Ode a Stalin di Pablo Neruda

Compagno Stalin, io stavo vicino al mare a Isla Negra,

riposando dopo lotte e viaggi,

quando la notizia della tua morte giunse come un colpo di oceano.

Fu dapprima il silenzio, lo stupore delle cose, e poi giunse dal mare un’onda grande.

Di alghe, metalli e uomini, pietre, spuma e lacrime era fatta quest’onda.

Da storia, spazio e tempo raccolse la sua materia e s’innalzò piangendo sul mondo

fino a che di fronte a me venne a colpire la costa e fece piombare sulle mie porte il suo messaggio di lutto

con un grido enorme

come se d’improvviso si spaccasse la terra. […]

Staliniani. Portiamo questo nome con orgoglio.

Staliniani. Questa è la gerarchia del nostro tempo! […]

Non è scomparsa la luce,

non è scomparso il fuoco,

anzi, aumenta

la luce, il pane, il fuoco e la speranza

dell’invincibile tempo staliniano!

Nei suoi ultimi anni la colomba,

la Pace, l’errante rosa perseguitata,

si fermò sulla sua spalla e Stalin, il gigante,

l’innalzò sulla sua fronte.

Così videro la pace popoli distanti…

 

Ode a Stalin di Pablo Nerudaultima modifica: 2012-09-24T01:29:00+02:00da dalai87
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