasione americana dell’Iraq nel 2003, e anche perché è stata la copertura di forze rivoluzionarie, come Hezbollah in Libano e di Hamas in Palestina, ed in quanto con queste forze e l’Iran sono un importante baluardo anti-israeliano e anti-nordamericano e un importante centro alleato di Russia e Cina. Un vero ostacolo nella strategia imperialista di controllo delle risorse,  dominio dei territori ed isolamento e soffocamento dei loro concorrenti più grandi.

Piani di destabilizzazione e lo screditamento della Siria hanno trovato la “congiuntura favorevole” della primavera araba, che li ha portati a perseguire i loro obiettivi, manipolare e distorcere il movimento popolare originale di protesta. C’erano motivi per chiedere il miglioramento delle condizioni di vita e maggiore libertà, e forse la riflessione più genuina è stata la “Dichiarazione di Damasco” fatta da intellettuali che protestavano. Ma l’imperialismo ha interrotto questo processo interno, intervenendo su di esso per incanalarlo su altre direzioni, che corrispondono agli interessi dell’imperialismo affidandosi, al suo interno, all’area più settaria e all’Islam radicale.

Quello che sta accadendo in Siria è una insurrezione armata condotta principalmente da mercenari armati di organizzazioni radicali arabi ed islamici di vari paesi, (come i mujaheddin islamici reclutati per combattere in Afghanistan) con il supporto di settori interni legati, reclutati, organizzati, addestrati, armati e finanziati dagli Stati Uniti, Israele, e i paesi europei, i loro servizi segreti come la CIA, Mossad, MI6 e il sostegno incondizionato, finanziario e militare dell’Arabia Saudita e altri paesi del Golfo. La Giordania, il Libano (settori reazionari di Hariri) e soprattutto la Turchia sono da supporto con le infrastrutture, retroguardia e vie d’accesso per mercenari ed armi, e la copertura delle operazioni militari. Grandi quantità di armi moderne vengono forniti attraverso tali confini. Questi fucili, mitragliatrici, kalashnikov, lanciarazzi RPG, granate ed esplosivi vengono prodotti in Israele.

Dall’inizio dei disordini nel marzo 2011, i gruppi armati agiscono come autentici squadroni della morte. Terrorizzano la popolazione, uccidendo a destra e a sinistra, la polizia, i militari e i civili per creare confusione e di intensificare i combattimenti, uccidono chiunque per strada, bruciano negozi ed edifici, creano il caos nelle città e nelle strade, tendono agguati all’Esercito ed alla polizia e tagliano i corpi delle vittime per creare terrore nella popolazione. La gente è scioccata e si è progressivamente allontanata da loro e ha dato vita ad imponenti e numerosi dimostrazioni a marzo, giugno e ottobre, in tutto il paese a sostegno di Bashar Assad contro i ribelli. Ma questi eventi sono riportati dalla stampa estera in come manifestazioni in contrasto al governo. Inoltre, come dimostrano i corrispondenti esteri, visitando ospedali ed obitori, che le cifre citate dei morti, almeno la metà, corrispondono a persone vive i cui nomi vengono tratti dalle guide telefoniche, e gran parte dei morti corrispondono ad agenti di polizia e militari. Invenzioni sono anche casi come la ragazza Zainab Hosni, torturata e uccisa dalle forze di sicurezza della Siria, che invece appare poi in una conferenza stampa dicendo che era viva e in buona salute.

Un altra delle grandi bugie che ci viene raccontata è che nell’esercito c’è un gran numero di disertori per non obbedire agli ordini di sparare per uccidere contro la popolazione, e sarebbe questa la base della opposizione armata al regime. In primo luogo, devo dire che, secondo molti testimoni indipendenti, le truppe non solo non hanno l’ordine di sparare per uccidere, ma hanno forti restrizioni nello sparare ogni qualvolta vi sia un civile, il che li porta a frequenti situazioni di impotenza contro le azioni dei mercenari. In realtà ci sono state solo poche decine di abbandoni che sono fuggiti in Turchia.

Ancora una volta, le ONG e le organizzazioni delle Nazioni Unite ‘difensori dei diritti umani “stanno spianando la strada alla guerra con le loro menzogne. Si tratta di una catena di organizzazioni che generano e trasmettono gravi menzogne ai più alti livelli delle Nazioni Unite per fornire la copertura ai criminali poteri occidentali per compiere, senza il minimo imbarazzo, genocidi come in Libia e che di fatto sono pronti a fare anche in Siria. Queste organizzazioni sono finanziati e controllate tutte dal NED (National Endowment for Democracy), considerato il braccio visibile della CIA, finanziato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. La catena inizia con l’Osservatorio siriano per i diritti umani (OSDH) e altri gruppi per continuare con la Federazione Internazionale per i diritti umani (FIDH), la guardia delle Nazioni Unite, la Human Rights Watch e altri, fino all’Alto Commissario delle Nazioni Unite con la HR (con il famigerato Navi Pillay al comando, autore del rapporto che incolpa la Siria di crimini contro l’umanità) e la Corte penale internazionale, anch’esso finanziato e gestito dagli Stati Uniti, col suo infuocato procuratore Luis Moreno Ocampo. Entrambi i personaggi si sono caratterizzati dall’ infame ruolo essenziale svolto nel genocidio in Libia. I veti di Russia e Cina hanno bloccato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ma l’imperialismo ha bypassato attraverso la Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite e la sessione plenaria delle Nazioni Unite. Dopo aver posto l’embargo selvaggio, intravediamo un altro genocidio in corso, se non ci sono grandi mobilitazioni per impedirlo.

La Haine

Messaggi di solidarietà internazionalista al popolo siriano:

L’ALBA contro l’ingerenza straniera in Siria

384368_247401251989013_100001574203223_717580_1900950464_n.jpgL’Alleanza Bolivariana per le Americhe (ALBA) composta da Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador, Nicaragua, Saint Vincent e Grenadine, Dominica e Antigua e Barbuda, ha dichiarato durante una riunione della Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, la sua solidarietà con il governo e il popolo della Siria e ha respinto la manipolazione di alcuni paesi interessati col fine di giustificare l’intervento straniero.

L’ambasciatore dell’Ecuador, Luis Gallegos, incaricato di rappresentare l’ALBA, ha inviato un messaggio per il ripristino della pace e di rispetto per il popolo della Siria, affermando che “I paesi dell’ALBA ribadiscono l’importanza del rispetto della sovranità, l’integrità territoriale e autodeterminazione del popolo siriano”.

A nome dell’ALBA, Gallegos ha inoltre ribadito la preoccupazione che anche per la Siria si ripetano le interferenze subite dal popolo libico ad opera delle potenze occidentali e dei loro alleati.

Dichiarazione del KKE riguardo l’aggressione imperialista in Siria:

Il KKE denuncia l’intensificazione dell’aggressione imperialista in Siria che, come in Libia, viene promossa con il pretesto della “democrazia” e della “libertà”. Con questo intervento imperialista, hanno superato ogni confine di ipocrisia e cinismo. A invocare la “democrazia” e la “libertà” sono le monarchie antipopolari del Golfo, la Turchia, che con il suo esercito occupa la metà di Cipro, la UE, che in molti dei suoi Stati membri bandisce i PC, gli Stati Uniti, che da tempo hanno provocato o sostenuto golpe militari ai quattro angoli del pianeta.

Il KKE esprime la sua solidarietà con il popolo e i comunisti di Siria e riconosce che solo il popolo siriano ha il diritto di determinare il futuro del proprio paese, senza ingerenze o interventi esterni.

Invita il governo greco a fermare immediatamente qualsiasi cooperazione militare con Israele. Di non fornire il territorio, i porti e lo spazio aereo della Grecia per l’aggressione imperialista contro la Siria e l’Iran, che trascinerebbe la popolazione della Grecia e gli altri popoli della nostra regione in avventure pericolose.

Minaccia imperialista contro la Siria (Comunicato del Partito Comunista Brasiliano)

Stiamo assistendo all’altezza del cinismo dell’imperialismo in questa campagna per il dominio del Medio Oriente. Confrontiamo quello che sta accadendo nei due paesi (Egitto e Siria). In Egitto, quasi esclusivamente ci sono manifestazioni contro il governo militare: la maggioranza, pacifiche, autentiche, spontanee e costanti. Nessuna manifestazione in favore del governo. L’imperialismo chiude un occhio alla violenza dello stato che proprio questa settimana, ha fatto più di cinquanta manifestanti uccisi e migliaia di feriti. I media e i leader delle maggiori potenze non parlano di “aiuti umanitari”, “diritti umani”, “sanzioni”, “dittatori”, “ribelli”. Richiedono il “senso comune” su entrambi i lati, come se fosse uguale la potenza di fuoco. Dopo la grande manifestazione del popolo egiziano, lo scorso Venerdì, gli yankee pressano il governo militare per consegnare il governo ai civili, è chiaro che il campo politico è lo stesso. Una soluzione mediata in Egitto dà anche legittimità all’imperialismo per isolare e invadere la Siria. Certo. Il governo egiziano è un alleato degli Stati Uniti e della NATO. E ‘il secondo più grande destinatario “aiuti militari” gli Stati Uniti, dopo Israele, di cui il grande alleato Egitto sta contribuendo a placare i palestinesi ai confini con la Striscia di Gaza. In Siria, le manifestazioni maggiori invece sono in difesa del governo civile. Dopo aver iniziato ad ottenere i cambiamenti reclamati, politiche sociali ed economiche, ora hanno come tema centrale l’opposizione alla crescente minaccia di invasione militare dell’imperialismo. Ci sono milioni di persone, che protestano contro l’intervento straniero. Le manifestazioni contro il governo, infinitamente inferiori a quelle favorevoli, sono sovradimensionati e manipolate dai media. Super mercenari armati dalla CIA(Usa), il Mossad(Israele) e la M16(Inghilterra), con il supporto delle oligarchie arabe, si infiltrano nei confini della Turchia e Giordania, che sostengono il gioco dell’imperialismo. Lo scontro è tra provocatori e cecchini da una parte e le truppe e la polizia dall’altra, ci sono vittime da entrambe le parti e finiscono per provocare vittime civili. Questo scenario viene utilizzato per giustificare l’intervento militare nel paese. I centri imperialisti, stanno mascherando i loro artigli, in quanto si parla di “zona di esclusione”, “corridoio umanitario”, “ribelli”, “peacekeeping”, “sanzioni”, tutta l’intera litania dei preparatori all’occupazione militare . I vettori aerei degli Stati Uniti sono già sulla costa siriana, crescono le sanzioni per strangolare il paese e le tradizionali chiamate a lasciare la Siria delle grandi potenze straniere che vogliono invadere il paese. Certo. La Siria è un grosso ostacolo per le mire espansionistiche dell’imperialismo ed il sionismo. E’ uno dei pochi paesi con cui i palestinesi sono in grado di collaborare. Ha una posizione strategica per il progetto di espansione chiamato “Grande Israele” e crea le condizioni per l’aggressione contro l’Iran e poi forse il Libano, per aiutare a completare la pulizia etnica che ha effetto il sionismo in Palestina e l’egemonia imperialista in tutto il Medio Oriente. In Libia, i “ribelli”, applauditi e guidati da alcuni media di “sinistra”, si sono impegnati da subito a trasformare il Paese in un imperialismo con un enorme base militare per dominare il continente africano. Con quale morale gli Stati Uniti e la NATO – che hanno ucciso, torturato e ferito negli ultimi anni più di un milione di persone, la stragrande maggioranza civili, in diversi paesi – possono parlare di diritti umani? Con quale morale Arabia Saudita, le monarchie ed emirati arabi, i regimi più conservatori e autoritari nel mondo possono parlare di democrazia? Pertanto, il PCB non tentenna. La lotta di classe è sempre di campo. Il nostro campo sono i lavoratori e coloro che lottano contro l’imperialismo. Pertanto, esortiamo il governo brasiliano a riconsiderare il proprio voto alla condanna delle Nazioni Unite della Siria, e dei lavoratori brasiliani di parlare in solidarietà con il popolo siriano. Pertanto, tutti la nostra solidarietà per la stragrande maggioranza degli egiziani e siriani. Rio, Partito Comunista Brasiliano

Un altro genocidio in divenire, quello del popolo sirianoultima modifica: 2011-12-28T15:59:00+01:00da dalai87
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