Comunisti greci: no ad un governo di sinistra, rafforzare il KKE per il potere operaio-popolare!

getImage.do?size=medium&id=93475&format=.jpgDa tempo il KKE è divenuta la principale forza della classe operaia greca e delle masse popolari, e ricopre un ruolo fondamentale nella ri-costruzione di un movimento comunista internazionale rivoluzionario fondato sul marxismo leninismo. Dopo la buia fase seguita al periodo della sconfitta controrivoluzionaria del socialismo sovietico, il KKE ha sconfitto al proprio interno l’ala opportunista, riformista, revisionista e controrivoluzionaria, avviando un processo di rafforzamento ideologico ed organizzativo che gli ha permesso di essere oggi all’avanguardia della lotta di classe rivoluzionaria a livello nazionale ed europeo. L’approfondirsi della crisi del capitalismo in Grecia ed in Europa, ha portato le masse operaie e popolari greche alla consapevolezza della reale natura del sistema capitalista imperialista ed ha ingaggiato una dura lotta di classe in tutti questi anni, rafforzata e diretta dal KKE che ha negli anni costituito il movimento operaio-popolare del PAME che unisce le punte avanzate della classe operaia, con i contadini, i braccianti, la gioventù proletaria, i piccoli commercianti, i disoccupati, i lavoratori migranti, costituendo quell’alleanza di classe fondamentale in un processo rivoluzionario. Il KKE non mira quindi, ad una tattica d’alleanze elettorali, ma alle alleanze sociali. Il PAME ha assunto un ruolo da protagonista nelle fabbriche e nei vari posti di lavoro, divenendo una forza di base costituita da lavoratori, che organizza le lotte di sciopero e di resistenza, dalle fabbriche ai quartieri alle università. In molte città greche, il KKE ed il PAME costituiscono i comitati di quartiere che rendono la gente comune ed i lavoratori attivamente partecipi alla “vita pubblica” e sostiene casse di resistenze e sostegno sociale per le numerose famiglie proletarie in difficoltà. Su tutte le lotte, da ricordare l’eroica lotta degli operai della Steelworkers ad Atene arrivati al sesto mese di sciopero continuato, contro le barbare misure imposte dalla Troika e dai governi borghesi ed oligarchi greci, contro il licenziamento dei loro compagni di lavoro. Sciopero che ancora continua e che vede numerose azioni di solidarietà internazionale, organizzate dai partiti comunisti e dalla FSM (Federazione Sindacale Mondiale, della quale fa parte il PAME).

Il KKE, porta avanti una dura lotta ideologica contro il revisionismo e l’opportunismo riformista, criticando duramente la costituzione del Partito della Sinistra Europea ed i suoi aderenti, nonchè i partiti comunisti che avanzano analisi fuorvianti e posizioni conciliatorie che negano la necessità rivoluzionaria. Articoli e documenti, tradotti da resistenze.org e ripresi dal partito fratello in Italia CSP-Partito Comunista, documentano ampiamente le posizioni del Partito Comunista di Grecia. Tra queste, la posizione sulla finta diconomia “destra-sinistra”. Questa posizione assume ancora più vigore in questa fase in cui le classi popolari greche sono divise tra le posizioni conciliante e riformiste della sinistra radicale di SYN-SYRIZA e Sinistra Democratica(che prende i voti soprattutto da fasce medie in declino) e le posizioni rivoluzionarie del KKE(oltre ad una parte della classe operaia e settori popolari soprattutto giovanili, su posizioni anarchiche). Attualmente a meno di un mese dalle elezioni, alcuni sondaggi danno il KKE tra il 12.5 e 14% divenendo la seconda forza politica in assoluto dopo ND(partito liberale borghese al 22.5%, che paga la scissione del gruppo “grecia indipendente”), mentre il PASOK (partito borghese liberalsociale) è in caduta libera al 12%, in seguito anche alla scissione di “Sinistra Democratica” che otterebbe circa l’11.5% dei voti(essenzialmente voti delle fasce medie usciti dal PASOK), la coalizione radicale SYRIZA con una percentuale di voti intorno al 11-12%; le forze di estrema destra sono in leggera avanzata. Ciò dimostra che ancora una parte delle masse popolari greche è incatenata nella paura da utopiche posizioni riformiste. Il KKE in questa campagna elettorale, oltre la propria costante e determinante azione di sciopero e di lotta, nelle fabbriche nei quartieri, nelle università, sta facendo appello ai lavoratori ed ai settori popolari a superare queste paure ed illusioni, rafforzando il Partito Comunista ed il movimento operaio-popolare. Superare, quindi, la diconomia “destra-sinistra” che da tempo non rappresenta più interessi di classe opposti, ma contigui interessi della stessa classe dominante. Nessun governo progressista o di sinistra o di centrosinistra all’interno dell’attuale stato di cose può determinare vantaggi per la classe operaia e i settori popolari greci. Come afferma la segretaria del Partito Comunista, A.Papariga, parlare oggi in termini di destra, sinistra e centro non ha alcun valore, bisogna guardare alle forze sociali, organizzarle, prepararle e rafforzarle per la conquista del potere, la cancellazione del debito, l’uscita dall’Ue e dalla Nato, la socializzazione dei mezzi di produzione. L’unico modo per rafforzare il processo rivoluzionario e gli interessi della classe operaia, è indebolire il potere borghese e le sue istituzioni. A questo fine, il KKE non si allea con nessun partito, ed andrà all’opposizione di un governo che qualunque sia il suo colore politico sarà soggetto ai diktat della troika, e stante gli attuali rapporti di forza, sarà un governo estremamente debole, che farà avanzare ancor di più la coscienza della classe operaia e dei settori popolari greci, sulla necessità del cambiamento radicale e del socialismo.

Gli esempi portati dal KKE a dimostrazione delle proprie tesi, sono la Francia, la Spagna e l’Italia, dove la costituzione di governi di centrosinistra o di sinistra con la partecipazione dei comunisti (o sedicenti tali) stessi, non ha portato a nessun avanzamento nè miglioramento per la classe operaia e i settori popolari, ma al contrario ha peggiorato le loro condizioni e rallentato se non dissolto i movimenti operai ed anticapitalisti incastrandoli nell’illusione riformista prima e nella frustazione dopo. Il KKE portando questi esempi afferma di non aver nessuna intenzione di raffreddare o rallentare il movimento operaio e popolare del proprio paese, ma di rafforzarlo e rafforzarsi come Partito al tempo stesso. Non è cambiando coalizioni e governi, che cambierà il destino riservato dalla classe dominante alle masse operaie e popolari. Solo la rivoluzione proletaria guidata dal Partito Comunista, la conquista del potere e l’edificazione del socialismo, costituirà la salvezza ed il benessere per gli operai e le masse popolari e la pace tra i popoli.

Comunisti greci: no ad un governo di sinistra, rafforzare il KKE per il potere operaio-popolare!ultima modifica: 2012-04-11T17:24:00+02:00da dalai87
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