Successo dell’Assemblea Operaia del 1° Maggio a Pomigliano d’Arco

“Il 1° Maggio è per la classe operaia internazionale un simbolo del valore insostituibile che i lavoratori svolgono nella società e nella produzione”, così si afferma nel comunicato internazionale della FSM (Fed. Sindacale Mondiale) per caratterizzare questa data che da anni invece è stata spogliata dal suo reale valore. A Pomigliano d’Arco, il Comitato Mogli Operai, lo Slai Cobas con l’attiva partecipazione del CSP-Partito Comunista, hanno organizzato una riuscita e partecipata assemblea operaia che ha posto al centro la questione operaia, il loro ruolo centrale nella società e nella produzione e la necessità dell’organizzazione, della resistenza e della controffensiva come classe. E ciò non può che avere un raffronto nella necessità condivisa della costruzione del Partito della classe operaia, ovvero il Partito Comunista, e del Sindacato (con la “esse” maiuscola come detto dalla compagna Mara Malavenda), ovvero il Sindacato di Classe. All’assemblea hanno partecipato oltre i membri dell’esecutivo nazionale dello Slai Cobas, il Comitato Mogli Operai, il CSP-Partito Comunista, il Fronte della Gioventù Comunista, il PAME con l’intervento del compagno greco Petros Kipouropoulos, l’associazione commercianti territoriali C.A.I.P. insieme all’altro sindacato di categoria AICAST, Gennaro di Paola partigiano delle 4 giornate di Napoli e operai della Fiat di Pomigliano e di Melfi, della Piaggio di Pontedera, una lavoratrice dell’USB di Benevento, un operaio membro del direttivo prov. della FIOM. Dure critiche sono state espresse contro i confederali, braccio dei padroni, e la “sinistra” istituzionale e pseudo radicale colpevole di aver abbandonato qualsiasi posizione di classe in tutti questi anni, nell’unico scopo di accomodarsi nelle istituzione e in Parlamento per sopravvivere. La centralità della classe operaia contro i pseudo “nuovi soggetti” che l’avrebbero sostituita nel ruolo di “soggetto rivoluzionario”, la chiarezza dell’analisi di classe e della situazione politica e sindacale, la necessità dell’organizzazione di classe ed internazionale e quindi della costruzione della mobilitazione operaia, del Partito Comunista e del Sindacato di Classe. Questi sono stati i cardini affrontati nell’assemblea operaia che nelle parole di Vittorio Granillo ha annunciato l’inizio della mobilitazione in forma progressiva della classe operaia partendo da Pomigliano. Il primo appuntamento è stato fissato per giorno 8 Maggio alla regione Campania. Un percorso che troverà un primo approdo al Primo Maggio del prossimo anno in cui l’obiettivo è arrivare con una crescita della coscienza, dell’organizzazione e della mobilitazione di classe che possa così formare le basi per dar vita al Sindacato di Classe in parallelo alla costruzione del Partito Comunista, ritenuto dagli operai intervenuti imprenscindibile per l’avanzata del movimento operaio in Italia definito dal compagno Granillo come il tallone d’achille del movimento operaio internazionale di cui ognuno deve sentire la responsabilità nei confronti del movimento operaio greco, spagnolo ecc…, in quanto la debolezza della lotta in Italia è un forte ostacolo alla crescita e avanzamento del movimento operaio negli altri paesi e in tutto il continente. Partito Comunista che è stato delineato negli interventi susseguitosi come il Partito della classe operaia, che ripudi il riformismo ed il parlamentarismo. Sindacato di Classe pensato sul modello del PAME (Grecia) e dei Comitati d’Unità Operaia (Spagna) integrato nella Federazione Mondiale Sindacale. Sindacato di Classe che non può avere nulla a che fare con le pratiche dell’USB ed il loro “modello” di sindacato metropolitano, che pone fuori la centralità della classe operaia come becchino del capitalismo per ripercorrere le già fallite strade dei “nuovi soggetti”. Infine, da rilevare la massiccia adesione dei commercianti di Pomigliano che si sono schierati in solidarietà degli operai organizzando la “serrata” dei negozi che sono rimasti chiusi con l’esposizione di volantini in sostegno alla lotta degli operai. Un interessante esempio nel campo della realtà della necessaria alleanza sociale tra i diversi strati della società colpiti dalla crisi capitalista. I commercianti si sono definiti solidali perchè lavoratori e facenti parte di un tutt’uno collegato con gli operai della fabbrica, racchiuso nello slogan “se chiudono le fabbriche muore anche il territorio”. Un punto di vista quello dei commercianti che ovviamente non può che partire da una visione diversa da quella operaia e comunista, concentrando essenzialmente la critica a “un certo tipo di capitalismo” e una “certa gestione politica”. Ciò è normale e deriva dalla diversa collocazione nella piramide sociale del modo di produzione capitalista. La proletarizzazione di strati della piccola borghesia avvicina questi soggetti alla classe operaia ponendo le basi per l’alleanza sociale di resistenza sociale all‘offensiva capitalista.

Per concludere, l’Assemblea ha posto in modo chiaro gli obiettivi, i soggetti protagonisti e la strada da percorrere, adesso tocca percorrerla e avanzare.

Per il Partito Comunista!

Per il Sindacato di Classe!

 

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Intervento del PAME

Intervento di Marco Rizzo (segr. CSP-PC)

Successo dell’Assemblea Operaia del 1° Maggio a Pomigliano d’Arcoultima modifica: 2013-05-03T16:20:47+02:00da dalai87
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