E’ il Capitalismo da Licenziare!!!

401606_278404405555364_100001574203223_799138_1141950632_n.jpgLa crisi strutturale del capitalismo si approfondisce ed impone ai lavoratori un alto livello di peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita. Dalla Grecia, al Portogallo, alla Spagna, ai paesi dell’ex blocco socialista, come in Italia, è in atto un attacco generale contro le conquiste sociali strappati con dure lotte sociali e politiche negli anni precedenti, quando i rapporti di forza garantiti dal blocco socialista e dalla forte azione della classe operaia, obbligavano i capitalisti a delle concessioni; lo stato sociale, che è stato l’illusione di una conquista duratura ed un bloccare ogni processo rivoluzionario in Occidente.

La crisi internazionale del capitalismo rende le oligarchie finanziarie, industriali e militari, ancora più autoritarie e bellicose nella loro corsa ai profitti ed al controllo, lo sfruttamento ed il dominio di nazioni da sottomettere alla loro sfera d’influenza. I regimi “democratici” bipolaristi (costituiti da due grandi poli centrodestra e centrosinistra, come da modello imposto dagli Usa) in tutta Europa assolvono al compito di applicare leggi e misure anti-popolari che servono a conservare privileggi e profitti della classe dominante al potere, perseguendo nei diktat imposti dal FMI, dalla BCE, dal WTO, tutti organismi sovranazionali globali e totalitari che hanno cancellato ogni sovranità nazionale a governi e parlamenti che si confermano semplicemente come dei comitati d’affari, in cui la tanta celebrata democrazia liberale è in realtà una dittatura della classe dominante e dei monopoli bancari, finanziari ed industriali. In Italia ed in Grecia sono stati imposti governi di diretta emanazione dei centri di potere imperialisti e dell’oligarchia finanziaria.

Negli ultimi vent’anni almeno, abbiamo assistito gradino dopo gradino ad un progressivo e costante peggioramento delle condizioni di lavoro, dei salari e sociali dei lavoratori, con la compiacenza attiva della socialdemocrazia e dei sindacati ad essa collegati della condederazione Sindacale Internazionale (di cui fan parte la triade CGIL-CISL e UIL). Oggi le cifre nella sola Italia, dicono che sono più di 2 milioni di persone più del 30% della popolazione giovanile è senza lavoro, a cui vanno aggiunti i sotto-occupati ed i cassaintegrati. La grande maggioranza dei giovani occupati è precario, senza tutele e con un salario inferiore. Un disoccupato al giorno si toglie la vita, più di 3 lavoratori al giorno perdono la vita sul lavoro. Negli ultimi dieci anni c’è stata un impennata del 108% negli sfratti per morosità, che riguardano nella maggioranza dei casi, operai, giovani e pensionati, ma nell’ultimo periodo riguarda anche artigiani e piccoli commercianti. Licenziamenti, delocalizzazioni, sfruttamento di manodopera a basso costo e concorrenziale, perdita di diritti e tutele, l’ultimo attacco alle pensioni (dopo una lunga serie di controriforme), numerose piccole attività costrette a chiudere, sono il concreto risultato delle spietate leggi del mercato e del potere dei grandi monopoli “multinazionali” (cossidetti multinazionali ma che hanno le loro radice in una ristretta cerchia di stati, gli Usa su tutti).

Si inaspriscono, altresi, le contraddizioni inter-imperialiste, con la perdita di egemonia da parte degli Usa, che rischiano di esser superati dall’ascesa della Cina, che costringono gli Usa ad inasprire la sua attività militare e di controllo, volta contro la Cina, i suoi alleati e le sue fonti energetiche. Tutte le misure “tecniche” che vengono ratificate dai parlamenti, servono a scaricare sui lavoratori i costi della crisi e gli interessi del cossidetto debito pubblico (che tramite le agenze di rating, salgono e rappresentano un cappio al collo delle nazioni dominate e subalterne), in larga parte posseduto da quei monopoli bancari e finanziari che agiscono “sul mercato” e sulla “fiducia” (tutte parole usate dalla dottrina mediatica dominante); si obbligano così gli stati a privatizzare ed a smantellare il proprio patrimonio, i servizi pubblici, il sistema pensionistico ecc…, convincendo della bontà e della necessità di tali misure con lo spettro del fallimento e della miseria, con una forte azione dei media. In realtà si rafforzano il capitale monopolistico e si estende il potere economico e finanziario dei grandi gruppi bancari e finanziari.

Le liberlizzazioni (in particolare, taxisti, benzinai ed edicolanti) si inseriscono nello stesso contesto; sconfitta, divisa ed incastrata la classe operaia come soggetto sociale in grado di esprimere un blocco sociale resistente ed alternativo, il capitalismo globale e monopolista vuol introdurre in tutti i settori le leggi del mercato e la concorrenza tra lavoratori. Solo tra lavoratori, in quanto ogni settore liberalizzato finisce in mano alle grandi aziende e multinazionali(altro che concorrenza ed abbassamento dei costi al consumatore). Dopo l’eliminazione delle barriere degli stati nella corsa al mercato unico(pochi Stati ancora resistono e vengono calunniati ed attaccati militarmente), l’imposizione a livello globale delle leggi funzionali all’arricchimento delle multinazionali, all’espropriazione delle risorse naturali, la sconfitta (momentanea) dei paesi anti-imperialisti e socialisti, l’imposizione di una società ed un modello consumista, la classe operaia divisa e schiacciata ed illusa dal “sogno americano”, ogni “barriera” che il capitale monopolistico ed oligarchico si trova davanti verrà distrutta.

Il movimento siciliano che unisce gli autotrasportatori, gli agricoltori ed i lavoratori marittimi, rappresenta proprio l’esplodere delle contraddizioni del sistema capitalistico dominato dall’oligarchia finanziaria e dai monopoli euro-atlantici, che schiaccia i piccoli produttori, l’agricoltura locale, causa l’aumento dei costi e dei prezzi, ed il peggioramento delle condizioni di lavoro e l’esistenza di molti settori. A differenza dei finti movimenti come il “popolo viola”, ha una base popolare ed un piano di rivendicazione vero, che parte dal lavoro e dalle necessità concrete delle masse popolari. Ciò che accusano è difatti, l’aumento del costo del gasolio, delle autostrade, il monopolio della grande distribuzione, le imposizioni di regolamenti da parte dell’UE. La piccola produzione e distribuzione, viene difatti schiacciata dai grossi monopoli dei settori e dalla globalizzazione. I prodotti locali dell’agricoltura, subiscono la concorrenza di prodotti a minor costo prodotti e distribuiti su larga scala da questi monopoli, che conquistano i mercati e ne traggono il massimo profitto, a discapito della piccola produzione e distribuzione. Questo modo di produzione, più che mai putrescente e parassita, è incapace di soddisfare anche i bisogni primari dell’umanità.

Solo unendo tutte le realtà ed i settori lavorativi, precarizzati e carne da macello ogni giorno di più al servizio delle multinazionali (controllate o compartecipate dalle banche), in un alleanza sociale (come la realtà greca del PAME) diretta contro le varie misure emanate da questi governi e parlamenti, contro i monopoli e l’imperialismo (che è un sistema socio economico, e non qualcosa di astratto o riservato ad un ambito di politica estera). Un alleanza sociale, un movimento popolare, che solo un Partito Comunista vero, può guidare verso la vittoria, superando le posizioni riformiste ed illusorie al servizio della conservazione dello status quo, ed il populismo qualunquista, che fanno breccia in molti disillusi dall’organizzazione politica e dalla lotta politica e sociale, e che nei fatti rende vana ogni lotta isolata o settoriale, portata avanti anche con grande sacrificio. Assistiamo a grandi piccoli lotte, contro i licenziamenti, contro la chiusura di uno stabilimento, nella difesa del posto di lavoro, contro la delocalizzazione, contro il caro vita ecc… che sono portate avanti, a causa dell’abbandono della lotta comune e di classe, in modo isolato, con l’azione tesa in questo senso delle organizzazioni sindacali al servizio del capitle. E’ il capitalismo da licenziare!!! Senza i lavoratori, che producono quei beni necessari all’intera società, nulla gira!!!

E’ il Capitalismo da Licenziare!!!ultima modifica: 2012-01-25T15:27:00+01:00da dalai87
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