Il Governo anti-operaio greco reprime selvaggiamente lo sciopero dell’Acciaieria

acer%C3%ADa.jpgIl governo greco, in particolare lo stesso primo ministro, ha deciso di reprimere lo sciopero di 9 mesi dei lavoratori della “Acciaieria Greca” per proteggere gli interessi del suo padrone. All’alba di Venerdì, 20 Luglio, le cosiddette forze di polizia in tenuta anti-sommossa, accompagnati da un procuratore, sono apparse davanti ai cancelli delle acciaierie occupata, alla periferia di Atene, invadendo la struttura, picchiando gli scioperanti che in quel momento erano nell’acciaieria arrestandone 9. La polizia ha chiesto ai detenuti di firmare che rinunciano allo sciopero, per essere liberati.

Successivamente qualche crumiro, direttori, dirigenti e altri servi del padrone dell’impresa sono entrati nei locali della fabbrica, accompagnati e protetti dalle forze pretoriane del regime, mentre alcuni squadroni avevano bloccato l’ingresso della fabbrica. Immediatamente scioperanti e compagni solidali con la loro lotta sono giunti all’Acciaieria concentrandosi al di fuori dell’ingresso bloccato dalla polizia per tutta la giornata.

Il terrorismo dei padroni è subentrato a quello delle forze repressive. Subito dopo l’invasione delle forze di polizia e crumiri presso le acciaierie, i lacchè del padrone dell’impresa hanno iniziato a chiamare gli scioperanti (la stragrande maggioranza dei lavoratori), per terrorizzarli, dicendo loro che se non rientravano a lavoro sarebbero stati licenziati immediatamente.

Allo stesso tempo i mezzi di disinformazione del regime hanno intrapreso una campagna di propaganda e menzogne, presentando la segretaria del personale del proprietario dell’acciaieria Manesis come…  “rappresentante dei lavoratori, dei dirigenti e direttori dell’impresa come… la maggioranza dei lavoratori che vogliono lavorare”. Questi servi del regime nascondono il fatto che la stragrande maggioranza dei lavoratori ha sostenuto la lotta di sciopero per nove mesi consecutivi, votando alle assemblee svolte quasi ogni settimana per il suo rinnovo e partecipando all’occupazione della fabbrica. Occultano il fatto che i lavoratori resistono ai licenziamenti effettuati dal padrone, all’imposizione della giornata di lavoro di 5 ore al giorno con il taglio dei loro stipendi del 40%, contro il lavoro rotativo, contro l’abolizione dei diritti dei lavoratori e la loro trasformazione in schiavi.

Questa repressione dello sciopero arriva dopo diversi tentativi dei padroni di romperlo attraverso i crumiri, i teppisti, o con sentenze della “Giustizia” che lo hanno dichiarato illegale. Questa volta il primo ministro stesso ha ordinato l’attacco alla polizia e la repressione dello sciopero.

Nel pomeriggio più di 2.000 persone si sono radunate sulla strada principale e hanno marciato verso le strutture della fabbrica. Come il corteo è arrivato all’Acciaieria, gli scioperanti insieme ai compagni solidali con la loro lotta si sono schierati di fronte alla schiera dei poliziotti in antisommossa ed i loro furgoni con cui hanno bloccato l’ingresso alla fabbrica. Il Partito Comunista ha proclamato per il prossimo lunedì una nuova mobilitazione, mentre Sabato 21 Luglio alle 11 si è tenuta una assemblea generale dei lavoratori.

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Il Governo anti-operaio greco reprime selvaggiamente lo sciopero dell’Acciaieriaultima modifica: 2012-07-21T16:04:00+02:00da dalai87
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