67 anni della vittoria sul nazi-fascismo

558498_354252691303868_100001574203223_989003_1275237066_n.jpgQuando i mezzi di comunicazione tradizionali (cioè borghesi) trattano la fine della Seconda Guerra Mondiale, ricreano immagini di soldati americani e inglesi, e nella nostra memoria collettiva appaiono le visioni di “film holiwoodiani” sull’argomento.

I libri di testo scolastici attuali parlano di Montgomery che sconfisse Rommel “la volpe del Deserto” in El Alamein; parlano dei “Marines” che combattono contro i giapponesi a Guadalcanal. Vediamo la serie prodotta da HBO sui coraggiosi paracadutisti yankee della Divisione 101 aerotrasportata e le sue imprese in Normandia, o ricordiamo il film di Tom Hanks “Salvate il soldato Ryan”, è ricorrente l’immagine di molti giovani valorosi soldati americani, spiritosi e spensierati che combattono per sconfiggere le forze del male di Hitler o di ufficiali inglesi sempre in ordine e signorili ai quali nessun combattimento contro i nazisti ha impedito loro di prendere il tè in tempo, come le norme di cortesia britannici indicano. Inoltre, le ultime filmografie arrivano quasi a ripulire l’immagine delle forze militari hitleriane creando l’immagine di tedeschi che hanno combattuto nella Wehrmacht mossi dal sacro dovere patriottico, usato da Hitler, e adesso ci presentano anche pellicole in cui viene addolcita la figura Hitler, mascherando così il legame comprovato del capitale tedesco e del capitale internazionale nell’ascesa del fascismo.

La storiografia borghese

Sulla II Guerra Mondiale si è creata una gigantesca opera di contraffazione e di mascheramento che nasconde le vere cause e nega gli sforzi di quegli uomini e donne, nazioni e popoli che hanno effettivamente sopportato il carico maggiore per la sconfitta delle forze nazi-fasciste.

Nello sbarco in Normandia il 6 giugno 1944, nel primo giorno di operazioni 250.000 soldati delle forze alleate (Stati Uniti, francesi liberi, inglesi, canadesi, ecc.), in una innegabile e pericolosa azione anfibia di grandi difficoltà logistiche e militari, si stabiliscono sul continente europeo e costituiscono l’atteso secondo fronte.

Ciò che non si conosce ed è conservato dalla storiografia borghese, è che il 22 giugno 1944, i sovietici condussero l’operazione  “Bagration”, per appoggiare le forze ​​anglo-americane appena approdate in Francia; in questa epica azione militare 1.700.000 soldati dell’Armata Rossa intrapresero un’offensiva nei paesi baltici e Bielorussia circondando e sconfiggendo le forze hitleriane provocandogli oltre 150.000 morti, 250.000 feriti e più di 160.000 prigionieri di guerra, aprendo la strada alla successiva liberazione della Polonia e l’ingresso nei territori della Germania nazista e provocando la caduta della Romania alleata del Terzo Reich e alleviando la pressione sofferta dagli Alleati in Francia.

Liberazione di Parigi

Quando si parla della liberazione di Parigi si ricreano sempre immagini di soldati yankee su un carro armato “Sherman” sugli Champs Elysees, ma si mascherano i fatti reali; la rivolta del 19 Agosto 1944 dove il popolo parigino, le Forze Francesi dell’Interno composte dai ​​famosi Franchi-tiratori e dai partigiani del Partito Comunista Francese (PCF), insieme al popolo francese in generale con bombe molotov, pistole e armi leggere circondarono le truppe d’ occupazione naziste, costringendo le forze Alleate ad entrare a Parigi, poiché il comando alleato non pensava di esser in grado di strappare militarmente Parigi ai tedeschi, e come dato di curiosità le prime forze militari alleate che entrarono nella capitale, erano composte da comunisti e repubblicani spagnoli.

Non si parla mai degli sforzi dei comunisti francesi nella resistenza all’occupazione nazista, del famoso compagno Missak Manouchian e delle sue guerriglie urbane, comunisti polacchi, armeni, francesi, spagnoli, che hanno giustiziato nel mese di settembre al generale Ritter, capo militare nazista a Parigi; scoperti saranno giustiziati dai nazisti nel 1944, i nazisti volevano esporli al ridicolo mettendo i loro nomi e foto su un manifesto sui muri di Francia, ottenendo solo che ai posteri saranno noti come gli Eroi del Manifesto Rosso.

Su tutti i fronti

Abbiamo tutti sentito parlare dell’attacco giapponese a Pearl Harbour, e delle innumerevoli ricreazioni cinematografiche, ma poco abbiamo sentito parlare dell’Esercito Popolare di Liberazione e distaccamenti partigiani della Jugoslavia, che crearono una forza che raggiunse la cifra di 800.000 combattenti e che hanno dovuto combattere e sconfiggere le forze d’occupazione della Germania nazista, l’Italia fascista, gli ustachi (fascisti croati) e nazionalisti serbi.

Si pensa che solo l’esercito degli Stati Uniti ha combattuto il Giappone fascista, ma non si menziona una parola circa i 20 milioni di cinesi morti durante la guerra o di celebrare l’8ª Armata e il 4° Corpo dell’Esercito comunista e la sua guerra anti- giapponese; o dell’offensiva sovietica in Manciuria nel 1945 insieme alle forze cinesi, che pesò di più nella sconfitta del Giappone che il criminale bombardamento di Hiroshima e Nagasaki.

Si occulta che l’olocausto non fu solo contro il popolo ebraico, ma anche contro gli zingari, i neri, i slavi, i malati mentali, i disabili, tutti erano esseri inferiori e milioni di loro furono mandati nelle camere a gas.

L’URSS ha salvato l’umanità

Viene nascosto che quasi l’80% dello sforzo militare fu sulle spalle del popolo sovietico. 29 milioni di suoi cittadini e soldati sono stati uccisi in guerra. Per tre anni l’Unione Sovietica ha combattuto la Germania nazista da solo, mentre gli inglesi e gli americani esitavano ad aprire il secondo fronte. Può sembrare ridicolo, ma non sono molte le persone che in Occidente sanno che fu l’Unione Sovietica che ha preso d’assalto Berlino e ha innalzato la bandiera del proletariato internazionale sul Reichstag il 30 aprile 1945, non furono il soldato Rayn, Rambo o Tom Hanks , che hanno piazzato la loro bandiera sulla capitale fascista.

67 anni fa, il 9 maggio 1945, si sigilla definitivamente la vittoria delle forze del progresso sulle forze retrograde, salvando l’umanità da una terribile, prolungata e sanguinosa notte.

Si ignora la lotta di milioni di comunisti europei: francesi, spagnoli, belgi, olandesi, tedeschi, russi, greci e del mondo che con il loro sacrificio hanno sconfitto la bestia oscura del fascismo.

Oggi, quando la crisi del capitale e le ambizioni delle grandi potenze imperialiste conducono l’umanità alla possibilità di una nuova guerra per la spartizione del mondo, quando il capitale internazionale può ricorrere al fascismo per reprimere la lotta dei lavoratori del pianeta, i comunisti di tutto il mondo devono ricordare l’eroico sforzo per sconfiggere il fascismo di Hitler e il ruolo svolto dai comunisti e dai lavoratori in questa gesta.

Ricordiamo la grande parola d’ordine d’allora:

MORTE AL FASCISMO! LIBERTA’ PER I POPOLI!

di Wladimir Abreu, docente di Storia

67 anni della vittoria sul nazi-fascismoultima modifica: 2012-05-09T17:47:00+02:00da dalai87
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