Il 53% dei rumeni desidera tornare a vivere in un sistema socialista

ruma.jpgDopo due decenni di sofferenza per la barbarie capitalista, e dopo che il paradiso promesso per imbrogliare i lavoratori rumeni e assicurare il successo del colpo di stato del dicembre 1989 ha mostrato nella realtà che è un inferno, la maggior parte dei romeni che dichiarano che vogliono tornare a vivere in un sistema socialista.

Il sondaggio condotto da Public-Affairs nel periodo tra il 14 e il 18 luglio rileva che il 53% dei rumeni vorrebbero godere di nuovo di un sistema socialista.

Lo studio è stato realizzato nel quadro di un sondaggio più ampio sull’attuale instabilità politica, sullo scontro tra il Presidente e il Parlamento ed ha incluso altre domande con le seguenti conclusioni:

Il 26% dei rumeni ritiene che la Romania può essere espulsa dall’Unione europea nel prossimo futuro a causa della crisi politica.

Il 64% dei partecipanti allo studio ritengono che la Romania non sta andando verso la strada giusta, e si pentono del sistema politico e economico che soffrono, il capitalismo, mentre il 53%, come abbiamo detto prima, vorrebbe che il Paese tornasse a godere di un sistema socialista.

Alla domanda: Come pensi che sia l’immagine della Romania in Europa? Il 71% degli intervistati ritiene che l’immagine del paese è molto cattiva.

Per quanto riguarda la domanda sul ritorno al socialismo, e come già affermava il comunista assassinato dalle autorità nel 1992, Virgil Zbaganu, per il suo tentativo di far si che il Partito Comunista Rumeno continuasse ad agire nella vita politica, la cosiddetta Rivoluzione (in realtà un colpo di stato contro il popolo) non aveva mai avuto un carattere anti-comunista, e la maggior parte dei lavoratori che scesero in piazza lo fecero per chiedere una modifica alle misure di austerità attuate dai governi di Ceausescu con l’obiettivo di eliminare il debito estero.

Zbaganu affermava proprio che: “Si dice che gli eventi di dicembre hanno avuto un sentimento anticomunista. Si tratta di una grossolana bugia. Nessuno ha mai gridato nel dicembre del 1989: vogliamo il capitalismo, vogliamo la povertà, la disoccupazione, vogliamo esser disprezzati. Inoltre, il 23 dicembre, sulla facciata della fabbrica di Meccanica Fina (la notte tra il 21 e il 22, la prima colonna dei lavoratori uscì dalla fabbrica) leggiamo: “La fabbrica è nostra” e non “vogliamo che ci privatizzano la fabbrica”. La tragedia è stata che i lavoratori, non avendo un partito che li rappresentasse, hanno lottato fino ad ora sotto altre bandiere”. 

I rumeni continuano a pensarla ancora oggi più o meno così, tanto che il 53% ha dichiarato che sarebbe felice di tornare a vivere in un sistema socialista, tuttavia, ritengono che Ceausescu (solitamente quando i rumeni parlano del presidente assassinato dai golpisti si riferiscono agli ultimi dieci anni ovvero al periodo in cui si era deciso di liberare la Romania dal debito estero con il Fondo monetario internazionale e le organizzazioni internazionali per riprendere la sovranità a rischio) ha applicato l’idea del comunismo in modo sbagliato.

E’ certo che dopo due decenni di capitalismo selvaggio, tagli brutali, governo di una elite criminale e mafiosa, di distruzione delle industrie produttive e dell’agricoltura rumena, anche nella Romania degli ultimi anni di Ceausescu, quando ha dovuto pagare a marce forzate il debito estero per consentire ai romeni governarsi da sè (tuttavia ciò avvenne senza tagli ai servizi e ai diritti basilari come la salute, l’istruzione, l’occupazione o alloggio) si viveva molto meglio che oggi in una Romania, colonia degli Stati Uniti e dell’UE.

di José Luís Forneo

tratto da: http://www.lamanchaobrera.es/?p=16626

Il 53% dei rumeni desidera tornare a vivere in un sistema socialistaultima modifica: 2012-08-12T19:49:00+02:00da dalai87
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5 pensieri su “Il 53% dei rumeni desidera tornare a vivere in un sistema socialista

  1. Io vivo e lavoro in Italia e posso confermare che i rumeni sono nostalgici, me inclusa. I motivi? La sicurezza del posto di lavoro e della casa, uno stipendio decente, contratto a tempo indeterminato, interessi per mutuo 0.2% all’anno, durata del mutuo di 10 anni. In Romania sono state sfrattate fin’ora un millione di persone e un altro millione aspetta di essere buttato fuori dalle loro case di proprietà o affittate dallo stato con un contratto senza scadenza, e questo Ceausescu non lo avrebbe mai fatto anzi lui costruiva case. Quasi tutti lavoriamo con una qualifica inferiore agli studi conseguiti, e questo prima di 1989 erà illegale. Io vedo i mei conoscenti, i miei amici sono troppo presi dai problemi per pensare alla politica, quindi pe avere un governo di sinistra si deve aspettare il peggioramentio della situazione e finire nei scenari tipo guerra civile e questo per colpa anche dell’incapacità della sinistra di organizzarsi.

  2. Grazie Diana per la tua testimonianza. Frequentemente ci capita di parlare dell’esperienza socialista in Romania, con rumeni che vivono e lavorano in Italia, spesso sottopagati o come badanti, ed abbiamo sempre ricevuto informazioni positive e questo tipo di comparazione che anche te hai fatto, con il sistema capitalista installatosi dopo l’89 ed il raffronto con il capitalismo diffuso in Occidente. E’ un sentimento che accomuna tutti i rumeni che vivono solo con la propria forza lavoro.

  3. Solo un esempio del cinismo di chi e oggi al potere perchè con le elezioni non cambia niente, sono sempre loro al potere , i traditori del partito comunista, in barba anche agli partiti storici come PNL che non centra niente con il PNL del dopo 1989.
    I rumeni hanno votato con PSD credendo di votare con un partito di sinistra.

    il progetto “Mamma ti ama” per gli studenti ai quali genitori sono all’estero per lavorare.

    Il progetto ha lo scopo di aiutare gli studenti di mettersi in contatto con i loro genitori che si trovano all’estero per lavorare. Efettivamente ogni bambino potrà accedere all’aplicazione virtule Skype, disponibile nelle biblioteche pubbliche, per poter communicare audio e video con i propri cari. Ministero dell’Istruzione assume il compito di sostenere attraverso i mezzi CHE HA a disposizione, di promuovere in territorio questa applicazione e di fornire il necessario sostegno al PROGETTO. Accordo di partenariato è valido per due anni. Il progetto e parte degli SFORZI del Ministero dell’Istruzione per creare le condizioni per uno SVILUPPO SANO dpdv emotivo e sociale per i figli, che privati ​​della presenza permanente dei loro genitori, possono diventare vulnerabili.

    Acordul „Te iubeşte mama”, sprijin pentru elevii cu părinţi aflaţi la muncă în afara României

    21.12.2012

    Secretarul de stat pentru învăţământ preuniversitar, domnul Stelian Fedorca, a semnat un acord de parteneriat privind implementarea proiectului „Te iubeşte mama”, care aparţine L`Associazione delle Donne Romene in Italia – A.D.R.I.
    Proiectul are menirea de a-i ajuta pe elevii români să ia legătura cu părinţii lor aflaţi la muncă peste hotare. Concret, fiecare dintre copii va putea să acceseze aplicaţia virtuală Skype, disponibilă în bibliotecile publice, pentru a putea comunica audio şi video cu cei dragi. Ministerul Educaţiei se angajează, astfel, să susţină prin mijloacele pe care le are la dispoziţie, promovarea în teritoriu a acestei facilităţi şi să acorde sprijinul necesar derulării proiectului. Acordul de parteneriat are o valabilitate de doi ani. Proiectul se înscrie în eforturile Ministerului Educaţiei de a crea condiţiile unei dezvoltări sănătoase din punct de vedere emoţional şi social pentru copiii care, lipsiţi de prezenţa permanentă a părinţilor lor, pot deveni vulnerabili

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